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3 gennaio 2008

La celebrazione spagnola «per la famiglia cristiana» (Osservatore Romano) e la "risposta" di Zapatero (Corriere)


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La celebrazione spagnola «per la famiglia cristiana»

A Madrid quasi una visita apostolica

Marta Lago

Quando domenica, all'Angelus, Benedetto XVI ha chiesto alle famiglie cristiane di rendere testimonianza della bellezza del matrimonio e della famiglia, più di un milione e mezzo di persone hanno espresso simultaneamente, a Madrid, la loro risposta positiva.
Giunte da ogni parte della Spagna alla piazza di Colón, le famiglie hanno vissuto quasi come una visita apostolica il collegamento in diretta con il Papa durante la preghiera mariana e il suo messaggio, molto atteso hanno ascoltato in occasione della grande celebrazione "per la famiglia cristiana".
Seguendo su schermi giganti il collegamento televisivo con piazza San Pietro, la piazza di Colón si è così sentita, anche visibilmente, unita alla Chiesa dispersa nel mondo e al vescovo di Roma. E i partecipanti hanno accolto con scroscianti applausi l'incoraggiamento del Papa affinché, "ispirandosi all'amore di Cristo per gli uomini", le famiglie "rendano testimonianza dinanzi al mondo della bellezza dell'amore umano, del matrimonio e della famiglia".
Estraneo da qualsiasi connotazione politica, l'incontro - contrassegnato da un'atmosfera di festa e dalla celebrazione liturgica - non ha taciuto di fronte a una realtà che minaccia il fondamento stesso della società.
Così, il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, monsignor Ricardo Blázquez, vescovo di Bilbao, ha denunciato il tentativo di screditare la famiglia cristiana tacciandola di "tradizionale" in opposizione "a una supposta famiglia "moderna"". La famiglia è "tradizionale poiché affonda le proprie radici nella stessa natura umana" - ha affermato - "è valida ieri, oggi e domani".
La famiglia è divenuta "bersaglio di contraddizioni: da una parte è l'istituzione più apprezzata nei sondaggi di opinione, dall'altra è scossa nelle sue fondamenta da gravi minacce, chiare e sottili, persino con legislazioni inique e ingiuste", ha ammonito da parte sua il primate di Spagna, cardinale Antonio Cañizares, arcivescovo di Toledo: "Il primo problema sociale" è "la stabilità del matrimonio e la salvaguardia e la difesa della famiglia, il sostegno e il riconoscimento pubblico della stessa". Per le gravi conseguenze che questa situazione può avere per il futuro dell'uomo, ha esortato a riconoscere la famiglia come "la prima e grande priorità mondiale".
Reclamate - ha affermato il porporato - "i vostri diritti inalienabili. Reclamate la protezione che è dovuta alle famiglie". La speranza è stata il motivo conduttore del saluto del cardinale Cañizares, il quale ha constatato che l'incontro, "vibrante e coraggioso", è stato "una grande proclamazione per tutti del Vangelo della famiglia, santuario dell'amore e della vita, scuola di pace, base imprescindibile per una nuova civiltà dell'amore".
L'appuntamento di Madrid è stato anche l'eco del quinto incontro mondiale delle famiglie attorno a Benedetto XVI nel luglio 2006, soprattutto quando è stato accolto, fra gli applausi, l'arcivescovo di Valencia, il cardinale Agustín García Gasco. Questi incontri sono estranei ai trionfalismi; riflettono invece la preoccupazione dei cittadini "per la costruzione di una società migliore" e confermano il profondo radicamento della famiglia nel cuore di tutti, e per questo il porporato ha esortato a promuoverli. Il porporato non ha esitato nel denunciare l'aborto, il "divorzio lampo" e le ideologie che manipolano l'educazione dei giovani, frutto della "cultura del laicismo radicale", "una frode e un inganno" che "conduce solo alla disperazione", svia dal "destino degno dell'uomo e dai suoi diritti", elude il rispetto per la Costituzione spagnola e porta alla "dissoluzione della democrazia".
In tale contesto il cardinale García Gasco ha esortato i poteri pubblici ad adempiere al loro dovere di "proteggere e difendere la famiglia" invece di minarla, e ha guardato al Parlamento Europeo affinché, quale "ispiratore di legislazioni sulla famiglia", prenda "nota di queste manifestazioni, espressione dell'autentica cultura europea".
Canti e testimonianze di giovani e famiglie si sono susseguiti fino alla recita dell'Angelus con il Papa. Su un gigantesco palco ha presieduto l'incontro e la celebrazione della Parola il "Cristo del Camino", portato lì dalla cripta della cattedrale della Almudena. Una trentina di giovani del Cammino neocatecumenale, accompagnati da quindici famiglie missionarie, hanno portato fino al crocifisso, in processione, l'immagine della "Virgen de la Almudena", patrona di Madrid. Più di quaranta vescovi e numerosi sacerdoti hanno partecipato, con i cardinali, alla festa della famiglia.
Questo luogo della capitale è stato testimone di due storici incontri con Giovanni Paolo II nel 1993 e nel 2003, e lì vicino, la madrilena piazza di Lima lo accolse nel 1982, nel suo primo viaggio, quando "proclamò con inusitato vigore il Vangelo della Famiglia", ha ricordato nella sua omelia il cardinale Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid. Oggi "interpellano fortemente la nostra coscienza" realtà come la distruzione del matrimonio e lo scandalo dell'aborto, e senza dubbio "la famiglia si presenta come il problema oggettivamente più serio e inquietante" delle società europee. Negare i diritti della famiglia significa minacciare la pace, ha ammonito il porporato ricollegandosi al Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace 2008.
Nessun uomo né potere umano può disporre della famiglia, del matrimonio sul quale si fonda, del dono della vita: i figli. Con questo monito il cardinale Rouco ha deplorato che l'ordinamento giuridico spagnolo "abbia fatto marcia indietro rispetto a quello che la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ha riconosciuto e stabilito quasi sessant'anni fa: "la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato"". Nei giorni precedenti, il porporato aveva spiegato il significato di questa celebrazione con il bisogno di una difesa e di una proclamazione pubblica del valore della famiglia cristiana per ciò che possiede di sostanziale per il bene futuro dell'uomo.
Un abbraccio mondiale è giunto alle famiglie riunite a Madrid da parte di iniziatori e rappresentanti di movimenti e nuove realtà ecclesiali. Da essi è venuto anche un appello condiviso: il mondo ha bisogno della famiglia perché ha bisogno dell'amore, della vita e della gratuità che in essa si vivono. "Non siamo qui per difendere noi stessi o un interesse della Chiesa, ma siamo qui per il bene di tutti", ha sottolineato Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio. E ha aggiunto: "Giunge un momento nella vita in cui ci rendiamo conto sulla nostra pelle della disumanità di un mondo senza famiglia". Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, si è unita alla celebrazione con un messaggio: "Non è retorico affermare che la famiglia è il primo bene sociale" poiché è essa che, "nella gratuità quotidiana", "dà senso e valore alle sue funzioni di generare e di educare" e "introduce nel tessuto sociale quel bene insostituibile che è il capitale umano". Perciò "oggi più che mai la famiglia deve essere amata, protetta e sostenuta. Il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, don Julián Carrón ha ribadito il potere dell'esperienza che ognuno ha vissuto nella sua famiglia, l'esperienza di un bene del quale si è grati e che si desidera trasmettere. "L'esperienza di Gesù fa sì che l'esperienza più bella della vita - innamorarsi e fondare una famiglia - non venga meno". E ha aggiunto, contraddicendo un luogo comune: "Il matrimonio non è la tomba dell'amore, bensì la sua realizzazione". E il fondatore del Cammino neocatecumenale Kiko Argüello ha detto: "Voi siete la testimonianza del fatto che non è vero che tutti si separano". E ha insistito sull'equivalenza tra famiglia e futuro dell'umanità. Ha poi aggiunto: "Dobbiamo aiutare la famiglia in tutta l'Europa. Governi laici e atei vogliono farci credere che questa nave che è la nostra società, che è la nostra vita, non va da nessuna parte. Non è vero! La nostra nave, la nostra società, la nostra vita va al Cielo. Andiamo verso la Gerusalemme celeste".
Monsignor César Franco, vescovo ausiliare di Madrid, ha presieduto l'organizzazione della celebrazione "per la famiglia cristiana" che, come ha spiegato a "L'Osservatore Romano", è partita certamente "da movimenti, nuove realtà ecclesiali, associazioni apostoliche". Da lì si è constatata una stessa inquietudine, e un consenso generale, tra tutti i gruppi apostolici; e la diocesi, con il cardinale arcivescovo, "ha accolto ciò con gioia". Poiché l'obiettivo era celebrare "la giornata della famiglia" l'evento è stato programmato proprio per la festività della Santa Famiglia. A questa finalità "festiva, liturgica e celebrativa" si è aggiunta quella di "proporre semplicemente a tutte le famiglie e alle persone che vogliono conoscere il pensiero della Chiesa il progetto di Dio sulla famiglia cristiana".

