31 maggio 2007

Video BBC: la durezza di Ratzinger, spesso accusato di mancanza di garantismo


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LE MOLTE FALSITÀ DI “SEX, CRIMES AND THE VATICAN”, L’INESISTENTE INDULGENZA DI RATZINGER VERSO I PEDOFILI

Usate un collegamento Internet senza fili? Sì? Siete stati dal medico? Dovreste farlo, se credete alla trasmissione Panorama della Bbc, da cui è tratto il documentario contro il Papa “Sex, Crimes and
the Vatican”, che ha proclamato che le radiazioni di una rete Wi-Fi sono “tre volte più pericolose di quelle di un cellulare”, gettando nel panico le mamme che mandano i figli nelle scuole britanniche dotate di reti senza fili. Dopo le reazioni delle scuole, la Bbc ha dovuto precisare che parlando al cellulare per venti minuti il pupo
assorbe più radiazioni che se utilizzasse senza sosta il Wi-Fi per un anno.
Non vi è simpatica la chiesa di Scientology?
Non siete i soli, ma se volete informazioni critiche obiettive non affidatevi a Panorama. Scientology ha risposto a una puntata del programma inglese diffondendo su YouTube un video dove si vede il giornalista di Panorama mentre, fuori onda, inveisce e minaccia contro la chiesa cara a Tom Cruise. E’ dovuto intervenire il Comitato etico della Bbc, pubblicando una presa di distanze da Panorama. Insomma, per dirla con Paul Ockenden, editorialista dell’autorevole rivista d’informatica PC Pro disgustato dalla storia del Wi-Fi, “anni fa Panorama era un buon programma, ma ora è tutta spazzatura da tabloid spacciata in nome della vecchia reputazione”. E parliamo solo delle trasmissioni di un mese: maggio 2007.
Che il marchio Bbc garantisca la qualità di “Sex, Crimes and the Vatican” è uno degli argomenti usati dall’équipe di Annozero di Michele Santoro nella preview della puntata dedicata al documentario messa in onda via Internet. Una preview dove si è continuato a ripetere che chi chiede di non diffondere il filmato non ha argomenti, mentre i ventidue parlamentari e gli ottanta docenti universitari, che hanno sottoscritto l’appello di cui sono promotore, hanno fatto notare una serie di falsità clamorose.
Per esempio, si afferma che l’istruzione vaticana “Crimen sollicitationis” del 1962 commina la scomunica a chi denuncia i preti colpevoli di abusi sessuali mentre è esattamente il contrario (è scomunicato chi, essendo a conoscenza degli abusi, non li denuncia); si confondono segretezza del processo canonico (di cui sola si occupano i documenti vaticani) e segreto del delitto, che neppure una riga di quei testi impone di non rivelare alle autorità civili; si pretende che l’istruzione “De delictis gravioribus” del 2001, firmata dal cardinale Ratzinger quando era prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, renda più difficile perseguire i preti accusati di pedofilia mentre al contrario lo rende più facile, tra l’altro allungando i termini di prescrizione
fino a quando la vittima minorenne più giovane abbia compiuto i 28 (non i 18, come alcuni dicono) anni di età. Ma tutto serve, per far scorrere immagini di Benedetto XVI che, appena eletto, benedice piazza San Pietro mentre una voce fuori campo ci spiega che quest’uomo, il Papa, da trent’anni rotegge i pedofili.

Il caso di padre Maciel

Agli esperti il documentario di Panorama, quando andò in onda, nell’ottobre del 2006, sembrò quasi uno scherzo. Infatti il cardinale Ratzinger aveva fama d’intransigenza assoluta quando sentiva parlare di pedofilia, anzi qualcuno sommessamente lo criticava perché non era abbastanza garantista.

