10 maggio 2008

Il Papa sull'Humanae Vitae: "L’amore coniugale, aperto al dono inestimabile della vita, sappia coniugare libertà e verità" (Radio Vaticana)


Vedi anche:

Il Papa: "L'Humanae Vitae non solo manifesta immutata la sua verità, ma rivela anche la lungimiranza con la quale il problema venne affrontato" (Discorso del Santo Padre ai partecipanti al Congresso internazionale promosso dalla Pontificia Università Lateranense, nel 40° Anniversario dell’Enciclica "Humanae vitae")

La Chiesa ed i media, relazione del cardinale Bagnasco: "La scelta di affrontare temi decisivi" (Osservatore Romano)

Quarant'anni fa nasceva il quotidiano "Avvenire": "Comunicare con l'intelligenza amica della fede" (Osservatore)

Lucetta Scaraffia sull'Humanae Vitae: Fiducia di Paolo VI nella persona di fronte alla “liberalizzazione sessuale” (Zenit)

Il Papa invitato in Armenia. Nell’incontro con Karekin II speranza per l'unità dei Cristiani (Paglialunga)

Pechino: «Pronti a migliorare le relazioni con il Vaticano» (Mazza)

Rosso Malpelo: "Cattolici e potere: ovvietà e sorprese"

Summorum Pontificum, istituita la prima “parrocchia personale” romana per la celebrazione della Messa tridentina

Tornielli intervista Mons. Guido Marini sui paramenti liturgici del Santo Padre, sulla croce pastorale e sul posizionamento del crocifisso sull'altare

Siria, Patriarca melchita: ''Ho consegnato al Papa invito di Assad'' (Aki)

"Il porto e la vita, ecco le ansie di Genova": intervista al cardinale Bagnasco (Repubblica)

La «Spe salvi» e il carattere morale della fede cristiana. La speranza mette ordine nel cuore dell'uomo (Osservatore)

Il Nunzio Apostolico in Australia: il Papa porterà speranza (Zenit)

"Le divisioni fra i Cristiani sfigurano il Corpo di Cristo ma lo Spirito Santo continua a guidare la Chiesa in modi sorprendenti e spesso inattesi" (Discorso del Santo Padre a Karekin II, Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, e la risposta di quest'ultimo)

Intervista al sociologo Sabino Acquaviva: “Ecco perché Benedetto XVI è un Papa globale” (Galeazzi)

Humanae Vitae, Mons. Rino Fisichella: "La natura non è un'invenzione cattolica" (Osservatore Romano)

NASCE LA VERSIONE LATINA DEL SITO DEL VATICANO

La mamma dei soliti noti minaccia di partorire a Genova il 18 maggio ma non è il caso di fare i catastrofici...

Savona, record di richieste per la Messa del Papa. Allarme della Curia: “Non fotocopiate i pass per piazza del Popolo”

Don Marco Granara, rettore del santuario della Guardia: "Il Papa non punta sull´ideologia. Chi contesta sa che uscirà perdente" (Repubblica)

Il teologo Ratzinger: "La fede cristiana non dice “Io credo qualcosa”, bensì “Io credo in te”. Essa è l’incontro con l’uomo-Gesù"

L’amore coniugale, aperto al dono inestimabile della vita, sappia coniugare libertà e verità: l’esortazione di Benedetto XVI ai partecipanti al convegno sull’Humanae Vitae di Paolo VI, documento coraggioso e lungimirante

Coniugare libertà e verità di fronte al dono inestimabile della vita umana: si è sviluppato intorno a questo tema fondamentale, “antico e sempre nuovo”, il discorso di Benedetto XVI ai partecipanti al Convegno internazionale per il 40.mo anniversario della Humanae Vitae di Paolo VI.

Un intervento di grande respiro su uno di quei “valori non negoziabili” tanto cari al Pontefice.

L’udienza di stamani ha offerto anche l’occasione a Benedetto XVI di ricordare il coraggio e la lungimiranza di Papa Montini nella pubblicazione di questa Enciclica, purtroppo spesso fraintesa. L’indirizzo d’omaggio al Pontefice è stato rivolto dall’arcivescovo Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, ateneo che in questi giorni ha ospitato il convegno sull’Humanae Vitae. Il servizio di Alessandro Gisotti:


“Il riguardo per la vita umana e la salvaguardia della dignità della persona” ci impongono di “non lasciare nulla di intentato perché a tutti possa essere partecipata la genuina verità dell’amore coniugale responsabile, nella piena adesione alla legge iscritta nel cuore di ogni persona”: è il richiamo di Benedetto XVI nel suo appassionato discorso sull’Humanae Vitae di Paolo VI. Un documento, ha detto, che a quarant’anni dalla sua pubblicazione “non solo manifesta immutata la sua verità, ma rivela anche la lungimiranza con la quale il problema va affrontato”. Il Pontefice ha voluto ricordare il contesto difficile in cui maturò la pubblicazione dell’Humanae Vitae ed ha sottolineato il coraggio di Papa Montini:

“Quel documento divenne ben presto segno di contraddizione. Elaborato alla luce di una decisione sofferta, esso costituisce un significativo gesto di coraggio nel ribadire la continuità della dottrina e della tradizione della Chiesa. Quel testo, spesso frainteso ed equivocato, fece molto discutere anche perché si poneva agli albori di una profonda contestazione che segnò la vita di intere generazioni”.