(©L'Osservatore Romano - 31 dicembre 2007 - 1 gennaio 2008)


Ed ecco la "risposta" (obbligata) di Zapatero:


In Spagna Il premier dopo le critiche del Family day su matrimoni gay e divorzio breve: prima i diritti e poi la fede

Zapatero duro con i vescovi: indietro non torno

Elisabetta Rosaspina

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MADRID — Pacato, informale, senza cravatta, sorridente, il premier José Luis Rodriguez Zapatero ha attinto alle tonalità più bonarie della sua voce per inviare il drastico messaggio al Vaticano: «Indietro non si torna». Al primo meeting di partito dell'anno, ad Almonte, nel sud del Paese, il presidente in carica ha evitato accenti duri e riferimenti espliciti ai prelati della chiesa spagnola, delegando l'ingrato compito al comunicato ufficiale e al portavoce di partito, ma ha marcato i limiti per lui invalicabili: «C'è posto per tutti e tutti hanno diritto agli stessi diritti, professino o no una fede religiosa».
È l'ora della controffensiva tra vescovi e socialisti spagnoli. Il partito di governo non vuole lasciar correre l'attacco di una parte della gerarchia ecclesiastica che, domenica scorsa, a poco più di due mesi dalle elezioni politiche, ha additato al pubblico ludibrio alcune leggi «rovinafamiglie » promulgate nell'ultimo quadriennio, come l'equiparazione civile dei matrimoni omosessuali e il divorzio rapido.
Ingoiati a mezzanotte i dodici chicchi d'uva propiziatori, i vertici del partito hanno deciso di non digerire però l'affronto e di mettere «le cose al loro posto», come hanno intitolato la nota di risposta alle accuse ecclesiastiche. Aveva aperto il fuoco il segretario del Psoe, José Blanco, chiedendo all'arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varala, di ritrattare affermazioni come quella secondo cui «l'ordinamento giuridico spagnolo sta riportando il Paese ai tempi antecedenti la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo». Il numero 2 socialista, che ha definito la concentrazione «un atto del Partito Popolare presieduto da alcuni arcivescovi», ha suggerito ironicamente due opzioni alla Chiesa: presentarsi alle elezioni oppure indurre il popolare Mariano Rajoy a inserire nel suo programma la riforma delle leggi su divorzio, aborto e unioni gay. Un po' meno caustico il comunicato ufficiale: «In un regime di libertà la fede non si legifera. La forza della democrazia sta nel garantire la convivenza di tutte le opinioni». Chi non ci sta, è la conclusione, si allontana dai principi fondanti.

