COMUNICATO STAMPA
Presentazione del volume “Il fascismo dallo Stato liberale al regime”
di Ugo Mancini
Giovedì 20 dicembre p.v., ad Albano Laziale (Rm), presso il Palazzo Savelli (Piazza della Costituente) alle ore 17:30, sarà presentato il volume di Ugo Mancini, Il Fascismo dallo Stato liberale al regime, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Ne discuterà insieme all’autore: Franco Ottaviano
Il libro affronta i nodi cruciali della politica fascista negli anni della costruzione del regime. Attraverso l’esame dei documenti d’archivio, dei resoconti giornalistici, della letteratura scientifica sull’argomento e degli studi di storia locale delle diverse regioni d’Italia è stato preso in esame il tentativo fascista di realizzare un rinnovamento nell’organizzazione del potere centrale e locale, valutandone gli effetti e la reale portata rispetto al periodo precedente e rispetto alle tensioni che dividevano la società civile nell’immediato dopoguerra.
Considerando i punti di contatto tra il fascismo e il conservatorismo statunitense di inizio Novecento, è stata inoltre esaminata la politica economica del fascismo, industriale ed agraria, per valutare in quale modo e secondo quale misura il fascismo abbia assecondato o condizionato l’idea di sviluppo di cui si facevano interpreti i maggiori industriali del periodo, in quale modo abbia sostenuto e abbandonato il modello di Stato manchesteriano e quello fordista di organizzazione del lavoro industriale, in quale modo abbia cercato di modellare i processi economici per adattare la modernità alla tradizione e per rafforzare l’organizzazione gerarchica della società civile.
Infine è stato affrontato il tema del consenso, valutando in quali ambienti, su quali basi e in quali maniere esso si è andato articolando, come si è dispiegata la repressione e, sul versante opposto, come si sono andate organizzando le diverse forze dell’antifascismo dopo il discorso del 3 gennaio 1925 e nei primi anni della clandestinità
Ugo Mancini è docente di ruolo di Storia della Filosofia nei licei. Ha collaborato con il “Centro interdipartimentale di Storia delle Trasformazioni del Territorio” dell’Università di Roma “Tor Vergata”, collabora con la cattedra di Storia contemporanea dell’Università di Roma “Tor Vergata” e con la rivista “Giornale di Storia contemporanea”.
Oltre che di saggi su riviste storiche e opere collattanee, è autore dei volumi Lotte contadine e avvento del fascismo nei Castelli Romani, Armando, Roma 2002; 1939-1940. La valigia della seconda guerra mondiale e la crisi del fascismo a Roma e nei Castelli Romani, Armando, Roma 2004. E’ autore inoltre dei 3 volumi del corso di storia per i Licei Il mondo, i fatti, le idee, Emmebi, Firenze 2007.
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 17 dicembre 2007
Rubbettino Editore
(gp)
Maria Rizzo
Responsabile Ufficio Stampa
Tel. 0968 6664210
Fax 0968 662055
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17 dicembre 2007
27 novembre 2007
Manuele Paleologo , maestro di dialogo (I discorsi dell'imperatore citato da Benedetto XVI a Ratisbona)

Vedi anche:
LA LECTIO MAGISTRALIS DI RATISBONA
Annapolis, tra israeliani e palestinesi c'è accordo su documento comune (L'Osservatore Romano invita a non sprecare l'occasione)
Comunicato della Rubbettino Editore: presentazione dei libri “Il fascismo dallo Stato liberale al regime” e "La colomba e la spada"
Il neocardinale DiNardo (Galveston-Houston) parla all'Osservatore Romano della conferenza per il Medio Oriente e della catechesi negli USA
Conferenza per il Medio Oriente: la road map di Benedetto XVI (Casavola per "Il Messaggero")
Frère Alois (Priore di Taizé) scrive sull'Osservatore Romano: "La riconciliazione, uno scambio di doni"
Mons. Pezzi: gli Ortodossi apprezzano Benedetto XVI, perché sottolinea la necessità di una comunione vissuta (Radio Vaticana)
Messa tridentina: intervento del vescovo di Novara
Diocesi di Savona: stop alle Messe tridentine!
Messa tridentina: informazioni sulla Commissione Ecclesia Dei (per Scipione ed altri amici) e mie considerazioni personali
Barbara Spinelli colpisce ancora (con l'appoggio di anonimi conigli): Benedetto XVI mette in questione le conquiste del Concilio
Rosso Malpelo "striglia" il Corriere e Filippo Di Giacomo
Messa tridentina: il Comitato Pisano San Pio V rettifica articolo di "Repubblica" del 21 novembre 2007
Consiglio di lettura: "Il sorriso Benedetto. Pellegrinaggio nella terra d'infanzia di Papa Benedetto XVI"
L'attualità dell'enciclica di San Pio X che respinse le tesi moderniste (Zenit)
L'autobiografia del cardinale Biffi: i commenti di Mons. Luigi Negri, Sandro Magister e Don Baget Bozzo (Tempi)
Ratzinger e Küng, "il gatto e la volpe" della teologia tedesca. Intervista di Piergiorgio Odifreddi a Hans Küng ("Se la scienza ignora Dio", Espresso)
Il filo rosso di Papa Ratzinger (Di Giacomo per "La Stampa" con qualche battuta discutibile)
Da Petrus: card. Kasper su concistoro, ecumenismo e Lefebvriani
Il vescovo: in latino solo di pomeriggio...e tre parroci lasciano la chiesa vuota
Il Papa ai cardinali: conto molto sul vostro prezioso sostegno, perché possa svolgere al meglio il mio ministero. Ho bisogno di questo sostegno!
Padre Scalfi ("Russia Cristiana"): attraversiamo momenti storici perchè Mosca apprezza Benedetto XVI e si avverte un'atmosfera di crescente simpatia
Ragioni di prudenza sconsigliano, in questo momento, l'udienza del Papa al Dalai Lama
La speranza del Papa pessimista, ovvero i banali e superati pregiudizi su Benedetto XVI (Eco di Bergamo)
Mons. Guido Marini spiega all'Osservatore Romano il rito del concistoro del 24 novembre 2007
Messa tridentina: Andrea Tornielli reagisce alle "accuse" che vengono rivolte ai media dalla curia milanese
CONCISTORI PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI: LO SPECIALE DEL BLOG
L'ENCICLICA "SPE SALVI": LO SPECIALE DEL BLOG
Manuele Paleologo , maestro di dialogo
Ecco in italiano i celebri
«Discorsi» citati dal Papa a Ratisbona, dai quali emerge che l’imperatore bizantino era ben altro che un fanatico avversario dell’islam: interlocutore moderato, si confrontava con rispetto
DI ANTONIO GIULIANO
Manuele II Paleologo . Chi era costui? Per molti un illustre sconosciuto, prima che Benedetto XVI lo ricordasse nella nota
lectio magistralis all’Università di Ratisbona, il 12 settembre 2006.
La citazione fu fatale al Papa: il suo dotto discorso provocò in taluni uno sdegno ingiustificato e anche inaccettabili minacce del fanatismo islamico. Ma quanti di quelli che si stracciarono le vesti sapevano di chi stesse parlando?
Probabilmente accecati dal pregiudizio non avevano neppure interesse a saperlo. Eppure Manuele II Paleologo (1350-1425) fu imperatore bizantino per oltre trent’anni, dal 1391 alla sua morte. Per tutta la vita difese il suo impero dagli Ottomani servendosi di una sottile diplomazia. Fu un uomo di cultura: firmò lettere, poemi, trattati di teologia e retorica, la vita di un santo e un epitaffio per il fratello Teodoro I Paleologo .
E poi quei Dialoghi con un persiano, rievocati da Benedetto XVI, che ora vengono riproposti dalla casa editrice Rubbettino, a cura di Francesco Colafemmina. Una pubblicazione astuta e particolarmente utile che rende giustizia alla profonda sapienza del pontefice.
E disarmerà anche i critici più scettici del discorso di Ratisbona, perché i Dialoghi del Paleologo , un testo del XV secolo, dimostrano un’attualità sorprendente.
