31 dicembre 2007

Angelus e "Family day" di Madrid: il commento del Corriere della sera


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Benedetto XVI: difendiamo la famiglia da cui dipende il bene della società

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La Vergine tra urgenze sociali e protagonismo femminile (Osservatore Romano)

Leggo le critiche dei giornaloni, i continui confronti, le cattiverie gratuite e poi vedo la folla di stamattina all'Angelus e dico...

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La Chiesa è impegnata a difendere e promuovere "la dignità naturale e l’altissimo valore sacro" del matrimonio e della famiglia (Concilio)

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Ecco come si scrive un editoriale! Card. Bertone: "C'è un'Italia positiva ignorata dai mass media" (Osservatore Romano)

Bertone: Togliatti e Berlinguer rispettavano di più la Chiesa (Politi per Repubblica)

La fase due di Benedetto XVI (Garelli per "La Stampa")

La risposta di Korazym ed altri commenti...

Rosso "malpela" l'anomalia italiana: non capire che le leggi sono approvate dalla maggioranza e valgono per tutti!

Il Papa: dalla famiglia dipende il bene di tutti

E da San Pietro benedice il Family day spagnolo

Nuovo appello all'Angelus a difesa della «unione indissolubile tra un uomo e una donna».

Bruno Bartoloni

CITTÀ DEL VATICANO — La festa liturgica della famiglia e il «family day» spagnolo hanno offerto al Papa l'occasione per rilanciare un messaggio forte a difesa di un'istituzione dalla quale, secondo la Chiesa, dipende il bene stesso della società. Lo ha detto con molta fermezza Benedetto XVI rivolgendosi ai pellegrini venuti in piazza San Pietro per l'appuntamento dell'Angelus.
«Il bene della persona e della società — ha affermato — è strettamente connesso alla "buona salute" della famiglia ». È questo il motivo, ha spiegato il Papa, per cui «la Chiesa è impegnata a difendere e promuovere la dignità naturale e l'altissimo valore sacro del matrimonio e della famiglia». E ha sottolineato che non sono solo i pontefici a battersi in questo senso, come ha fatto con insistenza anche il suo predecessore Giovanni Paolo II, ma è lo stesso Concilio Ecumenico Vaticano II che lo richiede proprio con queste parole.
Ha ricordato che l'ultimo Concilio ha solennemente affermato che «i coniugi sono l'uno per l'altro e per i figli testimoni della fede e dell'amore di Cristo». Per cui «la famiglia cristiana partecipa della vocazione profetica della Chiesa». In sostanza ha un dovere di testimonianza che non gli consente sbandamenti o debolezze.
Dalla finestra del suo studio Benedetto XVI si è poi rivolto in spagnolo in collegamento video ai partecipanti all'Incontro delle famiglie in corso a Madrid ricordando ancora una volta che per la Chiesa «la famiglia è fondata sulla unione indissolubile tra un uomo ed una donna» e che «costituisce un ambito privilegiato nel quale la vita umana è accolta e protetta, dal suo inizio fino alla sua fine naturale».
Benedetto XVI ha quindi concluso con un'equazione: «Vale la pena lavorare per la famiglia ed il matrimonio perché vale la pena lavorare per l'essere umano, l'essere più prezioso creato da Dio».
Soddisfazione per la manifestazione spagnola è stata espressa dal portavoce del Family day Savino Pezzotta: «Ormai non è più solo una espressione italiana, come è stato il Family day, ma sono l'Europa e i movimenti sociali che gridano a gran voce per la famiglia come condizione umana e di pace».

In piazza

Ieri a Madrid sono scese in piazza, a due mesi dalle elezioni, oltre un milione di persone per difendere «la famiglia cristiana»

