24 aprile 2007

Luigi Accattoli: ”Benedetto XVI parla di più alla Chiesa e meno al mondo”


Vedi anche:

La tendenziosità e la malafede dei media

Il Vescovo Agostino e il Papa Benedetto di Gaspare Barbiellini Amidei

Riportiamo l'intervento di Luigi Accattoli (Corriere della sera) sulla comunicazione di Papa Benedetto XVI.
Seguira' una mia riflessione.

Raffaella

”Benedetto XVI parla di più alla Chiesa e meno al mondo”
Secondo il vaticanista del “Corriere della Sera”, Luigi Accattoli

ROMA, lunedì, 23 aprile 2007 (ZENIT.org).- Benedetto XVI, a differenza di Giovanni Paolo II, “rivolge meno messaggi al mondo” e “parla di più alla Chiesa”.

E l’intuizione di Luigi Accattoli, vaticanista del “Corriere della Sera”, espressa venerdì scorso durante una tavola rotonda sulla religione nella stampa organizzata dal Centro Interdisciplinare sulle Comunicazioni Sociali della Pontificia Università Gregoriana (www.unigre.it).

Per Accattoli, che ha confessato di aver letto tutti i discorsi di Giovanni Paolo II “dal primo all’ultimo” e di Benedetto XVI, è chiaro che questo Papa parla soprattutto della fede. “Azzarderei che questo Pontefice tratti di meno i temi mondani e parli più di Dio, di carità e di Gesu”.

Questo si vede, ad esempio, dal fatto che il Santo Padre “riceve più Vescovi e riduce le visite dei politici”.

“Benedetto XVI parla di più alla Chiesa e meno al mondo”, afferma Accattoli, che ha aggiunto: “penso che a un certo punto lui stesso lo dirà”.

Secondo il vaticanista, può accadere che “se si riducono i messaggi al mondo ci sarà anche un minore interesse del mondo ai suoi messaggi”.

Il giornalista si è anche soffermato sull’informazione religiosa e i suoi limiti: “I luoghi comuni dell'informazione religiosa in Italia sui media commerciali sono due: l'eccesso di attenzione alla figura papale e l'interpretazione degli eventi sotto specie politica”.

“In questo momento è evidente l'influenza della seconda di queste chiavi, fino a livelli che potrebbero risultare anche fisicamente pericolosi: vedi scritte sui muri e minacce di morte al presidente della CEI”, ha osservato.

“Al di fuori del Papa e della valutazione politica, la notizia religiosa è utilizzata come materiale di alleggerimento: miracoli, visioni, paranormale, pronunciamenti sulla sessualità. Scontati questi limiti, il livello complessivo dell'informazione è buono e mediamente superiore a quello di altri Paesi”, considera Accattoli, che ha un blog personale (www.luigiaccattoli.it).

Per quanto riguarda il futuro dell’informazione religiosa in Italia, il vaticanista ha concluso sostenendo che secondo lui “si continuerà a parlare del Papa in forma stabile, ma si parlerà ogni volta di meno in chiave politica perché c’è una diminuzione dell’influenza della religione nella politica italiana”.