Ciononostante, il portavoce parlamentare socialista, Diego Lopez Garrido, assicura che il partito non ha alcuna intenzione di rivedere il Concordato né di modificare la sua politica nei confronti della Chiesa.

Nessuno dimentica che le convinzioni cattoliche, in Spagna, sono trasversali alla politica, né che i pulpiti possono ancora orientare il voto; e tantomeno che i sondaggi danno Zapatero e Rajoy, testa a testa, 159 scranni a 156. Ma neppure allo sfidante conviene troppo allearsi all'ala più severa del clero nazionale: anche l'elettorato laico è trasversale.

© Copyright Corriere della sera, 3 gennaio 2008

Tutto il mondo e'...paese!
R.

31 dicembre 2007

Tutto il mondo è paese: alla vigilia del voto Zapatero si scopre moderato, parla di famiglia tradizionale e rincorre il voto cattolico...


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La fase due di Benedetto XVI (Garelli per "La Stampa")

Ora il premier si accorge che i socialisti vanno a messa

(e.ros.) Chi tocca muore: eutanasia e aborto. Sono due argomenti che il presidente del governo uscente, e prossimo candidato socialista, José Luis Zapatero, ha escluso prudentemente dal suo programma elettorale.

Evita perfino di pronunciare la parola «aborto» e preferisce «interruzione di gravidanza».

Va bene essere l'apripista europeo dei diritti civili, per quattro anni di legislatura, ma non il bersaglio della Chiesa o, peggio, dei «teocon» nei prossimi due mesi di campagna.

Come sa bene anche il suo diretto concorrente, il popolare Mariano Rajoy, la maggioranza dell'elettorato socialista si definisce cattolica e un passo falso in questioni di coscienza troppo delicate potrebbe spostare quella quota di voti che finirebbe per fare la differenza.

Dall'85 l'aborto è consentito in Spagna se la gravidanza è conseguenza di uno stupro, se minaccia la salute fisica o mentale della donna e se il feto è malformato. Anche se la magistratura catalana indaga in queste settimane su aborti illegittimi in cliniche compiacenti di Barcellona, per Zapatero «non c'è alcun motivo di cambiare la legge sull'interruzione di gravidanza».

Ma si dichiara «sempre disponibile a una riflessione». Dopo il 9 marzo prossimo.

© Copyright Corriere della sera, 31 dicembre 2007

Chiaro! E' proprio vero che tutto il mondo e' paese: prima si attacca la Chiesa, si vuole mettere il bavaglio ai Cattolici, li si isola politicamente e culturalmente, si tolgono e finanziamenti alle scuole cattoliche e poi? Beh, poi alla vigilia delle elezioni ci si scopre moderati, non si toccano i temi eticamente sensibili, non si parla di revisioni di concordati vari...ohibo'!
Stamattina il corrispondente del tg1 ha persino detto che Zapatero manda le figlie alla scuola cattolica...ma davvero?
Ma che strano!
Mi viene in mente una cosa: Zapatero non ando' alla messa presieduta da Benedetto XVI a Valencia (mentre ando' a quella di Papa Wojtyla nel 2003, in vista delle elezioni). Mi chiedo: secondo voi, se il Papa andasse domani a Madrid, Zapatero presenzierebbe
? :-)
R.


L´intervento

Credo nell´amore e nel matrimonio

IO, LAICO MI SONO SPOSATO IN CHIESA

JOSÉ LUIS ZAPATERO

Quando lo racconto, nessuno ci crede, però tutti i giorni faccio colazione e ceno con le mie figlie e con mia moglie.
A parte quando sono fuori, in viaggio, è chiaro. Alle otto meno dieci del mattino, alle nove meno un quarto della sera. Me lo sono imposto. Non mi importa che mi chiamino per cenare fuori, non mi importa per niente.
La mia famiglia è assolutamente tradizionale. Sì, sono un uomo tradizionale, sposato, e in chiesa. Questa sì che è una cosa curiosa, perché i miei amici oggi vedono che sono di sinistra, e allora si aspettano che relativizzi la famiglia, e ridono perché mi hanno conosciuto sempre con la stessa ragazza.
Sempre.
Ho conosciuto Sonsoles e basta, è finita lì. Ho saputo sin dal primo momento che non avrei più avuto bisogno di conoscere nessun´altra ragazza. È proprio così. È possibile che sia dovuto al mio carattere ottimista, però quando me l´hanno presentata e l´ho conosciuta, quando mi sono avvicinato a lei e ho visto la luce che emanava, mi sono detto: «Accidenti. Che ragazza! Che ragazza!». Uno di quei momenti in cui ti stanno per presentare qualcuno, e quando cominci a parlare con lei, di nuovo: «Che ragazza! Che ragazza!» E via, per tutta la vita.
Sì, credo nel matrimonio. Nel rapporto di coppia stabile, che a me pare fecondo. Perché umanizza, la coppia umanizza.
Umanizza perché dai una parte di te, devi rinunciare a qualcosa. Credo che le parti scomode che ha, perché ce le ha, si compensano molto perché è una buona educazione dei sentimenti e del carattere; la coppia umanizza perché c´è dedizione. Il matrimonio è come un atto che si deve formalizzare, io credo che è bene formalizzarlo se sei determinato. E in definitiva, quando mi sono sposato, siccome la madre di Sonsoles è molto credente, l´ho fatto senza nessun problema.
Credo che il matrimonio sia un´istituzione che ha ancora un futuro, senza alcun dubbio. Ci sarà sempre più una tendenza al matrimonio secolarizzato, però penso che il matrimonio continuerà perché, in fin dei conti, la vita, anche nel terreno sentimentale, esige prospettiva, e ci sarà sempre più gente con una vocazione alla stabilità.
(tratto dal libro di Suso de Toro «Madera de Zapatero»)

