29 marzo 2008

Sergio Romano: "Ratisbona non fu una svista" (Panorama)


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CONVERSIONE DI MAGDI CRISTIANO ALLAM: ARTICOLI, INTERVISTE E COMMENTI

Su segnalazione di Elisabetta leggiamo questo interessante commento di Sergio Romano per "Panorama":

L’EUROPEO

Ratisbona non fu una svista

SERGIO ROMANO

Il battesimo di Magdi Allam è l’ultima conferma di una precisa strategia di Benedetto XVI, per una Chiesa più combattiva e meno accondiscendente con le altre religioni.

La lezione magistrale con cui il Papa, all’Università di Ratisbona, ricordò la disputa fra un imperatore bizantino e uno studioso musulmano sembrò a molti una svista, un capriccio accademico.
Benedetto XVI parlava nella sua vecchia università, circondato da allievi e professori. Forse non pensava, quando scrisse la sua lectio, al modo in cui le sue parole sarebbero state interpretate negli ambienti islamici.

Avremmo dovuto constatare, tuttavia, che le dichiarazioni con cui la Santa sede, nei giorni seguenti, espresse rincrescimento per i sentimenti offesi del mondo musulmano non dicevano: «Il mio pensiero è diverso». Erano dichiarazioni diplomatiche, nello stile praticato da tutti i ministeri degli Esteri del mondo quando vogliono scusarsi senza scusarsi.

Ora, dopo due episodi delle scorse settimane, sappiamo che la lezione di Ratisbona non fu una svista. Il primo episodio è quello della nuova preghiera per gli ebrei che i sacerdoti dovranno recitare nelle cerimonie del Venerdì santo, quando saranno autorizzati a usare il messale latino preconciliare.
Anziché pregare per i «perfidi giudei», come nella vecchia formula, i sacerdoti chiederanno a Dio di aiutare gli ebrei «a progredire sempre nell’amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza». E gli chiederanno di ascoltare le preghiere della sua Chiesa perché il popolo primogenito «possa giungere alla pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore».
La differenza formale tra le due formule è grande, quella sostanziale insignificante, perché l’una e l’altra sono fondate sulla convinzione che gli ebrei debbano essere salvati dalle tenebre dell’errore.

Il secondo episodio è la solenne cerimonia pasquale con cui il Papa ha battezzato il giornalista Magdi Allam a San Pietro.
Il battesimo di un adulto, convertito dall’Islam al Cristianesimo, è generalmente una celebrazione privata riservata ai familiari e agli amici del catecumeno.
Come ha ricordato Claudio Magris (Corriere della sera del 25 marzo), i nuovi cristiani battezzati dal Papa nei tradizionali riti del Sabato santo «sono significativi, in quel momento, soprattutto in quanto anonimi e dunque rappresentanti di tutti». Ma Allam non è anonimo. È un giornalista che conduce da anni una sua battaglia contro l’Islam, non soltanto radicale.
Il Papa non poteva ignorare che in queste circostanze il battesimo di un «crociato» (così verrà definito negli ambienti del fondamentalismo musulmano) sarebbe parso un provocatorio «trionfo della fede». Poco importa quali fossero le reali intenzioni. La Santa sede è troppo vecchia e saggia per non sapere che le intenzioni, in molti casi, sono meno importanti delle percezioni.

Altri segni suggeriscono che la Chiesa di Ratzinger sarà poco incline alla coesistenza pacifica con i «figli dell’errore». Continuerà a essere ecumenica, ma con uno stile diverso dai suoi predecessori. Ciò che maggiormente interessa Benedetto XVI oggi è il rapporto con la Chiesa ortodossa. Tra Roma e Bisanzio le differenze teologiche sono modeste e l’unico punto dolente (il primato del vescovo di Roma) può essere forse affrontato e risolto con spirito nuovo. Il Papa polacco sperava di annettere al cattolicesimo i grandi spazi russi. Il Papa tedesco spera di ottenere lo stesso scopo promuovendo una sorta di confederazione ecclesiale greco-latina.

Di fronte a un progetto così aggressivo e ambizioso i liberali possono solo stare a guardare e garantire al Papa il diritto di parlare e agire secondo coscienza. Ma hanno anche il diritto di ricordare che lo stato europeo deve assicurare la felice e serena convivenza di tutte le confessioni religiose sul suo territorio. La sua unica fede si chiama tolleranza.