Quello tra l’imperatore bizantino e un anonimo ' muteriz', un sapiente della Persia, è un vero dibattito sul desiderio insopprimibile dell’uomo: la ricerca della verità. Pur mantenendo ben salde le rispettive identità religiose. La richiesta del muteriz musulmano è esplicita: «Ho sempre avuto il desiderio di imparare a conoscere la vostra religione. E non mi sono mai imbattuto in alcun cristiano che avesse una cultura e un’esperienza religiosa tale da potermi spiegare alcunché in maniera chiara e proprio come lo desideravo».
C’è la convinzione che trasmettere la fede, non sia solo una spiegazione dei dogmi, ma un’'esperienza', una testimonianza. I due non si interrompono mai, ascoltano in silenzio prima di replicare, espongono i propri contenuti di fede, non negando ciò che li divide. Con passione l’imperatore, con più distacco il persiano. Ma senza mai mettere l’altro in imbarazzo. Una lezione di dialogo autentico mai così attuale.
L’imperatore comprende che non può argomentare con il suo interlocutore sulla base dei vangeli, deve trovare una strada diversa. Così sale in cattedra la ragione più che la fede. Vibrante è il monito di Manuele II: «Il non agire secondo ragione è alieno da Dio».
L’imperatore si assume la fatica del cristiano: mostrare la ragionevolezza della propria fede. Il muteriz è sincero nella richiesta di verità, si convince, ma non riesce a credere. Non riesce a far compiere alla ragione l’ultimo salto: abbandonarsi alla fede. Di qui l’amarezza di Manuele II: «Non avendo mai gustato la libertà della Verità, non la desiderava quanto avrebbe dovuto». Per il saggio persiano fede e ragione vanno separate. Al contrario per l’imperatore non può esserci forza della fede senza la ragione, proprio come non può esserci forte ragione senza la certezza della fede. È il cuore del messaggio lanciato dal papa a Ratisbona, un appello a tutti, credenti e non. Scrive monsignor Rino Fisichella nella prefazione ai
Dialoghi: «Al fondo si trova la radicale differenza tra le due religioni: una pensa di possedere la verità data una volta per sempre nel Corano, mentre il cristianesimo sa che la sua verità è una persona, Gesù di Nazareth, Dio che entra nella storia e pertanto rimarrà sempre una indagine e ricerca che troverà riposo solo alla fine dei tempi». A quel tempo Paleologo viveva sulla propria pelle la conquista violenta di nuove terre per mezzo dei sultani: l’islam minacciava la distruzione del cristianesimo che dal villaggio di Nazareth si era esteso in modo pacifico in tutto il mondo.
Per questo, nel passo citato da Benedetto XVI, Manuele II rimprovera al muteriz la direttiva di Maometto a «diffondere la fede per mezzo della spada». Ma l’imperatore vedeva un fratello nel persiano. E non poteva tacergli la bontà della scelta di Gesù Cristo. Ecco chi era Manuele II Paleologo .
Non un fanatico pronto alla crociata. Ma solo un cristiano memore dell’insegnamento di Pietro: «Siate sempre pronti a dare ragione della speranza che è in voi».
Manuele II Paleologo
DIALOGHI CON UN PERSIANO
Rubbettino. Pagine 98. Euro 10,00
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Comunicato della Rubbettino Editore: presentazione dei libri “Il fascismo dallo Stato liberale al regime” e "La colomba e la spada"
COMUNICATO STAMPA
Presentazione del volume “Il fascismo dallo Stato liberale al regime”
di Ugo Mancini
Giovedì 29 novembre p.v., a Roma, presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma (via san Francesco di Sales, 5) alle ore 17:30, sarà presentato il volume di Ugo Mancini, Il Fascismo dallo Stato liberale al regime, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Ne discuteranno insieme all’autore: Massimo Rendina, Mariano Gabriele, Annabella Gioia.
Il libro affronta i nodi cruciali della politica fascista negli anni della costruzione del regime. Attraverso l’esame dei documenti d’archivio, dei resoconti giornalistici, della letteratura scientifica sull’argomento e degli studi di storia locale delle diverse regioni d’Italia è stato preso in esame il tentativo fascista di realizzare un rinnovamento nell’organizzazione del potere centrale e locale, valutandone gli effetti e la reale portata rispetto al periodo precedente e rispetto alle tensioni che dividevano la società civile nell’immediato dopoguerra.
Considerando i punti di contatto tra il fascismo e il conservatorismo statunitense di inizio Novecento, è stata inoltre esaminata la politica economica del fascismo, industriale ed agraria, per valutare in quale modo e secondo quale misura il fascismo abbia assecondato o condizionato l’idea di sviluppo di cui si facevano interpreti i maggiori industriali del periodo, in quale modo abbia sostenuto e abbandonato il modello di Stato manchesteriano e quello fordista di organizzazione del lavoro industriale, in quale modo abbia cercato di modellare i processi economici per adattare la modernità alla tradizione e per rafforzare l’organizzazione gerarchica della società civile.
Infine è stato affrontato il tema del consenso, valutando in quali ambienti, su quali basi e in quali maniere esso si è andato articolando, come si è dispiegata la repressione e, sul versante opposto, come si sono andate organizzando le diverse forze dell’antifascismo dopo il discorso del 3 gennaio 1925 e nei primi anni della clandestinità
Ugo Mancini è docente di ruolo di Storia della Filosofia nei licei. Ha collaborato con il “Centro interdipartimentale di Storia delle Trasformazioni del Territorio” dell’Università di Roma “Tor Vergata”, collabora con la cattedra di Storia contemporanea dell’Università di Roma “Tor Vergata” e con la rivista “Giornale di Storia contemporanea”.
Oltre che di saggi su riviste storiche e opere collattanee, è autore dei volumi Lotte contadine e avvento del fascismo nei Castelli Romani, Armando, Roma 2002; 1939-1940. La valigia della seconda guerra mondiale e la crisi del fascismo a Roma e nei Castelli Romani, Armando, Roma 2004. E’ autore inoltre dei 3 volumi del corso di storia per i Licei Il mondo, i fatti, le idee, Emmebi, Firenze 2007.
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 26 novembre 2007
Rubbettino Editore
Andrea Guiso
La colomba e la spada
“Lotta per la pace” e antiamericanismo nella politica del Partito Comunista Italiano (1949-1954)
Rubbettino 2007
Mercoledì 5 dicembre 2007 - ore 18.00
Fondazione Magna Carta
Via dei Lucchesi, 26 - 00187 Roma
Intervengono: Elena Aga-Rossi, Simona Colarizi, Silvio Pons
Modera: Giancarlo Loquenzi
Sarà presente l’Autore
Per partecipare
segreteria@magna-carta.it
Presentazione del volume “Il fascismo dallo Stato liberale al regime”
di Ugo Mancini
Giovedì 29 novembre p.v., a Roma, presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma (via san Francesco di Sales, 5) alle ore 17:30, sarà presentato il volume di Ugo Mancini, Il Fascismo dallo Stato liberale al regime, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Ne discuteranno insieme all’autore: Massimo Rendina, Mariano Gabriele, Annabella Gioia.
Il libro affronta i nodi cruciali della politica fascista negli anni della costruzione del regime. Attraverso l’esame dei documenti d’archivio, dei resoconti giornalistici, della letteratura scientifica sull’argomento e degli studi di storia locale delle diverse regioni d’Italia è stato preso in esame il tentativo fascista di realizzare un rinnovamento nell’organizzazione del potere centrale e locale, valutandone gli effetti e la reale portata rispetto al periodo precedente e rispetto alle tensioni che dividevano la società civile nell’immediato dopoguerra.
Considerando i punti di contatto tra il fascismo e il conservatorismo statunitense di inizio Novecento, è stata inoltre esaminata la politica economica del fascismo, industriale ed agraria, per valutare in quale modo e secondo quale misura il fascismo abbia assecondato o condizionato l’idea di sviluppo di cui si facevano interpreti i maggiori industriali del periodo, in quale modo abbia sostenuto e abbandonato il modello di Stato manchesteriano e quello fordista di organizzazione del lavoro industriale, in quale modo abbia cercato di modellare i processi economici per adattare la modernità alla tradizione e per rafforzare l’organizzazione gerarchica della società civile.
