24 aprile 2007

Come volevasi dimostrare...rassegna stampa del 24 aprile 2007


Che profetessa! Che capacita' di prevedere il futuro!
Cari amici, chiamatemi Maga Maghella o (forse e' piu' indicato) Cassandra :-)
Come dicevamo ieri nel post "La lotta alla poverta', la lettera alla Merkel, i media ed i giornali di domani...", stamattina nessun quotidiano (almeno per ora) si degna di parlare della lettera che Benedetto XVI ha inviato ad Angela Merkel in vista del vertice del G8 con la richiesta (non eurocentrica) di azzerare il debito dei paesi piu' poveri.
Finora l'unico che accenna alla missiva e' il politologo di "Repubblica" Marco Politi, ma non certo per fare un complimento al Papa...anzi! Politi ha deciso di mettersi a fare proselitismo per la Chiesa Valdese! Siamo tutti fortunati per il fatto che Papa Benedetto sia tanto tollerante. Se al posto di Benedetto ci fosse un tipo come me, a quest'ora, sarebbero saltate molte tessere di accreditamento. Ma si sa...io non sono molto democratica...al contrario del Papa :-))

Oggi si parla molto dell'intervento di Mons. Amato (segretario della congregazione della dottrina della fede) sull'aborto con relative polemiche e toni drammatici.
Mi riservo di dire la mia solo ed unicamente quando potro' leggere direttamente il testo del discorso in questione...Ratisbona docet!

Raffaella


Aborto, l´anatema del Vaticano "E´ il terrorismo dal volto umano"
E il Papa scrive alla Merkel: cancellare il debito dei paesi poveri

Carteggio tra il Papa e la cancelliera in vista della presidenza tedesca del G8. Ratzinger definisce una priorità la lotta contro l´Aids
Le accuse della Congregazione per la Dottrina della Fede, l´ex Sant´Uffizio


