26 marzo 2008

Magdi e il Papa. Quanti cattolici non li amano...(Libero)


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Magdi e il Papa Quanti cattolici non li amano...

RENATO FARINA

Innescati da cattolici molto zelanti per il dialogo e per l'intimi tà delle conversioni (Claudio Magris, Franco Monaco), ecco gli imam, gli ulema, gli ayatollah e i giureconsulti vari scatenarsi contro il Papa. Sono i 138 leader islamici che spedirono una lettera di intenti asseritamente amichevoli a Benedetto XVI, cui lo sventurato rispose con accenti di massima disponibilità. Ora si rimangiano tutto, poiché il Papa ha osato spargere un po' d'acqua in nome di Padre, Figlio e Spirito Santo su una testa che loro vorrebbero più volentieri vedere mozzata. I 138 sono considerati moderati, anzi i campioni del moderatismo, cui il Papa ha aperto le porte del Vaticano il febbraio scorso. Li capeggia Aref Ali Nayed, direttore del Centro regale di studi strategici islamici ad Amman, in Giordania. Egli ora giudica e minaccia Ratzinger per quanto accaduto a San Pietro la notte di Pasqua. Nayed getta anatema sul gesto «deliberato e provocatorio di battezzare Allam in un'occasione così speciale e in modo così spettacolare». Il neo cattolico è appunto Magdi Allam, considerato sin dal 2003 un morto che cammina dai medesimi che oggi si scandalizzano, a causa delle sue opinioni sull'islam nella cui comunità è nato. Nayed cita con orrore l'omelia pasquale di Benedetto XVI dove contrappone la "luce" al le "tenebre". Non così si deve fare, ammonisce il saggio islamico, che finge di non sapere che è puro Vangelo. Poi esige dal Papa la sconfessione di Magdi Allam, i quale sostiene l'in capacità di tollerare la libertà religiosa da parte dell'islam e l'inesistenza dei moderati in seno allo stesso. Con ciò i 138 dimostrano che Allam ha ragione.

Tutto previsto. L'abbiamo scritto subito. È chiaro anche come l'avverti mento di Bin Laden al Papa cui attribuiva con voluto errore le vignette danesi su Maometto, avesse una funzione di deterrenza contro il battesimo di Magdi Allam. Lasciamo però perdere gli islamici che minacciando fanno il loro mestiere.

Colpisce di più la lezioncina che alcuni intellettuali cattolici infliggono al Papa. Sono considerazioni legittime, certo. In questo clima di paura sono passate per la testa anche a molti semplici fedeli. Mai però che i capataz del pensiero cerchino di immedesimarsi con le ragioni di Ratzinger, il quale non è infallibile su questioni come queste, ma un po' di credito dovrebbe meritarlo. Così essi spiegano avrebbero preferito un gesto più intimo per la celebrazione del battesimo.

Ha scritto sul Corriere della Sera uno tra gli scrittori più à la page, Claudio Magris, già deputato dell'Ulivo: «Il battesimo è un atto di vita interiore, non di spettacolarità mediatica né di logica politica...». Paragona Magdi Allam a un vip, dice che sarebbe stato meglio se il Papa avesse battezzato gente «anonima» invece che lui. Probabile che Magris abbia a casa il catalogo degli anonimi da cui scegliere. Come se fosse stata una lotteria: ma no ognuno ha una storia, unica, nessuno è anonimo. Poi Magris rimprovera Magdi di aver indicato un eccesso di prudenza nella Chiesa a cercare la conversione degli islamici. Gli dice: «Il momento del battesimo non è quello più opportuno per fare dichiarazioni bellicose» e sbeffeggia il neofita che «presume di poter indicare alla Chiesa mater et magistra la strada giusta da seguire». Magris invece presume di poter prendere per il naso il Papa con linguaggio obliquo. Scrive: «Per fortuna il Cattolicesimo fa balenare la sua grazia e la sua grandezza anche in dettagli minimi, che riscattano pure le tiare». La tiara sarebbe il copricapo del Papa in San Pietro, che ha bisogno di essere riscattato, a quanto pare.
Anche Vittorio Messori sul Corriere, che pur difende il Papa e Allam, lo redarguisce per quell'accenno all'eccessiva prudenza, e contesta un «atteggiamento provocatorio e spavaldo». Per consolare Magdi gli dirò che le sue parole hanno un paio di precedenti. Soprattutto una predica del cardinale Giacomo Biffi datata 20 settembre 2001: «È un preciso ordine del Signore e non ammette deroga alcuna. Egli non ci ha detto: Predicate il Vangelo a ogni creatura, tranne i musulmani, gli ebrei e il Dalai Lama». Lo stesso monito è scritto in un documento della Dottrina della fede del dicembre scorso. Il catechismo antico e umilissimo potrebbe aiutare a capire ciò che è accaduto la notte di pasqua. Chiede che la fede sia "creduta, celebrata, testimoniata". Celebrare viene dalla stessa radice di celebre. Etimologicamente ha a che fare con gloria. Bisognerebbe allora rimproverare Gesù di essersi battezzato, con il conseguente strepito nell'alto dei cieli, da Giovanni Battista, invece che da qualche più modesto profeta locale (ce n'erano, ce n'era no).

