27 giugno 2008

Il Papa invitato a parlare al comune di Roma? Opinione personale: non ci vada!


Vedi anche:

Mons. Pezzi: «Con gli ortodossi clima nuovo. Per il Papa Mosca è più vicina» (Tornielli)

I Lefebvriani rifiutano le condizioni del Vaticano?

Verità e libertà per dialogare con l'islam (Osservatore Romano)

Là dove Saulo divenne Paolo (Osservatore Romano)

Il Papa ai vescovi dell'Honduras: "Il servizio della carità per affrontare povertà, violenza, emigrazione"

Mons. Marini: «Bellezza e verità i criteri per la liturgia» (Liut)

Il pallio papale...quella lana bianca (Lang per l'Osservatore)

Le vesti liturgiche secondo Joseph Ratzinger. Il Papa non veste Prada, ma Cristo (Osservatore Romano)

Il Papa: "Non chi si chiude in sé è uomo completo, ma l’uomo che si apre, che esce da sè, diventa completo e trova se stesso proprio nel Figlio di Dio" (Catechesi dedicata a San Massimo il Confessore)

"Caso Orlandi-Marcinkus": un articolo del Foglio del 2000 riproposto oggi e mai così attuale...

Solo due no alla mozione che invita il Papa in Comune

di Redazione

Il consiglio comunale ha approvato, con 46 voti favorevoli e 2 contrari, la mozione proposta dal capogruppo del Pdl Dario Rossin con la quale si invita il Papa Benedetto XVI a intervenire in consiglio comunale. Hanno votato contro la mozione i consiglieri Gianluca Quadrana (Lista civica) e Andrea Alzetta (Sa); Gemma Azuni (Misto), che non aveva sottoscritto la mozione, non era in aula al momento del voto. Torna dunque in aula Giulio Cesare, dopo quasi cinque mesi, il dibattito sull’invito del Papa in Campidoglio. L’ultima volta che il consiglio comunale si era pronunciato sulla questione è stata a gennaio, dopo la vicenda dell’università La Sapienza e il tentativo, poi fallito, di votare un documento di solidarietà al Pontefice. Questa volta, la mozione, presentata dal capogruppo del Pdl Dario Rossin e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari tranne Sinistra Arcobaleno, il gruppo Misto guidato da Gemma Azuni e la lista civica Rutelli con Gianluca Quadrana, è stata approvata dall’aula. La mozione, oltre a richiedere l’impegno del sindaco a invitare il Papa in Campidoglio, richiede che il Papa «intervenga a una seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata al tema dell’universalità della città di Roma». Proprio questo punto ha suscitato la contrarietà di alcuni consiglieri. «Da cattolica praticante - ha detto Azuni - ho ravvisato una non urgenza a invitare il Papa in consiglio. Considero più importante che il consiglio lavori su temi quali il disagio sociale». Quadrana, motivando il suo voto contrario, ha detto che «in una seduta straordinaria dedicata al tema del valore universale della città di Roma, sarebbe giusto invitare i rappresentanti di altre comunità religiose». Mentre Alzetta, portando la discussione su un piano più strettamente politico ha fatto sapere di aver espresso voto contrario alla mozione «nonostante il sindaco abbia tenuto a precisare che la mozione non deve essere considerata un risarcimento al Papa dopo i fatti della Sapienza». La mozione di Rossin rileva «l’alto profilo morale e intellettuale del Santo padre, uno degli uomini di maggior ingegno e profondità di pensiero del nostro secolo», aggiungendo che «le forze politiche in consiglio comunale riconoscono l’alto valore del magistero spirituale della Santa sede e del Sommo pontefice».

© Copyright Il Giornale, 27 giugno 2008 consultabile online anche qui.

L'invito al Papa doveva e DEVE essere un risarcimento per il vergognoso "caso Sapienza", come promise a suo tempo il sindaco Alemanno.
In caso contrario non ha senso anche perche' la mozione non e' stata votata all'unanimita'.
Per di piu' leggo sull'edizione romana di Repubblica che "già si levano aspre critiche e si agita lo spettro delle contestazioni che ne bloccarono l´invito alla Sapienza".
Parliamoci chiaro, cari amici: il Papa non ha bisogno di contentini e di invitini.
Rimanga in Vaticano tanto per rimarcare il fatto che l'Italia non e' ancora un Paese normale, in cui il vescovo di una citta' puo' uscire dalle mura della sua abitazione.
Certo che Benedetto XVI vi fa tanta paura, non e' vero, cari contestatori?
Mai un Papa aveva suscitato tante reazioni per un semplice invito, prima alla Sapienza ora al comune.
Avanti cosi'!
Il Pontefice sta attuando la missione conferita da Cristo a Pietro, il quale, a Roma, e' stato perseguitato e martirizzato non certo accolto dai tamburi dei media e dagli applausi piu' o meno interessati.

R.

6 commenti:

curiosità ha detto...

da notare:questi politici che continuano a contestare il papa(comunisti e radicali)non hanno detto una parola sul caso orlandi e marcinkus.
turco della rosa nel pugno era partito in quarta ma poi deve avere confrontato le date e capito che con marcinkus ratzinger non c'entra nulla.
ora nessuno fiata:non l'unità,non il manifesto,non liberazione,non i radicali.
che cosa sarebbe accaduto se ratzinger fosse stato papa negli anni ottanta?

mariateresa ha detto...

cara curiosità, che domande birichine che fai.
Oggi ho letto l'intervista di Mastrogiacomo alla sorella della Orlandi su Repubblica.
Ha un modo di fare le domande così sgangheratamente proteso a trovare conferme nelle sue opinioni che io, al posto della Orlandi, gli avrei infilato un dito in un occhio.
Comunque la tesi della sorella Orlandi è completamente diversa da quella del giudice Imposimato che, nel video di Repubblica, si è presentato comme rappresentante legale della famiglia.
Con il che dichiaro di non capirci più un tubo.
Se ci aggiungete che in una rassegna stampa ho letto che l'inchiesta sulla Orlandi è seguita dal magistrato Woodcock che io pensavo esercitasse a Potenza, mi viene la tentazione di espatriare a Honolulu.
Nei media mi pare di avvertire uno strano periodo di tiri mancini e badilate di buano. E non solo sul caso Orlandi.

mariateresa ha detto...

vedo che non ho le traveggole. Sul Corriere Imposimato interviene ancora una volta e ribadisce l'inconsistenza della teste Sabrina. E dice anche che il fratello di Emanuela ha parere completamente diverso da quello della sorella di Emanuela. Guardare , anzi ascoltare per credere:

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dall%20Italia&vxClipId=2524_577a7e8a-442a-11dd-b2f6-00144f02aabc&vxBitrate=300

Chi ci capisce qualcosa?

Raffaella ha detto...

Ciao Mariateresa, non si capisce piu' nulla.
Le dichiarazioni della supertestimone vanno sottoposte a verifica ed in effetti qualche risultato lo hanno prodotto, non si sa quanto utile.
Ora pare che la famiglia di De Pedis voglia far cremare la salma e portarla via da Sant'Apollinare.
Mah...dopo anni e anni non so se sia il caso di disturbare il sonno di un defunto per quanto male possa avere fatto in vita.
Che senso ha accanirsi?
Piuttosto la domanda e' a monte: perche' e da chi fu autorizzato lo spostamento di De Pedis dal Verano a Sant'Apollinare?
La motivazione ufficiale farebbe ridere se non ci fosse da piangere...
R.

mariateresa ha detto...

anch'io lascerei in pace i morti, cara, ma torme di moralisti hanno espresso già il loro sdegno per la collocazione delle ossa o di quel che rimane. Quindi forse la famiglia De Pedis non vuole più avere curiosi che stanno lì a rimirare la tomba.Comunque su questa vicenda vengono fuori le cose in modo molto disordinato, su Libero ieri si soteneva che De Pedis è ancora al Verano perchè la madre lì porta i fiori.E c'era una copia dei documenti del servizio cimiteriale che indicava De Pedis seppellito al Verano.
Altro che Dan Brown.
Mi aspetto che qualcuno vada in Texas a controllare che Marcinkus sia davvero defunto.
A me però la cosa più strana sembra che l'avvocato della famiglia dica cose diverse da un membro della famiglia stessa.
Insomma io se fossi in Imposimato chiederei se mi stanno prendendo per le chiappe, scusate il francesismo. Amenochè a Imposimato non sia venuto l'Alzheimer, ma non mi è sembrato proprio.

gemma ha detto...

la penso come te Raffaella. Meglio un giro papale per una borgata romana con l'ape calessino della foto :-) (mi si conceda di sdrammatizzare un pò) Tra la gente comune, la lesa laicità è un problema che non c'è e il Papa è sempre il Papa