13 gennaio 2008

IL PAPA VITTIMA DELL'OSCURANTISMO INTOLLERANTE DEL LAICISMO ITALIANO

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10 commenti:

DVL ha detto...

E un scandalo; dove vanno questi uomini intoleranti e brutte senza la dolcezza, il santo sapere, l'immensa bontà di questo grande Papa d'Amore cristiano; quelli che hanno il cuore chiuso veranno la porta divina chiusa anche al ultimo giorno della loro povera vita! (perdonate il brutto italiano, sono francese)

Mr Mandelbrot ha detto...

Scusa Raffaella, non trovo più il post che avevi chiamato:
"CENSURA INTEGRALISTA ED OSCURANTISTA AL PAPA: I COMMENTI"
Come mai?

Raffaella ha detto...

Se leggi bene introduce gli articoli di giornale in questo stesso post...

Mr Mandelbrot ha detto...

ooops... :-)

Caterina63 ha detto...

Carissima Raffaella....leggo oggi dall'O.R. quanto segue...seguirà poi una mia breve constatazione che se riterrà opportuno potrà rendere pubblica....
Grazie, Caterina

Benedetto XVI alla Sapienza:
da Napolitano un appello a superare le polemiche


ROMA, 17.

"Guardiamo avanti, pensiamo a costruire ed evitiamo di farci ricacciare indietro. Il Paese non ne ha bisogno, e non lo merita". Con queste parole il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, è tornato sulla vicenda della mancata visita del Papa all'università La Sapienza. In un articolo pubblicato sul quotidiano "la Repubblica" sono riportate alcune dichiarazioni del Capo dello Stato.

Cosa sarebbe accaduto, ha detto Napolitano, "se si fossero verificati gravi incidenti con il Papa all'Università, o manifestazioni di dileggio, con caratteristiche di offese gravi?". "L'importante ora - ha spiegato comunque - è recuperare un clima di rispetto e di tolleranza, nella tradizione della Repubblica. Guai a ritornare indietro, creando spirali di tensioni che possono solo portare al peggio". Tutto ciò, ha aggiunto il Presidente, "trovando luoghi e occasioni per andare a chiarimenti, quando sono necessari, anche a livello dei due governi". Una collaborazione "nel rispetto reciproco di due ordini autonomi e indipendenti", con l'impegno a non cedere alle spinte e alle circostanze "che potrebbero ricacciarci indietro, in una spirale di incomunicabilità, di tensione, di accuse reciproche rivolte da una parte all'altra, senza cercare punti d'intesa e di leale, autonoma comprensione". Ha aggiunto Napolitano: "Ricordiamoci che questo è un Paese tollerante, dove c'è una pluralità di opinioni, un pluralismo culturale che ci arricchisce. Ci sono cose che mi preoccupano, come quando vedo che rispuntano piccoli gruppi che si fregiano di sigle anticlericali: questo termine in Italia viene da un'altra epoca, viene da un passato che credevamo di aver chiuso e superato". Dunque, ha concluso il capo dello Stato, "bisogna evitare tensioni artificiali e soprattutto bisogna evitare di avvitarci in una fase di tensioni e di polemiche che sarebbero dannose".

(©L'Osservatore Romano - 18 gennaio 2008)




......NON SONO D'ACCORDO.....

Intendiamoci, concordo sul fatto che le polemiche vadano superate e che bisogna GUARDARE AVANTI ma non sacrificando la gravità di quanto è accaduto.....

Lei dice: evitiamo di farci ricacciare indietro. Il Paese non ne ha bisogno, e non lo merita........

Ricacciare indietro MA DA CHI? Si possono iniziare a fare i NOMI o siamo ancora nell'oscurantismo partitico-ideologico...????
Il Paese non ne ha bisogno, concordo, si facciano allora i nomi di queste PERSONE che vorrebbero rimandare l'Italia INDIETRO..e indietro DOVE?

Altra domanda che da un Presidente della Repubblica non ci saremmo aspettatidice:

Cosa sarebbe accaduto, ha detto Napolitano, "se si fossero verificati gravi incidenti con il Papa all'Università, o manifestazioni di dileggio, con caratteristiche di offese gravi?".


ma stiamo scherzando vero? ALLORA PREVENIAMO EVITANDO CHE IL PAPA ESCA DAL VATICANO.......
Indubbiamente NON credo che il Presidente Napolitano intendesse dire questo, ci mancherebbe altro, ma la soluzione alla sua domanda quale sarebbe?
Di incidenti se ne verificano uno ogni giorno..che facciamo, ci tappiamo tutti in casa?

Sig. Presidente c'era una via d'uscita a questa storia...SOLO LEI AVREBBE POTUTO METTERE A TACERE OGNI POLEMICA....come?

COMUNICANDO ALLA STAMPA CHE LEI AVREBBE PRESENZIATO ALLA CERIMONIA INSIEME AL SANTO PADRE......

Questa uscita avrebbe sbaragliato tutti gli oppositori, avrebbe messo a tacere tutti.....LEI AVEVA IL POTERE DI FARLO....peccato, ha perso una grande occasione, ci risparmi ora il moralismo ideologico del volemose bene e del guardiamo avanti per amore del pacifismo.....

Grazie!

Una cittadina che paga le tasse e contribuisce per la vita del Paese
CaterinaLD
(Dorotea)

Anonimo ha detto...

Il Papa ha già i suoi spazi da dove poter parlare.
L'Università è un luogo laico di ricerca e di confronto.
Avete mai visto qualcuno intervistare il Papa all'Angelus?
Io no. Mi pare parli sempre per bocca di altri, ma forse mi sbaglio.
In che modo sarebbe stato possibile generare un incontro all'Università?
Secondo me soltanto organizzando l'Angelus nell' Aula Magna. E questo sarebbe stato davvero ridicolo, giacchè nessuno ha mai pensato di metter su tribune blasfeme a San Pietro, perchè si vive nel rispetto di tutti, ma quando le posizioni sono intransigenti non esistono punti d'incontro.
Esempio: il Papa non accetterà mai la pratica dell'aborto così come un laico non accetterà mai il divieto, pur essendo PERSONALMENTE contrario.
Esistono le Università Cattoliche, per chi volesse avere più contatti con il Santo Padre anche durante lo studio. E se il problema è il costo...bhè, lascio a voi la risposta.
Le polemiche scoppiate a ridosso della sua visita all'Università sono state organizzate a dovere.
E' stato un bell'evento mediatico, niente di più.
D'altronde questi sono i tempi.
Saluti a tutti.
Claudia

Raffaella ha detto...

Ma si'...mettiamo tutti i Cattolici nel ghetto! Lasciamo che il Papa parli solo all'universita' cattolica perche' non gli e' concesso parlare in quelle statali.
Non importa che il professor Ratzinger abbia insegnato, in Germania, esclusivamente nelle universita' statali...
E come la mettiamo con quegli studenti della Sapienza che "disgraziatamente" sono cattolici? Non hanno il diritto di sentire il Papa? Strano esempio di tolleranza...
E che dire del fatto che Benedetto XVI e' stato invitato? Se io invito un ospite a casa mia e' mio dovere assicurargli una adeguata accoglienza.
Per la Sapienza non e' stato possibile...meglio non commentare!
Il Papa non ha parlato alla Sapienza. Questo e' il fatto. Il resto e' noia o inutile giustificazione...

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella,
pensi che il Santo Padre farebbe parlare chiunque dalla sua finestra?
Non credo. Eppure Piazza San Pietro è aperta a tutti.
Questo non vuol dire essere anti-democratici. E' solo una questione "spazi".
Per l'Università è la stessa cosa. Vedi, il tuo discorso lo capirei se la sua figura rappresentasse tutti e soprattutto fosse portavoce di tutti, come potrebbe essere un Presidente della Repubblica. Ma convieni con me che non è così.
Lui parla a nome dei fedeli e per i fedeli.
Quindi è giusto che stia al suo posto, secondo me.
E in ogni caso non credere che le sue parole non condizionino, giorno per giorno, la vita di tutti, credenti e non.
Ciao,
Claudia

Raffaella ha detto...

Leggo:

"Quindi è giusto che stia al suo posto, secondo me".

Quale posto? Quello assegnatogli dai media e da certi intellettuali e politici?
E tutti gli altri?
A me, per esempio, da' noia sentire sermoni laicisti in televisione, discussioni sul celibato, sondaggi, accuse ed offese al Papa da parte di una senatrice, ma non per questo cercherei di togliere la parola ad alcuno, soprattutto se invitato.

Anonimo ha detto...

I sermoni sono noiosi a prescindere, sono d'accordo con te. Per quanto mi riguarda non mi schiero con nessuno, soprattutto con la parte "intellettuale" che sfrutta certe problematiche per farsi propaganda.
Sotto questo profilo sono tutti uguali.
Detto ciò non mi sembra ci sia qualcuno che abbia il divieto di parlare.
Secondo me è inutile cercare un confronto fra due parti che non si incontreranno mai.
La Chiesa a mio parere non si è evoluta. Pretende di rimanere sempre salda su certe posizioni nonostante i tempi continuino a cambiare e anche velocemente.
Quello che io non concepisco è il principio del proibizionimo: se a me non sta bene una cosa io non la faccio, e non per questo tutti devono essere d'accordo con me. Il contrario non sarebbe un'imposizione?
Liquidare il problema dell'aborto, ad esempio, semplicemente santificando il valore della vita mi sembra piuttosto riduttivo, perchè privo di considerazione nei confronti dell'individuo donna. Tu dirai che il Papa non può fare altrimenti, io ti rispondo che in parte hai ragione ma in parte potrebbe fare meno campagne, insomma parlarne un po' di meno o al limite proporre qualche tipo di alternativa senza sparare a zero sulla contraccezione, per esempio. Vedi quando lui parla c'è qualcuno che agisce, e queste cose non si possono controllare, e chi ci rimette poi è la gente comune.
Quando un medico si rifiuta di assolvere ai "suoi compiti" perchè ha fede e il Papa tutti i giorni gli ricorda quanto sia importante la vita, beh vedi, secondo me quel medico non dovrebbe più lavorare in un ospedale pubblico e laico dove l'accesso è libero a tutti. Dovrebbe esercitare la sua professione laddove casi simili non si presentano.
La vita è un'altra cosa e di certo non tutti sono disposti a risolvere i problemi con la fede, soprattutto poi se il rappresentante di tutto è questa Chiesa, che a mio avviso, come istituzione, ha perso ormai valore. E ti assicuro di non essere l'unica a pensarla così.
I veri cattolici che sanno cos'è la vita vera spesso la rischiano a proprie spese, relegati nelle chiese di periferia delle grandi città o in paesi sperduti dimenticati anche da Dio. Quelle sono persone che ammiro.
Lontane da polemiche e da eventi mediatici di dubbio gusto.
Gente che si sporca le mani solo con la terra.
Se pensi che l'istituzione della Chiesa sia immacolata come queste persone bhè, sono felice per te, vivrai senz'altro molto meglio con questa visione così pura di tutta la questione, tanto da poter dare credito alle parole del Santo Padre che, in primis, la rappresenta.
Saluti,
Claudia