28 giugno 2008

I lefebvriani dicono no al Vaticano e perdono un'occasione storica (Bevilacqua)


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Su segnalazione di Elisabetta leggiamo:

Curie e Curiali I lefebvriani dicono no al Vaticano e perdono un'occasione storica

di Andrea Bevilacqua

Doveva essere la fine di uno scisma. A tanto avrebbe dovuto portare la trattativa che, con insistenza e tenacia, Benedetto XVI aveva messo in campo con la Fraternità San Pio X, la comunità scismatica fondata dal vescovo ribelle Marcel Lefebvre e staccatasi dalla Chiesa sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.
L'ultima notizia in tal senso riguardava il contenuto di una lettera in lingua francese indirizzata dal cardinale Dario Castrillon Hoyos, presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, al vescovo Bernard Fellay, superiore della Fraternità San Pio X.

A seguito di un colloquio avutosi tra i due lo scorso 4 giugno, ai lefebvriani si chiedeva l'accettazione del Concilio Vaticano II e della validità della nuova messa e, insieme, di non attaccare più la persona del Papa. In “cambio” i lefebvriani sarebbero dovuti divenire una sorta di “prelatura”, in stile Opus Dei e rientrare così ufficialmente nella Chiesa cattolica. Ma la risposta di monsignor Fellay non si è fatta attendere ed è stata dura e inattesa: senza mezzi termini i lefebvriani hanno respinto la proposta del Vaticano di rientrare in seno a Santa Romana Chiesa. «L'unica cosa che ci dicono è “chiudete la bocca”, ma noi non intendiamo chiuderla», ha dichiarato il vescovo Bernard Fellay

Per Fellay le condizioni poste dal Vaticano sono inaccettabili. «Roma ci dice: “Va bene, siamo pronti a togliere la scomunica, ma non potete andare avanti così”», ha spiegato nel corso di un seminario della San Pio X a Winona, in Minnesota. «Dunque non abbiamo scelta», ha aggiunto, «porteremo avanti ciò che abbiamo fatto». Il sermone è stato pronunciato domenica, ma la registrazione è stata messa oggi sul sito della radio americana Voice of Catholic.
Le condizioni che il Vaticano aveva posto riguardavo la necessità non attaccare più il Papa ed erano articolate in cinque punti: l'impegno a una risposta proporzionata alla generosità del Papa; l'impegno ad evitare ogni intervento pubblico che non rispetti la persona del Santo Padre e che possa essere negativo per la carità ecclesiale; l'impegno a evitare la pretesa di un magistero superiore al Santo Padre e di non proporre la Fraternità in contrapposizione alla Chiesa; l'impegno a dimostrare la volontà di agire onestamente nella piena carità ecclesiale e nel rispetto dell'autorità del vicario di Cristo; l'impegno a rispettare la data - fissata alla fine di questo mese - per rispondere positivamente.

A conti fatti, un'occasione simile difficilmente potrà ripresentarsi in futuro ai lefebvriani. Non solo: rifiutando la proposta vaticana, la Fraternità San Pio X rischia di perdere diversi fedeli.

Molti di questi, infatti, li seguono principalmente perché desiderosi di partecipare alla messa secondo l'antico rito. Ma ora che Ratzinger, col motu proprio Summorum Pontificum, lo ha liberalizzato, questi potrebbero decidere di recarsi altrove dove comunità cattoliche celebrano la messa “antica”.

© Copyright Italia Oggi, 27 giugno 2008

Un vero peccato...inaccettabili gli attacchi a Benedetto XVI se non altro per la carita' e l'umanita' che ha mostrato in questi anni.
R.

20 commenti:

Luisa ha detto...

Mi dispiace doverlo dire ma ho l`impressione che in troppi non volevano che questa trattativa arrivasse a buon porto.
Attribuirne la colpa e responsabilità esclusive alla FSSPX, mi sembra ingiusto e falso.
Mi sembra più che strano che dopo mesi di trattative delicate, un`indiscrezione faccia uscire una lettera privata di un cardinale ad un vescovo, perchè di queato si trattava, di una lettera personale del card. Castrillòn a Mons. Fellay.
Chi ha deciso di rendere pubblico ciò che doveva restre privato lo ha fatto intenzionalmente e non sono sicura che le su emotivazioni siano state lodevoli, nel senso di un desiderio di favorire la riuscita delle trattative ,l`esito positivo delle discussioni e una risposta positiva di Mons. Fellay.

Si avrebbe voluto il risultato esattamente contrario che non si avrebbe potuto agire in miglior maniera.

Quando osservo il silenzio e segreto che hanno circondato altre recenti trattative, non posso che essere perplessa e restare con le mie domande che non riceveranno alcuna risposta.

Raffaella ha detto...

Ciao Luisa, concordo.
Anche se ritengo ingiustificabili gli attacchi alla persona del Papa, non posso non pensare che, anche questa volta, la trattativa sia andata a monte "grazie" a "sapienti rane dalla bocca larga" abitanti nello stagno del Vaticano, ranocchi che hanno abilmente reso pubblica una lettera privata.
Non e' la prima volta che cio' accade: nell'agosto 2005 bestiole dalla bocca extralarge si lasciarono sfuggire che alla fine del mese Benedetto XVI avrebbe incontrato Mons. Fellay.
L'indiscrezione, chiamiamola cosi' per non essere volgari, rischio' di far saltare l'udienza.
C'e' da chiedersi come mai nella curia non si pensi quasi ad altro che a mettere i bastoni fra le ruote al Papa.
Che delusione...
Posso dirlo? Che schifezza...
Raffaella

Anonimo ha detto...

I tempi di Dio non sono i tempi dell'uomo e ricucire uno scisma non è certo cosa facile. Può darsi che oggi i lefebvriani ribadiscano il no al Papa e che un domani non tanto lontano diranno un sì più convinto e meno "mediatico". Quello che possiamo fare ora è continuare a pregare per questo Papa che si sta sforzando così tanto per l'unità dei cristiani e fare tutto il possibile per volgere ogni giorno il nostro sguardo verso Cristo.

Anonimo ha detto...

Non è da sottovalutare il ruolo da provocatore e di boicotaggio del neocat Tornielli, che ha finalmente gettato la maschera.

Gianpaolo1951 ha detto...

«[…] Molti di questi, infatti, li seguono principalmente perché desiderosi di partecipare alla messa secondo l'antico rito. Ma ora che Ratzinger, col motu proprio Summorum Pontificum, lo ha liberalizzato, questi potrebbero decidere di recarsi altrove dove comunità cattoliche celebrano la messa “antica”.»

Già…, ma dove si celebra la messa “antica”?!?
Poi lasciamo perdere il discorso dell’occasione irripetibile…
Irripetibile per chi?!?
Forse per la Chiesa di avvalersi di sacerdoti che della “vera tradizione cattolica” fanno lo scopo della loro vita e che così facendo l’hanno mantenuta viva, diversamente sarebbe andato tutto perduto!...
Sinceramente mi dispiace tantissimo che sia andata a finire in questo modo…
Quando il 24 giugno ho letto sul blog di Tornielli

«[…] Al contrario delle prime indiscrezioni, non si parla di accettazione del Concilio o della nuova messa: quelle espresse nella lettera sono condizioni generali previe. […]»

ho tirato un respiro di sollievo e mi son detto “questa è la volta buona!...” ma, quando sono riapparse nuovamente appena due giorni dopo, ho capito subito che tutto sarebbe sfumato e che si trattava solo di un bel “trappolone curiale-mediatico”!
Poi, quando Luisa (Le farei un monumento per questo) ieri sera ha postato nel blog di Tornielli – che non è ancora intervenuto per smentire - una considerazione in francese dell`abate Guillaume de Tanoüarn, commentandola così:

“Dunque, secondo l`Abate, il Vaticano avrebbe organizzato questa fuga, tramite Andrea Tornielli, in reazione alla frase pronunciata dal Mons. Fellay a Winona.”

ho avuto la certezza matematica di quanto temevo... e trovo alquanto imbarazzante, il silenzio di Tornielli!!!

