19 agosto 2008

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Don Muser favorito per la successione

In corsa anche il teologo Golser, Matzneller e il guardiano dei Francescani Hopfgartner

MIRCO MARCHIODI

BOLZANO.

Dopo che la Curia altoatesina ha stretto al massimo i tempi per l’elezione dell’amministratore diocesano (don Josef Matzneller è stato nominato già il giorno dopo il decesso di Wilhelm Egger, quando il diritto canonico dà otto giorni di tempo), ora la palla passa a Roma. Sarà il Pontefice a nominare il nuovo vescovo della Diocesi di Bolzano e Bressanone, scegliendo tra una terna: il nome che circola con più insistenza è quello di don Ivo Muser, rettore del Seminario Maggiore a Bressanone.
Ad accorciare i tempi per la nomina del successore di Wilhelm Egger alla guida della Diocesi di Bolzano e Bressanone potrebbe essere la profonda conoscenza del territorio da parte di Papa Benedetto XVI. Sarà lui a indicare il nuovo vescovo scegliendolo all’interno di una terna di nomi che il legato pontificio indicherà assieme al cardinale Angelo Scola, patriarca delle diocesi del Triveneto dopo aver consultato anche il collegio dei consultori. La scomparsa improvvisa di Egger ha colto tutti di sorpresa, ma la velocità con cui la Curia altoatesina ha eletto l’amministratore diocesano Josef Matzneller fa presagire che anche la nomina del nuovo vescovo possa avvenire in fretta; ci vorranno comunque dei mesi.
Il nome che sta circolando con sempre più insistenza è quello di don Ivo Muser, pusterese di 46 anni e rettore del Seminario Maggiore di Bressanone che fino a lunedì scorso ha ospitato il pontefice durante il suo soggiorno in Alto Adige. In corsa anche don Karl Golser, don Josef Matzneller e Willibald Hopfgartner, padre guardiano del convento dei Francescani a Bolzano.
A favore di Muser, sacerdote dal 1987, decano del Duomo di Bressanone e già segretario particolare di Egger, ci sono diversi elementi.
Tra questi spicca proprio l’amicizia personale con papa Ratzinger, che ha conosciuto nel 1998 e che da allora ha ospitato una decina di volte, prima da cardinale e ora da pontefice. Poi c’è il fatto che dopo la nomina di Egger è più probabile che la Santa Sede non punti più su un religioso, ma piuttosto opti per qualcuno che arrivi dalla Diocesi.
Due fattori che Muser ha in comune anche con don Karl Golser, già preside dello Studio Teologico e collaboratore di Ratzinger nella Congregazione della dottrina della fede. Ma Golser - collega di Muser come docente al Seminario Maggiore - paga un’età non più giovanissima (65 anni) e forse il fatto di essere stato già troppe volte indicato come possibile vescovo, sia per la Diocesi di Bolzano e Bressanone (nel 1986 gli era stato preferito Egger), sia per quella di Innsbruck.
Attualmente i compiti del vescovo li svolge Josef Matzneller, che proprio l’altro giorno è stato nominato amministratore diocesano. 64 anni di Aldino, Matzneller è stato segretario particolare sia di monsignor Gargitter sia di monsignor Egger e fino a domenica è stato il vicario generale della Diocesi. Alla domanda se la nomina ad amministratore diocesano lo taglierà fuori dalla corsa al vescovado, Matzneller ha risposto con decisione: «No, non è così». Segno che neppure lui si considera battuto in partenza, anche se potrebbe scontare l’handicap dell’età.
Infine padre Willibald Hopfgartner, francescano di 61 anni che insegna al ginnasio di via Vintler e che ricopre diverse cariche all’interno dell’ordine. In passato è stato vicino ad assumere la carica di vescovo di Innsbruck, poi non se n’era fatto nulla. Padre Hopfgartner, assieme ad altri quattro religiosi, tra cui anche don Golser, era stato scelto dal vescovo per porre una domanda al Pontefice durante l’incontro che Benedetto XVI ad inizio agosto aveva avuto col clero locale.
Il favorito resta comunque don Muser. Che però in questi giorni ha altro per la testa, visto che proprio nella chiesa del Seminario Maggiore sarà allestita la camera ardente per il vescovo Egger dopo che oggi - al termine del requiem in Duomo - il feretro sarà trasferito a Bressanone.

