1 giugno 2007

Video BBC: tanto rumore per nulla


Cari amici, siamo qui a commentare la trasmissione "Annozero" andata in onda ieri sera su raidue.
Vedremo di seguito che cosa hanno scritto i giornaloni, ma vorrei anticipare che sono profondamente delusa dai vaticanisti.
Anche questa mattina tacciono perdendo l'ennesima occasione per chiarire il senso dei documenti vaticani. Ancora una volta l'informazione sul video della BBC e' affidata ad altri giornalisti che sembrano "cadere dal pero" perche' non conoscono o fingono di non conoscere la differenza fra il "Crimen sollicitationis" e la lettera del cardinale Ratzinger sui delitti piu' gravi.
Cari vaticanisti, ci risentiamo al prossimo attacco al Papa...attenti a pretendere da lui mea culpa che voi stessi non fate.
Ma veniamo alla trasmissione.
Monsignor Fisichella ha chiarito la natura giuridica dei documenti del 1962 e del 2001, mettendo come punto fermo il fatto che si tratta di norme canoniche processuali che nulla hanno a che vedere con la legislazione statuale.
Mi e' piaciuta molto la solidarieta' espressa alle vittime ma anche l'esposizione di un concetto chiave: non e' la Chiesa che deve vergognarsi per la pedofilia di alcuni sacerdoti, ma questi ultimi!
Ottimo anche Don Di Noto.
Mi ha deluso e sorpreso negativamente il professor Odifreddi. Ognuno dovrebbe fare il suo mestiere e non mi risulta che egli sia un giurista. Come puo', allora, pretendere di dare lezioni di diritto agli altri?
In due ore di trasmissione ha ripetuto piu' e piu' volte lo stesso concetto: Ratzinger (senza il Papa davanti, ovviamente) ha richiamato nella sua lettera ai Vescovi il "Crimen sollicitationis" che quindi e' ancora in vigore. E poi: Ratzinger ha scritto un documento segreto di cui tutti ignoravano l'esistenza. Partiamo da questa seconda affermazione: come ha chiarito Mons. Fisichella, l' epistola De delictis gravioribus e' una lettera riservata, perche' diretta ai Vescovi, ma non segreta. Sono anni che e' consultabile da chiunque sul sito del Vaticano. Non e' un documento destinato a tutti, perche' non tutti siamo Vescovi, ma e' da tutti leggibile. Non si tratta, quindi, caro Odifreddi, di un documento segreto e occultato in chissa' quale cassaforte del Sant'Uffizio.
E veniamo al primo punto: Odifreddi afferma che il "Crimen" e' ancora in vigore perche' c'e' un richiamo ad esso nell'epistola del 2001.
Peccato, caro Odifreddi, che Lei abbia commesso un piccolo peccato...di omissione.
Sa perche' il documento De delictis gravioribus cita l'istruzione "Crimen sollicitationis"? Semplice! Non poteva farne a meno visto che l'epistola del cardinale Ratzinger altro non e' che il regolamento di attuazione del motu proprio "Sacramentorum sanctitatis tutela" ed e' proprio questo documento che richiama il "Crimen". Caro Odifreddi, perche' non e' andato fino in fondo ed ha omesso di citare il motu proprio? Forse il suo unico scopo e' quello di mettere in cattiva luce Papa Ratzinger?
La prossima volta usi argomenti piu' convincenti perche' ieri sera le sue tesi sono state clamorosamente smentite.
Vorrei inoltre ricordare, come ha fatto Mons. Fisichella, che l'istruzione "Crimen sollicitationis" non va denigrata perche' prevede espressamente l'obbligo di denuncia (vedi "Crimen sollicitationis": canoni 15-19 ) dell'istigazione a cose turpi pena la scomunica. Non e' vero quindi il contrario e cioe' che viene prescritto il silenzio, sotto minaccia di scomunica.
La trasmissione e' stata molto tendenziosa su questo punto perche' il traduttore dal latino ha elencato solo i canoni che gli interessavano, ossia quelli che prevedevano la scomunica.
Ha omesso di citare, al contrario, le norme che prescrivono l'obbligo, tassativo, per il penitente di denunciare il confessore nel caso di commissione di gravi reati. Per fortuna Mons. Fisichella e' intervenuto segnando parecchi punti a suo favore.
L'autore del documentario della BBC, tale Colm O'Gorman, e' apparso molto spesso in difficolta', in alcuni casi ha perso il controllo, soprattutto nello "scontro" con Mons. Fisichella.
Solo un episodio che spiega bene l'atteggiamento di O'Gorman. Dopo avere accusato la Chiesa di non fare nulla per le vittime dei preti pedofili, e' stato costretto ad ascoltare Mons. Fisichella che gli ricordava il "Charter sugli abusi negli USA" e le tante organizzazioni cattoliche sorte per aiutare le piccole vittime. O'Gorman ha reagito molto male affermando che la Chiesa non fa abbastanza. Dopo questo autogol, e' stato facile per Mons. Fisichella ricordargli che poco prima aveva affermato che la Chiesa non fa nulla e subito per poi asserire che non fa abbastanza :-)
Molto tendenziosa la traduzione dall'inglese: il traduttore alzava spesso la voce coprendo completamente la voce dell'autore.
Santoro si e' mantenuto su una posizione equilibrata rispetto a Benedetto XVI (ha persino ricordato il testo della via crucis del 2005), ma ha dimostrato una certa faziosita' nel porre domande agli ospiti in studio.
Inoltre le continue battute e frecciatine non hanno fatto ridere nessuno...
L'ultima parte della trasmissione e' stata dedicata alla denuncia di alcune vittime di Don Cantini. Sulle accuse a questo sacerdote tornero' piu' tardi.
Mons. Fisichella ha citato anche il caso di Don Dessi', condannato grazie alla collaborazione del Vaticano.
Il presule non ha mancato di fare notare che la redazione di Santoro ha contattato l'avvocato delle vittime (presumo Scarpati) ma poi non ha portato la testimonianza in trasmissione.
Che strano! :-)
Che cosa dire in definitiva? La puntata di Annozero mi e' parsa "senza infamia e senza lode". Nulla ha aggiunto a cio' che gia' si sapeva. Era necessario sollevare tutto questo polverone per un video che presenta tesi palesemente false?
E' importante parlare di questo tema, e' importante che la Chiesa prenda tutti i provvedimenti necessari, ma e' altrettanto importante non omettere nulla, soprattutto quando si parla di documenti vaticani.
Ho sentito varie reazioni alla puntata di Annozero. Molti si chiedono come mai il video sia venuto fuori proprio ora, all'indomani del family day.
Altri si domandano come mai tutti questi scandali saltano fuori sotto il pontificato di Papa Benedetto. Prima non si conoscevano?
Da quanti anni Ratzinger e' Pontefice? Dal 1962?
Quante domande...
A dopo