Anonimo ha detto...

L'ormai probabile fallimento della trattativa, a mio avviso, è dovuto alla convergenza di intenti delle opposizioni progressiste in ambito curiale e non e delle frange più oltranziste della FSSPX, che ormai, da molto tempo, non si sentono più parte della Chiesa cattolica. In ogni caso gli attacchi a Papa Benedetto sono semplicente ignobili.
Alessia

Anonimo ha detto...

Pensate un momento a questo: se Alessio II manda a qual paese il Papa un certo mese, e il mese successivo lo loda, e il mese sucecssivo lo insulta di nuovo, e poi invita Kasper a palazzo, e poi di nuovo parla di invasionedelterritoriocanonico, e poi di nuovo fa timide aperture, etc... per anni... -> allora è una cosa del tutto normale, e vi sono 'buone nuove da Mosca'.

Se invece Fellay & Co. esprimono perplessità e cautela, vogliono tempo etc... -senza però dire un 'no' secco- , -> allora "si è persa un'occasione irripetibile".


Chiaramente due pesi e due misure, giornalisticamente parlando.

Luisa ha detto...

Caro Gianpaolo, penso che lei non sia il solo a pensare che siamo in presenza di un"trappolone curiale mediatico".

Tornielli, giornalista serio e con importanti relazioni all`interno dei Sacri Palazzi, come tutti i vaticanisti.... non è certamente andato con una pistola minacciando chi l`aveva in sua possessione di consegnargli la lettera del cardinale, nè lo vedo introdursi negli uffici per rubare la lettera privata del Cardinal Castrillòn...dunque è infantile dedurne che la fuga è stata voluta e organizzata.

Non ne capisco il senso, non ne capisco la motivazione.

Personalmente tutti questi intrighi, sotterfugi, stategie oscure, stanno stancandomi e parecchio.
E, lo ripeto, mi sconcertano ancor più quando si mette in confronto il silenzio assoluto che ha circondato le recenti trattative che hanno portato all`approvazione delll Statuto del CNC, trattative che avrebbero potuto e dovuto sollevare l`attenzione degli adetti ai lavori.
Trattative che hanno portato su ciò che abbiamo di più prezioso nella nostra Chiesa, la Santa Liturgia che è stata oggetto di discussioni a tavolino, di un compromesso fra un laico e la Chiesa.
Incredibile ma vero, purtroppo.

Luisa ha detto...

Consiglio a chi è interessato di andare sul blog di Tornielli dove Physikelly dà un link, ad una emissione radiofonica con un`intervista di Mons. Fellay.

Gianpaolo1951 ha detto...

Stavo giusto per chiederLe, carissima Luisa, visto che il francese è la Sua madre lingua, se può farmi un brevissimo sunto - di poche righe - dell’intervista.
Grazie!

raffaele ha detto...

Mi sembra inutile cercare altri colpevoli: la colpa è solo dei lefebriani, che con la loro arroganza vogliono perseverare nello scisma, e si arrogano il diritto di rifiutare un concilio ecumenico ed il magistero di quattro (o cinque) pontefici. Ben diversamente dagli ortodossi, con i quali il dialogo dura da anni, anche se non è sempre facile.
Mi sento poi di difendere Tornielli, che è stato molto corretto nel presentare la situazione.

Anonimo ha detto...

fallay ha dichiarato che non è vero che ha chiuso la trattativa con il papa.
è chiaro che qualcuno ha interesse a troncare i rapporti.
c'è da augurarsi che benedetto xvi conduca in prima persona le trattative e non dia ascolto ai profeti di sventura.
i lefebriani hanno sempre più fedeli mentre la chiesa nata dal concilio perde pezzi ogni giorno.
ne tenga conto chi ha i bottoni delle stanze vaticane.

Luisa ha detto...