Infine è stato affrontato il tema del consenso, valutando in quali ambienti, su quali basi e in quali maniere esso si è andato articolando, come si è dispiegata la repressione e, sul versante opposto, come si sono andate organizzando le diverse forze dell’antifascismo dopo il discorso del 3 gennaio 1925 e nei primi anni della clandestinità
Ugo Mancini è docente di ruolo di Storia della Filosofia nei licei. Ha collaborato con il “Centro interdipartimentale di Storia delle Trasformazioni del Territorio” dell’Università di Roma “Tor Vergata”, collabora con la cattedra di Storia contemporanea dell’Università di Roma “Tor Vergata” e con la rivista “Giornale di Storia contemporanea”.
Oltre che di saggi su riviste storiche e opere collattanee, è autore dei volumi Lotte contadine e avvento del fascismo nei Castelli Romani, Armando, Roma 2002; 1939-1940. La valigia della seconda guerra mondiale e la crisi del fascismo a Roma e nei Castelli Romani, Armando, Roma 2004. E’ autore inoltre dei 3 volumi del corso di storia per i Licei Il mondo, i fatti, le idee, Emmebi, Firenze 2007.
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 26 novembre 2007
Rubbettino Editore
Andrea Guiso
La colomba e la spada
“Lotta per la pace” e antiamericanismo nella politica del Partito Comunista Italiano (1949-1954)
Rubbettino 2007
Mercoledì 5 dicembre 2007 - ore 18.00
Fondazione Magna Carta
Via dei Lucchesi, 26 - 00187 Roma
Intervengono: Elena Aga-Rossi, Simona Colarizi, Silvio Pons
Modera: Giancarlo Loquenzi
Sarà presente l’Autore
Per partecipare
segreteria@magna-carta.it
21 novembre 2007
Comunicato stampa della Rubbettino editore: Presentazione del volume “La vera verità sulle pensioni”
COMUNICATO STAMPA
Presentazione del volume “La vera verità sulle pensioni”
di Giovanni Palladino
Mercoledì 21 novembre p.v., a Roma, presso la sede della Rubbettino Editore (Lungotevere Raffaello Sanzio, 9) alle ore 18.30, sarà presentato il volume di Giovanni Palladino, La vera verità sulle pensioni, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Ne discuterà insieme all’autore: l’On. Luca Volontè.
Il problema delle pensioni è all’attenzione dell’opinione pubblica da almeno 15 anni, cioè da quando è iniziato il percorso restrittivo di riforma del sistema previdenziale italiano. Ma dopo il varo di ben cinque riforme, il sistema è ancora troppo pesante per le casse dello Stato, pur fornendo prestazioni non adeguate – ossia “leggere”- per la maggioranza dei pensionati. In effetti, il welfare state sta dando poco a tanti e tanto a pochi per una serie di gravi errori di politica economica e sociali commessi tra la fine degli anni 60 e la fine degli anni 80. Domani lo Stato assicuratore darà poco a tutti.
L’Autore spiega con chiarezza come si è arrivati alla crisi del sistema e individua i responsabili di tanta imprevidenza. La “vera verità” è che un grave deficit di cultura in questa delicata materia ha portato il mondo politico e sindacale a “massacrare” la finanza pubblica e a rendere incerto il futuro pensionistico dei giovani. Sono pertanto necessarie ulteriori misure correttive e compensative per evitare che questi paghino domani un prezzo troppo alto per la pessima gestione della previdenza sociale fatta in passato. Fra le misure compensative, secondo l’autore, è fondamentale una coraggiosa politica di incentivi fiscali per favorire lo sviluppo della previdenza privata integrativa. Tale sviluppo dovrà essere accompagnato da una “rivoluzione” culturale, che metta al bando una certa demagogia populista per dare più spazio all’iniziativa e al senso di responsabilità delle persone. Lo Stato assicuratore ha ormai mostrato tutti i suoi limiti, finanziari e culturali.
Giovanni Palladino opera dal 1969 nel mondo finanziario e previdenziale. Ha lavorato con la Banca Nazionale del Lavoro, con la Citibank, con il Gruppo Imi-Fideuram come Direttore dell’Ufficio Studi sino al 1983 e come Amministratore Delegato Studi Finanziari Spa sino al 1990. Dopo aver diretto l’Ufficio Studi e Strategie del Gruppo Fidis-Prime, dal 1994 al 1997 è stato direttore dell’Area Finanza e Diritto d’Impresa della Confindustria. E’ presidente del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, Presidente di Arca Vita International e consigliere di amministrazione di Arca Network Sim e di Merrill Lynch Investment Managers Sgr. E’ autore di Fondi comuni mobiliari (Buffetti Editore, 1983), I fondi pensione verso il 2000 (Il Sole-24 Ore, 1987), Non vivrai di solo Inps (Il Sole-24 Ore, 2000) e Le pensioni domani: si salvi chi può (Rubbettino, 2004). Dal 1994 al 2004 ha curato la rubrica “Numeri & Idee” sull’inserto del lunedì “Corriere Economia” del Corriere della Sera.
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 16 novembre 2007
Rubbettino Editore
Presentazione del volume “La vera verità sulle pensioni”
di Giovanni Palladino
Mercoledì 21 novembre p.v., a Roma, presso la sede della Rubbettino Editore (Lungotevere Raffaello Sanzio, 9) alle ore 18.30, sarà presentato il volume di Giovanni Palladino, La vera verità sulle pensioni, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Ne discuterà insieme all’autore: l’On. Luca Volontè.
Il problema delle pensioni è all’attenzione dell’opinione pubblica da almeno 15 anni, cioè da quando è iniziato il percorso restrittivo di riforma del sistema previdenziale italiano. Ma dopo il varo di ben cinque riforme, il sistema è ancora troppo pesante per le casse dello Stato, pur fornendo prestazioni non adeguate – ossia “leggere”- per la maggioranza dei pensionati. In effetti, il welfare state sta dando poco a tanti e tanto a pochi per una serie di gravi errori di politica economica e sociali commessi tra la fine degli anni 60 e la fine degli anni 80. Domani lo Stato assicuratore darà poco a tutti.
L’Autore spiega con chiarezza come si è arrivati alla crisi del sistema e individua i responsabili di tanta imprevidenza. La “vera verità” è che un grave deficit di cultura in questa delicata materia ha portato il mondo politico e sindacale a “massacrare” la finanza pubblica e a rendere incerto il futuro pensionistico dei giovani. Sono pertanto necessarie ulteriori misure correttive e compensative per evitare che questi paghino domani un prezzo troppo alto per la pessima gestione della previdenza sociale fatta in passato. Fra le misure compensative, secondo l’autore, è fondamentale una coraggiosa politica di incentivi fiscali per favorire lo sviluppo della previdenza privata integrativa. Tale sviluppo dovrà essere accompagnato da una “rivoluzione” culturale, che metta al bando una certa demagogia populista per dare più spazio all’iniziativa e al senso di responsabilità delle persone. Lo Stato assicuratore ha ormai mostrato tutti i suoi limiti, finanziari e culturali.
Giovanni Palladino opera dal 1969 nel mondo finanziario e previdenziale. Ha lavorato con la Banca Nazionale del Lavoro, con la Citibank, con il Gruppo Imi-Fideuram come Direttore dell’Ufficio Studi sino al 1983 e come Amministratore Delegato Studi Finanziari Spa sino al 1990. Dopo aver diretto l’Ufficio Studi e Strategie del Gruppo Fidis-Prime, dal 1994 al 1997 è stato direttore dell’Area Finanza e Diritto d’Impresa della Confindustria. E’ presidente del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, Presidente di Arca Vita International e consigliere di amministrazione di Arca Network Sim e di Merrill Lynch Investment Managers Sgr. E’ autore di Fondi comuni mobiliari (Buffetti Editore, 1983), I fondi pensione verso il 2000 (Il Sole-24 Ore, 1987), Non vivrai di solo Inps (Il Sole-24 Ore, 2000) e Le pensioni domani: si salvi chi può (Rubbettino, 2004). Dal 1994 al 2004 ha curato la rubrica “Numeri & Idee” sull’inserto del lunedì “Corriere Economia” del Corriere della Sera.