© Copyright Panorama n. 14/2008

Molto interessante questo articolo di Sergio Romano.
Anche se non lo condivido al cento per cento, e' mia convinzione che la lectio di Ratisbona sia stata profetica.
I suoi frutti verranno raccolti in un futuro speriamo non troppo lontano.
Per quanto riguarda la preghiera per gli Ebrei, Romano ha riportato la formula del Messale di Paolo VI e non quella che i sacerdoti pronunciano il Venerdi' Santo nella celebrazione secondo il rito tridentino.
Visto che la nuova formulazione non e' poi cosi' terribile se viene criticata proprio la preghiera conciliare?
"Felix svista" quella di Romano :-))
I liberali devono garantire al Papa il diritto di parlare?
E allora come mai al Santo Padre e' stato impedito di andare alla Sapienza?
Non e' questo lo Stato "liberale" in cui mi riconosco...c'e' molto ancora da fare e da costruire...

R.

7 commenti:

euge ha detto...

Ormai credo che non siano solo mesi ma, anni che andiamo ripetendo da questo Blog che il discorso di Ratisbona è stata la pietra miliare su cui fondare un piccolo inizio di dialogo serio e schietto con i musulmani; a mio dispiacere, mi accorgo che solo ora qualcuno si è deciso suo malgrado a dire che Ratisbona non fu una svista. Beh cari signori ancora forse non vi è chiara una cosa oppure non vi piace la chiarezza....... Papa Benedetto sa benissino cosa fa e soprattutto cosa dire in ogni circostanza quindi sarebbe ora che ve ne convinceste una volta per tutte. Riguardo al resto, cara Raffaella, condivido il tuo punto di vista confermando a mia volta, che di liberale nel nostro stato non c'è nulla a meno che e questa è cosa nota la così detta liberalità intesa nel significato più ampio del termine, sia concessa solo a binario unico; come tu giustamente hai ricordato, visita alla sapienza docet!!!!!!!!!

mariateresa ha detto...

care amiche, questo articolo fa riflettere parecchio e in un certo senso mi piace perchè manda a quel paese l'idea che il papa è matto.

Segnalo sul sito di Berlicche
http://berlicche.splinder.com/
il post intitolato Gli analisti che rende bene un concetto che secondo me dovrebbe essere evidente a un credente.
Certo che in questi giorni ne abbiamo lette di fanfaluche.
Ma forse è meglio così. Almeno sappiamo fino a che punto siamo messi.

mariateresa ha detto...

realizzo adesso, sapete è l'età, la terribile gaffe di Romano sulla formula della preghiera agli ebrei.
Ehhehehehehehe
Da nascondersi sotto un covone di grano.
Ma come ha fatto a sfuggirmi.

gemma ha detto...

a me non piace per nulla il ragionamento di uno che definisce il progetto del Papa aggressivo e ambizioso, come se oggi la minaccia principale per la pace fosse la Chiesa cattolica.
Il pensiero liberale non ci racconti fandonie. E' troppo impegnato oggi a neutralizzare quello che considera lo strapotere della Chiesa. Peccato si dimentichi spesso ciò che le vicende della storia ci hanno insegnato e cioè che quando per arginare un presunto potere forte si lascia troppo spazio al suo principale nemico, pensando di riuscire poi a dominarlo, il più delle volte si finisce per restarne schiacciati. E' l'atteggiamento compiacente che percepisco oggi nei confronti del potenziale espansivo dell'Islam , che i liberali fingono di non vedere, in nome della tolleranza. Mentre vedono ovunque quello del Papa, anche dove non c'è.
L'amore per la tolleranza è molto bello ma è troppo scontato richiederla sempre e solo a chi la pratica già.

Carla ha detto...

Cari amici, anche secondo me Romano sembra vare correttamente interpretato la linea di Benedetto XVI, ma alla fine, a proposito del "progetto ambizioso" di un confederaione chiesa cattolica-ortodossa, .ecco, pam, un altolà: "i liberali...hanno anche il diritto di ricordare che lo stato europeo deve assicurare la felice e serena convivenza di tutte le confessioni religiose sul suo territorio". Insomma, anche questo disegno di un nuovo corso tra cattolici nè ortodossi è visto con sosoetto e diffidenza....Scusatemi, non è che voglia fare il bastian contrario a tutti i costi, ma....Buona domenica a voi. Carla

Raffaella ha detto...

Care amiche, l'articolo di Romano e' tendenzioso e allusivo. Gli argomenti sono un po' debolucci come dimostra l'errore gravissimo sulla preghiera per gli Ebrei...
R.

Anonimo ha detto...

Mi incuriosisce come certi giornalisti si preoccupano più di voler discorrere di problemi teologici da atei che non di libertà di espressione di pensiero, sia esso religioso o politico, da giornalisti. Eppure quest'ultima risponde al requisito fondante della loro professione. Forse che prevale in questi signori la regola della cassetta? ma allora il loro dire ....