25 marzo 2008

Allam: «Cristiano e felice grazie al Papa. Ora rinnego totalmente l'islam» (Libero)


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«Cristiano e felice grazie al Papa. Ora rinnego totalmente l'islam»

di BARBARA ROMANO ROMA

Chissà cosa si prova a cambiare nome a 56 anni. Lo chiediamo a Magdi Allam, che da un giorno all'altro si è ritrovato Cristiano. Di nome e di fatto. Battezzato, comunicato e cresimato. Tre in uno. Da Papa Ratzinger in persona. Addirittura la notte di Pasqua. Per di più, nella Basilica di San Pietro. E lui era pure musulmano...

«Non è solo il nome, è tutta la vita che cambia. È un riazzerare tutto e ricominciare daccapo all'insegna di una nuova fede, basata su valori in cui ho sempre creduto e che ho sempre difeso. Ma che da oggi diventano più solidi dentro di me. Con una partecipazione assieme a tanti altri cristiani, che fino a ieri erano amici e da ora diventano fratelli».

D'ora in poi gli amici (e i fratelli) come dovranno chiamarla, Magdi o Cristiano?

«Intendo mantenere il nome Magdi, perché è quello con cui sono nato e con cui la gente mi conosce, integrandolo con Cristiano. Quindi: Magdi Cristiano Allam».

Non è molto pratico per chi deve chiamarla.

«È un nome doppio. In Italia sono in tanti ad averlo. Ma andrà bene anche se mi chiameranno solo Magdi o solo Cristiano».

Perché ha scelto proprio la notte di Pasqua e il Vaticano per ricevere i sacramenti?

«È consuetudine che, nella veglia pasquale, ovunque nel mondo la Chiesa dia i sacramenti di iniziazione alla religione cristiana ad alcuni catecumeni, cioè persone adulte che aderiscono per la prima volta alla fede cristiana. E a San Pietro, anche il Papa somministra il battesimo, la cresima e l'eucarestia a un numero limitato di catecumeni rappresentativi dei vari continenti per dare il senso dell'internazio nalità del gesto».

Sì, ma lei non è uno qualunque. Fino a ieri era musulmano e ha speso una vita a combattere l'estremismo islamico.

«Se noi fossimo in un Paese normale dove la libertà religiosa fosse davvero un diritto tutelato, non ci porremmo nemmeno questa domanda. Invece, ci troviamo in un Paese in cui se un italiano si converte all'islam, non succede nulla. Mentre se un musulmano si converte al cristianesimo, scatta subito la condanna a morte per apostasia».

Dica la verità, scegliendo un luogo, una data e un "sacerdote" così, non ha voluto lanciare una provocazione?

«È sbagliato immaginare che io e ancor più il Papa possiamo essere dei provocatori contro il terrorismo islamico. Noi dobbiamo comprendere che il diritto alla libertà religiosa deve essere inalienabile e da affermare con chiarezza».

Non vorrà far credere che non si aspettava una reazione così dura dal mondo islamico.

«L'avevo messa nel conto».

Dalla stampa araba, infatti, è già partita una valanga di attacchi contro di lei e contro il Papa.

«Faccio questo mestiere da oltre trent'anni, conosco bene il mondo arabo e islamico. Ho seguito eventi che sono stati giudicati parimenti provocatori».

Ad esempio?

«Penso al discorso del Papa a Ratisbona del 12 settembre 2006 o alle vignette danesi contro Maometto raffigurato nei panni di un terrorista».

E non crede che gli islamici possano aver interpretato il suo battesimo a San Pietro come una "seconda Ratisbona?".

«Non mi meraviglierebbe, ma io non intendo cedere né farmi intimidire in alcun modo. So di essere nel giusto. Sarebbe un errore madornale sottomettersi alle minacce di coloro che tramite le rappresaglie e le condanne immaginano di poter conquistare le nostre menti e sottomettere i nostri spiriti».

Chi è stato ad avanzare la proposta di somministrarle i sacramenti in Vaticano per mano di Benedetto XVI, lei o il Papa?