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 16 novembre 2007
Rubbettino Editore
14 novembre 2007
Comunicato stampa della Rubbettino Editore: presentazione del volume “L’esprit d’Europe”
COMUNICATO STAMPA
Presentazione del volume “L’esprit d’Europe”
di Paolo Savona
Venerdì 16 novembre p.v., a Roma, presso l’Auditorium di Mecenate (Largo Leopardi) alle ore 19.00, sarà presentato il volume di Paolo Savona, L’esprit d’Europe. Come recuperarlo riformando le istituzioni, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Ne discuteranno insieme all’autore: Francesco Cossiga e Goffredo Bettini.
In occasione del 50° anniversario dei Trattati di Roma l’autore traccia un quadro della situazione di stallo in cui si trova l’unificazione politica europea dopo il rigetto della proposta di costituzione e avanza alcuni suggerimenti di riforma istituzionale per il rilancio dell’economia europea.
La ripresa produttiva e delle prospettive di occupazione è considerata condizione necessaria per riacquistare il consenso perduto degli ideali di riunificazione politica del vecchio continente. L’autore riconosce che la proposta di concentrarsi sul rilancio dell’economia ha tutti i tratti di una concezione materialistica della storia, proprio quella che si voleva tenere fuori dall’Europa; ma sottolinea anche che i padri fondatori dell’Unione , pur ispirandosi ad una concezione illuministica, hanno assegnato agli accordi economici il ruolo di viatico per il raggiungimento dell’unificazione politica, finendo per imprimere un’impronta materialistica alla costruzione europea.
Tra le proposte di riforma l’autore include l’allargamento delle competenze della Banca Centrale Europea ai rapporti di cambio estero dell’euro e una esplicita responsabilizzazione della stessa nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo. Sollecita inoltre l’estensione della concorrenza ai settori agricoli e dei servizi, accompagnata da una maggiore elasticità nell’uso della politica fiscale, al fine di alleggerire il peso del controllo dell’inflazione che grava sulla politica monetaria e di propiziare un miglior funzionamento dell’euro per compensare la diversità degli effetti derivanti da shock esterni dovuti alle caratteristiche non ottimali dell’area.
Paolo Savona è professore ordinario di Politica economica alla LUISS Guido Carli di Roma. Già Ministro dell’Industria nel Governo Ciampi, è stato Segretario generale della programmazione al Ministero del bilancio e Direttore del Dipartimento delle politiche comunitarie a Palazzo Chigi. Ha una vasta esperienza operativa nel settore pubblico e privato ed è autore di numerose pubblicazioni sui problemi geoeconomici, tra le quali ricordiamo sullo stesso tema di questo saggio, il lavoro del 1995 con Carlo Viviani intitolato L’Europa dai piedi di Argilla – Basi empiriche, fondamenti logici e conseguenze economiche dei parametri di Maastricht (libri Scheiweller, Milano 1995)
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 13 novembre 2007
Rubbettino Editore
Presentazione del volume “L’esprit d’Europe”
di Paolo Savona
Venerdì 16 novembre p.v., a Roma, presso l’Auditorium di Mecenate (Largo Leopardi) alle ore 19.00, sarà presentato il volume di Paolo Savona, L’esprit d’Europe. Come recuperarlo riformando le istituzioni, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Ne discuteranno insieme all’autore: Francesco Cossiga e Goffredo Bettini.
In occasione del 50° anniversario dei Trattati di Roma l’autore traccia un quadro della situazione di stallo in cui si trova l’unificazione politica europea dopo il rigetto della proposta di costituzione e avanza alcuni suggerimenti di riforma istituzionale per il rilancio dell’economia europea.
La ripresa produttiva e delle prospettive di occupazione è considerata condizione necessaria per riacquistare il consenso perduto degli ideali di riunificazione politica del vecchio continente. L’autore riconosce che la proposta di concentrarsi sul rilancio dell’economia ha tutti i tratti di una concezione materialistica della storia, proprio quella che si voleva tenere fuori dall’Europa; ma sottolinea anche che i padri fondatori dell’Unione , pur ispirandosi ad una concezione illuministica, hanno assegnato agli accordi economici il ruolo di viatico per il raggiungimento dell’unificazione politica, finendo per imprimere un’impronta materialistica alla costruzione europea.
Tra le proposte di riforma l’autore include l’allargamento delle competenze della Banca Centrale Europea ai rapporti di cambio estero dell’euro e una esplicita responsabilizzazione della stessa nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo. Sollecita inoltre l’estensione della concorrenza ai settori agricoli e dei servizi, accompagnata da una maggiore elasticità nell’uso della politica fiscale, al fine di alleggerire il peso del controllo dell’inflazione che grava sulla politica monetaria e di propiziare un miglior funzionamento dell’euro per compensare la diversità degli effetti derivanti da shock esterni dovuti alle caratteristiche non ottimali dell’area.
Paolo Savona è professore ordinario di Politica economica alla LUISS Guido Carli di Roma. Già Ministro dell’Industria nel Governo Ciampi, è stato Segretario generale della programmazione al Ministero del bilancio e Direttore del Dipartimento delle politiche comunitarie a Palazzo Chigi. Ha una vasta esperienza operativa nel settore pubblico e privato ed è autore di numerose pubblicazioni sui problemi geoeconomici, tra le quali ricordiamo sullo stesso tema di questo saggio, il lavoro del 1995 con Carlo Viviani intitolato L’Europa dai piedi di Argilla – Basi empiriche, fondamenti logici e conseguenze economiche dei parametri di Maastricht (libri Scheiweller, Milano 1995)
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 13 novembre 2007
Rubbettino Editore
12 novembre 2007
Comunicato stampa della Rubbettino Editore: presentazione del volume “Le ragioni della laicità”
COMUNICATO STAMPA
Presentazione del volume “Le ragioni della laicità”
di Vittorio Possenti
Giovedì 15 novembre p.v., a Roma, presso la sede della Rubbettino Editore (Lungotevere Raffaello Sanzio, 9) alle ore 18.00, sarà presentato il volume di Vittorio Possenti, Le ragioni della laicità, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Interverranno insieme all’autore: Luca Diotallevi, Vincenzo Paglia, Valerio Zanone. Modererà: Ignazio Ingrao
Il dibattito sulla laicità è ripreso intensamente.
Invece di restringerlo ad una lotta per la supremazia tra le parti, è meglio comprenderlo come ricerca di una intesa tra pensiero religioso e pensiero secolare sui fondamenti prepolitici della vita civile e del diritto (vedi dialogo tra Habermas e Ratzinger), senza prendere l’imbeccata solo dalle scienze. La laicità ha le sue ragioni, che non sono forse quelle convenzionalmente attribuite ai cattolici, o “viceversa” ai laici.
Oggi la laicità va oltre il nesso religione-politica per investire le questioni bioetiche, la natura umana, la secolarizzazione, la domanda se lo scopo della politica sia solo la libertà.
Questo accade in un’epoca in cui la religione torna nella sfera pubblica, mantenendo desta la sensibilità per le contraddizioni della modernizzazione. La “nuova laicità” può giocare la sua parte nel contrastare l’attacco antiumanistico che si ripresenta nella storia e nella politica.
Vittorio Possenti è professore ordinario di Filosofia politica presso l’Università di Venezia, dove dirige il Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Diritti Umani (CIRDU).
I suoi interessi includono l’ontologia metafisica, la politica, l’etica.
E’ autore di circa 25 volumi e centinaia di saggi, tradotti in una decina di lingue. Fra i suoi scritti più significativi: La buona società. Sulla ricostruzione della filosofia politica, 1983; Filosofia e società, 1983; Le società liberali al bivio. Lineamenti di filosofia della società, 1992; Filosofia e Rivelazione, 2000; Religione e vita civile, 2002; Essere e libertà, 2004; Nichilismo e metafisica. Terza navigazione, 2004; Il principio persona, 2007.
E’ membro del Comitato Nazionale di Bioetica e della Pontificia accademia delle Scienze Sociali
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 12 novembre 2007
Rubbettino Editore
Presentazione del volume “Le ragioni della laicità”
di Vittorio Possenti
Giovedì 15 novembre p.v., a Roma, presso la sede della Rubbettino Editore (Lungotevere Raffaello Sanzio, 9) alle ore 18.00, sarà presentato il volume di Vittorio Possenti, Le ragioni della laicità, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Interverranno insieme all’autore: Luca Diotallevi, Vincenzo Paglia, Valerio Zanone. Modererà: Ignazio Ingrao
Il dibattito sulla laicità è ripreso intensamente.