© Copyright Repubblica, 31 dicembre 2007

Peccato sapere queste belle cose solo a due mesi dalle elezioni...
Chiaramente questa e' la mia opinione di persona che non vive in Spagna e che vede tutto dall'esterno.
Anche in Italia, nel 2005, ci fu una grande "crisi mistica" dei nostri politici.

R.

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Il Papa: dalla famiglia dipende il bene di tutti

E da San Pietro benedice il Family day spagnolo

Nuovo appello all'Angelus a difesa della «unione indissolubile tra un uomo e una donna».

Bruno Bartoloni

CITTÀ DEL VATICANO — La festa liturgica della famiglia e il «family day» spagnolo hanno offerto al Papa l'occasione per rilanciare un messaggio forte a difesa di un'istituzione dalla quale, secondo la Chiesa, dipende il bene stesso della società. Lo ha detto con molta fermezza Benedetto XVI rivolgendosi ai pellegrini venuti in piazza San Pietro per l'appuntamento dell'Angelus.
«Il bene della persona e della società — ha affermato — è strettamente connesso alla "buona salute" della famiglia ». È questo il motivo, ha spiegato il Papa, per cui «la Chiesa è impegnata a difendere e promuovere la dignità naturale e l'altissimo valore sacro del matrimonio e della famiglia». E ha sottolineato che non sono solo i pontefici a battersi in questo senso, come ha fatto con insistenza anche il suo predecessore Giovanni Paolo II, ma è lo stesso Concilio Ecumenico Vaticano II che lo richiede proprio con queste parole.
Ha ricordato che l'ultimo Concilio ha solennemente affermato che «i coniugi sono l'uno per l'altro e per i figli testimoni della fede e dell'amore di Cristo». Per cui «la famiglia cristiana partecipa della vocazione profetica della Chiesa». In sostanza ha un dovere di testimonianza che non gli consente sbandamenti o debolezze.
Dalla finestra del suo studio Benedetto XVI si è poi rivolto in spagnolo in collegamento video ai partecipanti all'Incontro delle famiglie in corso a Madrid ricordando ancora una volta che per la Chiesa «la famiglia è fondata sulla unione indissolubile tra un uomo ed una donna» e che «costituisce un ambito privilegiato nel quale la vita umana è accolta e protetta, dal suo inizio fino alla sua fine naturale».
Benedetto XVI ha quindi concluso con un'equazione: «Vale la pena lavorare per la famiglia ed il matrimonio perché vale la pena lavorare per l'essere umano, l'essere più prezioso creato da Dio».
Soddisfazione per la manifestazione spagnola è stata espressa dal portavoce del Family day Savino Pezzotta: «Ormai non è più solo una espressione italiana, come è stato il Family day, ma sono l'Europa e i movimenti sociali che gridano a gran voce per la famiglia come condizione umana e di pace».

In piazza

Ieri a Madrid sono scese in piazza, a due mesi dalle elezioni, oltre un milione di persone per difendere «la famiglia cristiana»