MARCO POLITI

CITTA´ DEL VATICANO - L´aborto è terrorismo, la pillola abortiva è terrorismo ed egualmente l´eutanasia. Il violentissimo attacco viene direttamente dall´ex Sant´Uffizio, la Congregazione per la Dottrina della fede. Mons. Angelo Amato, segretario del dicastero, sceglie un convegno sul terrorismo - organizzato dal Consiglio vaticano per i Migranti - per lanciare una demonizzazione delle leggi che garantiscono l´interruzione di gravidanza. «Oltre all´abominevole terrorismo dei kamikaze c´è il cosiddetto terrorismo dal volto umano», ha dichiarato. Il prelato se l´è presa con l´«insidia» del linguaggio politicamente corretto, dove «l´aborto viene chiamato interruzione volontaria della gravidanza e non uccisione di un essere umano indifeso o quando l´eutanasia viene chiamata più blandamente morte con dignità». Monsignor Amato ha spiegato che il male non sta solo nell´azione di individui o gruppi terroristici, ma proviene anche da «centrali oscure, da laboratori di opinioni false, da potenze anonime che martellano le nostre menti con messaggi falsi, giudicando ridicolo e retrogrado un comportamento conforme al Vangelo». In un crescendo di accuse il prelato ha definito le cliniche in cui si praticano aborti «autentici mattatoi di esseri umani in boccio» e ha condannato i laboratori dove si fabbrica la pillola Ru 486 e gli istituti «dove si manipolano gli embrioni umani». Sotto accusa anche «i parlamenti dove si promulgano leggi contrarie all´essere umano».
Nella sua arringa di estrema violenza ha accomunato leggi statali, attività parlamentare, pillole abortive, eutanasia in un fascio maledetto, in cui spiccano anche le trame delle sette sataniche che praticano il «culto sacrilego del male». L´intervento di monsignor Amato riflette fedelmente la linea propugnata dal papa, che in Italia spinge l´episcopato a impedire l´uso della pillola abortiva Ru 486 e a frenare una legge sul testamento biologico, mentre in Messico appoggia i vescovi nella battaglia frontale contro la liberalizzazione dell´aborto. A Città del Messico il cardinale Norberto Rivera Carrera ha diffuso in tutte le chiese un elogio per la «paterna preoccupazione (del Papa) per un progetto di legge che contiene una gravissima minaccia alla vita innocente e indifesa dei nascituri».
E tuttavia il Vaticano non vuole dare l´impressione di produrre solo dei "no". Ieri è stato reso noto un inusuale carteggio tra il pontefice e la cancelliera tedesca Merkel. In vista della presidenza tedesca del G8, Benedetto XVI ha chiesto il 16 dicembre 2006 un impegno a fondo per combattere la povertà, specialmente in Africa, per affrontare il dilagare delle epidemie come l´Aids, la tubercolosi, la malaria e per la cancellazione del debito dei paesi sull´orlo della bancarotta. Il Papa denuncia l´«incapacità dei Paesi ricchi di offrire ai Paesi più poveri, in particolare a quelli dell´Africa, adeguate condizioni finanziarie e commerciali che renderebbero possibile un loro sviluppo duraturo». E propone una «rapida cancellazione completa ed incondizionata del debito estero dei Paesi poveri fortemente indebitati e dei Paesi meno sviluppati». La Merkel ha risposto nel febbraio scorso valorizzando le iniziative della Chiesa cattolica e garantendo il sostegno della Germania alle operazioni di riduzione del debito e di aiuto perché i Paesi poveri non ricadano in situazioni di indebitamento. La cancelliera definisce poi una «priorità» la lotta contro l´Aids e, infine, prospetta il dialogo anche con i Paesi «emergenti» come India, Cina e Brasile. Il carteggio, commenta il portavoce vaticano Lombardi, è la prova che Ratzinger «non è eurocentrico».
Proprio sul tema dell´Aids la Chiesa valdese lancia quest´anno per la raccolta dell´8 per mille (cui contribuiscono anche molti cattolici per protesta contro le ingerenze politiche della Cei) una campagna a favore del preservativo. Incentrata su aiuti all´Africa, la campagna si chiama «Un pozzo per l´acqua, un profilattico contro l´Aids, un sorriso alla vita». Mentre ancora il Vaticano discute ancora se ammettere il profilattico come «male minore», altre Chiese cristiane si impegnano da decenni in Africa nell´educazione al preservativo per bloccare il contagio.

Repubblica, 24 aprile 2007

Politi...Politi...lo sa che il Suo gioco e' fin troppo scoperto? Si noti la scelta dei termini: violentissimo attacco, il prelato se l´è presa, nella sua arringa di estrema violenza , l´intervento di monsignor Amato riflette fedelmente la linea propugnata dal papa (propugnata?).
Complimenti per l'accenno all'8 per mille, guarda caso proprio nei giorni in cui occorre destinarlo!!! Quali Cattolici danno la loro percentuale ai Valdesi? Ha dei dati, Politi?
Mi piacerebbe che prima della parola "Ratzinger" comparisse l'altro termine: "Papa". Grazie
.
Raffaella


DURISSIME ACCUSE DI MONSIGNOR AMATO, SEGRETARIO DELL’EX SANT’UFFIZIO

“Aborto ed eutanasia forme di terrorismo”