Invece di restringerlo ad una lotta per la supremazia tra le parti, è meglio comprenderlo come ricerca di una intesa tra pensiero religioso e pensiero secolare sui fondamenti prepolitici della vita civile e del diritto (vedi dialogo tra Habermas e Ratzinger), senza prendere l’imbeccata solo dalle scienze. La laicità ha le sue ragioni, che non sono forse quelle convenzionalmente attribuite ai cattolici, o “viceversa” ai laici.
Oggi la laicità va oltre il nesso religione-politica per investire le questioni bioetiche, la natura umana, la secolarizzazione, la domanda se lo scopo della politica sia solo la libertà.
Questo accade in un’epoca in cui la religione torna nella sfera pubblica, mantenendo desta la sensibilità per le contraddizioni della modernizzazione. La “nuova laicità” può giocare la sua parte nel contrastare l’attacco antiumanistico che si ripresenta nella storia e nella politica.
Vittorio Possenti è professore ordinario di Filosofia politica presso l’Università di Venezia, dove dirige il Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Diritti Umani (CIRDU).
I suoi interessi includono l’ontologia metafisica, la politica, l’etica.
E’ autore di circa 25 volumi e centinaia di saggi, tradotti in una decina di lingue. Fra i suoi scritti più significativi: La buona società. Sulla ricostruzione della filosofia politica, 1983; Filosofia e società, 1983; Le società liberali al bivio. Lineamenti di filosofia della società, 1992; Filosofia e Rivelazione, 2000; Religione e vita civile, 2002; Essere e libertà, 2004; Nichilismo e metafisica. Terza navigazione, 2004; Il principio persona, 2007.
E’ membro del Comitato Nazionale di Bioetica e della Pontificia accademia delle Scienze Sociali
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 12 novembre 2007
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21 settembre 2007
Comunicato stampa della Rubbettino Editore: presentazione di “Storia del Montenegro”
COMUNICATO STAMPA
Presentazione del volume “Storia del Montenegro”
di Antun Sbutega
Martedì 25 settembre p.v., a Roma, nella Sala della Pace (Palazzo Valentini, via IV novembre, 119), alle ore 17.30, sarà presentato il volume di Antun Sbutega, Storia del Montenegro. Dalle origini ai giorni nostri, curato da Maurizio Serio, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Interverranno insieme all’autore: Roberto Valle, Edoardo Del Vecchio, Gianluca Gavino, Claudio Bocci. Modererà Angela Di Maria.
Si tratta della prima organica ricostruzione della storia di questa repubblica balcanica, tanto piccola quanto forse poco conosciuta, con una storia molto turbolenta, con grandi complessità interne e una ricorrente alternanza di dominazioni straniere. Proprio la sua posizione strategica sul Mar Adriatico l’ha resa da sempre obiettivo appetibile delle Grandi Potenze internazionali, così come di quelle regionali. Il Montenegro è uno spazio multietnico e multiculturale dove si incontrano tre grandi civiltà del mediterraneo: cattolica occidentale, ortodossa bizantina e musulmana orientale. Tra tutti gli Stati balcanici, è però quello che ha attirato meno attenzione nel sanguinoso processo di disintegrazione della Federazione jugoslava.
Oggi, per la quinta volta nella loro storia plurisecolare, i montenegrini, salutano la costituzione di uno Stato indipendente. Il referendum del 2006 ha inaugurato infatti una nuova tappa nel destino politico di questo Paese. La conquista di un posto stabile in Europa potrebbe costituire l’esito, meritato e felice, dell’ultima battaglia di questo popolo di guerrieri: la sfida per conservare la propria identità, pur nell’apertura necessaria verso il mondo globalizzato.
La penna di Sbutega amalgama sapientemente la Storia e le storie, conciliando un’ottica di lunga durata con la narrazione di avvenimenti di cronaca, spesso ben più indicativi delle asettiche versioni ufficiali. In particolare, l’orizzonte della produzione e della riproduzione culturale, in tutte le sue forme, occupa un posto rilevante in ogni capitolo del volume. Allo stesso modo, per ogni secolo viene tracciato un quadro dettagliato sia dei suoi protagonisti sia delle grandi tendenze politiche e socioeconomiche che lo animano. La conclusione è un esame ragionato delle fonti storiche, accompagnato da una riflessione gravida di secoli sul ruolo del popolo montenegrino, atto imprescindibile e quasi dovuto per una grande nazione che aspiri a presentarsi come Stato sovrano nell’epoca della globalizzazione.
Autun Sbutega ha insegnato all’Università del Montenegro, intervenendo con numerosi articoli e saggi su questioni economiche e storiche e partecipando a diverse conferenze sugli aspetti geostrategici e storici dei Balcani. Collabora attivamente con università e associazioni culturali, cercando di contribuire alla democratizzazione e allo sviluppo del Montenegro e al consolidamento dei suoi legami con l’Europa e l’Italia. E’ stato membro del Consiglio del Movimento per l’indipendenza del Montenegro ed è membro del Consiglio scientifico del progetto “Archeosites”.
Dall’ottobre 1991 risiede a Roma, dove ha lavorato per la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli della Santa Sede e collabora con la cattedra di Storia dell’Europa Orientale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza”. Nel 2007 è stato nominato ambasciatore della repubblica del Montenegro presso la Santa sede.
La manifestazione si concluderà con la Mostra Fotografica:
“Montenegro luogo di incontro di religioni e culture” di Stevan Kordić.
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 21 settembre 2007
Rubbettino Editore
Presentazione del volume “Storia del Montenegro”
di Antun Sbutega
Martedì 25 settembre p.v., a Roma, nella Sala della Pace (Palazzo Valentini, via IV novembre, 119), alle ore 17.30, sarà presentato il volume di Antun Sbutega, Storia del Montenegro. Dalle origini ai giorni nostri, curato da Maurizio Serio, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Interverranno insieme all’autore: Roberto Valle, Edoardo Del Vecchio, Gianluca Gavino, Claudio Bocci. Modererà Angela Di Maria.
Si tratta della prima organica ricostruzione della storia di questa repubblica balcanica, tanto piccola quanto forse poco conosciuta, con una storia molto turbolenta, con grandi complessità interne e una ricorrente alternanza di dominazioni straniere. Proprio la sua posizione strategica sul Mar Adriatico l’ha resa da sempre obiettivo appetibile delle Grandi Potenze internazionali, così come di quelle regionali. Il Montenegro è uno spazio multietnico e multiculturale dove si incontrano tre grandi civiltà del mediterraneo: cattolica occidentale, ortodossa bizantina e musulmana orientale. Tra tutti gli Stati balcanici, è però quello che ha attirato meno attenzione nel sanguinoso processo di disintegrazione della Federazione jugoslava.
Oggi, per la quinta volta nella loro storia plurisecolare, i montenegrini, salutano la costituzione di uno Stato indipendente. Il referendum del 2006 ha inaugurato infatti una nuova tappa nel destino politico di questo Paese. La conquista di un posto stabile in Europa potrebbe costituire l’esito, meritato e felice, dell’ultima battaglia di questo popolo di guerrieri: la sfida per conservare la propria identità, pur nell’apertura necessaria verso il mondo globalizzato.
La penna di Sbutega amalgama sapientemente la Storia e le storie, conciliando un’ottica di lunga durata con la narrazione di avvenimenti di cronaca, spesso ben più indicativi delle asettiche versioni ufficiali. In particolare, l’orizzonte della produzione e della riproduzione culturale, in tutte le sue forme, occupa un posto rilevante in ogni capitolo del volume. Allo stesso modo, per ogni secolo viene tracciato un quadro dettagliato sia dei suoi protagonisti sia delle grandi tendenze politiche e socioeconomiche che lo animano. La conclusione è un esame ragionato delle fonti storiche, accompagnato da una riflessione gravida di secoli sul ruolo del popolo montenegrino, atto imprescindibile e quasi dovuto per una grande nazione che aspiri a presentarsi come Stato sovrano nell’epoca della globalizzazione.
