28 maggio 2007

Video BBC: lo speciale di Affari italiani


Grazie alla nostra amica Euge possiamo leggere questi due articoli speciali di Antonino D'Anna per Affari italiani.
Raffaella


Vedi anche:

LA SPERANZA DELLA SALVEZZA PER I BAMBINI CHE MUOIONO SENZA BATTESIMO

AUGURI SANTITA'

Aggiornamento della rassegna stampa del 28 maggio 2007 (1)

Rassegna stampa del 28 maggio 2007

Qualche riflessione sull'atteggiamento dei media...

SPECIALE: Il documentario della BBC dice il falso: ecco le prove!

Traduzione dei canoni 15-19 del "Crimen sollicitationis"

Appello contro il documentario della BBC


Documentario BBC, don Di Noto ad Affari: "Santoro, non parlare solo di preti pedofili"

Santoro, non fare la puntata sui preti pedofili, ma sulla pedofilia. E' questo l'appello che don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell'associazione antipedofilia Meter lancia dalle pagine di Affari. E commenta così la possibile messa in onda, nel corso di "Annozero" (la trasmissione del giornalista campano) del documentario BBC sui preti pedofili che nei giorni scorsi ha scatenato innumerevoli polemiche.

"Non sarà certo una trasmissione televisiva a offrire percorsi operativi", dice il sacerdote, "e dispiace molto che un tema così grave e che coinvolge a livello mondiale 150milioni di bambini e bambine sfruttati sessualmente, nonché due milioni di bambini indotti nel mercato della pornografia minorile ogni anno possa essere ridotta a solo e semplici fotogrammi di uno dei più grandi drammi di tutti i secoli: l'annientamento della dignità dei piccoli da parte di uomini crudeli".

Di Noto a questo punto chiede a Santoro di modificare il tema della trasmissione: "Perchè allora non discutere delle lobby pedofile internazionali? Meter può offrire una documentazione unica, e inedita al mondo.". E sugli abusi dei sacerdoti e il comportamento della Chiesa, don Fortunato è chiaro: "La Chiesa, per amore alla verità, che è Gesù Cristo, non nasconde nulla, non vuole nascondere questi peccati e reati gravi contro l'umanità e contro la Chiesa. Lo dice un prete che ha dedicato la sua vita contro gli abusi sessuali", sottolinea, invitando tutti ad "aiutarci tutti, vicendevolmente, affinché nessun bambino subisca abusi e venga violato. Gesù butta i mercanti dal tempio, la Chiesa deve buttare fuori i mercanti della vita dei bambini. Lo ha fatto Gesù Cristo, lo ha fatto sempre e si continuerà a farlo", conclude.
Don Fortunato, si parla di un puntata di Annozero in cui sarà mandato in onda il documentario della BBC sui preti pedofili.

Lei che cosa ne pensa?

"La pedofilia è uno dei più gravi problemi e fenomeni che colpiscono l'infanzia. Non c'è classe sociale che ne sia esente: preti, magistrati, politici, insegnanti, genitori, educatori, anche nelle altre confessioni religiose, in qualunque settore della società. Affrontare il fenomeno della pedofilia, che strutturarti a livelli: ideologica, (questo è un fenomeno sottaciuto) oltre che criminale ci impone una seria riflessione. Ma un comune campo di lavoro: culturale, informativo, preventivo, repressivo... e di riparazione per le vittime. Senza escludere anche la proposta di aiuto ai "cannibali di anime dei bambini".

E quindi?

"Non sarà certo una trasmissione televisiva a offrire percorsi operativi, e dispiace molto che un tema così grave e che coinvolge a livello mondiale 150milioni di bambini e bambine sfruttati sessualmente, due milioni di bambini indotti nel mercato della pornografia minorile ogni anno possa essere ridotta a solo e semplici fotogrammi di uno dei più grandi drammi di tutti i secoli: l'annientamento della dignità dei piccoli da parte di uomini crudeli".

Che cosa serve allora?

"La pedofilia ha necessità di essere contrastata con una comune rete di collaborazione, questa spesso, manca e questa avvantaggia chi opera contro l'infanzia".

Che cosa vorrebbe dire a Michele Santoro?

"Santoro, perchè allora non discutere delle lobby pedofile internazionali? Meter può offrie una documentazione unica, e inedita al mondo".

Stando al documentario delle polemiche, la Chiesa è accusata di aver coperto gli abusi dei sacerdoti. Come risponde a queste osservazioni?