Il Vaticano: cliniche mattatoi di esseri pronti a sbocciare

MARCO TOSATTI
CITTÀ DEL VATICANO
Durissimo attacco di monsignor Angelo Amato, il «numero 2» della Congregazione della Dottrina della Fede, alle leggi sull'aborto, accomunate al terrorismo. La Congregazione per la Dottrina della Fede è il «dicastero» più importante in Vaticano, perché deve custodire e garantire l'ortodossia; non a caso fino a Pio XII il Papa stesso ne era il prefetto. Monsignor Amato, salesiano, ha lavorato per vari anni con Joseph Ratzinger, fino all'elezione al soglio di Pietro; questo fa sì che il suo intervento di ieri nel corso del Seminario mondiale dei cappellani cattolici e membri delle Cappellanie dell'Aviazione civile sul problema del terrorismo assuma un rilievo del tutto particolare. E appare inevitabile che le sue parole riaprano polemiche analoghe a quelle suscitate dalle dichiarazioni sui «Dico» del presidente della Cei monsignor Bagnasco il 30 marzo scorso.
«Oltre all’abominevole terrorismo dei kamikaze, che occupa quotidianamente la nostra cineteca mediatica - ha detto l'arcivescovo Amato - c’è il cosiddetto "terrorismo dal volto umano", anch’esso quotidiano e altrettanto ripugnante, che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale, manipolando ad arte il linguaggio tradizionale, con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti, come quando l’aborto viene chiamato interruzione volontaria della gravidanza e non “uccisione di un essere umano indifeso”, o quando l’eutanasia viene chiamata "più blandamente morte con dignità"».
Le parole di monsignor Amato sono state riportate dal «Sir» (Servizio Informazione Religiosa), l'agenzia vicina ai vescovi italiani. «Il male oggi - ha continuato - non è solo azione di singoli o di gruppi ben individuabili, ma proviene da centrali oscure, da laboratori di opinioni false, da potenze anonime che martellano le nostre menti con messaggi falsi, giudicando ridicolo e retrogrado un comportamento conforme al Vangelo». Il segretario della Congregazione della Fede ha rilevato che «purtroppo non possiamo chiudere le biblioteche del male né distruggere le sue cineteche che si riproducono come virus letali, ma possiamo chiedere a Dio di rafforzarci, mediante la formazione di una retta coscienza che cerca e ama il vero e il bene ed evita il male».
Monsgnor Amato non ha minimizzato il problema del terrorismo, e l'uso che esso fa degli strumenti mediatici: «Leggendo i giornali, o utilizzando internet o la tv o la radio - ha detto - ogni giorno noi assistiamo a un film perverso sul male, che viene "girato" in ogni parte del mondo con sceneggiature sempre nuove e crudeli, come constatiamo dalle mille provocazioni del terrorismo internazionale». Ma a questa «razione giornaliera» di male fornita quotidianamente si aggiunge un altro tipo di male, che resta «quasi invisibile» ma che però «esiste nelle sedi più impensate e che, paradossalmente, viene presentato come bene», come una espressione del "progresso dell’umanità”. L’arcivescovo ha citato le cliniche abortiste, «autentici mattatoi di esseri umani in boccio»; ha parlato dei laboratori dove si «fabbrica» ad esempio la Ru 486, la cosiddetta pillola del giorno dopo, o dove «si manipolano gli embrioni umani»; e ha inserito in questa lista nera i parlamenti delle nazioni «civili» dove si «promulgano leggi contrarie all’essere umano». A questo si aggiungono le cosiddette sette sataniche che praticano «un vero e proprio culto sacrilego del male».
È probabile che monsignor Amato nel suo riferimento alle cliniche avesse presente una relazione secondo cui è in continuo aumento nel Regno Unito il numero di dottori e studenti in medicina che si rifiutano di fare aborti. A quarant'anni dalla approvazione della legge che ha legalizzato l'interruzione volontaria di gravidanza il «Royal College of Obstetricians and Gynaecologists», l'organo professionale che rappresenta ginecologi e ostetrici, ha dichiarato che metà degli aborti in Gran Bretagna avviene oggi in cliniche private perché buona parte dei professionisti operanti nella sanità pubblica fa obiezione di coscienza. Ogni anno in Gran Bretagna vengono interrotte 190.000 gravidanze, un terzo di tutte le donne sceglie di abortire una volta nella vita e il 90% di queste interruzioni di gravidanza avvengono prima delle dodici settimane di gestazione. Per Josephine Quintavalle, dell'associazione per la vita «Alive and Kicking» («Vivo e scalciante») «il Regno Unito è ormai consapevole che vi sono troppi aborti. Dovremmo collaborare perché l'aborto diventi raro».