© Copyright Corriere della sera, 31 dicembre 2007


I vescovi in campo: un milione per la sfida a Zapatero

Elisabetta Rosaspina

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MADRID — Non voleva essere una manifestazione politica.
Ufficialmente. Ma non poteva non esserlo a 70 giorni esatti dalle elezioni generali spagnole. I bambini, issati sulle spalle dei papà, erano più espliciti dei pochi cartelli inalberati per proclamare la sola unione ammissibile, e indissolubile: il matrimonio cristiano tra un uomo e una donna. Gli interventi di vescovi e cardinali, dei dirigenti di Comunione e Liberazione, della Comunità di Sant'Egidio e dei Neocatecumenali non volevano essere comizi, ma non hanno resistito alla tentazione di lanciare frecciate al governo. E sono stati applauditi come di solito non usa nelle celebrazioni liturgiche.
La «diretta» a mezzogiorno in punto con il Vaticano, l'intervento di Papa Benedetto XVI dai maxi schermi distribuiti in plaza Colón e nelle vie adiacenti non erano formalmente molto diversi dal consueto Angelus domenicale di piazza San Pietro. Ma a Madrid le parole del Pontefice sono suonate, ieri, come un avvertimento al governo socialista di José Luis Zapatero, che conclude il suo primo mandato con almeno due peccati capitali, agli occhi della Chiesa: la legittimazione dei matrimoni civili omosessuali e la legge che ha introdotto il «divorzio express», tagliando corto con i preliminari della separazione.
Doveva essere la grande «festa della famiglia cristiana», e certamente lo è stata, ma non è sfuggita ai calcoli normalmente riservati alle dimostrazioni: quanti partecipanti per metro quadrato, moltiplicati per la superficie occupata. Risultato: poco meno di 160 mila, secondo il quotidiano El País. Due milioni, secondo gli organizzatori, che contavano sulla mobilitazione di almeno 50 diocesi in tutta la Spagna. Un milione abbondante, secondo gli osservatori della Comunità autonoma di Madrid.
Di sicuro, abbastanza da far gola a qualunque partito.
Ma la saracinesca della sede del Partito popolare, diretto avversario di quello socialista, a 150 metri dal cuore della concentrazione, è rimasta abbassata come in tutti i giorni festivi: niente volantinaggi, niente bandiere che non fossero quelle spagnole (e qualche ospite portoghese, tedesca e austriaca), nessun tentativo, perlomeno evidente, di cavalcare il risentimento cattolico nazionale verso un «governo di atei e laici», come lo ha definito dal palco Kiko Arguello, presidente del Movimento neocatecumenale.
Il cardinale Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, si è incaricato personalmente di regolare alcuni dei conti in sospeso con Zapatero e i suoi ministri: «Il nostro ordinamento giuridico ha riportato il Paese ai tempi precedenti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo— ha detto il prelato, affiancato da 40 vescovi —, a prima che le Nazioni Unite stab ilissero, sessant'anni fa, che la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha il diritto di essere protetta dalla società e dallo Stato».
Benigno Blanco, ex segretario di Stato e attuale vicepresidente del Foro spagnolo della famiglia, organizzatore della prima, imponente protesta contro le nozze gay, il 18 giugno del 2005, ha raccomandato ai genitori presenti di «non affidare cuore e cervello dei propri figli a nessuno, tantomeno allo Stato». E il cardinale di Valencia, García Gasco, ha messo in guardia dal laicismo: «È una frode, un inganno che porta soltanto all'aborto, al divorzio express e a un'ideologia che cerca di manipolare i giovani. Per questa via non si rispetta la Costituzione del 1978 e ci dirigiamo alla dissoluzione della democrazia ». A consacrare la palese disapprovazione ecclesiastica per la politica sociale e familiare di Zapatero, reo anche di aver messo in discussione i finanziamenti alla Chiesa e di aver introdotto l'educazione civica a scuola, sul palco era stato montato un enorme crocifisso ed è stata portata in processione la statua autentica della Vergine dell'Almudena, che mai esce dalla cattedrale. Quasi che da Lei si attendesse un intervento divino. E, a 70 giorni dalle elezioni, si può maliziosamente immaginare quale.

© Copyright Corriere della sera, 31 dicembre 2007

Bah!
R.

Angelus e "Family day" di Madrid: il commento (molto di parte) di "Repubblica"


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Leggo le critiche dei giornaloni, i continui confronti, le cattiverie gratuite e poi vedo la folla di stamattina all'Angelus e dico...

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La Chiesa è impegnata a difendere e promuovere "la dignità naturale e l’altissimo valore sacro" del matrimonio e della famiglia (Concilio)

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Il Papa: le nozze soltanto tra uomo e donna

ROMA - «Il bene della persona e della società è strettamente connesso alla "buona salute" della famiglia: perciò la Chiesa è impegnata a difendere e promuovere la dignità naturale e l´altissimo valore sacro del matrimonio e della famiglia». E´ il messaggio di un Angelus tutto speciale quello dedicato ieri da Benedetto XVI alla difesa dell´unione tradizionale, fondata sui valori cristiani e sul matrimonio tra uomo e donna. A Madrid un milione in piazza per protestare contro le riforme di Zapatero.


Il Papa: "Il matrimonio è tra uomo e donna"