"La Chiesa, per amore della verità, che è Gesù Cristo, non nasconde nulla, non vuole nascondere questi peccati e reati gravi contro l'umanità e contro la chiesa. Lo dice un prete che ha dedicato la sua vita contro gli abusi sessuali. Dobbiamo aiutarci tutti, vicendevolmente, affinché nessun bambino subisca abusi o venga violato. Gesù butta fuori i mercanti dal tempio, la Chiesa deve buttare fuori i mercanti della vita dei bambini. Lo ha fatto Gesù Cristo, lo ha fatto sempre e si continuerà a farlo".

Antonino D'Anna

Affari italiani


Preti pedofili/ E' polemica sul filmato della BBC

La Chiesa ha coperto lo scandalo dei preti pedofili? Gli abusi sono stati in particolare insabbiati dall’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede cardinale Joseph Ratzinger? Secondo un documentario realizzato nel 2006 dalla BBC e diffuso poi in Rete, la risposta sarebbe sì. Con l’attenta citazione di documenti “segretissimi” come un’apposita istruzione del 1962, emanata sotto Giovanni XXIII, l’Instructio de modo procedendi in causis sollicitationis. Più un documento del 2001, firmato dal futuro Benedetto XVI, una lettera in cui si ribadisce il diritto della Chiesa non solo di rivendicare a sé la competenza giurisdizionale nei casi di abusi su minori da parte di esponenti religiosi, ma di svolgere le indagini e conservare le prove acquisite nel più assoluto segreto, fino al decorrere di dieci anni dal compimento della maggiore età della vittima. "Casi di questo tipo - conclude la lettera - sono soggetti al segreto pontificio".

L’ACCUSA- il documentario trasmesso dalla Tv di Stato britannica nel 2006 non aveva mancato di suscitare già allora le polemiche tra i cattolici d’Oltremanica. Un mondo che peraltro è in crescita, anche a causa della crisi vissuta dalla chiesa anglicana, e probabilmente tra poco vedrà un convertito molto famoso: nientemeno che il premier uscente Tony Blair. Secondo il filmato, insomma, il cardinale Ratzinger, di sua iniziativa e utilizzando l’Instructio del 1962, avrebbe insabbiato con l’obbligo del silenzio sotto pena di scomunica tutti i procedimenti contro sacerdoti colpevoli di abusi sessuali. E la lettera del 2001 ne sarebbe la riprova.

IN ONDA O NO?- Un’accusa più che infamante, per il Vicario di Cristo, che in Italia non è stata trasmessa da nessuna emittente ed è al centro di polemiche: da un lato, in casa Rai, Michele Santoro avrebbe voluto mandare in onda il documentario inglese (che ha acquistato per 20.000 euro) all’interno del suo programma Annozero, ma su questo doveva decidere il Cda della Rai. Ed Enrico Mentana, da Mediaset, aveva fatto sapere: “Se la Rai non lo vuole, il documentario della Bbc lo compriamo noi per Matrix”. Il tutto è stato poi sbloccato dal sì alla messa in onda del documentario da parte del direttore Generale Rai Claudio Cappon. Fino a quando si è appreso che il documentario non andrà in onda questo giovedì in occasione dell'appuntamento in prima serata su Raidue con 'Annozero': ci sono alcuni aspetti ancora da approfondire. Lo ha fatto sapere ai vertici Rai proprio Michele Santoro. A quanto si sa, sembra che il servizio presenta punti deboli, ovvero Santoro avrebbe ravvisato la necessità di verificare alcuni aspetti del documentario prima di proporlo al pubblico di telespettatori di 'Annozero'.

FASSINO: PRUDENZA- "L'argomento è tale che richiede da parte di tutti equilibrio e prudenza" avverte il segretario Ds Piero Fassino. Nessun suggerimento del segretario dei Ds al vertice Rai: "Si tratta di una decisione che compete all'azienda. Quando si affronta una materia così delicata servono molta attenzione e prudenza perché l'impatto di qualsiasi immagine, notizia o commento su temi così sensibili richiede equilibrio e prudenza". "Preferisco non parlare di un personaggio che non gode minimamente della mia stima" taglia invece corto Gianfranco Fini.