La Stampa, 24 aprile 2007

Certo! E' sempre colpa del Papa! Quando il cardinale Ratzinger era Prefetto della CDF veniva investito sempre e comunque dai lanci di pomodori della stampa che attaccavano il porporato forse anche per non attaccare Papa Wojtyla. E ora che e' Ratzinger il Pontefice? Non e' cambiato nulla...due pesi e due misure? Si'!
Raffaella


Il Vaticano: «Eutanasia e aborto sono terrorismo dal volto umano»

di Andrea Tornielli

C’è il terrorismo dei kamikaze ma c’è anche il cosiddetto «terrorismo dal volto umano», anch’esso «ripugnante», che cerca di giustificare con l’espressione «interruzione di gravidanza» l’uccisione di un essere umano. Le cliniche abortiste sono «autentici mattatoi di esseri umani» e nell’elenco delle moderne espressioni del male non ci sono solo le sette sataniche ma anche i parlamenti delle nazioni che «promulgano leggi contrarie all’essere umano». Sono parole molto forti quelle che ha pronunciato ieri mattina monsignore Angelo Amato, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, in occasione del seminario mondiale dei cappellani dell’Aviazione civile, promosso dal Pontificio consiglio per i migranti. Brani della relazione dell’arcivescovo, dedicata a «riflessioni filosofiche e teologiche» sul problema del male, sono stati resi noti dal Sir, l’agenzia dei settimanali cattolici.
«Leggendo i giornali - o utilizzando internet, la tv o la radio - ogni giorno assistiamo a un film perverso sul male - ha detto Amato - che viene “girato” in ogni parte del mondo con sceneggiature sempre nuove e crudeli, come constatiamo dalle mille provocazioni del terrorismo internazionale». Per il segretario dell’ex Sant’Uffizio, alla «razione giornaliera» di male si aggiunge il male che resta «quasi invisibile» ma che «esiste nelle sedi più impensate e che, paradossalmente, viene presentato come bene», come espressione del «progresso dell’umanità». L’arcivescovo cita a questo riguardo le cliniche abortiste, definendole «autentici mattatoi di esseri umani in boccio», ma anche i laboratori dove si «fabbrica» ad esempio la pillola abortiva Ru 486, o dove «si manipolano gli embrioni umani». Nell’elenco figurano poi i parlamenti delle cosiddette nazioni «civili» dove si «promulgano leggi contrarie all’essere umano». A questo, ha spiegato monsignor Amato, si aggiungono le cosiddette sette sataniche che praticano «un vero e proprio culto sacrilego del male».
«Oltre all’abominevole terrorismo dei kamikaze, che occupa quotidianamente la nostra cineteca mediatica - ha detto ancora l’arcivescovo - c’è il cosiddetto “terrorismo dal volto umano”, anch’esso quotidiano e altrettanto ripugnante, che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale, manipolando ad arte il linguaggio tradizionale, con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti», come quando l’aborto viene chiamato «interruzione volontaria della gravidanza e non uccisione di un essere umano indifeso» o quando l’eutanasia viene chiamata «più blandamente morte con dignità». Il male oggi ha detto ancora Amato «non è solo azione di singoli o di gruppi ben individuabili, ma proviene da centrali oscure, da laboratori di opinioni false, da potenze anonime che martellano le nostre menti con messaggi falsi, giudicando ridicolo e retrogrado un comportamento conforme al Vangelo». «Purtroppo - ha concluso - non possiamo chiudere le biblioteche del male né distruggere le sue cineteche che si riproducono come virus letali» ma possiamo chiedere a Dio di «rafforzarci, mediante la formazione di una retta coscienza che cerca e ama il vero e il bene ed evita il male».