“L’insegnamento dell’Humanae Vitae”, ha riconosciuto il Papa, “non è facile”. Tuttavia, ha proseguito, “è conforme alla struttura fondamentale mediante la quale la vita è sempre stata trasmessa fin dalla creazione del mondo, nel rispetto della natura e in conformità con le sue esigenze”. La “parola chiave” per comprendere l’Enciclica di Paolo VI, ha rilevato, “rimane quella dell’amore”. Di fatto, ha spiegato, nella Humanae Vitae “l’amore coniugale viene descritto all’interno di un processo globale che non si arresta alla divisione tra anima e corpo né soggiace al solo sentimento, spesso fugace e precario, ma si fa carico dell’unità della persona”. Tolta questa unità, è stato il monito di Benedetto XVI, “si perde il valore della persona e si cade nel grave pericolo di considerare il corpo come un oggetto che si può comperare o vendere”:

“In una cultura sottoposta alla prevalenza dell’avere sull’essere, la vita umana rischia di perdere il suo valore. Se l’esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell’amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa”.

Per questo, ha avvertito, come credenti “non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita”. E, ancora, il Santo Padre ha ribadito che il Magistero della Chiesa “non può esonerarsi dal riflettere in maniera sempre nuova e approfondita sui principi fondamentali che riguardano il matrimonio e la procreazione”. Ha così messo l’accento sul “dono inestimabile” della vita al quale non può “rimanere chiuso” l’amore coniugale. “Nella fecondità dell’amore coniugale – ha detto ancora – l’uomo e la donna partecipano all’atto creativo del Padre”. Non a caso, ha rammentato, parlando dell’amore umano, Gesù “si richiama a quanto operato da Dio all’inizio della Creazione”. Una parola, ha affermato, che “permane immutata con la sua profonda verità e non può essere cancellata dalle diverse teorie che nel corso degli anni si sono succedute e a volte perfino contraddette tra loro”:

“La legge naturale, che è alla base del riconoscimento della vera uguaglianza tra le persone e i popoli, merita di essere riconosciuta come la fonte a cui ispirare anche il rapporto tra gli sposi nella loro responsabilità nel generare nuovi figli. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi”.

Quindi, il Papa ha esortato a riscoprire la fecondità dell’alleanza tra ragione e amore. “Se la ragione istruisce l’amore e l’amore illumina la ragione”, ha detto citando Guglielmo di Saint Thierry, “allora essi possono fare qualcosa di grande”. Questo “qualcosa di grande”, ha precisato, è proprio “il sorgere della responsabilità per la vita, che rende fecondo il dono che ognuno fa di sé all’altro”:

“E’ frutto di un amore che sa pensare e scegliere in piena libertà, senza lasciarsi condizionare oltremisura dall’eventuale sacrificio richiesto. Da qui scaturisce il miracolo della vita che i genitori sperimentano in se stessi, verificando come qualcosa di straordinario quanto si compie in loro e tramite loro”.

Ecco perché, ha evidenziato, “nessuna tecnica può sostituire l’atto d’amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero più grande che li vede protagonisti e compartecipi della Creazione”. Benedetto XVI ha dedicato la parte conclusiva del suo discorso all’educazione degli adolescenti, le cui reazioni, ha notato, “manifestano una non corretta conoscenza del mistero della vita e delle rischiose implicanze dei loro gesti”. Ha dunque richiamato “l’urgenza formativa” che, ha sottolineato, “vede nel tema della vita un suo contenuto privilegiato”. Il Papa ha espresso l’auspicio che i giovani “possano apprendere il vero senso dell’amore e si preparino per questo con un’adeguata educazione alla sessualità senza lasciarsi distogliere da messaggi effimeri che impediscono di raggiungere l’essenza della verità in gioco”:

“Fornire falsi illusioni nell’ambito dell’amore o ingannare sulle genuine responsabilità che si è chiamati ad assumere con l’esercizio della propria sessualità non fa onore a una società che si richiama ai principi di libertà e di democrazia. La libertà deve coniugarsi con la verità e la responsabilità con la forza della dedizione all’altro anche con il sacrificio”.

“Senza queste componenti – ha concluso il Santo Padre – non cresce la comunità degli uomini e il rischio di rinchiudersi in un cerchio di egoismo asfissiante rimane sempre in agguato”.

Dal canto suo, l’arcivescovo Rino Fisichella ha ricordato l’attenzione riservata dagli allora cardinali Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger all’insegnamento dell’Humanae Vitae. Un documento, ha affermato, “che riesce a coniugare e salvaguardare in modo coerente il rispetto per la legge naturale e la libertà dei coniugi”.

© Copyright Radio Vaticana

Nessun commento: