19 febbraio 2008

Istruzione «Sanctorum Mater»: il commento di "Avvenire"


Vedi anche:

Insulti ai Cattolici anche nella trasmissione "Forum"

Rosso "malpela" Colombo, Bonino, Scalfari e...Politi!

Beatificazioni, il Vaticano chiede ai vescovi più rigore (Alberto Bobbio)

SANTI & BEATI Giro di vite del Papa (Tornielli per "Il Giornale")

Norme più severe per le beatificazioni. Stop alle «corsie preferenziali» (Galeazzi per "La Stampa")

La Fabbrica dei Santi e il Rigore (Vittorio Messori per "Il Corriere della sera")

Perchè in pochi ricordano le parole di Norberto Bobbio contro l'aborto? Una riflessione di Magris per "Il Corriere"...

Sulla pillola del giorno dopo, intolleranza verso i medici obiettori (Zenit)

Il "caso" Napoli: "Il ricovero in Ostetricia, l'espulsione del feto in bagno e la corsa in sala parto per l'operazione, il risveglio e le polemiche"

Che cosa disse Giovanni Paolo II a proposito della legge sulla fecondazione assistita? E Benedetto XVI? Ecco i testi...

Fecondazione, bloccate le nuove linee guida della Turco: il governo deve disbrigare solo gli affari correnti...

I vescovi tedeschi ribadiscono il loro ‘no’ all’uso di embrioni a fini di ricerca

Libreria Editrice Vaticana, «cantiere» di fede e cultura. Dal «Gesù» alla «Spe salvi» i bestseller «firmati» Ratzinger

Il no di Ferrara a Pannella: "La vita umana non è un talk show" (Marina Corradi per "Avvenire")

Il celibato sacerdotale: che cosa insegna il Concilio Vaticano II? E Benedetto XVI? Ecco i testi...

Ansa e Repubblica: Il Presidente dei vescovi tedeschi pronto a discutere del celibato sacerdotale. Che apertura è?Sappiamo tutti che non è un dogma...

La 194 e il "mutamento del clima" evocato da Rodotà: quando il dettato di una legge viene messo tra parentesi (D'Agostino per "Avvenire")

Giovanni XXIII: "Pio IX è l'ispiratore del Concilio Vaticano II"

Politi attacca violentemente il Papa "accusandolo" di avere rivalutato Pio IX, rievocando la lectio di Ratisbona e contrapponendolo ai predecessori...

VERSO GLI ALTARI

Nell’Istruzione «Sanctorum Mater» si mettono a fuoco i passaggi da seguire fin dall’inizio dell’istruttoria a livello diocesano

«La fama di santità, requisito cruciale per aprire una causa»

DA ROMA

SALVATORE MAZZA

Più accortezza nel promuove­re nuove cause. Più rigore nel loro svolgimento. E, tut­to questo, secondo canoni precisi e stabiliti. È questa l’Istruzione Sanc­torum Mater, pubblicata e presen­tata ieri dalla Congregazione delle cause dei santi, che «rimette a punto» i diversi passaggi che devo­no essere seguiti nei processi di ca­nonizzazione, a iniziare dalla loro fase diocesana. «Non una nuova legge più rigorosa, ma un più rigo­roso adempimento di una legge che già esiste», ha definito l’Istru­zione il cardinale José Saraiva Mar­tins, prefetto del dicastero vatica­no, presentando ieri il testo nella Sala Stampa della Santa Sede, in­sieme a monsignor Michele Di Ru­berto e a monsignor Marcello Bar­tolucci, rispettivamente segretario e sotto-segretario della medesima Congregazione.

Un vademecum in sei parti

Si tratta di «un vademecum com­pleto e sistematico, che fornisce o­rientamenti chiari e precisi per i passi che si devono compiere dal­l’inizio dell’istruttoria fino all’invio degli atti alla Congregazione delle cause dei santi», ha spiegato il por­porato, ricordando come il testo li­cenziato ieri arrivi a venticinque anni dalla promulgazione da parte di Giovanni Paolo II delle leggi at- tualmente in vigore, in continuità col quale l’Istruzione vuole favorire «un’applicazione più accurata del­le disposizioni di legge». Il docu­mento, diviso in sei parti, così «de­scrive minuziosamente tutti gli atti che i vescovi devono seguire per i­niziare e portare a termine la fase diocesana del processo di beatifi­cazione », ha spiegato Saraiva Mar­tins. Nella prima parte l’Istruzione vaticana richiama «la necessità di un’autentica fama di santità per i­niziare il processo». Nella seconda e nella terza parte si descrivono la fase preliminare e la celebrazione della causa; nella quarta e nella quinta le modalità da seguire nella raccolta delle prove documentali e in quelle «testificali». Nella sesta parte, infine, si indicano le proce­dure per gli atti conclusivi dell’in­chiesta diocesana. «La verifica se­ria e severa della fama di santità o di martirio – ha ricor­dato il cardinale Saraiva Martins – costituisce un a­dempimento pre­vio e assolutamen­te necessario da realizzarsi in dioce­si ». Anzi questo, ha precisato il pre­fetto, «è il requisito fondamentale: altrimenti il vescovo non può, nemmeno volendo, iniziare una causa di beatificazione». In altre parole, questo vuol dire che «è la comunità stessa dei fedeli che fa il primo passo di un processo di bea­tificazione.

Miracoli «fisici» e «morali»

Altro invito ribadito nella nuova i­struzione vaticana, quello a «di­stinguere bene tra santità e mira­colo ». Questi infatti «non ha niente a che fare con la santità: è il sigillo che Dio pone, e che garantisce che quella persona è santa. Solo Dio fa i miracoli: il miracolo – ha puntua­lizzato Saraiva Martins – conferma la santità, non è la santità stessa».
Quanto all’eventuale 'liceità' di un «miracolo morale», in luogo di un miracolo fisico, il cardinale Saraiva Martins ha ancora sottolineato che «quella del miracolo è un’esigenza attuale: non basta un miracolo morale, si richiede un miracolo fi­sico. Il miracolo morale è molto più difficile da definire nei suoi contorni, non ci dà una certezza scientifica». Con la pubblicazione di questa Istruzione, insomma, «ri­teniamo di aver reso un servizio non indifferente ai vescovi dioce­sani e alle stesse cause di beatifica­zione e di canonizzazione – ha sin­tetizzato, concludendo, il prefetto della Congregazione delle cause dei santi –. In effetti, l’articolo 27, al punto 'a' delle leggi sulla proce­dura diocesana, conosciuta come Normae Servandae, raccomanda di 'curare con somma diligenza e im­pegno che nella raccolta delle pro­ve nulla venga omesso di quanto in qualunque modo abbia attinen­za con la causa, tenendo per certo che il felice esito della causa stessa dipende in gran parte dalla sua buona istruzione'».
Il cardinale Josè Saraiva Martins: «È la comunità dei fedeli a fare il primo passo di un processo di beatificazione. Il vescovo non può avviarlo se non c’è fama di santità»

© Copyright Avvenire, 19 febbraio 2008

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il testo italiano della Istruzione Sanctorum Mater, lo si trova in:

http://www.qumran2.net/indice.pax?id=77&ida=11&area=magistero&sottoarea=congregazioni

Gradirei una segnalazione su link di testo latino.
Un cordiale saluto

alfonso.guijarro@gmail.com