Il Giornale, 24 aprile 2007


Family day, il comitato vedrà Rutelli. La Bonino: centrosinistra diviso anche su questo

Il Vaticano: terrorista chi propaganda l'aborto
Affondo dalla Congregazione per la dottrina della fede
M. Antonietta Calabrò

ROMA — Oltre all'«abominevole terrorismo dei kamikaze» che assomiglia a un «perverso film sul male» girato ogni giorno in qualche regione diversa del mondo «con sceneggiature sempre nuove e crudeli», esiste anche «un cosiddetto terrorismo dal volto umano che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale». In tale categoria rientrano l'aborto, l'eutanasia, ma anche la pillola abortiva Ru 486 e i laboratori dove si manipolano gli embrioni, e quei Parlamenti che approvano leggi contrarie all'essere umano. Tutto ciò può essere paragonato alle sette sataniche che praticano «un vero e proprio culto sacrilego del male».
Questo durissimo j'accuse è stato lanciato da monsignor Angelo Amato, numero due della Congregazione per la dottrina della fede. Teologo autorevole, Amato è stato braccio destro dell'allora cardinale Ratzinger nell'ex Sant' Uffizio, a partire dal 2003.
Il «terrorismo dal volto umano», ha aggiunto Amato, «viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione, manipolando ad arte il linguaggio con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti». Sempre ieri Benedetto XVI, in una lettera scritta ai vescovi del Messico, è intervenuto contro la depenalizzazione dell'aborto nel paese latinomericano.
«Chiarezza» ha chiesto anche il Sir, agenzia dei vescovi italiani, all'indomani dei congressi dei Ds e della Margherita, mettendo in guardia da «una vecchia concezione laicista di ispirazione ottocentesca». Essa, secondo il Sir, «non rappresenta più un utile cleavage su cui costruire una proposta politica, pure affermando la centralità della famiglia». Quanto al Family Day, i promotori, dovrebbero incontrare il leader della Margherita, Rutelli, giovedì prossimo.
Sul versante opposto il ministro Bonino,a Radio Radicale, ha commentato criticamente l'esito dei due congressi: «Noi abbiamo indetto per il 12 maggio il giorno dell'orgoglio laico, la Margherita sostiene il Family day e i Ds si dicono equidistanti rispetto ai due appuntamenti.Credo che questo esempio spieghi bene il mio scetticismo rispetto ad un modo di vivere la politica».

Corriere della sera, 24 aprile 2007


A GENOVA / Il predecessore: ma la Chiesa non può tacere. In 500 alla fiaccolata di solidarietà, blitz dei centri sociali

Ruini da Bagnasco. Il presidente Cei: dispiaciuto per le tensioni

Erika Dellacasa

GENOVA — La mattina l'incontro fra l'ex presidente della Cei Camillo Ruini e il suo successore e arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, la sera la fiaccolata di solidarietà con Bagnasco, oggetto di minacce, organizzata da associazioni vicine a Forza Italia e sostenuta dalla Lega. Per la Curia di Genova è stata una giornata intensa ma vissuta all'insegna dell'understatement. L'incontro al Seminario era riservato ai sacerdoti, che si sono inerpicati lungo la ripidissima strada in circa duecento. Non erano presenti don Baget Bozzo e don Gallo, ovvero i due «estremi» della Chiesa genovese.
Al Seminario, presidiatissimo da forze di polizia, i ragazzi del centro sociale Zapata che aveva invitato i genovesi a impavesare i balconi di lenzuola con la scritta «Bagnasco vergogna» non si sono visti. Gli «zapatisti» hanno invece fatto un'incursione alla fiaccolata serale, mentre il corteo transitava in piazza Sozilia, nei carrugi del centro storico. Una ventina di persone è entrata all'improvviso tra la folla al grido di «Bagnasco vergogna» e si è immediatamente dispersa tra le vie dopo aver srotolato un lenzuolo con lo slogan appena urlato.
Nel corso della giornata, dai microfoni di Telepace, monsignor Bagnasco, sotto scorta da quando sono comparse minacce prima sui muri di Genova poi in altre città italiane, aveva espresso il suo dispiacere «per una situazione che non fa bene a nessuno». «Ma accogliamo le tensioni di questi giorni con serenità e fede — aveva poi detto —. Siamo convinti che il buonsenso sia più grande di ogni forma di strumentalizzazione». «Sono anni che la Chiesa ha questi problemi — ha aggiunto Ruini — ma non può non avere una parola su questioni che non sono esclusivamente politiche e che toccano l'essere e la vita dell'uomo».
In serata le centocinquanta torce preparate dall'associazione dei cittadini cristiani sono state distribuite davanti alla cattedrale di San Lorenzo e un corteo di 500 persone, con alla testa i candidati Cdl per Comune e Provincia Enrico Musso e Renata Oliveri, si è snodato per le strade del centro dove è poi incappato nel piccolo blitz no global. La Curia genovese non ha dato il suo appoggio all'iniziativa, anche se alcune parrocchie hanno distribuito volantini con le istruzioni per partecipare.

