19 ottobre 2007

Visita pastorale a Napoli: i bambini scrivono al Papa


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Papa, festa in diretta su otto maxischermi

LUIGI ROANO

Grande l’attesa e clima di festa in città per la visita del Papa e l’inizio del meeting per la Pace, le due manifestazioni che avranno luogo domenica. I preparativi fervono e ciascuno fa la sua parte. Il governo, su proposta del prefetto Alessandro Pansa ha - con un decreto ad hoc - dichiarato il meeting «grande evento». Così i costi per l’organizzazione degli enti locali - Comune e Regione dovevano sborsare 750mila euro - ora saranno coperti dall’esecutivo. Il conto alla rovescia - a 72 ore dall’arrivo di Benedetto XVI - è scattato e ieri in Comune è stato presentato il dispostivo per la viabilità. Più di mezza città inibita al traffico e percorsi limitati per i pedoni dall’una di domenica fino alle 19: da via Caracciolo a via Miano passando per il Lungomare chiuso per tre quarti in tutta la zona dei grandi alberghi. Il giorno prima - sabato 20 - sarà in vigore il divieto di sosta e fermata lungo gli itinerari che percorrerà il Santo Padre Benedetto XVI. A darne notizia sono stati il sindaco Rosa Russo Iervolino, l’assessore alla Protezione civile Giorgio Nugnes, quello al traffico Gennaro Mola e la collega con delega ai Grandi eventi Valeria Valente. Presenti il capo di gabinetto della Questura Antonio Borrelli e il funzionario della Prefettura Giovanna Via. L’itinerario del Papa è stato definito «zona gialla», un omaggio ai colori del Vaticano, ma la sostanza delle cose non cambia: è una zona rossa, cioè off-limits con 18 varchi blindati e uno spiegamento di forze imponente: 2000 poliziotti, 1200 vigili urbani, 600 volontari della protezione civile e poi gli 007 e le telecamere accese. E ancora 14 chilometri di transenne e un perimetro di città pari a 4,5 chilometri dove avranno accesso solo gli addetti ai lavori. Del resto domenica è anche la prima giornata del meeting interreligioso, e la sera al teatro San Carlo, ci sarà il premier Romano Prodi ad aprire i lavori. «Napoletani utilizzate i mezzi pubblici» l’appello che arriva da Palazzo San Giacomo. Metrò, bus e funicolari dalle 6,30 e per tutta la giornata funzioneranno come in un giorno feriale. Il Santo Padre arriverà il 21 alle 9 alla Stazione marittima, poi la recita dell’Angelus in piazza Plebiscito alle 10. Successivamente tappa al salone del Seminario Arcivescovile in viale Colli Aminei. Benedetto XVI si recherà nel pomriggio alla Cappella del Tesoro di San Gennaro. Infine ritorno alla Stazione marittima e partenza per il Vaticano. Otto ore durerà la visita del Papa. Per assistere alla Santa Messa sono arrivate 100mila richieste. Ma i posti a disposizione non andranno oltre i 20.800. Sul palco, per autorità e schola cantorum, spazio per 1500, con il coro che ne occuperà da solo 400. La piazza verrà suddivisa in 16 settori per 7.800 posti a sedere e 10 settori per 13.000 posti in piedi, totale appunto 20.800. Come fare per evitare la ressa? Ci sarà la diretta televisiva sui Rai Uno e ben 8 maxischermi: quattro in piazza del Plebiscito, uno in piazza Municipio e tre fra piazza Matteotti e piazza Carità. L’ultimo è in via di definizione sarà la Curia a decidere. Il Papa avrà in dono dal Comune un crocifisso dello scultore Riccardo Dalisi che ha il suo laboratorio nel rione Sanità. Gli sarà consegnato all’Istituto di Teologia ai Colli Aminei dove sarà allestito un tavolo con tutti i doni che il Santo Padre riceverà. La scultura porterà la firma della Iervolino e dei presidenti di Regione e Provincia Antonio Bassolino e Dino Di Palma. «Presenteremo una Napoli con i suoi problemi ma anche con le sue enormi potenzialità - spiega il sindaco - il Papa ci darà coraggio per andare avanti. Il nostro dono andrà poi in un Paese dove c’è la guerra». Settimana molto imporante per la città che sarà in vetrina sui media di tutto il mondo. Il 23 ottobre arriverà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la giornata conclusiva del meeting. Si recherà al museo di Capodimonte e a quello diocesano. Il Capo dello Stato potrebbe restare in città anche il giorno successivo.