Oppure ci domandiamo se Magris (scusandoci per il paragone che come sempre claudicat) rimproverebbe sant'Ambrogio per il battesimo celebrato a Milano la notte di Pasqua del 387. La tradizione vuole che in quell'occasione fosse cantato il Te Deum alternativamente dal vescovo e dal catecumeno. Agostino era un vip del pensiero, filosofo del manicheismo, la sua conversione fece scalpore; egli non smise un istante di denunciare l'inganno da cui era uscito, senza smettere un istante di dichiararsi indegno.

Il Papa ha voluto questo gesto, nonostante esistessero ragioni di prudenza che potevano sconsigliarlo. Egli ha voluto in questo modo mettere sotto le sue ali i convertiti. Chi-toccaloro-tocca-me. Si è identificato con la persona di Gesù Cristo: non si vergognava di nessuno; come Francesco ha baciato il lebbroso, il nostro Magdi, indicato come infetto dal coro universale dei conformisti.

Benedetto ha mostrato che la via giusta per testimoniare è quella del cieco nato guarito con il fango sugli occhi: dinanzi alla certezza di persecuzione se avesse riconosciuto Gesù come salvatore espose un fatto, senza paura. Non esiste verità di un amore se non è proclamato sui tetti, come certi innamorati che lasciano le dichiarazioni d'amore sui ponti dell'autostrada. La libertà religiosa non è niente meno di questo, altrimenti non vale la pena.

© Copyright Libero, 26 marzo 2008

8 commenti:

Donazione ha detto...

Personalmente lo vedo come un gesto mediatico strategico.

Cindy ha detto...

Eppure per un altra conversione eccellente( Tony Blair) non c'è stato tutto questo putiferio forse perchè lui era già cristiano anche se protestante?

Cindy ha detto...

Per il Papa Magdi Cristiano era un catecumeno come gli altri perchè avrebbe dovuto negargli i sacramenti?
Non mi piacciano per niente le parole del Prof Magri che per altro insegna anche nella mia università

Anonimo ha detto...

Nel caso di Tony Blair, il cardinale primate O'Connor ha cercato in tutti i modi di attenuarne la portata. Prima l'ha posposta alle elezioni politiche, perchè la madre di tutte le democrazie non sopporta i papisti e la regina è anche capo della chiesa anglicana. Poi il cardinale fa a gara con l'arcivescovo di Cantebury a chi è più liberal,tanto che ormai Sentamu, di origine africana, e il cardinale scozzese sono costretti uscire allo scoperto per conto loro quando c'è qualcosa da dire.Quando c'è un convertito, tutti a chiedere scusa, mentre i Cassius Clay, i Cat Stevens e i nostri Scialoja non hanno bisogno della scorta. Cordialmente, Eufemia

Antonio ha detto...