RUMORS E COMUNICATI-E monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, aggiunge: non chiediamo la censura sul documentario, ma ne denunciamo la falsità. Affari ha sondato l’umore Oltretevere: per un vescovo che chiede l’anonimato, il clima è teso. “Sono accuse gratuite e infamanti – dice il monsignore – che chiaramente vengono rivolte contro la Chiesa e contro il Papa. Perché accusano noi e non se la prendono con i ministri di altre religioni?”. Anche se il presule sottolinea: “E’ anche vero che in alcuni casi – come alle volte è successo in America – per la mancanza di clero qualcuno ha finto nei seminari di non vedere certe tendenze di questo o quello studente. Causando i problemi che stiamo affrontando ora”. Ma, ricorda il vescovo: “Occorre stare attenti. I preti pedofili esistono e vanno condannati. Ma in alcuni casi dei sacerdoti con decenni di missione alle spalle sono caduti in depressione e qualcuno ha anche tentato di uccidersi perché sono stati accusati apposta. In America le cause di risarcimento sono milionarie e qualcuno ne approfitta”. Già: la diocesi di San Francisco, ad esempio, rischia di chiedere il fallimento per pagare cause con cifre a sei zeri. In dollari.

LE REAZIONI- Nel frattempo impazza la polemica. Che ha visto la reazione pesante di Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, sceso in campo a difesa della Santa Sede. E che ha bollato il documentario come “infame calunnia” contro la Chiesa e contro il Papa. Osservando le inesattezze cronologiche del filmato: nel 1962 Joseph Aloisius Ratzinger non era né Cardinale né tantomeno alla Congregazione per la Dottrina della Fede (sarebbe diventato principe della Chiesa nel 1977 e “guardiano dell’ortodossia” solo nel 1981). A quei tempi infatti il futuro Pontefice era un teologo e di lì a poco sarebbe diventato un “perito”, cioè un esperto, del Concilio Vaticano II (1962-’65) per volontà dell’allora arcivescovo di Monaco e Frisinga, il cardinale Frings. Inoltre, come obietta il quotidiano della Cei, le norme contenute nella lettera non sono altro che un regolamento di attuazione.

CHE COSA PREVEDONO LE NORME-

Che cosa attua questo documento? Un motu proprio (cioè un testo normativo scritto “di propria iniziativa” dal papa) di Giovanni Paolo II del 18 maggio 2001, la Sacramentorum sanctitatis tutela, che sancì il ruolo centrale dell´ex Sant´Uffizio nell´affrontare il fenomeno. Nelle linee guida il cardinale, come ha ricordato Marco Politi su Repubblica “chiedeva ‘non solo di contribuire a evitare un crimine così grave, ma anche di proteggere con le necessarie sanzioni la santità del sacerdozio e la cura pastorale offerta dai vescovi e dagli altri responsabili ecclesiastici’”.

I DIECI ANNI-

E per scongiurare frettolose archiviazioni Ratzinger - d´intesa con papa Wojtyla -prese anche la decisione di modificare i termini di prescrizione dei processi ecclesiastici. I famosi dieci anni necessari per far decadere i procedimenti scattano (dopo la riforma del 2001) soltanto a partire dalla maggiore età della vittima, in modo da garantire a chi è stato abusato nel corso dell´adolescenza la piena facoltà di intervento in giudizio. Poi venne la “tolleranza zero” contro i pedofili. Precetto che peraltro, in Italia, viene rispettato dai nostri vescovi con questo modus operandi: intervengono – eventualmente promuovendo il processo presso la Congregazione per la dottrina della Fede – solo dopo le indagini della magistratura italiana.

CHE COSA RISCHIA UN PRETE PEDOFILO-

Ovviamente, il sacerdote provato colpevole dalle indagini dei giudici andrà incontro alla condanna prevista dalla legge. E per il diritto canonico? Il reato è previsto dal canone 1387 del Codice entrato in vigore nel 1983: Il sacerdote che, nell'atto o in occasione o con il pretesto della confessione sacramentale, sollecita il penitente al peccato contro il sesto precetto del Decalogo, a seconda della gravità del delitto, sia punito con la sospensione, con divieti, privazioni e, nei casi più gravi, sia dimesso dallo stato clericale. La dimissione allo stato clericale (o “laicizzazione”, come viene chiamata alle volte) priva il sacerdote di ogni incarico o ufficio. Non può, ad esempio, essere nominato parroco, né tantomeno celebrare validamente i Sacramenti (salvo che in punto di morte e qualora non ci fosse un sacerdote a disposizione). È come se tornasse ad essere un laico, anche se il Sacramento dell’Ordine non gli può essere revocato: per la dottrina cattolica Battesimo, Confermazione ed Ordine non sono reiterabili.

IL PAPA CONTRO I PEDOFILI- E in Vaticano, come l’hanno presa? Il Papa tace, ma ha già mostrato determinazione contro i pedofili. Proprio ai vescovi irlandesi, nell’ottobre scorso, aveva rivolto parole di fuoco su questa piaga: "Nell'esercizio del vostro ministero pastorale - disse allora il Papa - negli ultimi anni avete dovuto rispondere a molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori. Questi sono ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. E aveva aggiunto: “Le ferite causate da simili atti sono profonde, ed è urgente il compito di ristabilire la confidenza e la fiducia quando queste sono state lese”. Per cui: “Nei vostri sforzi continui di affrontare in modo efficace questo problema, è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi". Vedremo le prossime mosse Oltretevere.

Antonino D’Anna

Affari italiani

6 commenti:

lapis ha detto...

Ciao a tutti, mi permetto di sollevare una piccola polemica: il video della BBC (non ce la faccio a chiamarlo "documentario") non dice mai espressamente che Joseph Ratzinger è l'autore dell'Instructio Crimen Sollicitationis, ma "si limita" a dichiarare ambiguamente che si tratta di un testo "imposto" da Ratzinger stesso per oltre venti anni. Ora, è chiaro che i furbi autori del presunto scoop hanno giocato sull'ignoranza e sulla superficialità della maggioranza degli utenti di internet, che, manco a dirlo, hanno subito abboccato e fatto il collegamento "Ratzinger lo ha imposto->Ratzinger lo ha scritto", e infatti nove blog su dieci ormai danno notizia del Crimen come di un documento "di Ratzinger" (non c'è nemmeno verso di tentare di fargli cambiare idea postandogli il link al testo dell'Instructio e chiedergli di controllare la firma in calce perché ti senti rispondere che non ha credibilità una bigotta che posta "falsi" links...). Questa, comunque, più che un'accusa diretta è una furbesca insinuazione, mentre sono altre due le falsità "dirette", e cioè l'accusa di aver imposto il Crimen per oltre venti anni (qui, secondo me, la falsità emerge dal fatto che prima del 2001 la CDF non aveva la competenza esclusiva a istruire i procedimenti in questione, visto che la denuncia relativa alla notizia di reato poteva essere presentata alternativamente all'Ordinario del luogo o al Sant'Uffizio) e quella di averne scritto il "seguito", individutato nella famosa Epistula De Gravioribus Delictis, che, come invece abbiamo già detto ripetutamente (e tu Raffaella hai brillantemente spiegato grazie ai tuoi nutriti post), non rappresenta il seguito del Crimen, ma è l'attuazione del Motu Proprio di GP2 che, appunto, inaugurava la nuova politica di linea dura, con l'attribuzione di competenza esclusiva alla CDF per la cognizione dei graviora delicta.
Tutta questa pappardella per dire che spero che chiunque andrà ad Annozero a rappresentare la Chiesa parli soprattutto di questo e che non cada nella facile trappola (in cui, purtroppo, mi pare che siano caduti sia Avvenire sia lo stesso monsignor Betori) di smentire il filmato solo adducendo l'erronea attribuzione del Crimen a Ratzinger, perché questa attribuzione esplicita effettivamente non c'è e a quel punto ci metterebbe niente San-toro a farsi una risatina suggerendo a chi del caso di riguardarsi più attentamente il video, con conseguente ilarità generale del pubblico e screditamento aprioristico della credibilità dell'ospite.

mariateresa ha detto...

beh, non è una polemica,è vero, la BBC "insinua" per creare questa impressione e credo quindi che Avvenire e Betori non abbiano avuto torto a chiarire sulla Crimen perchè è proprio in questo modo distorto che è stata presa. Anche su Repubblica.it.E apposta.
Per il resto sono d'accordo che chi va da Santoro debba avere venti buchi nel naso.

Raffaella ha detto...