Ma l´Arcigay attacca: il fanatismo religioso danneggia la convivenza

MARCO POLITI

CITTA´ DEL VATICANO - L´ultimo Angelus dell´anno papa Ratzinger lo dedica alla famiglia. Per ribadire che la Chiesa ne riconosce una sola: «Fondata nell´unione indissolubile fra un uomo e una donna (e che) costituisce l´ambito privilegiato in cui la vita umana viene accolta e protetta, dal suo inizio alla fine naturale». E ricordare che «il bene della persona e della società è strettamente connesso alla buona salute della famiglia». E´ questo il motivo, spiega il pontefice, per cui la Chiesa è impegnata a difendere la dignità naturale e «l´altissimo valore sacro» del matrimonio e della famiglia.
L´importanza centrale che il tema riveste per il pontificato ratzingeriano è rafforzata dalla decisione di Benedetto XVI di dedicare nel 2008 il suo Messaggio per la giornata della pace proprio alla salvaguardia della famiglia. «La negazione o anche la restrizione dei diritti della famiglia - ha scritto - oscurando la verità dell´uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace». La famiglia naturale fondata sul matrimonio, è esplicitato nel documento, è cardine della vita sociale. E´ la prima, insostituibile «educatrice alla pace», è il «luogo primario dell´umanizzazione» della persona e della società. E´ la principale «agenzia di pace» in seno all´umanità.
D´altronde, appena eletto, Ratzinger ha battuto su questo tasto sia nei discorsi all´episcopato italiano sia negli interventi a livello internazionale. Per il Papa la famiglia ha un insostituibile valore antropologico. «La prima forma di comunione tra persone - è detto ancora nel Messaggio - è quella che l´amore suscita tra un uomo e una donna, decisi ad unirsi stabilmente per costruire insieme una nuova famiglia».
Al pontefice replica con durezza il presidente nazionale dell´Arcigay Mancuso, ricordando che al di là dei pronunciamenti vaticani la realtà italiana mostra che nel Paese «esistono diverse forme familiari». Oggi sotto attacco, insiste Mancuso, non è la libertà di scegliere una vita comune in perpetuo, ma la tutela di milioni di cittadini (che aspettano una normativa per regolamentare le unioni civili). Ecco perché la classe politica dovrebbe «riflettere su come il fanatismo religioso danneggi la convivenza».
L´asprezza della reazione deriva dal fatto che da due anni la gerarchia ecclesiastica sta bloccando l´approvazione di una legge sulle coppie di fatto, già in vigore senza problemi nella maggior parte dei paesi europei.
Recentemente il Vaticano si è inoltre opposto al voto in parlamento di norme anti-omofobia, dimenticando che lo stesso cardinale Ratzinger nel documento Homosexualitatis Problema del 1986 riconosceva (e deplorava) che le «persone omosessuali siano ancora oggetto di espressioni malevoli e azioni violente» e affermava che la «dignità propria di ogni persona» dev´essere sempre rispettata non solo nei comportamenti, ma anche «nella legislazione».

© Copyright Repubblica, 31 dicembre 2007

Politi...Politi...Politi...non si dia la zappa sul piede da solo!
Lei si lamenta perche' la Chiesa (giustamente e come e' suo sacrosanto diritto) ha detto la sua sulla norma-bavaglio antiomofobia, ma non ha nessuna remora a riportare le parole di Mancuso che accusa il Papa di fanatismo. Non Le sembra una contraddizione?
Davvero la legge sulle unioni di fatto negli altri Paesi non ha prodotto danni? Ne siamo sicuri? Guardiamo alla Francia ed alla Spagna...
Mi fa piacere che Lei, Politi, abbia citato il documento dell'allora cardinale Ratzinger. Infatti si tratto' di una svolta storica, anche se ora qualcuno finge di dimenticarsi: PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA la Chiesa condannava la discriminazione e la violenza contro le persone omosessuali.
E' un documento di svolta, buono e giusto perche' non e' ammissibile alcuna violenza contro le persone sulla base del loro orientamento sessuale.
La lettera "Homosexualitatis Problema" del 1986 fu scritta da Joseph Ratzinger, non dimentichiamolo! Eppure c'e' qualcuno che finge di non vedere la firma in calce a quel documento.
Non e' il caso di Politi, comunque: piu' di una volta, anche in tv, il vaticanista di "Repubblica" ha evidenziato il fatto. Di questo dobbiamo rendergli merito.
Tuttavia quel documento non da' il via libera a norme-bavaglio. La Costituzione stabilisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge senza distinzione di sesso, religione, opinioni politiche...
C'e' poi il diritto penale che punisce in comportamenti violenti. Non c'e' alcun bisogno di introdurre norme che rendono alcuni cittadini "piu' uguali" di altri.
Mancuso ha il diritto di parlare male del Papa, ma io ho il diritto di dissentire e di dirlo chiaramente e/o di scriverlo.
Non facciamo discriminazione al contrario...

R.


Manifestazione organizzata dai vescovi contro le scelte del governo. Collegamento in diretta con il Vaticano

A Madrid un milione in piazza "Difendiamo la famiglia da Zapatero"