Corriere della sera, 24 aprile 2007


Migliaia alla fiaccolata della solidarietà

di Giovanni Buzzatti

Le candele, i cartelli che rivendicano «la libertà di essere cristiani» e una marcia silenziosa per le vie del centro. Così ieri sera alcune migliaia di persone hanno manifestato la loro solidarietà all’arcivescovo Angelo Bagnasco, affrontando in religioso silenzio anche chiassosi episodi di contestazione. Alla fiaccolata, organizzata dal Coordinamento associazioni e cittadini, c’erano famiglie, giovani e anche due frati. Nel corteo, partito alle 21.15 da piazza San Lorenzo, si riconoscevano anche molti esponenti politici della Cdl. Tra gli altri, l’ex governatore Sandro Biasotti, Enrico Musso, candidato sindaco della Cdl, Renata Oliveri, candidata della Cdl alla Provincia, Michele Scandroglio, coordinatore regionale di Forza Italia, Gianni Plinio, capogruppo regionale di An. Dice Matteo Rosso, consigliere regionale di Forza Italia: «Siamo finiti troppo in basso con le minacce al nostro arcivescovo, era un dovere esserci».
Non si è vista invece Marta Vincenzi, candidato sindaco dell’Unione, contraria all’iniziativa.
Gli episodi di contestazione sono iniziati nel cuore del centro storico. Mentre il corteo passava nei vicoli, sono apparse numerose scritte offensive nei riguardi dell’arcivescovo lungo tutto il percorso. Ed è stato proprio nei carruggi che ad un certo punto cinque ragazze si sono affacciate a delle finestre inveendo contro il corteo: «Fascisti - gridavano - vogliamo la libertà». Ma i manifestanti non rispondevano, continuando il loro percorso in religioso silenzio. Qualcuno recitava una preghiera.
Ma il clou del dissenso si è manifestato in piazza Soziglia quando una ventina di giovani dei centri sociali, che sfoggiavano un vistoso striscione con la scritta «Bagnasco vergogna», hanno cominciato ad urlare contro i fedeli in corteo. Fortunatamente, però, la protesta non ha superato i limiti di guardia e alle 10,20 il corteo si è concluso sulla piazza della cattedrale con un lungo applauso generale in onore dell’arcivescovo.
Comunque nella mattinata di ieri sono state scoperte altre scritte. Una, in centro, era firmata con la stella a cinque punte. E anche il centro sociale Zapata ha esposto come promesso uno striscione con la stessa scritta lasciata sul portone del duomo il 2 aprile. È stato quello l’inizio della campagna di intimidazioni all’arcivescovo dopo le critiche ai Dico.
Ieri inoltre è stato anche il giorno della lezione del cardinale Camillo Ruini al Seminario del Righi per la due giorni di aggiornamento al clero delle diocesi. Davanti a quasi duecento sacerdoti e suore, il cardinale ha ripercorso i passaggi teologici più importanti trattati da Joseph Ratzinger prima come cardinale e poi come Papa. Una lezione durata poco più di un’ora, durante la quale - raccontano i sacerdoti, gli unici ammessi alla sala - non ci sono stati accenni alle tensioni di questi giorni. «Alla fine c’è stato un lungo applauso» raccontano i religiosi all’uscita. Il cardinale ha concesso una sola intervista alla tv cattolica Sat 2000. «Sono anni che la Chiesa ha questo problema, ma non può non avere una sua parola su queste questioni che non sono esclusivamente politiche, ma che riguardano l'essere e la vita dell'uomo - ha detto - Anche le polemiche di Genova le accogliamo con grande serenità perché sappiamo che così veniamo incontro ai bisogni della nostra gente e sappiamo di rendere un servizio vero per il bene di tutti».
Alla stessa tv, Bagnasco si è detto dispiaciuto «per questa situazione che certamente non fa bene a nessuno». «Comunque andiamo avanti con molta serenità e fiducia convinti che il buonsenso sia sempre più grande di ogni forma di strumentalizzazione» ha aggiunto.
Per evitare azioni dimostrative, il seminario è stato circondato da decine agenti in divisa e in borghese. Due auto di polizia e carabinieri per tutta la mattinata hanno controllato l’imbocco della piccola salita che porta all’ingresso. Sul cancello di ferro, due carabinieri facevano da ulteriore filtro, davanti agli sguardi un po’ meravigliati di seminaristi e sacerdoti (uno di loro è arrivato in cima alla salita in bicicletta). Due giardinieri con i capelli lunghi sono stati scambiati per dei no global e bloccati (l’equivoco è stato poi chiarito).
Dopo Ruini, ha preso la parola Mario Mauro, eurodeputato di Forza Italia e vice presidente del Parlamento europeo. Mauro ha raccontato la sua esperienza di cristiano in politica, non risparmiando critiche.
L’incontro di aggiornamento per il clero prosegue oggi. L’arcivescovo alla 8.15 sarà alla parrocchia di Santa Maria della Cella per i funerali di monsignor Bartolomeo Ferrari. Poi tornerà al seminario.