Altro che protagonismo mediatico, altro che mancanza di prudenza, il battesimo di Magdi Allam evidenzia che la Chiesa è viva e vitale, coraggiosa come la Chiesa nascente, consapevole delle parole di Cristo dette agli Apostoli “Io sarò con voi fino alla fine dei tempi”. È chiaro che questi commenti non potevano che venire da giornalisti e personalità che militano nelle fila del miscuglio politico del partito democratico, dove, ne abbiamo le prove, giacché le abbiamo vissuto in diretta nel corso delle determinazioni assunte dal sepolto governo in materia cristiana. Voi non so se avete fatto caso a quanti attacchi alla Chiesa e al Papa sono venuti da questo governo. Provo a segnalarne i più importanti e (gravi) cercando di essere il più sintetico possibile, all’insegna del GOVERNO PRODI PER NON DIMENTICARE: Comunisti e Radicali al potere. La sperimentazione sugli embrioni. E, pur di salvare la baraccopoli del Governo, i cattolici che sostengono la maggioranza bocciano una mozione presentata dall'opposizione, nella quale la tutela dell'embrione è affermata in maniera inequivocabile. Il senatore Ignazio Marino, "cattolico", che il 27 giugno 2006 presenta - insieme alla capogruppo dell'Ulivo al Senato Anna Finocchiaro - un disegno di legge sul "Testamento biologico", anticamera dell'eutanasia. Romano Prodi, visita del Papa in Turchia: “Che cosa vuole che sappia, io, della sicurezza del Papa in Turchia? Non so nulla, in proposito, ci pensino le sue guardie svizzere…» è la sconcertante risposta del premier. Il ministro della Salute Livia Turco, "cattolico", emana un decreto sul tema delle droghe: viene innalzato da 500 a 1000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis che può essere detenuto per uso personale. I Dico per le unioni tra omosessuali, il disegno di legge, poi naufragato, emanato dalla “cattolica” Rosy Bindi e Barbara Pollastrini che annunciano con toni trionfalistici il disegno di legge sui Dico. Il rapporto con la Chiesa cattolica. La vicenda dei Dico porta il Governo al minimo storico nei rapporti fra potere politico e Chiesa in Italia. Alcuni cattolici che fanno parte dell'esecutivo tentano di far credere che i Dico siano compatibili con il Magistero, e vengono apertamente sconfessati dalla Conferenza episcopale. I partiti della sinistra al governo (comunisti, verdi, socialisti) e i radicali aprono il fuoco contro "l'ingerenza del Vaticano nella politica italiana". I rapporti con la Chiesa resteranno tesi per tutta la legislatura. Il governo mette il bavaglio al Papa nella vergognosa vicenda della Sapienza: Prodi e i suoi ministri tacciono. Parleranno soltanto quando il Pontefice annuncerà di aver rinunciato. Il Ministro degli interni Giuliano Amato - rivela Andrea Tornielli su il Giornale avrebbe consigliato il Papa di inventarsi una malattia diplomatica e restarsene a casa. Alcune considerazioni sono evidenti come quella che il Governo presieduto dal “cattolico” Prodi ha progettato una serie di attentati alla legge naturale e alla libertà di parola alla Chiesa; è il governo a farsi direttamente promotore di iniziative così numerose di marca anti-cattolica; il giorno in cui ognuno di noi dovrà andare a votare, sarà bene ripensare a questi meno di due anni di autentico assedio ai valori che contano. La caduta del Governo Prodi è stata provvidenziale; purtroppo, la minaccia continua.

Carla ha detto...

Hai detto bene, Antonio, sono, pr così dire, più degni di rispetto i "laicisti" anzichè i sedicenti "cattolici" (ah, dimenticavo, "cattolici adulti"), in quanto carichi di ambuguità. Ciao Carla

don Marco (osservatore) ha detto...