Raffaella

4 commenti:

Antonio ha detto...

Finalmente un certo Michele Santoro è soddisfatto, è finito un tormentone, per tutti, il suo flop che persino l’autorevole Agenzia Ansa, stamane, definisce “AnnoZero il video BBC Sciacallaggio. Io non considero Santoro un giornalista, un vero giornalista è ben oltre e ben sopra di lui. Egli è esclusivamente uno che si pone, esclusivamente solo, abbandonato talora, per motivi elettorali, anche dai suoi compagni politici, in uno spazio senza nome, non certo il giornalismo, di cui egli è tristemente lusingato credendo di appartenerci. Questo suo spazio unicamente fisico si chiama parzialità, faziosità, con l’aggravante della pregiudizialità. Unico suo scopo attaccare tutto ciò o tutti coloro che ritiene essere suoi nemici. Il giornalista, invece, quello vero, è ben altro, è colui che, pur avendo una propria ideologia politica, è al servizio di tutti, il giornalista vero è quasi un missionario, è la voce dell’informazione. Santoro, al contrario, è la voce dell’arroganza e della disinformazione disperata. Ieri sera, sono riuscito ad assistere alla sua trionfale messa in scena fin quando, con sorrisetto beffardo e senza motivo, attaccando don Noto, ha propinato frasi deliranti affermando che i cattolici sono proprietari di Rai 1, Mediaste e quant’altro. Bene ha fatto don Noto a rispondergli che non sapeva di essere il proprietario di Rai 1, ma che era lì per discutere di un argomento gravissimo, come la pedofilia. Così zittito! Sarebbe ora, dopo il falso scoop rilevatosi un flop, che la Rai si decida ad allontanare tale soggetto che, oltre a non fare informazione corretta e quindi non proponendo un servizio pubblico, bensì privatistico a se stesso per scopi pregiudiziali, viene pagato con i soldi di tutti i cittadini italiani, cattolici e non, che, ne sono sicuro, nella loro maggioranza, non amano i ciarlatani in Rai. In tutta questa faccenda, ci ha guadagnato la BBC, avendo, i dirigenti Rai, pagato il “servizio capriccioso” del Santoro, ben 20.000 euro dei nostri soldi. Questa è una faccenda vergognosa, organizzata a caro prezzo, unicamente per diffamare la Chiesa e il Papa che ne sono usciti, seppur non ne avessero bisogno, altamente riqualificati nella loro dignità cristiana ed umanitaria.

Anonimo ha detto...

Ciao Antonio, grazie del tuo contributo.
Quando parlavo di battutine e frecciatine mi riferivo proprio a cio' che hai sapientemente descritto.
Affermare che i cattolici sono proprietari di raiuno e' un falso grande come una casa!
Da notare l'arroganza: voi, voi, voi...e lui?
Comunque hai ragione: il Papa e la Chiesa sono usciti da questo programma a testa alta nonostante le basse manovre di tutti, compresi i giornali di stamattina.
Ciao
Raffaella

Luisa ha detto...