Il Giornale, 24 aprile2007

Che tolleranza, che bella democrazia...

2 commenti:

Luisa ha detto...

Io consiglierei a Politi di andare a lavorare in Spagna, dove tutto è lecito , ma temo che perderebbe molto presto l`ispirazione nella scrittura dei suoi articoli.
Molto più semplice avere un bersaglio e colpire...colpire ogni qualvolta l`occasione si presenta e Politi non ne manca una!
Monsignor Amato ha senza dubbio usato parole molto forti che, a mio umile avviso, non fanno che corrispondere alla tristissima realtà delle centinaia di migliaia di vite innocenti soppresse .Sarkozy in Francia ha descritto l`aborto come uno dei pilastri fondanti della società !
Davanti a tanta irresponsabilità, negazione di una
realtà , non si può che che usare parole altrettanto forti, sufficientemente forti per cercare di scuotere le coscienze assopite delle donne alle quali si è riusciti a far credere che sopprimere una vita ,è un diritto da loro conquistato dopo aspre lotte!
In Svizzera ed altrove, per la campagna anti-tabacco, siamo arrivati a mettere sui pacchetti delle foto veramente difficili da guardare,che mostrano i danni provocati alla salute dal fumo . Mi dico che, forse, se in tanti potessero vedere le foto di tutti quei corpicini martirizzati, e gettati, avendo la realtà sotto gli occhi, certe domande troverebbero rapidamente una risposta.
Quando Amato parla di mattatoio, non è purtroppo lontano dalla realtà, basta pensare alla decisione recente della Corte Superiore degli Stati Uniti, che ha proibito una forma di aborto specialmente violenta e inumana, di cui preferisco tacere i dettagli !
Allora non veliamoci gli occhi, osiamo difendere la dignità della vita, non è questione, immagino, di ritornare indietro, ma almeno che l`aborto sia visto per quello che è e cioè la soppressione di una vita umana, l`arresto di quello sviluppo continuo che non conosce sosta, che si chiama "vita". Che coloro che lo praticano o lo subiscono ne assumano la responsabilità.

Raffaella ha detto...

Ciao Luisa e grazie del tuo prezioso contributo.
Sto notando che politici, scienziati, presentatori,stilisti...possono usare parole forti, possono permettersi di giudicare e di rimproverare, ma alla Chiesa e' negato lo stesso diritto. Non si va molto lontano quando si tenta in tutti i modi di spegnere le voci che hanno una sola colpa: quella di dire la Verita', senza paura e senza reticenza.
Ciao
Raffaella