ALESSANDRO OPPES

MADRID - L´avevano annunciata come una «celebrazione liturgica» in difesa della famiglia cristiana. In realtà è bastato ascoltare il primo intervento - pronunciato dall´arcivescovo di Valencia Agustín García-Gasco sul grande palco allestito nella Plaza de Colón e sormontato da un´enorme croce bianca - per capire che ancora una volta la Chiesa ha scelto il terreno dello scontro aperto con il governo Zapatero e le sue leggi sociali. L´attacco è a tutto campo: no ai matrimoni gay, al divorzio rapido, all´aborto e all´istituzione della materia di studio sulla «educazione alla cittadinanza», vista come il fumo negli occhi dalla gerarchia ecclesiastica dopo che l´esecutivo socialista aveva deciso di sopprimere l´obbligatorietà dell´ora di religione. Il cardinale García-Gasco tuona contro il laicismo imperante, denuncia il tentativo di «manipolare l´educazione dei giovani» e passa poi ai toni apocalittici per sostenere che «ci dirigiamo verso la dissoluzione della democrazia». Altrettanto duro l´arcivescovo di Toledo, il cardinale primate di Spagna Antonio Cañizares, che vede serie minacce per la famiglia e «un grave attacco per il futuro della società».
A mezzogiorno, quando i mega-schermi trasmettono le immagini di piazza San Pietro dove il Papa sta per pronunciare l´Angelus, dal palco annunciano che il pontefice «sa che siamo un milione e mezzo». In realtà, secondo i calcoli delle fonti ufficiale, la cifra sarebbe molto meno grande. Benedetto XVI si rivolge in spagnolo ai fedeli di Madrid per sottolineare «l´altissimo valore sacro del matrimonio, unione indissolubile tra uomo e donna» e si limita a dire che «vale la pena lavorare per la famiglia». Toni moderati, in contrasto con le parole taglienti rilanciate dagli altoparlanti della Plaza de Colón. «Genitori, non lasciate mai la testa e il cuore dei vostri figli nelle mani di altri, meno che mai dello Stato», avverte Benigno Blanco, presidente del «Foro español de la familia», il movimento che due anni fa mobilitò le piazze contro i matrimoni gay.
E Kiko Arguello, leader dei neo-catecumenali, assicura che «questi governi atei e laici vogliono farci credere che la nave della famiglia non va da nessuna parte, e questo è falso». Fu proprio lui, nelle scorse settimane, a lanciare l´idea di un grande incontro in difesa della famiglia cristiana. Un´idea subito accolta con grande entusiasmo dal cardinale arcivescovo di Madrid, l´ultraconservatore Antonio Maria Rouco Varela. «Mi permetta di non rispondere a nessuna domanda che possa mettere in rapporto l´atto di oggi con qualsiasi connotazione di tipo politico», aveva detto Rouco in un´intervista pubblicata ieri mattina dal quotidiano «El Mundo».
Eppure, quando sale sul palco per pronunciare l´omelia che chiude la manifestazione, il cardinale non ha remore nell´attaccare ancora una volta Zapatero e il suo governo.
«Constatiamo tristemente che l´ordinamento giuridico spagnolo ha fatto marcia indietro rispetto alla Dichiarazione dei diritti umani delle Nazioni Unite», sentenzia, mentre sulla piazza sventolano centinaia di bandiere spagnole e poche decine di insegne bianco-gialle del Vaticano. Su una bancarella sono esposte foto di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, ma gli articoli più richiesti sono i simboli nazionali, stampati su berretti, coccarde e magliette. Va a ruba una sciarpa che reca la scritta: «Questa è la Spagna, e se a qualcuno non piace, che se ne vada». Quando mancano poco più di due mesi al voto per le legislative, il leader di Izquierda Unida Gaspar Llamazares non ha dubbi: «E´ stata la chiusura della pre-campagna elettorale del Partito Popolare».

© Copyright Repubblica, 31 dicembre 2007

No...non ci siamo!!! Non so di quali fonti ufficiali parli Oppes, ma mi viene da pensare che sia El Pais. Beh, e' una fonte di parte, cara Repubblica!!!
In realta' gli osservatori della Comunità autonoma di Madrid parlano di un milione abbondante!!! C'e' una bella differenza...
Se fossero stati in pochi, caro Oppes, Zapatero avrebbe commentato. Invece e' rimasto zitto e prosegue nella sua campagna "conservatrice" (lo vedremo in un altro post).
So che puo' dare fastidio ma ieri in piazza, in Spagna, c'era una folla molto, ma molto, cospicua di cui, mi dispiace, occorrera' tenere conto...
Ah, per inciso: come mai io ho visto bandiere un po' diverse? :-)

R.

Benedetto XVI: difendiamo la famiglia da cui dipende il bene della società


Vedi anche:

La marcia di Capodanno, dal Sessantotto in cammino per la pace (Intervista dell'Osservatore a Mons. Bettazzi)

Andrea Riccardi: "C’è una connessione profonda tra la vita di ciascuno, di una famiglia, e la pace del mondo" (Avvenire)

Aparecida 2007: in Cristo la risposta alle sfide del tempo (Intervista dell'Osservatore al cardinale Re)

La Vergine tra urgenze sociali e protagonismo femminile (Osservatore Romano)

Leggo le critiche dei giornaloni, i continui confronti, le cattiverie gratuite e poi vedo la folla di stamattina all'Angelus e dico...

Manifestazione di Madrid: il commento di Kiko Arguello (Neocatecumanali) e Antonia Sanchez (Focolari) a Radio Vaticana

La Chiesa è impegnata a difendere e promuovere "la dignità naturale e l’altissimo valore sacro" del matrimonio e della famiglia (Concilio)

Cattolicesimo e islam: verso uno storico incontro (intervista del card.Tauran all'Osservatore Romano)

Ecco come si scrive un editoriale! Card. Bertone: "C'è un'Italia positiva ignorata dai mass media" (Osservatore Romano)

Bertone: Togliatti e Berlinguer rispettavano di più la Chiesa (Politi per Repubblica)

La fase due di Benedetto XVI (Garelli per "La Stampa")

La risposta di Korazym ed altri commenti...

Rosso "malpela" l'anomalia italiana: non capire che le leggi sono approvate dalla maggioranza e valgono per tutti!

(Caravaggio, "Riposo durante la fuga in Egitto")

Appello del Papa in spagnolo rivolto a oltre un milione e mezzo di fedeli che ascoltavano da Madrid

Benedetto XVI: difendere la famiglia da essa dipende il bene della società

«La Chiesa è impegnata a promuovere la dignità naturale e il valore sacro del matrimonio»