Ti ringrazio Raffaella. per la tua puntuale e chiara sintesi dell`emissione, per me essenziale dal momento che ho fatto la scelta di non guardarla!
Ero convinta nel mio cuore e con la mia ragione che il Santo Padre non avrebbe subito "danni" da quelle due ore di televisione, temevo piuttosto che spegnendo i loro schermi i telespettatori restassero sull`idea Chiesa=pedofilia=covo e rifugio di pedofili avverati o sospettati.
Apparentemente così non sarà perchè così non è!
È evidente e necessario che la Chiesa debba fare prova della massima trasparenza, durezza ,di fronte ai sacerdoti, religiosi, membri del clero che si fossero macchiati o si macchiassero di quel crimine atroce, crimine ancor più atroce se commesso da uomini consacrati a Dio!
MA, e il ma è altrettanto essenziale, non dimentichiamo, anzi riaffermiamo con forza che questi casi non sono in nessun modo rappresentativi del clero che, nella sua stragrande maggioranza nel mondo intiero riempie la sua mission e sovente in condizioni difficili!
Quante volte Benedetto XVI insiste sull`importanza della formazione in seminario, e in seguito dell`assoluta necessità per il sacerdote di restare ancorato nella preghiera, di partire dal silenzio del suo cuore dove ritrova l`unione con Cristo. Senza questo ancoraggio ,il prete, diventa un uomo come un altro sottoposto alle tentazioni, sollecitazioni del mondo, un uomo nel mondo!
Allora io mi sento oggi ancor più di ieri di ringraziare tutti i sacerdoti, preti, religiosi, che compiono la loro missione nel rispetto e nella obbedienza ai loro voti, dire loro anche che capisco che il loro cuore possa essere traversato qualvolta da tempeste , fatte di dubbi, tentazioni, ripensamenti, dire loro che è normale, perchè umano, dire loro che la mia ammirazione per loro , il mio rispetto e la mia riconoscenza non ne sono che aumentati, ancora più forti !

lapis ha detto...

Ringrazio Raffaella e gli altri, che postando le loro impressioni mi stanno ragguagliando sull'esito della trasmissione, che praticamente non ho visto, eccetto soffermarmi per quattro-cinque minuti sui rai2 prima di spegnere definitivamente la tv. Spero che quella manciata di trasmissione a cui ho assistito sia stato il momento peggiore perché a dire la verità mi sembravano un po' fiacchi, sia monsignor Fisichella che don Di Noto; sarà che, di fronte a un telefim pieno zeppo di ambiguità, insinuazioni e palesi falsità giuridiche e cronologiche, per di più montato ad arte per screditare un solo uomo, oggi capo della Chiesa Cattolica, mi aspettavo che l'indignazione degli ecclesiastici presenti fosse più forte e decisa.
Come quando una delle vittime di un prelato siciliano si è detto deluso e scandalizzato dall'atteggiamento di don Di Noto perché di fronte alla sua segnalazione di abusi non avrebbe fatto altro che attivarsi "nel silenzio": è seguito imbarazzo in studio, con don Di Noto che secondo me ha reagito debolmente. Ma perché, che cosa crede quel signore, che se domani presenta una querela alla procura della repubblica il pubblico ministero prenda la denuncia e la sbatta su tutti i giornali, siti internet e media vari? Viene fatto di chiedersi se certe persone cerchino giustizia o pubblicità.
E' chiaro che anche un magistrato secolare svolge le indagini secondo riservatezza, sia a tutela del querelante, perché possa esporre le proprie accuse senza subire pressioni, che a garanzia del querelato, per il quale vige fino a prova contraria la presunzione di innocenza, e solo dopo il rinvio a giudizio il processo diventa pubblico. Perché un modus procedendi che è considerato segno di civiltà negli ordinamenti secolari diventa scandaloso se applicato nel diritto canonico? Non mi piace che si usino due pesi e due misure, che i garantisti nella vita civile si scoprano improvvisamente giustizialisti quando si tratta di processare un sacerdote, e non mi piace nemmeno che un sacerdote lasci straparlare questa gente, senza mettere in evidenza le loro incoerenze. Confesso che in quel momento avrei salutato favorevolmente l'arrivo di Sgarbi, tanto se un matematico può dissertare di diritto canonico e dare dei cretini ai cristiani non vedo perché anche un critico d'arte non possa dire la sua su argomenti che non gli competono e magari uscirsene anche lui con qualche colorito epiteto.
Comunque, come dicevo, ho visto solo cinque minuti di trasmissione, quindi scusatemi se non ho il quadro d'insieme di quanto è successo, che, a quanto riportate, non è stato il male che a me è parso. Lo spero tanto, per la Chiesa e per il Papa, che non merita di rispondere di crimini che non ha né commesso né occultato, e soprattutto non merita di essere il solo chiamato in causa per l'assetto di una legislazione canonica che, di certo, in quarant'anni non è dipesa solo da lui, che siede sul soglio di Pietro solo dal 2005.