© Copyright Il Mattino, 18 ottobre 2007


L’appello dei bambini «Prega anche per i cattivi»

ROSANNA BORZILLO

«Caro Papa Benedetto, Napoli ha tante cose belle come il mare e il Vesuvio, ma anche cose brutte come la violenza che i grandi chiamano camorra. Alcune persone uccidono per soldi e scelgono il male. Tu che sei vicino a Dio prega per queste persone violente perché anche loro hanno bisogno di essere amate». Alessandro, 8 anni, è uno dei 280 bambini dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice al Vomero che hanno scritto al Santo Padre in occasione della sua visita a Napoli. I bimbi della scuola elementare, guidati da suor Elisa Turco, si sono preparati così all’evento e regaleranno al Papa i loro pensieri. «Io vedo il mondo con gli occhi di un bambino - continua Alessandro - ed immagino la nostra vita come un aereo che ha bisogno di benzina che è l'amore». Ci sono poi i bambini della V B che si chiedono: «Non riusciamo a capire perché Napoli, una città così bella e piena di storia, sia inondata da tanti problemi. Vorremmo che molte cose cambiassero. La tua presenza qui per noi vuol dire speranza». «I bambini nelle 280 lettere che abbiamo raccolto, in sintesi, - spiega suor Elisa - vedono nel Papa l'amico, l'uomo della pace, colui che può impedire al male di andare avanti, alla violenza di diffondersi». Con la semplicità che è propria dei bambini. Così Roberta, 9 anni, gli svela un «segreto»: «non tutti ti vogliono bene. Io sono felice di vederti in Tv, tanto tanto felice, ma non tutti apprezzano quello che fai. Infatti, si sono verificate sui muri scritte contro la tua fede - scrive - spero che queste scritte si trasformino in lodi per te». Perciò c'è chi si offre per proteggere il Papa della pace: «Io da grande voglio diventare una guardia del Papa per proteggerti». In cambio chiede «solo» al Pontefice «di far diventare buoni i cattivi e far regnare la pace nel mondo». Su tutti la fede incrollabile dei più piccini: «Caro Papa - scrive Lorenzo, 8 anni - ti voglio parlare perché sono un po’ cattivello! Tu che conosci Gesù, gli puoi dire che posso migliorare perché ho sempre sognato di fare il buono?». Comune a tutti la gioia dell'arrivo di Benedetto XVI. «La nostra proposta di scrivere un pensiero al Santo Padre - conferma la direttrice dell'Istituto del Vomero - è stata accolta con gioia e ancora di più l'idea che il Papa potesse leggere e conservare i loro elaborati». Come accadrà per tutti gli altri «doni», le letterine dei bambini saranno portare in Seminario dove il Pontefice pranzerà con autorità religiose e politiche e i rappresentanti delle diverse confessioni religiose. «Senza differenze di religione e senza litigi», come auspica la piccola Federica.

© Copyright Il Mattino, 18 ottobre 2007


Al Plebiscito i pastori di tutte le religioni

Per la visita di Ratzinger a Napoli non poteva mancare il pastore. E non manca, ma invece di uno ce ne saranno otto.In fila l’uno accanto all’altro: il Papa accanto a un monaco buddista, e un rabbino in compagnia di due imam islamici e dei leader ortodossi. Ad avere l’idea di riprodurli in statuine di terracotta è stato il vulcanico Gennaro Di Virgilio, che non se ne lascia sfuggire una di occasioni. il maestro Genny Virgilio. Alte 27 centimetri, modellate a mano e dipinte ad olio, le statuine riproducono il pontefice, vestito con l’abito bianco, un rabbino, anch’esso in chiaro e con kippah sulla testa. Seguono, poi un patriarca ortodosso in abito talare scuro, le raffigurazioni di due imam, uno sciita e l’altro sunnita e, con il corpo quasi del tutto fasciato dalle ormai famose vesti arancioni, un monaco buddista ed un sacerdote induista, con tanto di terzo occhio dipinto sulla fronte. A chiudere, il cardinale Crescenzio Sepe, con veste scura, berretta e fascia color porpora. «Ho impiegato circa un mese per realizzare queste opere e spero di poterle consegnare a ciascuno dei leader che interverranno a Napoli» confessa Di Virgilio «ma, soprattutto, vorrei che sia il cardinale Sepe che papa Ratzinger potessero ricevere le proprie».

© Copyright Il Mattino, 18 ottobre 2007


Dal Comune il crocifisso firmato Dalisi

Sarà una scultura in ferro - un Cristo crocifisso in ferro alto circa 60 centimetri - realizzata dall’artista napoletano Riccardo Dalisi, l’omaggio che le istituzioni napoletane faranno a Benedetto XVI in occasione della sua visita a Napoli di domenica prossima, in concomitanza con la prima giornata del Meeting interreligioso per la Pace. Si tratta di una iniziativa pensata e quindi realizzata insieme da tutte le istituzioni locali. «Il Comune, la Provincia e la Regione» ha spiegato il sindaco Rosa Russo Iervolino «hanno scelto Dalisi, artista del quartiere Sanità come simbolo della città. Dalisi lavora nel suo quartiere, spesso noto per fatti di cronaca nera. Scegliendo lui vogliamo così dare un forte segnale sociale al Pontefice». L’opera sarà confezionata in una elegante scatola blu realizzata appositamente dagli artigiani del Borgo Orefici e consegnata al personale del Vaticano, che con una cerimonia al Seminario Arcivescovile (dove domenica si terrà il pranzo ufficiale con i delegati del meeting) si presenterà al Papa tutti i doni ricevuti. «Avevamo ipotizzato anche un presepe napoletano» ha aggiunto Iervolino «ma il Comune ne ha donato uno al Papa in occasione della canonizzazione di Smaldone nel giugno del 2006». Poi, conclude il primo cittadino di Napoli, «Dalisi lavora con i giovani del quartiere e questo è un forte segnale di speranza e concretezza».

© Copyright Il Mattino, 18 ottobre 2007

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