1 luglio 2008

Benedetto XVI: venga presto la piena unità fra i Cristiani (Mazza)


Vedi anche:

L'ecumenismo di Papa Ratzinger: gesti senza precedenti nei due giorni inaugurali dell’An­no Paolino (Mazza)

Comunicato della Prefettura della Casa Pontificia su Angelus ed udienze generali luglio-agosto 2008

Il messaggio del nuovo cardinale vicario Agostino Vallini alla diocesi: "La Chiesa di Roma deve lavorare per educare alla speranza" (Osservatore)

Paolo, dalla conversione a oggi: "Figlio di tre culture. Interprete della speranza" (Mons. Ravasi per l'Osservatore)

Un anno fa, la Lettera del Papa ai cattolici in Cina. La nota dell'agenzia Fides e un pensiero di padre Angelo Lazzarotto (Radio Vaticana)

Rosso "malpela" i giornaloni: dal cardinale "politico" al silenzio sulla celebrazione papale dei Santi Pietro e Paolo...

Card. Ruini, il monsignor sottile va in pensione (Tosatti)

Scisma nella chiesa anglicana: i conservatori non riconoscono più autorità arcivescovo Canterbury

Rivoluzione a piccoli gesti: la nuova Chiesa di Benedetto XVI (Acquaviva)

NASCE WYDCROSSMEDIA, SITO CON NEWS E VIDEO DA SYDNEY

Giovanni Maria Vian: "Il compito della Chiesa di Roma" (Osservatore Romano)

Un anno fa la pubblicazione della “Lettera del Santo Padre alla Chiesa cinese”: nota dell'Agenzia Fides

Segnalazione bel sito con file audio degli interventi del Santo Padre

Benedetto e Bartolomeo: l'abbraccio e la parola nel segno di Paolo (Zavattaro)

Il Papa agli arcivescovi che hanno ricevuto il pallio: "La comunione fra Papa e vescovi è gerarchica e al tempo stesso familiare"

Paolo, un testimone che continua ad affascinare (Picucci)

DA MERCOLEDI' BENEDETTO XVI SI TRASFERISCE A CASTEL GANDOLFO

Il Papa ed il Patriarca: «Superare le difficoltà per giungere all'abbraccio tra le Chiese» (Bobbio)

Il nuovo arcivescovo di Mosca: "Grandi passi nel dialogo con gli Ortodossi" (Ingrao)

Cristiani, l'unità ora è più vicina: i passi avanti di Benedetto (Lucio Brunelli)

Bertone: la Chiesa vuole dialogare con tutti. "Caso" Orlandi-Marcinkus? Creato ad arte (Cardinale)

ARTICOLI E COMMENTI SU SAN PAOLO APOSTOLO E L'ANNO PAOLINO

"La missione di Pietro è far sì che la Chiesa non si identifichi mai con una sola nazione, con una sola cultura. Che sia sempre la Chiesa di tutti"

PIETRO E IL MONDO

Benedetto XVI: venga presto la piena unità

Agli arcivescovi: «L’Apostolo delle genti vi aiuti a far crescere le comunità a voi affidate unite e missionarie, concordi e coordinate nell’azione pastorale animate da costante slancio apostolico»