Autun Sbutega ha insegnato all’Università del Montenegro, intervenendo con numerosi articoli e saggi su questioni economiche e storiche e partecipando a diverse conferenze sugli aspetti geostrategici e storici dei Balcani. Collabora attivamente con università e associazioni culturali, cercando di contribuire alla democratizzazione e allo sviluppo del Montenegro e al consolidamento dei suoi legami con l’Europa e l’Italia. E’ stato membro del Consiglio del Movimento per l’indipendenza del Montenegro ed è membro del Consiglio scientifico del progetto “Archeosites”.
Dall’ottobre 1991 risiede a Roma, dove ha lavorato per la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli della Santa Sede e collabora con la cattedra di Storia dell’Europa Orientale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza”. Nel 2007 è stato nominato ambasciatore della repubblica del Montenegro presso la Santa sede.
La manifestazione si concluderà con la Mostra Fotografica:
“Montenegro luogo di incontro di religioni e culture” di Stevan Kordić.
Per maggiori informazioni Vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 21 settembre 2007
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14 settembre 2007
Comunicato stampa della Rubbettino Editore: presentazione del libro di Ranieri Tallarigo
COMUNICATO STAMPA
Presentazione del volume di Ranieri Tallarigo
“L’ITALIA ALL’ONU 1993-1999- GLI ANNI CON PAOLO FULCI:
QUANDO LA DIPLOMAZIA FA GIOCO DI SQUADRA”
Rubbettino 2007
Martedi 18 Settembre, a Roma, presso l’Istituto Diplomatico “Mario Toscano” del Ministero degli Affari Esteri, alle ore 17.00, sarà presentato il volume “L’Italia all’Onu 1993-1999 – Gli anni con Paolo Fulci: quando la diplomazia fa gioco di squadra” di Ranieri Tallarigo, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Interverranno:
Massimo D’Alema, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Lamberto Dini, Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, Antonio Martino, Presidente del Gruppo Italiano dell’Unione Interparlamentare, l’Amb. Luigi Vittorio Ferraris.
Modera
Franco Venturini
Il volume
Esiste la diplomazia multilaterale come scienza esatta? Sembrerebbe poco proponibile! Si è tentanto di avvicinarsi ad un qualche schema, modello, che possa fare da guida e che determini con grande chiarezza l’obiettivo da perseguire, che identifichi alleati e infonda carica, fiducia ed entusiasmo alla squadra. Occorre mettere assieme anche altre doti umane, e poi... quello che si chiamava una volta amor di patria.
Vediamo, in questo volume, cosa ne pensano gli autori di quindici interventi che testimoniano la realtà, chiamiamola burocratica, della diplomazia italiana all’ONU sotto la guida di Francesco Paolo Fulci dal 1993 al 1999.
Ranieri Tallarigo, nato a Trieste, 13 dicembre 1932. Università di Roma (laurea in Giurisprudenza). Entrato in diplomazia nel 1958. In servizio (all’estero) a Lione, Parigi, Ottawa, Il Cairo, alla Rappresentanza d’Italia presso l’ONU a New York, a Washington, di nuovo a Parigi alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’OCSE (Presidente del Comitato di coordinamento per il controllo delle esportazioni sensibili ai Paesi dell’Est). Ambasciatore a L’Aja. Ha terminato il servizio il 1 gennaio 2000.
Francesco Paolo Fulci, nato a Messina, 19 marzo 1931. Università di Messina (laurea in Giurisprudenza). Entrato in diplomazia nel 1956. In servizio (all’estero) a New York, Mosca, Parigi, Tokio. Capo di Gabinetto del Presidente del Senato, Fanfani. Ambasciatore ad Ottawa, Capo della Rappresentanza d’Italia presso il Consiglio Atlantico a Bruxelles. Fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’incarico di Segretario Generale del Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza (CESIS). Capo Rappresentanza d’Italia presso l’ONU a New York dal 1993 al 1999 (confermatovi per due anni, dopo la messa a riposo per limiti d’età). Attualmente, è Vice Presidente della “Ferrero International
Per maggiori informazioni o per ricevere il libro per recensione vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
Soveria Mannelli, lì 14 settembre 2007
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Presentazione del volume di Ranieri Tallarigo
“L’ITALIA ALL’ONU 1993-1999- GLI ANNI CON PAOLO FULCI:
QUANDO LA DIPLOMAZIA FA GIOCO DI SQUADRA”
Rubbettino 2007
Martedi 18 Settembre, a Roma, presso l’Istituto Diplomatico “Mario Toscano” del Ministero degli Affari Esteri, alle ore 17.00, sarà presentato il volume “L’Italia all’Onu 1993-1999 – Gli anni con Paolo Fulci: quando la diplomazia fa gioco di squadra” di Ranieri Tallarigo, edito dalla casa editrice Rubbettino.
Interverranno:
Massimo D’Alema, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Lamberto Dini, Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, Antonio Martino, Presidente del Gruppo Italiano dell’Unione Interparlamentare, l’Amb. Luigi Vittorio Ferraris.
Modera
Franco Venturini
Il volume
Esiste la diplomazia multilaterale come scienza esatta? Sembrerebbe poco proponibile! Si è tentanto di avvicinarsi ad un qualche schema, modello, che possa fare da guida e che determini con grande chiarezza l’obiettivo da perseguire, che identifichi alleati e infonda carica, fiducia ed entusiasmo alla squadra. Occorre mettere assieme anche altre doti umane, e poi... quello che si chiamava una volta amor di patria.
Vediamo, in questo volume, cosa ne pensano gli autori di quindici interventi che testimoniano la realtà, chiamiamola burocratica, della diplomazia italiana all’ONU sotto la guida di Francesco Paolo Fulci dal 1993 al 1999.
Ranieri Tallarigo, nato a Trieste, 13 dicembre 1932. Università di Roma (laurea in Giurisprudenza). Entrato in diplomazia nel 1958. In servizio (all’estero) a Lione, Parigi, Ottawa, Il Cairo, alla Rappresentanza d’Italia presso l’ONU a New York, a Washington, di nuovo a Parigi alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’OCSE (Presidente del Comitato di coordinamento per il controllo delle esportazioni sensibili ai Paesi dell’Est). Ambasciatore a L’Aja. Ha terminato il servizio il 1 gennaio 2000.
Francesco Paolo Fulci, nato a Messina, 19 marzo 1931. Università di Messina (laurea in Giurisprudenza). Entrato in diplomazia nel 1956. In servizio (all’estero) a New York, Mosca, Parigi, Tokio. Capo di Gabinetto del Presidente del Senato, Fanfani. Ambasciatore ad Ottawa, Capo della Rappresentanza d’Italia presso il Consiglio Atlantico a Bruxelles. Fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’incarico di Segretario Generale del Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza (CESIS). Capo Rappresentanza d’Italia presso l’ONU a New York dal 1993 al 1999 (confermatovi per due anni, dopo la messa a riposo per limiti d’età). Attualmente, è Vice Presidente della “Ferrero International
Per maggiori informazioni o per ricevere il libro per recensione vi preghiamo di contattare lo scrivente Ufficio Stampa (0968 6664210).
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8 settembre 2007
Politica e religione tra Europa e Stati Uniti dopo l’11 settembre: un bilancio (Rubbettino Editore)
Politica e religione tra Europa e Stati Uniti dopo l’11 settembre: un bilancio
MARTEDI 11 SETTEMBRE – ORE 18:30
ROMA – CAMERA DEI DEPUTATI – Sala del Cenacolo – Vicolo Valdina.
Introduce:
Luca Volontè
Intervengono:
Robert Royal
Dario Antiseri
Rocco Buttiglione
Luigi Vittorio Ferraris
Modera:
Ignazio Ingrao
I clamorosi attentati dell'11 settembre sono stati davvero il più grande spettacolo del mondo? Cos’è cambiato dopo la strage di New York? Si è ripetuto infinite volte che l’11 settembre ha cambiato tutto, che nulla sarebbe stato come prima. Per discutere su questo tema, in occasione dell’anniversario della strage, la Fondazione Novae Terrae e la Fondazione Rubbettino, organizzano un incontro, alla presenza di Robert Royal, autore per la Rubbettino dal libro “The god that did not fail” di imminente pubblicazione. Dell’argomento, inseme a quest’ultimo, ne discuteranno esponenti del mondo politico, Luca Volontè, Rocco Buttiglione, Luigi Vittorio Ferraris e Dario Antiseri.