«C'è stata, tempo fa, una mia decisione interiore di aderire alla fede cristiana, che ho comunicato a un religioso di fiducia, che è su posizioni molte vicine a quelle del Santo Padre».

Monsignor Rino Fisichella?

«Esatto. È stato lui ad accompagnarmi nell'introduzione ai sacramenti del cristianesimo. E in questo percorso è affiorata questa possibilità di riceverli in Vaticano dal Papa, che è stata valutata ed è stata presa una decisione in senso favorevole».

Non ha pensato che questa scelta potesse esporre anche il Santo Padre a maggiori rischi?

«Il Santo Padre è ben consapevole della realtà islamica. Ha compiuto questo gesto in modo pienamente autonomo e cosciente della situazione. Questa sua testimonianza sta ad indicare che, nel valutare tra il dovere di fede di accogliere nella cristianità coloro che chiedono di essere battezzati e le conseguenze sul piano dell'esplosione della violenza che questo gesto avrebbe potuto comportare, lui ha fatto primeggiare le ragioni della fede rispetto alle considerazioni di natura politico-diplomatica. Anche per questo Benedetto XVI si rivela un Papa veramente grande».

Unanime la condanna anche dei siti islamici contro di lei, definito «apostata» e accusato di essersi «gettato nelle braccia dell'occidente per interessi economici e personali». Non ha paura di morire?

«Vivo da cinque anni sotto scorta sia nei miei spostamenti sia a casa, dove c'è una vigilanza permanente. Sono già stato condannato a morte e ripetutamente minacciato dai terroristi islamici».

Sì, ma questa non è più una fatwa pronunciata contro di lei. Qui parliamo di apostasia.

«Mi si vuole criminalizzare rappresentandomi come chi, dopo essersi venduto agli israeliani per aver scritto un libro intitolato "Viva Israele", avrebbe tradito l'islam per aver aderito al cattolicesimo. Io non ho paura della morte, sono convinto che si debba andare avanti. Tutti noi dobbiamo proseguire sulla strada della verità, della libertà e dell'affermazione della vita. Non dobbiamo lasciarci intimidire dai terroristi, siano essi dei tagliagole o dei taglialingue, facciano essi uso delle bombe o degli strumenti che la legge e la democrazia in Occidente forniscono loro per mettere il bavaglio agli spiriti liberi e a chi si batte contro gli estremismi. Ci troviamo di fronte a una guerra che dobbiamo affrontare con la testa alta e con la schiena dritta. Diversamente, siamo finiti, come civiltà e come nazione».

Anche alcuni cattolici hanno giudicato il suo gesto troppo esibizionistico. Non crede che a un vero convertito basti un qualunque giorno e una qualunque chiesa per ricevere i sacramenti?

«Non riesco veramente a capacitarmi che dia così tanto fastidio il fatto che io abbia ricevuto il battesimo dal Papa durante la veglia pasquale. Questi cattolici ragionano negli stessi termini in cui ragionano gli estremisti islamici, che dicono: "Se proprio vuoi convertirti, devi farlo nel segreto, in modo che nessuno se ne accorga, perché è una vergogna che tu ti converta". Io invece sono fiero di essere stato battezzato pubblicamente dal Papa. Quello che voglio testimoniare è che la libertà religiosa è un diritto sacrosanto da sbandierare con orgoglio».

Il cattolico Franco Monaco di lei dice: «Mi hanno procurato disagio l'enfasi e la pubblica ostentazione di una intima conversione e soprattutto le motivazioni con le quali Magdi Allam ne ha dato conto».

«Io sono stupefatto dall'atteggiamento di queste persone. Un cattolico dovrebbe innanzi tutto avere maggior rispetto per il Papa. Tacciare questo gesto di esibizionismo significa porsi al di fuori dell'azione del Santo Padre».

Poco prima della veglia pasquale era iniziato a circolare anche il nome di suo figlio Davide.

«Mio figlio Davide che ha 9 mesi è già stato battezzato un mese fa da monsignor Luigi Negri, fuori Roma, sulla base di una decisione condivisa da me e da mia moglie, quando il mio percorso verso il cristianesimo era già in una fase avanzata».