Caro Gianpaolo, l`intervista è in italiano, se ha real player la può ascoltare facilmente, physikelly dà le indicazioni necessarie.
Comunque....riassumendo ...
Se ho ben capito, Mons Fellay ha già risposto....ma la sua risposta non è diventata di dominio pubblico, contrariamente alla lettera che ha ricevuto dal Vaticano....
Se ho ancora ben capito , Mons. Fellay non capisce il senso dell`ultimatum vaticano, giudicandolo vago e confuso, un ultimatum che secondo lui ha come scopo di accellerare i tempi, mentre lui considera che le relazioni si stanno sviluppando lentamente.
Per Mons, Fellay non si tratta di una rimessa in questione delle relazioni e il dialogo non è terminato,
La FSSPX non vuole la rottura, il suo desiderio è di essere accettata nella Chiesa...una Chiesa che, dice Mons. Fellay ha dei problemi, e la Fraternità ha delle soluzioni....

Luisa ha detto...

Caro Gianpaolo, l`intervista è in italiano, se ha real player la può ascoltare facilmente, physikelly dà le indicazioni necessarie.
Comunque....riassumendo ...
Se ho ben capito, Mons Fellay ha già risposto....ma la sua risposta non è diventata di dominio pubblico, contrariamente alla lettera che ha ricevuto dal Vaticano....
Se ho ancora ben capito , Mons. Fellay non capisce il senso dell`ultimatum vaticano, giudicandolo vago e confuso, un ultimatum che secondo lui ha come scopo di accellerare i tempi, mentre lui considera che le relazioni si stanno sviluppando lentamente.
Per Mons, Fellay non si tratta di una rimessa in questione delle relazioni e il dialogo non è terminato,
La FSSPX non vuole la rottura, il suo desiderio è di essere accettata nella Chiesa...una Chiesa che, dice Mons. Fellay ha dei problemi, e la Fraternità ha delle soluzioni....

Anonimo ha detto...

già il fatto che la lettera di fellay sia segreta e quella del vaticano pubblica dimostra che nella fraternità ci sono persone per bene e in vaticano dei quaraqquaqua!
tranquilli però su una cosa:appena la lettera arriverà in vaticano qualcuno la darà ai giornali.

Gianpaolo1951 ha detto...

Grazie Luisa!
Mi perdoni, ma ero convinto che fosse in francese, lingua che non ho studiato (ma che mi affascina da sempre visto che ho parecchi cugini in Belgio) e che riesco a capire se è scritta, un po’ meno se parlata.

alberto ha detto...

Attenzione a pensare che la FSSPX sia composta di 4 gatti perchè non è così.
Il Papa ha fatto un gesto coraggiosissimo con il motu proprio ma non basta perchè i vescovi non ubbidiscono.
Finchè non viene applicato il SP per intero molti fedeli andranno a Econe pur volendo bene a Benedetto XVI.
Io sono tentato di essere fra questi.

Gianpaolo1951 ha detto...

@ raffaele (savigni?)

Lasci perdere il CVII e certe cose Le vada a scrivere sul blog di Tornielli che è meglio!...

Anonimo ha detto...

@ Alberto
E sbaglierebbe! L'amore per un Papa straordinario come Benedetto XVI e per la Santa Chiesa si dimostra battendosi sul campo, lì dove spira il "fumo di Satana", e sostenendolo nelle sue illuminata riforma della riforma. Non certo ritirandosi sull'Aventino.
Alessia
Ps.: non portiamo le diatribe che deturpano il blog di Tornielli in quest'oasi che è il blog della nostra Raffaella

brustef1 ha detto...

Trovo molto ma molto più grave quel che fa il Farinella da Genova, che si è scritto un proprio messale, che rifila ai fedeli, dove si afferma: "non esistono le radici cristiane dell'Europa", "l'Opus Dei è un movimento eversivo", si insultano GPII e BXVI ecc. Questo signore -lo chiamo così visto che si è praticamente spretato- ha persino abolito il segno della Croce all'inizio della Messa. E poi si demonizzano i lefevriani, che, a detta del Cardinale Gagnon, il quale fu visitatore apostolico a Econe per conto di Paolo VI, conducono vita santa ed esemplare. Ma dove siamo finiti?