ma non avete ancora compresi che questi vogliono che la fede sia solo una cosa strettamente privata? (Loro non sanno che ciò non coincide con i prioncipi della fede stessa).
Secondo questi signori la Chiesa dovrebbe solo tagliare nastrini e benedire in qua e in la con acqua stagna, invece questa è acqua ...... e viva ....... Questi vogliono che ci occupiamo dei poveri, che già facciamo dignitosamente, loro aprono le porte a tutti, tanto poi ci pensa la Caritas, la San Vincenzo ecc. ecc. Appena si apre bocca su altro ecco le ingerenze e tutte le zozzerie che ci dobbiamo sorbire da questi politicanti.
Il guaio è che vari cattolici stanno su questa linea..... Noi dobbiamo fare le cose di nascosto e senza "dar fastidio" loro invece a tutte le ore in tutte le salse e in tutti i momenti usano i loro fastidiosi tromboni senza pudore e ritegno. Questa è la vera democrazia, o meglio all'italiana. noi importiamo moduli di governo alla spagnola alla francese, alla tedesca alla mista tedesca e francese, ma mai uno che usi il nostro modello, sapete perchè? Perchè in Italia spesso politica è sinonimo di falsità e ipocrisia e i cattolici quelli con la "C" fanno paura. Mah

Antonio ha detto...

Cara Raffaella, ringrazio prima di tutto gli interventi di Carla e don Marco. Quindi, considerato che la discussione si è inevitabilmente spostata sul piano politico, è finalmente necessario mettere in chiaro definitivamente le cose, chiamando in causa la vera causa di questi attacchi alla Chiesa verificatesi nel corso del “povero” Prodi. Questa causa si chiama (e lo sanno tutti) “dossettismo”, altrimenti conosciuto come cattocomunismo, è quell’illusione altamente pericolosa di don Rossetti, secondo cui cattolici e comunisti possano governare insieme. Tanto che, in questa seconda esperienza governativa, il “povero” Prodi di partiti comunisti se ne è portati addirittura due e forse tre.
Il dossettismo è fatto così.Questi i capisaldi delle argomentazioni che don Dossetti emanò in tema politica: 1) I problemi della Chiesa nascono con il Concilio di Trento e la Controriforma. 2) La Chiesa ha sbagliato prediligendo i rapporti con le forze conservatrici. 3) La destra non può mai essere un interlocutore per il mondo cattolico. 4) La democrazia è l’essenza stessa del cristianesimo. 5) L’alleato naturale del cristiano è il comunista data la comune passione per l’uomo. 6) Per realizzare la modernità bisogna tornare alla purezza della Chiesa primitiva. Quindi, le suddette argomentazioni si possono riassumere in questa frase: per un cattolico politica e Chiesa sono nettamente separate, commettendo il gravissimo errore di ridurre il cristianesimo ad elemento strettamente privato, andando contro l’insegnamento stesso dello stesso Cristo e delle Sacre Scritture, ignorando altresì, come prescritto da Gesù nel mandato dato agli Apostoli, il Magistero stesso della Chiesa. È evidente che tutta questa tesi porta all’emanazione di leggi contrarie alla etica morale, mette il bavaglio al Papa e alla Chiesa, accusandola d’ingerenza in ogni momento. Qual è la conseguenza peggiore del “dossettismo” e dei “dossettisti”? È ovviamente la diaspora dei cattolici, la mancanza di un pur minimo senso di comunità, il pericoloso strumento del relativismo morale e il cristianesimo “fai-da-te”, che se rammentate bene, furono le prime preoccupazioni, dopo la morte di Giovanni Paolo II, denunciate dal cardinale Joseph Ratzinger prima e da Papa Benedetto XVI dopo. I dossettisti, perfetti allievi di don Rossetti sono tanti e pericolosi: Romano Prodi, Rosy Bindi, Livia Turco, Ignazio Marino e tanti altri politici, e, ovviamente, politici locali e rappresentanti del clero, vescovi e sacerdoti, e di fedeli incoerenti. E così si torna al ’98, l’anno in cui Romano Prodi, fu scalciato dal governo da D’Alema. Tutti, avversari e alleati, si stanno attrezzando al bis. Errare è umano, ma perseverare… E l’onorevole Prodi sta perseverando. Del resto, poveretto, non potrebbe fare altrimenti, è stato programmato così. Da perfetto allievo di don Giuseppe Dossetti è costretto a fare perennemente da “utile idiota” cattolico ai comunisti in marcia verso il governo. Queste persone sono i più subdoli nemici della Chiesa, a cui dà perfino fastidio la conversione di Magdi Allam e il battesimo che giustamente Benedetto XVI gli ha concesso.