Zenit

E' molto interessante questa riflessione di Luigi Accattoli. E' vero: Papa Benedetto XVI parla piu' di Dio e meno di politica.
E io mi chiedo: e' un male? Ovviamente no, a mio modesto parere! Che cosa deve fare un Papa se non occuparsi di Dio e della Chiesa?
Benedetto XVI ha una grande ambizione: far capire a tutti che il Cristianesimo non e' una ideologia (magari politica), ma un incontro personale con Cristo.
Il Papa non e' un politico e non vuole esserlo! A lui preme testimoniare la fede e non imporre un'ideologia mondana.
Ecco la rivoluzione, ecco il nucleo del Pontificato di Benedetto.
Come puo' aiutarci a capire la Verita'? Penso che ci sia un unico modo: concentrare l'attenzione sui temi che riguardano Gesu' e la sua Chiesa, spiegare come il cristiano si deve comportare nel mondo, applicando gli insegnamenti del Vangelo, convincere tutti della gioia e della felicita' che il Cristianesimo da', spiegare che non si fa la volonta' di Dio scegliendo sempre e comunque il male minore, ma che occorre testimoniare coerentemente la nostra fede. Questo ci chiede Cristo e il Papa e' qui a ricordarcelo ed a spiegarcelo.
Tutto cio' si riflette inevitabilmente nella dimensione mondana.
Forse che i Cattolici non fanno parte del mondo? Non vi sono forse inseriti? E' nel mondo che i Cattolici devono operare ed i messaggi del Papa, indirizzati alle persone, si riversano automaticamente nel mondo.
Non sono, quindi, d'accordo sul fatto che il Papa abbia diminuito i messaggi al mondo. Certo! Occorre che i media si responsabilizzino e leggano nella giusta prospettiva le indicazioni di Benedetto XVI.
A Papa Ratzinger non interessa affatto la politica (anche se sarebbe stato un grande statista!), ma i suoi messaggi, rivolti a noi, che comunque viviamo nel mondo e non sulla Luna (come qualcuno auspicherebbe), hanno inevitabili ripercussioni mondane.
Il lavoro di Papa Benedetto e' immenso, ma necessario: per poter essere utile al mondo, il cattolico deve conoscere ed anche essere orgoglioso della sua fede.
Un Cristianesimo mondano, politicamente corretto, buonista e magari troppo ripiegato sull'opinione comune, personalmente, mi interessa poco e lo dico in tutta onesta'.

Raffaella

3 commenti:

francesco ha detto...

eh accattoli!!! sempre interessante e puntuale... concordo sulle storture informative dei media italiani troppo papocentrici e buttano tutto in politica... meno d'accordo sul fatto che bVI parli poco al mondo, come dice raffaella parlando alla chiesa parla al mondo... e fa un po specie sentire dire al tg che all'angelus il papa parla della misericordia di dio!!! semmai, pongo il problema, è che certe cose - non la misericordia di dio ovviamente! - dovrebbero restare in ambito ecclesiale e non diventare notizia per tutti (dal macro esempo del conclave fino alle esortazioni derivanti dalla fede)
e mi chiedo si può chiedere il silenzio stampa in certi casi? perchè no?

Raffaella ha detto...

Ciao Francesco, non potrei essere piu' d'accordo con te sulla necessita' di evitare la pubblicazione di fatti ed eventi che riguardano la Chiesa in maniera specifica. L'esempio piu' grave e' stato la pubblicazione del "diario segreto" (segreto?) di un anonimo (ovviamente) cardinale che ha snocciolato numeri e atteggiamenti dei porporati durante il conclave. Capisco che la stampa sia a caccia di notizie, ma, come ci si lamenta per la pubblicazione di certe foto di politici,cosi' si dovrebbe stigmatizzare il fatto di rendere pubblici resoconti del conclave e/o confessioni dei fedeli.
Ciao
Raffaella

Michele Salcito ha detto...

E' vero che Benedetto XVI parla più alla Chiesa che al mondo, ma a bilanciare questa situazione vi è la missione dei vescovi che, spesso, si trovano a dover affrontare problemi delle singole comunità locali. E' in quelle sedi che essi affrontano problemi pratici e quindi parlano più al mondo che ai fedeli per i quali ci pensano i sacerdoti. Se il presidente della Repubblica Napolitano dovesse tralasciare i problemi della nazione e della cooperaazione dell'Italia ai progetti internazionale e si mettesse ad affrontare i problemi pratici delle varie parti del Paese prima di tutto sarebbero così tanti che ne dovrebbe escludere molti per mancanza di tempo per parlarne (vi può essere qualche eccezione come è stato per la raccolta dei rifiuti della Campania) mentre vi sono altri deputati a questa funzione. Ecco quà il succo del discorso: come ciascuno di noi vorrebbe fare mille cose e poi ne fa sempre poche, così, anche un Papa, nella sua condizione umana identica alla nostra, deve fare delle scelte. Vedo l'osservazione di Accattoli giusta e per nulla preoccupante. La chiesa è una ma rformata da molte unità.