Lei ha già due figli, di 28 e 24 anni, avuti da un'unione precedente. Sono cristiani o musulmani?

«Non sono musulmani. Li possiamo definire laici, così com'è stata la realtà che ha caratterizzato me e la loro mamma».

Come hanno preso la sua conversione?

«Con un atteggiamento di sostanziale rispetto, ma anche con grande preoccupazione».

Con sua moglie, Valentina Colombo, vi siete sposati con rito civile lo scorso 22 aprile (giorno del suo compleanno). Avete in progetto di sposarvi in chiesa?

«Assolutamente sì e mi auguro che questo possa accadere il prossimo 22 aprile». Dove verranno celebrate le nozze? «Non lo abbiamo ancora deciso».

© Copyright Libero, 25 marzo 2008

4 commenti:

Carla ha detto...

Mi dispiace che alcuni cattolici abbiano pensato: sì, però Magdi Allam non doveva dare troppa enfasi alla conversione....Così facendo, dimostrano purtroppo di non aver compreso il forte segnale che ha voluto dare la Chiesa con il valore fortemente simbolico di questo battesimo impartito dal Papa in persona: cioè la volontà di conferire dimensione "pubblica" alla Fede cattolica, e far sì che questo sia proprio un esempio in tal senso. Chi non condivide questa visione ancora pensa che la Fede sia qualcosa di strettamente privato.

Luisa ha detto...

«Io sono stupefatto dall'atteggiamento di queste persone. Un cattolico dovrebbe innanzi tutto avere maggior rispetto per il Papa. Tacciare questo gesto di esibizionismo significa porsi al di fuori dell'azione del Santo Padre».

Frase importante che condivido in pieno!
In realtà osservo che coloro che criticano Magdi Cristiano Allam , sono in grande maggioranza gli stessi, cattolici compresi, che non perdono occasione per opporsi a Benedetto XVI.
È una triste realtà che non dobbiamo nasconderci.
Questo battesimo è stato celebrato dal Papa con il suo consenso, rallegriamoci e inchiniamoci con rispetto.
Al limite riflettiamo sui motivi che hanno portato il nostro Papa alla sua decisione.
Basta con queste paure che in realtà nascondono anche realtà eccesiali poco luminose.
Ascoltiamo Papa Benedetto che ci invita ad essere dei testimoni coraggiosi della nostra fede.
Papa Benedetto è intelligente, mite, forte e coraggioso, seguiamo il nostro Pastore con fiducia e serenità, la stessa serenità che lo abita in maniera visibile e luminosa.

raffaele ha detto...

Sono perplesso su talune affermazioni di Magdi Allam e sulla visibilità mediatica che ha voluto dare ad un evento spirituale come la conversione. La conversione deve essere una scelta "per" Cristo, non "contro" qualcuno. E un neoconvertito non dovrebbe fare il primo della classe e giudicare altri credenti.Occorre il massimo rispetto per il travaglio interiore di Magdi Allam, perseguitato dai suoi ex correligionari più fanatici. Ma la Chiesa non può identificarsi con le posizioni oltranziste di Magdi Allam e rinunciare al dialogo con l'Islam. Personalmente preferisco l'atteggiamento equilibrato della sorella di don Michele Santoro, al quale è stato dedicato un Centro culturale per il dialogo tra cristiani e musulmani.

Anonimo ha detto...

Continuo a meravigliarmi dei ragionamenti di alcuni pseudocattolici che vanno a cercare il cosiddetto "pelo nell'uovo" a proposito del battesimo di Magdi Cristiano Allam. Mi sconcerta poi l'ipocrisia di questi falsi cattolici che criticano il "neoconvertito" Magdi Cristiano perchè non hanno il coraggio di criticare il Santo Padre Benedetto XVI. Io voglio dirlo forte: Se non stiamo con il Papa in questa faccenda non siamo veri cattolici.
W IL PAPA. W BENEDETTO XVI.