30 marzo 2008

Il prezzo della coerenza e del coraggio: altissimo livello di sicurezza per la visita del Papa negli USA


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PAPA/ NEGLI USA ALTISSIMO LIVELLO DI SICUREZZA PER SUA VISITA
Macchina coperta, raramente papamobile sfilerà fra la folla

Washington, 29 mar. (Ap) - Se Papa Giovanni Paolo II sfilò lungo le vie statunitensi affacciandosi dalla papamobile per salutare le migliaia di fedeli nella sua storica visita dell'ottobre 1979, non sarà così con Benedetto XVI, che sarà a Washington e New York dal 15 al 20 aprile. Per ragioni di sicurezza e per gli stretti appuntamenti del Pontefice, ci saranno poche opportunità di vedere il Papa tedesco.

Ratzinger ha solo un incontro pubblico - la messa al Nationals Stadium di Washington il 17 aprile - e attraverserà la città a bordo di una macchina coperta o con una papamobile ma in cui sarà garantito un altissimo livello di sicurezza.

"La sua visita riflette i tempi in cui viviamo", dice Susan Gibbs, portavoce dell'arcidiocesi di Washington. "Occorre tenere un livello alto di sicurezza, molto più alto di quello che si ebbe con Wojtyla", prosegue.

Intanto, molti pellegrini si stanno aggiungendo alla lunga lista di persone che chiedono fortemente di partecipare alla messa nello stadio che contiene circa 46mila posti. Per accedere allo stadio le misure di sicurezza sono elevate. Occorrerà mostrare la carta di identità e passare attraverso i metal detector.

Anche a New York si stanno scaldano i motori per l'arrivo del Pontefice. Secondo l'arcidiocesi di New York, ci sono già oltre 200mila richieste. Ma i posti sono solo 57mila. "Le richieste eccedono enormemente la disponibilità dei biglietti", afferma Sean Dolan, portavoce della Diocesi di Rockville Centre.

E sul livello di sicurezza, il commissario della polizia di New York City dal 1996 al 2000, Howard Safir, dice: "Faremo per il Papa più di ciò che facciamo ogni giorno per il presidente".


Spero che non scattino puntuali le polemiche visto che c'e' una bella differenza fra la situazione del 1979 e quella attuale!
Di acqua sotto i ponti ne e' passata parecchia, soprattutto a New York
.
R.

3 commenti:

DanielleVergne-Luciani ha detto...

Il Papa ha fatto quel che doveva essere fatto ed al esatto momento dove questo doveva essere fatto.Coerenza e coraggio, si.

Carla ha detto...

Sai, Raffaella, penso che eventuali polemiche potrebbero manifestarsi, ma non per iniziativa dell'opinione pubblica statunitense, bensì perchè abilmente "esportate" e "pilotate" in USA proprio dall'Italia. Ciao Carla

euge ha detto...

Carissime amiche del blog a me onestamente delle eventuali o presunte o costruite polemiche non me ne importa un piffero....... La cosa che più mi sta a cuore, è la sicurezza del Pontefice. Voglio sperare che dopo il tragico evento delle Torri Gemelle, negli Stati Uniti si sentano meno "bulli " e più capaci fattivamente di garantire la massima sicurezza al Papa, a chi con lui prenderà parte a questo discutibile viaggio ed a tutti coloro che vorranno vederlo e sentirlo.
Questo è quello che conta per me del resto sinceramente come ho detto prima non mi importa un bel niente!