22 maggio 2007

BETORI, NESSUNA CENSURA MA SI RISPETTI LA VERITA'


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Ecco la saggezza della Chiesa!
Sono sicura che finalmente emergera' la verita'. Chiedo solo a Santoro di essere, per una volta, obiettivo.

Raffaella

BBC: NESSUNA CENSURA DAL VATICANO

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 22 mag - Nessuna intenzione da parte dei vescovi italiani di censurare la eventuale trasmissione RAI del documentario BBC sui preti pedofili, ma richiesta invece di rispettare la verita'. E' quanto ha detto oggi mons.Giuseppe Betori, segretario generale della CEI, secondo cui il vero problema del documentario sta nei contenuti che propone che non rispettano la verita'. Si attribuisce a Ratzinger un documento (Crimen sollicitationis -ndr) scritto invece dal dicastero vaticano del sant'Ufficio ben 19 anni prima che Ratzinger ne divenisse prefetto. E si confonde la richiesta di riservare a Roma l'ultima parola nei processi per pedofilia, quale volonta' di insabbiare anziche' come una volonta' chiara di una maggiore severita' nei confronti dei preti responsabili. Tanto e' vero, ha rilevato Betori, che le nuove norme volute proprio dal cardinale Ratzinger prevedono la radiazione dallo stato clericale per quei preti che si rendono responsabili di delitti tanto gravi quale viene considerato l'abuso sessuale nei confronti di minori. Il Segretario della Cei pertanto, non ha detto di essere contrario alla trasmissione del documentario, ma a condizione che in occasione della sua messa in onda si faccia rilevare la falsita' dei suoi contenuti. Lascia certamente perplessi la messa in onda di un documentario che sin dalle prime battute si basa su falsita' storiche.


PRETI PEDOFILI: BETORI, FALSITA' NEL DOCUMENTARIO BBC

''La Chiesa Italiana non invoca censure, tiene pero' al rispetto della verita'''. Il segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori ha riassunto cosi' la posizione della Chiesa Italiana in merito all'ipotesi che sia trasmesso dalla Rai il filmato sulla pedofilia della Bbc, che attribuisce alla Santa Sede e in particolare al Papa una presunta volonta' di coprire gli abusi sessuali commessi dai preti. Il documentario della Bbc, ha affermato Betori, ''non rispetta la verita', ad esempio quando attribuisce a Ratzinger la paternita' di un documento emanato dalla Congregazione della Dottrina della Fede 19 anni prima della sua nomina alla guida del dicastero''. Cosi' come sono ''notizie false'' quelle relative ad un presunto perdonismo della Chiesa: ''si attribuisce alla legislazione canonica - ha denunciato Betori - la volonta' di coprire gli autori di questi gravi atti criminali, mentre la competenza della Santa Sede e' invece un aggravamento della disciplina: il 90 per cento di coloro che vengono giudicati, infatti, sono poi estromessi dallo stato clericale''. Davanti a tutto questo, ha spiegato mons. Betori, ''nessuno mette censure: chiediamo solo che se dovesse essere trasmesso ci sia anche una netta presa di distanza da tutte le falsita' che sono contenute in esso. Falsita' di fatto, che speriamo che si facciano emergere''.

Repubblica it


Il monsignor sul documentario Bbc: «Nessuna censura, contiene falsità»

Preti pedofili, Betori: «Colpe dei singoli»

CITTA' DEL VATICANO - In Italia, a differenza di paesi come gli Stati Uniti, non è la diocesi a risarcire le vittime di crimini di pedofilia compiuti da sacerdoti, perché vale il principio della responsabilità personale. Lo ha spiegato il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, rispondendo ad una domanda su un recente caso scoppiato ad Agrigento. «La legislazione italiana non prevede che le istituzioni siano responsabili dei comportamenti dei propri appartenenti», ha spiegato il vescovo in conferenza stampa. «Il sacerdote risponde per se stesso», così come il vescovo che si fosse macchiato di coprire o favorire un crimine del genere, ha precisato. «Ciò non significa - ha tenuto a sottolineare Betori - che siamo distanti dalle vittime e dalle loro famiglie, né che siamo inerti nella prevenzione e nella indicazione ai vescovi di perseguire i sacerdoti che fossero incorsi in casi di crimini così gravi». Monsignor Betori ha ricordato che in base ad una Nota della congregazione della Dottrina della fede vaticana in materia, la Chiesa presta «la massima collaborazione alle istituzioni pubbliche». Ad ogni modo, ha puntualizzato, occorre al tempo stesso «severità ma anche molta discrezione», perché a volte le persone finite sotto accusa si rivelano essere innocenti.

IL DOCUMENTARIO DELLA BBC - «La Chiesa Italiana non invoca censure, tiene però al rispetto della verità». Betori ha riassunto così la posizione della Chiesa Italiana in merito all'ipotesi che sia trasmesso dalla Rai il filmato sulla pedofilia della Bbc, che attribuisce alla Santa Sede e in particolare al Papa una presunta volontà di coprire gli abusi sessuali commessi dai preti. Il documentario della Bbc, ha affermato Betori, «non rispetta la verità, ad esempio quando attribuisce a Ratzinger la paternità di un documento emanato dalla Congregazione della Dottrina della Fede 19 anni prima della sua nomina alla guida del dicastero». Così come sono «notizie false» quelle relative ad un presunto perdonismo della Chiesa: «si attribuisce alla legislazione canonica - ha denunciato Betori - la volontà di coprire gli autori di questi gravi atti criminali, mentre la competenza della Santa Sede è invece un aggravamento della disciplina: il 90 per cento di coloro che vengono giudicati, infatti, sono poi estromessi dallo stato clericale». Davanti a tutto questo, ha spiegato mons. Betori, «nessuno mette censure: chiediamo solo che se dovesse essere trasmesso ci sia anche una netta presa di distanza da tutte le falsità che sono contenute in esso. Falsità di fatto, che speriamo che si facciano emergere»

Corriere.it

8 commenti:

mariateresa ha detto...

sai raffaella, è meglio così. che vada in onda la ciofeca con l'obiettività che Domineddio permetterà. Betori ha parlato bene e laicamente. Una volta sviscerata la questione si spera che finirà per essere tirata fuori di tanto in tanto quando fa comodo. Come la storia dell'arruolamento giovanile del papa nella gioventù hitleriana, ricordi?L'hanno masticato in tutti i sughi finchè fu proprio El Pais ricordo che ammise che si trattò un arruolamento forzato come quello di Habermas e altri: erano andati a strologare proprio i documenti originali dell'epoca. Ce lo ribaltano come un calzino, povero Benedetto. Ma alla fine di tutti i ribaltamenti si vedrà bene quello che è. Una gran bella persona che noi amiamo e rispettiamo.

Anonimo ha detto...

Buon Pomeriggio a Raffaella e ai lettori! Sono Marco. In questo filamto io vedo da parte dei produttori, di Santoro e altri desiderio di popolarità facile, oltre a profonda cattiveria. Questo non sarebbe niente se non fosse per il fatto che tante persone, senza il minimo sforzo per cercare la verità, leggono qua e là qualche titolo e ne desumono: "la Chiesa aiuta i pedofili". E per questo poi vediamo scritte furiose sui muri ed offese varie. E' la peggior ignoranza! C'è chi semina odio e chi raccoglie con facilità perchè ha preconcetti che non intende mollare. Condivido le parole di Betori che mostrano l'importanza di andare a fondo in tutte le questioni.
In questo momento penso alle parole del cantante del I maggio che disse che il papa non crede all'evoluzione. Non credo che l'abbia mai detto. Corregetemi se sbaglio. Mi pare di aver letto che il Papa disse che l'evoluzione non è sufficiente a spiegare il mistero uomo, che è qualcosa di ben più grande. Eppure le parole del cantante furono prese alla lettera da tutti. Quindi chi non sa taccia, e chi sa dica la verità. Vi sono altri esempi ben presenti su questo blog. Ringrazio per questo ancora Raffaella per i suoi sforzi! Concludo chiedendo: posso sapere qualcosa di te Raffaella? Sei giornalista? Perchè questo interesse? Io posso dire di essere un ragazzo di 21 anni che studia Medicina. Tra gli altri interessi cerco di approfondire "le ragioni della mia fede". Grazie, buona giornata!

lapis ha detto...

da un certo punto di vista quasi preferisco che Santoro vada in onda con il suo tanto agognato "documentario" pieno di calunnie contro il Papa. Voglio vedere, dopo la trasmissione di un video del genere, chi avrà ancora argomenti per dire che l'Italia è una succursale del Vaticano, che mancano la libertà di parola e di espressione a causa dell'intolleranza della Chiesa ... alla faccia! Non solo la Chiesa lascia libertà di pensiero e di opinione, ma accetta anche la diffusione di un documentario diffamatorio limitandosi a domandare obiettività e, se non è chiedere troppo, un giusto e pieno contraddittorio e diritto di replica. Chissà se San toro, non sia mai martire della "censura preventiva", avrà la decenza, nel trattare questo delicatissimo argomento, di usare nei confronti della Chiesa almeno la decima parte della delicatezza e dei "distinguo" che è solito avere quando parla della violazione dei diritti umani negli stati islamici.
E comunque non creda di aver fatto l'affare del secolo; un video di quel genere, pieno di calunnie piuttosto evidenti e montato ad arte per ottenere un chiaro effetto anti-Ratzinger, in realtà "scotta" molto anche per chi lo maneggia incautamente e, se presentato apoditticamente come verità assoluta, rischia di trasformarsi in un gigantesco boomerang proprio per chi credeva di fare il "botto". Auguri a Santoro, che la saggezza sia con lui.

Raffaella ha detto...

Ciao Mariateresa e Marco :-)
Condivido il pensiero di Mariateresa: e' meglio che questo documentario vada in onda con tutte le garanzie del caso. La censura (ricordo che l'unico che non l'ha invocata e' stato proprio il Vaticano!!!) e' sempre da evitare, ma occorre dare spazio ad entrambe le parti in causa con assoluta obiettivita'.
Il Papa viene attaccato da ogni parte ma io noto che conserva la serenita' ed e' consapevole di essere amato da milioni di persone.
Ciao Marco.
Il rischio che molte persone si fermino al titolone dei giornali c'e' ed e' molto grave. Io spero che ci sia lo sforzo da parte di tutti di capire e di approfondire magari su internet ed attingendo alle fonti.
No, non sono giornalista. Ho studiato giurisprudenza e la mia "deformazione professionale" mi porta ad andare a fondo delle questioni ed a smascherare chi non e' corretto nell'informazione.
Per questo a volte metto il pepe nei miei commenti :-)
Le ragione per cui voglio bene al Papa sono tantissime. Te ne dico solo una: avevo bisogno di chi desse una base razionale alla mia fede. Ringraziero' sempre Benedetto per avermi aiutata a capire che la fede e la ragione si possono completare a vicenda.
Ciao
Raffaella

Raffaella ha detto...

Come al solito, la nostra Lapis e' andata dritta dritta al centro del problema :-)
La penso esattamente come te! In Italia si puo' fare e dire tutto cio' che si vuole purche' si tratti di offendere il Papa e la Chiesa. Non sia mai che qualcuno guardi in altre direzioni...
Li' scatta il politicamente corretto.
Forse e' meglio che ne parli Santoro...vediamo se riuscira' a fare veramente un programma di approfondimento o se trasformera' il suo palcoscenico in un urlatoio mediatico.
Personalmente sono molto curiosa di vedere che cosa tirera' fuori visto che le prove per smontare le accuse, infondate, contro Ratzinger si trovano nel documentario stesso.
Occhio agli autogol, caro San Toro.
A proposito, qual e' il suo onomastico? :-)
Raffaella

Raffaella ha detto...

Per Marco.
Ci sono molti post sul concetto di Creazione e Evoluzione.
Per esempio:http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/2007/04/creazionismo-e-evoluzionismo-2.html

Anonimo ha detto...

Ciao Raffaella, spero di poterti dare del "tu"... Grazie per la nota sul tema Creazione ed evoluzione! alla prossima! Buona serata! Marco

Raffaella ha detto...

Ma certo che puoi, anzi devi, darmi del tu :-)
Un caro saluto.
Raffaella