Andrea Germini

VATICANO
La famiglia, «fondata sull'unione indissolubile fra un uomo e una donna», costituisce «l'ambito privilegiato in cui la vita umana viene accolta e protetta, dal suo inizio alla fine naturale».
Pronunciando queste parole in spagnolo – indirizzate a un milione e mezzo di partecipanti al raduno e alla celebrazione «Per la famiglia cristiana» in corso a Madrid –, Benedetto XVI ha colto l'occasione dell'ultimo Angelus del 2007 per ripetere il suo accorato appello in difesa della famiglia tradizionale fondata sui valori cristiani, un'istituzione – ha detto – dalla cui «buona salute» dipende «il bene della persona e della società».
Nella festa della Santa Famiglia, il Papa ha incoraggiato, sempre in spagnolo, i nuclei familiari cristiani «a dare testimonianza davanti al mondo della bellezza dell'amore umano, del matrimonio e della famiglia».
Secondo Ratzinger – questo il suo appello dinanzi alla grande folla sotto il sole di Piazza San Pietro –, «vale la pena impegnarsi per la famiglia e il matrimonio, perchè vale la pena impegnarsi per l'essere umano, la realtà più preziosa fra quelle create da Dio».
Benedetto XVI si è rivolto ai bambini, ai giovani, agli anziani, alle coppie di sposi, per esortare alle virtù familiari santificate dal matrimonio.
«La famiglia cristiana – ha detto nell'introduzione in italiano, citando i documenti conciliari sull'argomento – partecipa della vocazione profetica della Chiesa: con il suo modo di vivere «proclama ad alta voce le virtù presenti del regno di Dio e la speranza della vita». E usando le parole del suo predecessore Giovanni, ha avvertito che «il bene della persona e della società è strettamente connesso alla "buona salute" della famiglia».
Perciò la Chiesa, ha concluso, «è impegnata a difendere e promuovere 'la dignità naturale e l'altissimo valore sacrò – sono parole del Concilio – del matrimonio e della famiglia».
La celebrazione «Per la famiglia cristiana», promossa dall'Arcidiocesi di Madrid, si è scolta ieri mattina nella Plaza de Colon della capitale spagnola.
Nella lettera inviata ai fedeli diocesani per il Natale, il cardinale arcivescovo Antonio Mar¡a Rouco Varela esortava i fedeli a partecipare alla celebrazione in segno di testimonianza della fede cristiana, in un momento in cui la famiglia, sia in Spagna sia nel resto dell'Europa, subisce forti minacce.
L'appuntamento è iniziato con un momento di accoglienza, in cui sono stati proiettati due filmati di Giovanni Paolo II. Seguivano alcune testimonianze e i saluti dei cardinali spagnoli presenti al raduno.
A conclusione della prima parte della manifestazione, il collegamento con l'Angelus del Papa in Piazza San Pietro ha portato ai partecipanti lo speciale messaggio di Benedetto XVI.
La seconda parte dell'evento prevede le testimonianze di responsabili di movimenti e comunità che hanno organizzato il raduno: Andrea Riccardi (Comunità di Sant'Egidio), don Julian Carron (Comunione e Liberazione), Kiko Arguello (Cammino Neocatecumenale), Manuel Cariacedo (Rinnovamento Carismatico); verrà inoltre letto un messaggio di Chiara Lubich (Focolari).
Seguirà la celebrazione della Parola, durante la quale il cardinale Rouco Varela terrà l'omelia.

© Copyright Gazzetta del sud, 31 dicembre 2007


«Il bene della persona legato a quello della famiglia»

«Il bene della persona e della società è strettamente connesso alla buona salute della famiglia». Benedetto XVI affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano ha incentrato ieri l’Angelus sulla famiglia con i fedeli e i pellegrini in Piazza San Pietro. «Celebriamo oggi - ha ricordato il Papa - la festa della Santa Famiglia. Seguendo i Vangeli di Matteo e di Luca, fissiamo lo sguardo su Gesù, Maria e Giuseppe, e adoriamo il mistero di un Dio che ha voluto nascere da una donna, la Vergine Santa, ed entrare in questo mondo per la via comune a tutti gli uomini. Così facendo ha santificato la realtà della famiglia, colmandola della grazia divina e rivelandone pienamente la vocazione e la missione. Alla famiglia ha dedicato grande attenzione il Concilio Vaticano II. I coniugi, esso afferma, sono l’uno per l’altro e per i figli testimoni della fede e dell’amore di Cristo». «La famiglia cristiana partecipa così della vocazione profetica della Chiesa - ha sottolineato Benedetto XVI - con il suo modo di vivere proclama ad alta voce le virtù presenti del Regno di Dio e la speranza della vita beata. Come ha poi ripetuto senza stancarsi il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, il bene della persona e della società è strettamente connesso alla “buona salute” della famiglia. Perciò la Chiesa è impegnata a difendere e promuovere “la dignità naturale e l’altissimo valore sacro”, sono parole del Concilio, del matrimonio e della famiglia». Via video Papa Ratzinger ha anche rivolto un pensiero alle famiglie riunite a Madrid per il “Family day” spagnolo. «Saluto i partecipanti all’incontro delle famiglie che si sta svolgendo questa domenica a Madrid - sono state le parole di Benedetto XVI - e i cardinali, i vescovi e i sacerdoti che li accompagnano. Contemplando il mistero del Figlio di Dio che è venuto al mondo circondato dall’affetto di Maria e Giuseppe, invito le famiglie cristiane a sperimentare la presenza amorosa del Signore nelle loro vite. Allo stesso tempo le esorto affinché, ispirandosi all’amore di Cristo, diano testimonianza davanti al mondo della bellezza dell’amore umano, del matrimonio e della famiglia. Questa, fondata sull’unione indissolubile tra uomo e donna, costituisce l’ambito privilegiato in cui la vita umana viene accolta e protetta, dal suo inizio fino alla fine».

© Copyright Il Cittadino, 31 dicembre 2007