© Copyright Alto Adige, 19 agosto 2008

«Ciao vescovo», migliaia in fila in Duomo

Ieri una processione continua lasciati centinaia di messaggi

Il fratello gemello Kurt ha lasciato accanto al feretro una foto che lo ritrae insieme a Wilhelm

di Franz Giordano

BOLZANO.

Cinquanta passi. Dalle prime ore del mattino centinaia di fedeli li percorrono lungo la navata centrale del Duomo. Una colonna compatta e silenziosa dal portone di ingresso fino all’altare, dove domenica sera è stata spostata la salma del vescovo Egger. Nel corso della giornata arrivano anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, e l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Vicino alla salma ci sono due fotografie che ritraggono il vescovo sorridente: la prima con Benedetto XVI, la seconda insieme al fratello Kurt, in un momento di intimità familiare.
In Duomo i fedeli avanzano in processione per l’ultimo saluto. Entrano e seguono lentamente il flusso che li spinge verso la bara chiusa. Sull’altare, appoggiata su un cuscino, c’è la mitra di monsignor Egger. A fianco il bastone pastorale.
All’esterno della chiesa Kurt Egger è circondato da alcuni amici. Una coppia si avvicina per fargli le condoglianze. Lui ha gli occhi lucidi. E’ commosso dall’afflusso di fedeli, ma non ha voglia di parlare. All’interno della chiesa la fila si ingrossa. I fedeli arrivano vicino all’altare, benedicono con l’acqua santa la bara di legno chiaro e lasciano un fiore. Poi, prima di allontanarsi, scrivono un ultimo pensiero nel libro appoggiato vicino all’altare. Tra le migliaia di persone c’è anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei: «Ci ha uniti un’amicizia profonda e fraterna. La sua scomparsa è una ferita. Sono venuto a Bolzano per stringermi vicino alla Diocesi in lutto. Anche il Santo Padre - che qui ha ricevuto un’accoglienza piena di affetto - è rimasto colpito dall’improvvisa scomparsa di monsignor Egger ed è particolarmente vicino al dolore e alla ferita di questa comunità cristiana». In chiesa, tra le parole lasciate nel libro, ci sono anche quelle dell’ex presidente della Repubblica e senatore a vita Francesco Cossiga, che arriva alle due e mezza e si ferma mezz’ora nella navata laterale. Prima di andarsene Cossiga immerge la mano nell’acqua santa e benedice la bara. Un ultimo saluto: «E’ morto un amico». Intorno a Cossiga tanti altri fedeli arrivati da tutto l’Alto Adige. Famiglie, anziani e giovani. «Sono molto triste - dice Annamaria Tarsia - il vescovo Wilhelm è sempre stato un esempio di grande equilibrio». Le porte del Duomo continuano ad aprirsi. Gruppi di persone entrano, altri escono. Un flusso continuo. «Ci ha lasciato un insegnamento fondamentale - aggiunge Anna Conte - L’importanza dell’unità tra popoli». E ancora. «Un bravo vescovo - dice Maria Milazzo - sono rimasta colpita dalla sua morte improvvisa». Fino a sera migliaia di persone si susseguono in processione. «Non frequento assiduamente la chiesa - spiega Elisabeth Huber - ma sono venuta per un ultimo saluto al nostro vescovo». La salma di monsignor Egger resterà in Duomo fino alle 15 di oggi, quando verrà celebrato un requiem. Poi sarà trasferita nella chiesa del Seminario maggiore di Bressanone, dove resterà fino a giovedì, giorno dei funerali che si svolgeranno nel Duomo dell’antica sede vescovile.

© Copyright Alto Adige, 19 agosto 2008

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