© Copyright Corriere della sera, 31 dicembre 2007


I vescovi in campo: un milione per la sfida a Zapatero

Elisabetta Rosaspina

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MADRID — Non voleva essere una manifestazione politica.
Ufficialmente. Ma non poteva non esserlo a 70 giorni esatti dalle elezioni generali spagnole. I bambini, issati sulle spalle dei papà, erano più espliciti dei pochi cartelli inalberati per proclamare la sola unione ammissibile, e indissolubile: il matrimonio cristiano tra un uomo e una donna. Gli interventi di vescovi e cardinali, dei dirigenti di Comunione e Liberazione, della Comunità di Sant'Egidio e dei Neocatecumenali non volevano essere comizi, ma non hanno resistito alla tentazione di lanciare frecciate al governo. E sono stati applauditi come di solito non usa nelle celebrazioni liturgiche.
La «diretta» a mezzogiorno in punto con il Vaticano, l'intervento di Papa Benedetto XVI dai maxi schermi distribuiti in plaza Colón e nelle vie adiacenti non erano formalmente molto diversi dal consueto Angelus domenicale di piazza San Pietro. Ma a Madrid le parole del Pontefice sono suonate, ieri, come un avvertimento al governo socialista di José Luis Zapatero, che conclude il suo primo mandato con almeno due peccati capitali, agli occhi della Chiesa: la legittimazione dei matrimoni civili omosessuali e la legge che ha introdotto il «divorzio express», tagliando corto con i preliminari della separazione.
Doveva essere la grande «festa della famiglia cristiana», e certamente lo è stata, ma non è sfuggita ai calcoli normalmente riservati alle dimostrazioni: quanti partecipanti per metro quadrato, moltiplicati per la superficie occupata. Risultato: poco meno di 160 mila, secondo il quotidiano El País. Due milioni, secondo gli organizzatori, che contavano sulla mobilitazione di almeno 50 diocesi in tutta la Spagna. Un milione abbondante, secondo gli osservatori della Comunità autonoma di Madrid.
Di sicuro, abbastanza da far gola a qualunque partito.
Ma la saracinesca della sede del Partito popolare, diretto avversario di quello socialista, a 150 metri dal cuore della concentrazione, è rimasta abbassata come in tutti i giorni festivi: niente volantinaggi, niente bandiere che non fossero quelle spagnole (e qualche ospite portoghese, tedesca e austriaca), nessun tentativo, perlomeno evidente, di cavalcare il risentimento cattolico nazionale verso un «governo di atei e laici», come lo ha definito dal palco Kiko Arguello, presidente del Movimento neocatecumenale.
Il cardinale Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, si è incaricato personalmente di regolare alcuni dei conti in sospeso con Zapatero e i suoi ministri: «Il nostro ordinamento giuridico ha riportato il Paese ai tempi precedenti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo— ha detto il prelato, affiancato da 40 vescovi —, a prima che le Nazioni Unite stab ilissero, sessant'anni fa, che la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha il diritto di essere protetta dalla società e dallo Stato».
Benigno Blanco, ex segretario di Stato e attuale vicepresidente del Foro spagnolo della famiglia, organizzatore della prima, imponente protesta contro le nozze gay, il 18 giugno del 2005, ha raccomandato ai genitori presenti di «non affidare cuore e cervello dei propri figli a nessuno, tantomeno allo Stato». E il cardinale di Valencia, García Gasco, ha messo in guardia dal laicismo: «È una frode, un inganno che porta soltanto all'aborto, al divorzio express e a un'ideologia che cerca di manipolare i giovani. Per questa via non si rispetta la Costituzione del 1978 e ci dirigiamo alla dissoluzione della democrazia ». A consacrare la palese disapprovazione ecclesiastica per la politica sociale e familiare di Zapatero, reo anche di aver messo in discussione i finanziamenti alla Chiesa e di aver introdotto l'educazione civica a scuola, sul palco era stato montato un enorme crocifisso ed è stata portata in processione la statua autentica della Vergine dell'Almudena, che mai esce dalla cattedrale. Quasi che da Lei si attendesse un intervento divino. E, a 70 giorni dalle elezioni, si può maliziosamente immaginare quale.

© Copyright Corriere della sera, 31 dicembre 2007

Bah!
R.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non te la prendere, non è una novità che cerchino sempre di sminuire certi avvenimenti riconducendoli ai parametri angusti della mera politica. Quello che mi stupisce è che mai nessuno dal pulpito laico sottolinei il fatto evidente che le "riforme" introdotte da zapatero sono state devastanti non solo per il tessuto sociale, ma hanno anche minato la costituzione spagnola (molto ben scritta)che dal 1978 era riuscita a mantenere un certo equilibrio anche con molte delle forze centripete presenti nel paese. Comportarsi come zapatero e come questa laicità ottusamente connivente equivale ai comportamenti dei graffitari che imbrattano i monumenti per sentirsi superiori, e dove tutto ciò che resta di veramente monumentale è solo la loro gigantesca ignoranza e miopia.
Buon anno Raffaella!

Raffaella ha detto...

Buon anno a te :-)