Robert Royal, storico e saggista cattolico statunitense, è presidente dell’istituto Fede e Ragione di Washington scrive su molti giornali tra cui il Washington Post, la rivista Communio, il National Review.E’ autore di numerosi libri di successo su aspetti etici e culturali, in particolare nel rapporto tra religione e politica. Molti tra i suoi articoli e libri sono stati tradotti in Francia, Spagna e Italia.
Tra le sue ultime pubblicazioni: The God that did not fail. How Religion built and sustains the West, Encounter Books 2006, traduzione italiana di prossima uscita per i tipi della Rubbettino Editore. Storia delle Guardie Svizzere, Ancora editore, 2006; Le storie di Narnia. Guida al film «Il leone, la strega e l'armadio», Ancora editore, 2005; I martiri del XX secolo. Il volto dimenticato della storia del mondo, Ancoraeditore, 2002.
Per ulterio informazioni Vi preghiamo di voler contattare lo scrivente ufficio stampa.
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MARTEDI 11 SETTEMBRE – ORE 18:30
ROMA – CAMERA DEI DEPUTATI – Sala del Cenacolo – Vicolo Valdina.
Introduce:
Luca Volontè
Intervengono:
Robert Royal
Dario Antiseri
Rocco Buttiglione
Luigi Vittorio Ferraris
Modera:
Ignazio Ingrao
I clamorosi attentati dell'11 settembre sono stati davvero il più grande spettacolo del mondo? Cos’è cambiato dopo la strage di New York? Si è ripetuto infinite volte che l’11 settembre ha cambiato tutto, che nulla sarebbe stato come prima. Per discutere su questo tema, in occasione dell’anniversario della strage, la Fondazione Novae Terrae e la Fondazione Rubbettino, organizzano un incontro, alla presenza di Robert Royal, autore per la Rubbettino dal libro “The god that did not fail” di imminente pubblicazione. Dell’argomento, inseme a quest’ultimo, ne discuteranno esponenti del mondo politico, Luca Volontè, Rocco Buttiglione, Luigi Vittorio Ferraris e Dario Antiseri.
Robert Royal, storico e saggista cattolico statunitense, è presidente dell’istituto Fede e Ragione di Washington scrive su molti giornali tra cui il Washington Post, la rivista Communio, il National Review.E’ autore di numerosi libri di successo su aspetti etici e culturali, in particolare nel rapporto tra religione e politica. Molti tra i suoi articoli e libri sono stati tradotti in Francia, Spagna e Italia.
Tra le sue ultime pubblicazioni: The God that did not fail. How Religion built and sustains the West, Encounter Books 2006, traduzione italiana di prossima uscita per i tipi della Rubbettino Editore. Storia delle Guardie Svizzere, Ancora editore, 2006; Le storie di Narnia. Guida al film «Il leone, la strega e l'armadio», Ancora editore, 2005; I martiri del XX secolo. Il volto dimenticato della storia del mondo, Ancoraeditore, 2002.
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24 luglio 2007
"Inquietudini e meditazioni" di Miguel de Unamuno (Rubbettino Editore)

Vedi anche:
I LIBRI DELLA CASA EDITRICE RUBBETTINO
Documento vaticano sulla salvezza: la parola a Mons. Farrell
SVOLTA STORICA: IL CAPO DELLA CHIESA PATRIOTTICA CINESE: ASPETTO IL PAPA A PECHINO
Padre Lombardi commenta l'incontro con i sacerdoti ad Auronzo (1)
Padre Lombardi commenta l'incontro con i sacerdoti ad Auronzo (2)
Padre Lombardi commenta l'incontro con i sacerdoti ad Auronzo (3)
Messa tridentina, Card. Castrillón Hoyos: ecco la verita' sul motu proprio Summorum pontificum
Stefano Maria Paci anticipa i contenuti dell'incontro del Papa con i sacerdoti
CINA: PAPA, NON POSSO PARLARE
La lettera del Papa alla Chiesa cinese commentata dai Vescovi della Cina
Il Papa e' arrivato ad Auronzo accolto da tremila fedeli festanti. Al termine Padre Lombardi riferira' sull'incontro con il clero
Oggi "question time" ad Auronzo con i sacerdoti di Belluno e Treviso
Il Papa in Cadore: cronaca della quindicesima giornata
Lettera del Papa alla Cina: il Vaticano attende la mossa di Pechino
Lettera del Papa alla Cina: intervista a Raphaela Schmid
SPECIALE: LA LETTERA DEL PAPA ALLA CHIESA CINESE
IL BLOG "LETTERA DI PAPA RATZINGER ALLA CINA"
Il direttore di Avvenire risponde ad Enzo Bianchi: non e' un anticonformista :-)
SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"
Il messaggio del Papa ai giovani della GMG 2008
Lettera del Papa alla Cina: l'opinione di Introvigne e Magister
IL PAPA IN CADORE: LO SPECIALE DEL BLOG
Con grande piacere pubblichiamo il seguente comunicato stampa della Casa Editrice Rubbettino:
COMUNICATO STAMPA
Venerdì 27 luglio, nell’ambito del Festival di Villa Fogliano, Latina, alle ore 19.15, (Via Marchiafiava, 75) sarà presentato il volume “Inquietudini e meditazioni” di Miguel de Unamuno, a cura di Elena Cellini e con la prefazione di Armando Savignano, un titolo che segna il debutto, per i tipi di Rubbettino, della Compagnia de Galantomeni, una collana di Filosofia della Religione diretta da Mauro Cascio con Massimo Iiritano.
Intrverranno: Mauro Cascio, Diana A. Harja e Nazareno Ranaldi.
Dai saggi unamuniani qui tradotti e presentati per la prima volta in Italia, emerge chiaramente lo stile inconfondibile e la personalità egocentrica di un uomo che, come osservò Ortega, «prendeva la parola definitivamente». Esprimendosi nella forma paradossale, ritenuta il «linguaggio tipico della passione», oltre che affermazione della volontà di creazione disperata, Unamuno assurge a pensatore tra-gico, non diversamente da Kierkegaard, che la considerava il pathosdella vita spirituale. Ma, a differenza di questi, il paradosso in Unamuno non implica alcun trascendimento dei limiti della ragione onde operare il salto nella fede, perché vive della tensione agonica sulla base dell’illusione rappresentata dalla poesia e dalla religione, come emerge in modo esemplare nella sua novella più originale, Sant’Emanuele Buono, mar-tire(1933), compendio della sua filosofia della religione. Così, «un artificio retorico diventa un processo epistemologico di un’ontologia esi-stenziale». La logica del paradosso, che si alimenta di trasgressione, non ricerca né la neutralità e tanto meno l’ambiguità, perseguendo invece l’ambivalenza creatrice, cioè «tutto tranne che sacrificare l’uno all’altro». Sebbene ammetta di essere «sovente oscuro e paradossale», tuttavia resta contrario ad ogni dogmatismo. Più che istruire, Unamuno intende suggerire ed essere come lievito e fermento, persuaso che «nella speculazione filosofica è segno di improntitudine chiedere soluzioni precostituite». La religione della vita è l’agonismo; più che cimentarsi, come chiedono a gran voce i suoi critici, in un’opera sistematica, Unamuno contrappone, col consueto gusto del paradosso, «la santa libertà, persino di contraddirsi». Il Dio di Unamuno è un Dio che parla al cuore, la sua è una cristologia poetica che non rientra nella tradizionale teologia religiosa o filosofica. Al contrario del razionalismo teologico tomista, l'esistenza di Dio non è provabile con una prova razionale a posteriori, tanto meno aprioristica. La prova dell'esistenza di Dio è data dalla nostra istintiva volontà di sopravvivenza, dall'incapacità di rassegnarsi di fronte alla morte, dal desiderio di immortalità. Credere è creare ciò che vogliamo: «la fede crea, in una certa maniera, il suo soggetto. E la fede in Dio consiste nel creare Dio; come è Dio che ci dà la fede in Lui, così è Dio stesso che si sta creando di continuo in noi». Il sentimento tragico, la lotta, arriva fino a Dio stesso: Dio stesso soffre, ma “soffre in me e io soffro in Lui”, questa è l'angoscia religiosa. È la sofferenza, l'angoscia della morte, la passione per la vita la caratteristica tipica della vita del singolo.