Assolutamente d'accordo!!!
Mi auguro che l'ospite o gli ospiti di Santoro non cadano nella trappola!
Diciamoci la verita': e' proprio questo il mio timore.
Non basta affermare che il "Crimen" non e' stato scritto da Ratzinger. Penso che questo sia ovvio: nel 1962 il Papa aveva solo 35 anni.
Occorre, a mio avviso, che l'ospite conosca ogni virgola del "Crimen sollicitationis": deve essere chiaro che esso non si riferisce alla pedofilia ma all'uso distorto del confessionale. in ogni caso anche il "crimen" non mira ad insabbiare alcunche' visto che prevede l'obbligo di denuncia. Non si parla, pero', esplicitamente di pedofilia e qui sta il limite di quel documento.
Non vi era, in sostanza, alcun obbligo di avvertire il Sant'Uffizio nel caso in cui fosse commesso un simile crimine.
Il merito della lettera del 2001 sta proprio nell'avere stabilito l'avocazione del processo alla Congregazione della dottrina della fede.
In questo sta l'importanza sia del motu proprio di Wojtyla sia della lettera di Ratzinger.
Introvigne lo spiega benissimo. A questo punto mi auguro che da Santoro ci vada proprio questo sociologo dal momento che (e mi dispiace dirlo) le spiegazioni di Mons. Betori, del cardinale Herranz e di Avvenire non sono sufficienti...
Ciao
Raffaella

euge ha detto...

Non posso che essere d'accordo con tutte le vostre riflessioni e constatazioni. Infatti, la mia preoccupazione più grande adesso, è quella di sapere chi rappresenterà la chiesa giovedì sera!!!!!!!!!!!!!!!! Perchè è altrettanto ovvio che deve essere una persona molto addentro all'argomento e che soprattutto non cada nei vili trabocchetti che san Toro ha sicuramente preparato ad arte. Che dirvi??????? Non possiamo fare altro che aspettare ed auguriamoci che la Santa Sede mandi qualcuno che sappia il fatto suo o mi viene l'atroce sospetto, che la parte della curia contraria a Ratzinger, possa sfruttare questo momento per ulteriormente creagli difficoltà e problemi!!!!!!!!!
Sempre con Benedetto XVI . Eugenia.

gemma ha detto...

sono allibita dall'atteggiamento degli organi di informazione clericale, visto che l'unico che si è adoperato per fare chiarezza è stato Introvigne. Se si fossero occupati di fornire spiegazioni sulla questione, con la stessa tenacia con cui si sono occupati dei dico, avremmo tutti le idee molto più chiare.
Eppure se la Chiesa perde credibilità, l'"avvenire" cattolico non mi pare molto roseo.
E siccome la gente vuole che di certe cose finalmente si parli, sarebbe utile farlo anche attraverso un'altra campana.
Mi chiedo poi quanto sia legalmente e istituzionalmente corretto attaccare pubblicamente con accuse infamanti, tutte da provare, il capo di uno stato ospite ma indipendente e sovrano. Una Chiesa sottoposta al ricatto della diffamazione non la vedo tanto "libera Chiesa in libero Stato".
E un'altro stato ritirerebbe l'ambasciatore il giorno dopo
Altre autorità religiose invece, forse, non resituirebbero più il nostro, di ambasciatore

euge ha detto...

Sono d'accordo con te cara Gemma. Infatti è esecrabile come gli organi di informazione soprattutto cattolici e parlo di giornali come l'Osservatore Romano, Famiglia Cristiana ed altri, non stiano per niente affrontando non solo l'argomento ma fornendo elementi utili a capire che questo filmato della BBc e solo un mucchio di orride e meschine idiozie. Ti do anche ragione sul fatto del capo di stato............. io mi domando se la BBC grande televisione.............. mettesse su internet ammesso che ne avesse il coraggio un filmato sui maltrattamenti alle donne sotto l'Islam, ci sarebbe un San Toro qualunque che con intrepido coraggio e sfidando l'ira di Allah affronterebbe l'argomento con tanto di trasmissione e probabili vignette al seguito con tanto di offese e via dicendo??????????
Non credo proprio perchè un conto e scagliarsi incivilmente contro il Papa e la chiesa che porgono sistematicamente l'altra guancia e un conto è ritrovarsi una bomba sotto il proprio sedere l'indomani della trasmissione!!!!!!!!!!!!!
Ma, forse la gente questi problemi neanche se li pone ........ in questo momento l'unico obbiettivo è screditare Benedetto XVI, la chiesa e la religione cristiana con tutti i suoi divieti o presunti tali. Ma quando i cattolici avranno il coraggio di dire la loro ad alta voce??????????? Speriamo presto. Altrimenti prepariamoci alle catacombe come gli antichi cristiani!!!!!!!!!!!!!
Eugenia - Sempre con Benedetto XVI