DA ROMA SALVATORE MAZZA

Doppio segno per un 29 giugno davvero speciale. Il primo, quello più strettamente tradizionale, legato alla solennità maggiore per la Chiesa cattolica, quella dei Santi Pietro e Paolo, con la consueta, solenne concelebrazione per l’imposizione dei palli ai nuovi arcivescovi, presente una delegazione del patriarcato ecumenico di Costantinopoli. E il secondo, con la coincidenza dell’apertura dell’Anno Paolino, nel duemillesimo anniversario della nascita dell’Apostolo delle genti, dove gli elementi tradizionali si sono fusi con l’evento straordinario, venendone esaltati.
Perché così come «il pallio ci parla della cattolicità della Chiesa, della comunione universale di pastore e gregge» e «ci rimanda all’apostolicità», alla «comunione con la fede degli Apostoli, sulla quale è fondata la Chiesa... una, catholica, apostolica e naturalmente, legandoci a Cristo, ci parla proprio anche del fatto che la Chiesa è sancta e che il nostro operare è un servizio alla sua santità», così «l’orizzonte dell’Anno Paolino non può che essere universale», perché «in un mondo diventato più 'piccolo'... invita tutti i cristiani ad essere missionari del Vangelo». Dimensione, questa, che evidentemente «ha bisogno di accompagnarsi sempre a quella dell’unità, rappresentata da san Pietro, la 'roccia' su cui Gesù Cristo ha edificato la sua Chiesa».
Nelle parole pronunciate domenica da Benedetto XVI, all’omelia della Messa e, più tardi, all’Angelus, con sempre a fianco, fino alla benedizione finale, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, c’è tutta la particolare specificità di un 29 giugno che ha introdotto non solo la Chiesa cattolica, ma in diversa forma e misura tutte le Chiese cristiane ai dodici mesi dedicati ad approfondire la figura di san Paolo. Iniziativa nata dalla Chiesa cattolica, ma subito allargatasi: «Santità – ha detto Bartolomeo I – abbiamo proclamato l’anno 2008 'Anno dell’Apostolo Paolo', così come anche voi fate dal giorno odierno fino all’anno prossimo, nel compimento dei duemila anni dalla nascita del grande Apostolo.
Nell’ambito delle relative manifestazioni per l’anniversario, in cui abbiamo pure venerato il preciso luogo del suo martirio, programmiamo tra le altre cose un sacro pellegrinaggio ad alcuni monumenti della attività evangelica dell’Apostolo in Oriente, come Efeso, Perge, ed altre città dell’Asia minore, ma anche Rodi e Creta, alla località chiamata 'Buoni Porti'. Siate sicuro, santità, che in questo sacro tragitto, sarete presente anche voi, camminando con noi in spirito, e che in ciascun luogo eleveremo un’ardente preghiera per voi e per i nostri fratelli della venerabile Chiesa romano-cattolica, rivolgendo una forte supplica e intercessione del divino Paolo al Signore per voi».
Era stato lo stesso Papa Ratzinger, prima di iniziare la sua, ad introdurre tra gli applausi dei fedeli presenti l’omelia del patriarca, sottolineando come «la grande festa dei Santi Pietro e Paolo... ci porta ogni anno la gradita presenza di una delegazione fraterna della Chiesa di Costantinopoli, che quest’anno, per la coincidenza con l’apertura dell’Anno Paolino, è guidata dallo stesso patriarca, sua santità Bartolomeo I. A lui rivolgo il mio cordiale saluto, mentre esprimo la gioia di avere ancora una volta la felice opportunità di scambiare con lui il bacio della pace, nella comune speranza di vedere avvicinarsi il giorno dell’unitatis
redintegratio
, il giorno della piena comunione tra noi».
La solenne cerimonia era iniziata sul sagrato della basilica vaticana, dove il Papa ha accolto Bartolomeo I, a fianco del quale sarebbe poi entrato in San Pietro. Quindi, dopo aver rivestito i paramenti, si sono avviati processionalmente verso l’altare preceduti dal diacono ortodosso e da quello latino, che portavano il libro dei Vangeli, proclamato durante la Messa in latino e in greco. Al termine delle omelie, il Credo è stato pronunciato nella lingua originale greca, secondo l’uso liturgico delle Chiese bizantine e, dopo la preghiera dei fedeli, è avvenuta l’imposizione dei palli a 40 arcivescovi metropoliti, tra i quali il patriarca di Gerusalemme dei latini Fouad Twal, e cinque italiani: Giancarlo Maria Bregantini, Paolo Benotto, Francesco Montenegro, arcivescovi rispettivamente di Campobasso-Bojano, Pisa e Agrigento, e poi Paolo Pezzi, arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, e Lorenzo Voltolini Esti, arcivescovo di Portoviejo (Ecuador).
Ricevendo nuovamente ieri i nuovi metropoliti con i loro familiari, Benedetto XVI ha definito l’incontro come l’occasione per «rinnovare a tutti voi il mio cordiale saluto e prolungare il clima di comunione, gerarchica e al tempo stesso familiare, che si sperimenta in questa particolare circostanza».
Per il Papa «l’immagine del corpo organico applicata alla Chiesa è uno degli elementi forti e caratteristici della dottrina di san Paolo, e perciò, in questo anno giubilare a lui dedicato desidero affidare ciascuno di voi, cari arcivescovi, alla sua celeste protezione». «L’Apostolo delle genti – è stato l’augurio finale indirizzato da Papa Ratzinger agli arcivescovi – vi aiuti a far crescere le comunità a voi affidate unite e missionarie, concordi e coordinate nell’azione pastorale animate da costante slancio apostolico».

© Copyright Avvenire, 1° luglio 2008

Nessun commento: