25 aprile 2007

Finalmente il cardinale Martini interviene e precisa...


Cari amici, sapete che io considero disdicevole e assurdo parlare della votazione del conclave, tuttavia, mi sembra che questo articolo faccia FINALMENTE CHIAREZZA!
Dall'aprile 2005 si sono susseguite tesi e controtesi volte a dimostrare che il cardinale Martini veicolo' i voti, che gli erano stati attribuiti, verso Joseph Ratzinger, rendendo possibile l'elezione di quest'ultimo.
Finalmente il cardinale Martini fa chiarezza (meglio tardi che mai!!!) ed interviene a smentire tale ricostruzione. Spero che, in futuro, nessun giornalista si azzardi piu' a presentare l'ex arcivescovo di Milano come grande elettore di Benedetto XVI dal momento che lo stesso interessato appare molto contrariato dal tentativo dei MEDIA di seminare zizzania fra lui e il Papa.
Si rassegnino i detrattori di Benedetto XVI visto che, pare, hanno perso il piu' grande alleato.
Chissa' se "Il Foglio" restera' il solo quotidiano a parlare della lettera di precisazione di Martini...scommetto di si' :-)
Di seguito potrete leggere l'articolo de "Il Foglio". Tengo pero' a fare una precisazione: trovo vergognoso e disdicevole il comportamento di quel porporato che ha "vuotato il sacco" con Lucio Brunelli. Il giuramento fatto di fronte a Dio di mantenere il silenzio non vale nulla?

Raffaella


Il card. Martini smentisce i martiniani

Di fronte alle ricostruzioni del Conclave che continuano a presentarlo come l’anti Ratzinger, l’arcivescovo emerito di Milano fa sapere in Vaticano di non riconoscersi nel ritratto che di lui danno i giornali

Roma. Ha suscitato una certa ilarità nei Sacri Palazzi la ricostruzione del Conclave che elesse Papa Benedetto XVI fatta domenica scorsa sulla Stampa. Secondo il quotidiano torinese infatti alla prima votazione di lunedì 18 aprile 2005 i cardinali elettori avrebbero attribuito 56 voti a Carlo Maria Martini, 51 a Joseph Ratzinger e 18 ad Angelo Sodano. Alla seconda i voti sarebbero stati più o meno gli stessi, alla terza i presunti suffragi sodaniani sarebbero confluiti sul porporato tedesco e alla
quarta, quella decisiva, anche Martini avrebbe fatto votare per l’allora decano del sacro Collegio. L’ilarità non è dovuta solo al fatto che alla prima votazione i voti validi sarebbero stati in totale ben 125, mentre è noto che gli elettori erano 115, ma è dovuta principalmente al fatto che voti e dinamiche non furono affatto queste. Oltretevere ci si chiede però chi possa aver interesse a far circolare queste versioni perlomeno strampalate, ci si chiede insomma perché la stampa periodicamente tenda a presentare Martini come il grande oppositore del pontificato ratzingeriano, una sorta di antipapa del XXI secolo. Tanto più che questo filo-martinismo anti-ratzingeriano dei mass media non sembra avere il gradimento dello stesso Martini, il quale ha fatto sapere per iscritto in Vaticano di non riconoscersi affatto nel ritratto che fa di lui il mondo giornalistico.
La vicenda va avanti da subito dopo il Conclave del 2005. Immediatamente circolarono veline più o meno interessate che volevano dare all’arcivescovo emerito di Milano un ruolo importante, e addirittura decisivo, nell’elezione del successore di
Giovanni Paolo II. Il 20 aprile il Corriere della Sera titolò “E il ‘rivale’ Martini dà il via libera”. Il Riformista del 21 aprile:“Martini e Re i grandi elettori”. Repubblica del 26 maggio definì Martini come “il grande elettore di Joseph Ratzinger”. Scese in campo persino Eugenio Scalfari che sul Venerdì del 5 maggio 2005 scrisse che “alcuni cardinali anziani, esclusi per ragioni di età dal conclave… hanno confermato che effettivamente, fin dalla terza votazione, i voti ‘martiniani’ hanno cominciato a confluire su Ratzinger”. Poco dopo Giancarlo Zizola e Alberto Melloni sul Mulino(n. 3 maggio-giugno 2005) fanno sostanzialmente proprie queste conclusioni.
Il primo a confutare seriamente queste veline è stato un giornalista americano, John L. Allen jr., vaticanista del settimanale progressista National Catholic Reporter e autore di una biografia critica del cardinale Ratzinger. Allen nel suo libro “The rise of Benedict XVI” (Doubleday, 2005), in base a colloqui avuti con otto cardinali elettori, esclude che Martini abbia avuto un ruolo centrale nel Conclave, che abbia avuto un numero significativo di suffragi e che abbia esternato sue adesioni finali alla candidatura di Ratzinger. “Per la maggior parte (dei cardinali) – scrive Allen – la teoria che Martini si sia formalmente ritirato dalla corsa sembra essere stata un esercizio post factum tra i progressisti storditi, alla ricerca di qualche spiegazione per come l’elezione di Ratzinger possa essere accaduta così velocemente”.
La ricostruzione più dettagliata e attendibile rimane quella fornita dal vaticanista Lucio Brunelli su Limes (4/2005) e basata sulle rivelazioni di un cardinale elettore.
In base a questa ricostruzione Ratzinger avrebbe avuto da subito un cospicuo numero di voti (47 su 115) che sono sempre aumentati fino a superare la quota dei due terzi alla quarta votazione. Martini, considerato il candidato di bandiera anti-Ratzinger, non è stato mai in partita avendo ottenuto solo 9 voti al primo scrutinio. Il candidato che ha ottenuto più voti dopo Ratzinger è stato il gesuita argentino Jorge Mario Bergoglio, sul quale, a parte i 10 voti raccolti in prima battuta, si sono riversati i consensi dei “martiniani” e degli altri che non volevano che Ratzinger diventasse Papa.
In pratica Ratzinger è stato l’unico vero grande elettore di se stesso.
Nei Sacri Palazzi si fa notare che questa ricostruzione, aldilà di qualche lieve imprecisione numerica, è sostanzialmente veritiera.
E per la verità anche lo storico Alberto Melloni ne ha preso atto.

Il Foglio, 25 aprile 2007

2 commenti:

margherita ha detto...

raffaella,grazie per questo blog tanto aggiornato e preciso.
io penso che martini doveva scrivere ai giornali e non alla santa sede.
quando gli fa comodo si fa intervistare,quando il gioco si fa scomodo manda lettere che nessuno legge.

Raffaella ha detto...

Ciao Margherita e benvenuta nel blog :-))
Non posso che concordare con il tuo ragionamento: forse sarebbe stato piu' opportuno scrivere ai giornali interessati. Tuttavia e gia' un passo avanti al quale, spero, ne seguiranno altri.
Raffaella