14 luglio 2008

Traduzione della parole del Santo Padre su secolarizzazione e pedofilia del clero (a cura di Zenit)


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Zenit, a cui siamo veramente grati, ha provveduto alla traduzione delle due risposte che il Santo Padre ha pronunciato in inglese. Esse sono riportate nel relativo post, ma sono talmente importanti che ritengo giusto segnalarle anche in questa sede.
In particolare la risposta sulla pedofilia andrebbe analizzata meglio di quanto hanno fatto i giornali perche' profonda e sentita
.
R.

«The Australian Newspaper», Santità, desidero porre la mia domanda in inglese: l'Australia è una terra molto laica, caratterizzata da una pratica religiosa debole e da indifferenza verso la religione. Lei, Santità, è ottimista sul futuro della Chiesa in Australia oppure è preoccupato e teme che la Chiesa in Australia possa seguire il declino di quella in Europa? Quale messaggio offre all'Australia per farle superare la sua indifferenza verso la religione?.

Farò del mio meglio in Inglese e mi scuso per le mie lacune in questa lingua. Penso che l'Australia per la sua storia sia economicamente e politicamente parte del mondo occidentale e che quindi ne condivida anche i successi e i fallimenti. Negli ultimi 50 anni, il mondo occidentale ha compiuto grandi progressi, economici e tecnici.

La religione e la fede cristiana sono in crisi. Questo è tipico: non abbiamo bisogno di Dio, possiamo fare tutto da soli; non abbiamo bisogno di Dio per essere felici, non abbiamo bisogno di Dio per creare un mondo migliore; Dio non è necessario, possiamo fare tutto da soli. Tuttavia, osserviamo che la religione è sempre presente nel mondo e lo sarà sempre perché Cristo è presente nel cuore dell'essere umano e non può scomparire. La religione è veramente una forza in questo mondo e nei vari paesi. Non parlerei veramente di declino della religione in Europa: di certo c'è una crisi, non tanto in America, ma anche in America e in Australia.

Tuttavia, la fede è sempre presente sotto nuove forme, in nuovi modi, forse in maniera minoritaria, ma è sempre presente in tutta la società. E ora, in questo momento storico, cominciamo a capire di avere bisogno di Dio. Possiamo fare molte cose, ma non creare il nostro clima. Pensavamo di poterlo fare, ma non possiamo. Abbiamo bisogno del dono della terra, del dono dell'acqua, abbiamo bisogno del Creatore. Il Creatore riappare nel Suo Creato, e, in tal modo, possiamo comprendere che non possiamo essere veramente felici, non possiamo veramente cercare la giustizia per tutto il mondo, senza un criterio nelle nostre idee, senza un Dio che sia giusto e ci doni la luce e la vita... così, penso che in questo mondo occidentale ci sarà veramente una crisi della nostra fede, ma poi si verificherà sempre un ritorno alla fede, perché la fede cristiana è semplicemente vera e la verità sarà sempre presente nel mondo umano e Dio sarà sempre la verità. In questo senso, sono decisamente ottimista.

Santità, mi dispiace, ma non parlo bene l'italiano e quindi porrò la mia domanda in inglese. Le vittime australiane degli abusi da parte del clero le hanno chiesto di affrontare la questione e anche di scusarsi con loro durante la sua visita in Australia. Lo stesso Cardinale Pell ha affermato che sarebbe opportuno per lei affrontare la questione e lei stesso ha compiuto un gesto simile nel suo recente viaggio negli Stati Uniti. Parlerà del problema degli abusi sessuali e si scuserà?

Sì, il problema qui è fondamentalmente analogo a quello degli Stati Uniti. Mi sono sentito in dovere di parlarne lì perché è di fondamentale importanza per la Chiesa riconciliare, prevenire, aiutare e anche riconoscere le colpe in questi problemi. Dirò l'essenziale, le stesse cose che ho detto in America. Come ho affermato dobbiamo chiarire tre aspetti: il primo è il nostro insegnamento morale. Deve essere chiaro ed è sempre stato chiaro fin dai primi secoli che il sacerdozio, essere un sacerdote, è incompatibile con questo comportamento, perché il sacerdote è al servizio di Nostro Signore, e Nostro Signore è la Santità in persona che sempre ci insegna....

Dobbiamo riflettere su quanto è mancato nella nostra educazione, nel nostro insegnamento negli ultimi decenni: negli anni '50, '60 e '70 si è affermato il proporzionalismo etico, secondo cui non esiste una cosa cattiva in sé, ma sempre proporzionalmente ad altre. Così si pensava che alcune cose, anche la pedofilia, potessero in una certa proporzione essere buone.

Ora, chiariamo che la dottrina cattolica non ha mai fatto sua questa idea. Esistono cose che sono sempre cattive, e la pedofilia è sempre cattiva.

Nella nostra educazione, nei seminari, nella formazione permanente che offriamo ai sacerdoti dobbiamo aiutarli a essere veramente vicini a Cristo, a imparare da Lui e quindi ad aiutare e non a combattere i nostri amici umani, i cristiani. Quindi, faremo tutto il possibile per chiarire qual è l'insegnamento della Chiesa e per aiutare nell'educazione, nella preparazione al sacerdozio, nell'informazione e faremo tutto il possibile per guarire e riconciliare le vittime.

Penso che questo sia il senso fondamentale del «chiedere scusa».

Penso che sia meglio e più importante il contenuto della formula e penso che il contenuto debba spiegare in cosa il nostro comportamento è stato carente, che cosa dobbiamo fare in questo momento, in che modo prevenire e come guarire e riconciliare.

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