Nella preview di Annozero, rincarando la dose rispetto agli inglesi, si presenta come prova del buonismo di Ratzinger la sua presunta indulgenza verso padre Marcias Maciel, fondatore della (benemerita) congregazione dei Legionari di Cristo, accusato di abusi sessuali che risalirebbero in gran parte agli anni Cinquanta. Anche qui, è precisamente il contrario. Una mezza dozzina di ex religiosi ha “ricordato” abusi che padre Maciel avrebbe commesso venti o anche cinquant’anni prima. Altri hanno risposto affermando di avere ricevuto offerte di denaro perché confermassero calunnie inventate. Gli accusatori non si sono mai rivolti ai tribunali secolari, che non avrebbero preso sul serio ricordi a orologeria scattati decenni dopo i fatti.
Proprio sulla base delle nuove norme del 2001 – quelle, secondo la Bbc e la Rai, più blande delle precedenti – la congregazione per la Dottrina della fede ha ritenuto di intervenire. Considerata la difficoltà anche per i tribunali ecclesiastici di ricostruire vicende vecchie di mezzo secolo, la congregazione – evitando ogni pronuncia esplicita sui fatti – nel 2006 ha “invitato” padre Maciel “a una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando a ogni ministero pubblico”.

La procedura mostra da una parte l’estrema durezza della Santa Sede di Benedetto XVI anche in caso di accuse che non è possibile provare con certezza, dall’altra il ruolo della prescrizione i cui termini in uso nei moderni tribunali risalgono a un avvocato italiano che si chiamava Cesare ma che di cognome non faceva Previti, come forse crede Santoro, ma Beccaria. La prescrizione è un principio elementare di civiltà giuridica.

Anche Santoro sarebbe in difficoltà se qualcuno lo accusasse oggi di abusi commessi trent’anni fa, chiedendogli di spiegare dov’era un certo pomeriggio del 1977.
Santoro dovrebbe anche spiegare che l’ex prete Oliver O’Grady, il disgustoso pedofilo le cui immagini aprono e chiudono il documentario, non sta parlando con la Bbc.
Sta registrando un video concordato con gli avvocati di una causa civile miliardaria, contro la chiesa, che in cambio non si sono opposti a che questo autentico orco ricominciasse a circolare liberamente dopo soli sette anni di prigione. E che le statistiche
che cita sono state smontate una per una da studiosi come Philip Jenkins.
Anche un solo prete pedofilo è uno di troppo, e giustifica le severe misure invocate proprio da Benedetto XVI. Negli Stati Uniti, però, i sacerdoti condannati da tribunali federali o statali per abusi sessuali su minori (non tutti “pedofili”, perché chi abusa di una sedicenne è certo un criminale, ma non è un pedofilo) dal 1950 a oggi sono 105. Ce ne sarà certo qualcuno colpevole e non condannato, ma sostenere che le condanne sono migliaia è solo cattivo giornalismo.

Massimo Introvigne

Il Foglio, 31 maggio 2007

4 commenti:

euge ha detto...

Pochi hanno il coreggio di parlare ma almeno quei pochi che lo fanno sanno benissimo caosa dire perchè si basano su realtà incontrovertibili che solo la BBC e la rai in maniera del tutto cieca e di parte, si rifiutano di vedere!!!!!!!!!!!!!!!!! Grazie a Massimo Introvigine che a seguito del suo appello, fa seguire un'altro articolo di cui non si può tener conto!!!!!!!!!!!! La durezza proprio di Benedetto XVI contro certi crimini altro che insabbiare e nascondere i fatti quelli veri ripeto, sono evidenti come è evidente che tutto questo polverone è stato sollevato da chi ha interesse ad andare contro la chiesa e contro questo Papa in particolare ............... vi ricordate come titolarono i giornali inglesi dopo l'elezione di Ratzinger ???????????????? i conti tornano!!!!!!!!!!!!!!!!! C'è puzza di una alleanza trasversale che unisce un sentimento di anticlericalismo senza precedenti ed il filmato della BBC prima ed il comportamento della rai dopo, ne è la testimonianza!!!!!!!!!!!!!!
Eugenia

Raffaella ha detto...

Ciao Euge, non potrei essere piu' chiara :-)
Ti ringrazio!
Fra poco postero' un articolo del Foglio in cui si dice che Santoro ha dapprima invitato Introvigne e poi ha cambiato idea...
Ma che strano! Perche'?
Ciao
Raffaella

euge ha detto...

Cara Raffaella forse perchè l'Intervento di Introvigine, non avrebbe neanche permesso a San Toro di iniziare la trasmissione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Eugenia

Raffaella ha detto...

Gia' :-)