Miguel de Unamuno (1864-1936) è una delle figure più rappresentative del Novecento europeo e soprattutto della Generazione del ’98 spagnola. Fu narratore, filosofo, poeta e drammaturgo. Oggetto della sua filosofia è l’uomo in quanto persona, nella sua complessità, il cui agire ed essere nella vita non ha significato se non considerandone il fine e il destino. Il suo pensiero nasce così dal contrasto tra le istanze della ragione e quelle della vita, in una visione di tragica lotta, senza tregua e senza pace. Il suo modello fu la figura di Don Chisciotte, cui dedicò il famoso Vita di Don Chisciotte e Sancho (Mondadori). L’ideale di Cervantes fu inteso come suprema incarnazione dell’idealismo umano, che persegue una meta, ricercata ed amata non come termine di possesso, ma come miraggio. Ma al centro del suo pensiero c’è sicuramente il problema religioso, di cui parlò in testi celebri come Del sentimento tragico della vita (Piemme) ed Agonia del Cristianesimo (Piemme) oltre che nel romanzo Nebbia (Fazi); svuotando il cristianesimo di ogni struttura dogmatica e accanendosi contro la casta sacerdotale, monopolizzatrice della rivelazione e mortificatrice del genuino spirito religioso In Inquietudini e Meditazioni, una raccolta di saggi proposti qui in prima edizione italiana, Miguel de Unamuno ha una sola voce, la voce angosciata e preoccupata di quei consapevoli mortali che gridano contro la temporalità, la finitezza e la storicità della vita umana, L’inappagabile desiderio di conoscenza, l’interminabile sviluppo della personalità, il continuo domandarsi ‘perché’, che rappresentano il fil rouge del suo Inquietudini e meditazioni, possono portare a pericolose crisi di coscienza, tali da mettere a repentaglio non solo l’equilibrio personale, ma anche quello sociale. Per limitare i danni di un’inevitabile destabilizzazione, Unamuno cerca appoggio nella volontà, nella forza spirituale e nell’azione. Don Miguel, come un novello Don Chisciotte, affronta la derisione e le umiliazioni che vengono da quanti lo trasformano in un solitario, incompreso, pazzo eroe, condizioni essenziali per consentire al vero eroe di lottare solo contro tutti, per dimostrare che la pazzia, convertita in normalità collettiva, porta all’evoluzione dell’essere in rapporto a sé e agli altri.
Armando Savignano insegna Filosofia Morale all’Università di Trieste. Profondo conoscitore del pensiero spagnolo ha scritto numerosi studi monografici dedicati a Maria Zamprano, Ortega e Unamuno e al pensiero religioso moderno. Tra le sue opere ricordiamo: «Il Cristo di Unamuno» (Queriniana, 1990), «Radici del Pensiero Spagnolo del Novecento» (La Città del Sole, 1995), «Introduzione a Ortega y Gasset» (Laterza, 1995), «Preghiera e poesia. L’esperienza religiosa in Henri Bremond» (EMP, 2000), «Introduzione a Unamuno» (Laterza, 2001), «Maria Zambrano» (Marietti, 2004).
LA COLLANA
Al centro della trama de «Le donne curiose» di Carlo Goldoni, la commedia rappresentata per la prima volta al Teatro Sant'Angelo nel corso del carnevale del 1753, è un’associazione, una Compagnia de Galantomeni, fondata da un gruppo di amici e guidata da una ben nota maschera veneziana: Pantalone de’ Bisognosi. In tale associazione è vietato l’ingresso alle donne e questo divieto induce una famelica curiosità nell'animo delle compagne dei suoi componenti. Dietro ai sospetti femminili che giustificano tale curiosità, tuttavia, si nascondono tutti i luoghi comuni più classici di propaganda antimassonica. Sicuramente, sospettano a turno le protagoniste, all'interno di “quel maledetto ridotto” si faranno “stregonerie”, si riceveranno donne in segreto, si praticheranno attività illecite, innominabili alla luce del giorno. O forse, secondo ipotesi più legate alla temperie dell'epoca, si produrrà il lapis philosophorum (cioè la pietra filosofale) o magari si preparerà “l'oro disputabile". Che per bocca delle donne vengano formulate accuse di ben altra origine diviene particolarmente chiaro quando attraverso la voce della serva Rosaura giungono parole che riecheggiano assai da vicino la bolla con cui Clemente XII condannò la Massoneria: «Se non vogliono che si veda, vi sarà qualcosa di brutto». Goldoni ci presenta la Compagnia de Galantomeni come un gruppo di uomini riuniti in una camera, amici della civiltà, della cultura e del conversare. Tanto lontana dalla cultura del sospetto del senso comune l'amore per la ricerca di una Verità che non si crede data in senso assoluto ad una storia e ad una geografia, ma sempre da indagare e cercare, con il dialogo ed il confronto. Sarà soltanto l’iniziativa di Brighella, servitore di Pantalone, ad introdurre finalmente le donne nel luogo di riunione e fugare ogni possibile dubbio sull’onestà di intenti dei protagonisti.
I DIRETTORI DELLA COLLANA
MAURO CASCIO è giornalista e scrittore. Laureato in Filosofia, ha seguito i corsi di specializzazione in Teoria e Tecnica della Conoscenza all'Università La Sapienza di Roma. Suoi ambiti di interesse sono la Fenomenologia del sacro e delle religioni e la tradizione ebraica. Instancabile operatore culturale, ha organizzato incontri con Marcello Veneziani, Gianfranco De Turris, Giano Accame, Giacomo Marramao ed ha presentato i suoi lavori a Catania, Roma, Pisa, Altopascio, Firenze, Perugia, Bologna con, tra gli altri, Giuseppe Giarrizzo, Sergio Moravia, e Mario Pirovano. Già curatore di autori quali Francis Warrain, René de Cleré e George Le Clement de Saint-Marq, fondatore e direttore dell’Antologia di Studi Luz, cofondatore e direttore del Trimestrale "Diritto e Libertà" (un periodico a carattere monografico di chiara impostazione liberale in cui sono stati coinvolti Magdi Allam, Sergio Romano, Piero Ostellino, Adriano Sofri, Michael J. Fox, Christofer Reeve, Rita Levi Moltalcini), Cascio è anche autore dei saggi Ut unum sint. L’Uno e il Molteplice (Bastogi, Foggia 2004), Storia (Apologetica) della Massoneria con la prefazione di Gianni De Michelis (Bastogi, Foggia 2005), di Grandezze e miserie del pensiero liberal, con la nota introduttiva di Licio Gelli (Bastogi, Foggia 2006) e di L’Autocoscienza (Bastogi, Foggia 2007).
MASSIMO IIRITANO, docente di Antropologia delle Religioni all'Università di Perugia, è stato allievo di Sergio Quinzio, il cui insegnamento si è rivelato decisivo nella sua formazione filosofica. Attualmente collabora con l'Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli quale curatore dell'Archivio Sergio Quinzio istituito nel 2000 su iniziativa di Anna Giannatiempo Quinzio e del rettore Francesco De Sanctis. Ha svolto attività didattica e di ricerca presso diverse università italiane e straniere, a Siena, Arezzo, Bologna, Venezia, Erlangen, Oxford, Cardiff. Suoi contributi sono apparsi in numerose riviste nazionali ed internazionali. Ha esordito curando Agli ebrei di Gioacchino Da Fiore (Soveria Mannelli 1998); ha scritto poi Disperazione e fede in Sören Kierkegaard. Una "Lotta di confine" (Soneria Mannelli 1999), Sergio Quinzio. Profezie di un'esistenza (Soveria Mannelli 2000), Kairos (Soveria Mannelli 2001), dopo aver curato di Sergio Quinzio e Bruno Forte Solitudine dell'uomo, solitudine di Dio (Brescia 2003), ha pubblicato Utopia del tramonto. Identità e crisi della coscienza europea (Roma 2004), con la prefazione di Massimo Cacciari, Il messia povero. Nichilismo e Salvezza in Sergio Quinzio (Soveria Mannelli 2004), Teologia dell'ora nona. Il pensiero di Sergio Quinzio tra fede e filosofia (Troina 2006), Picture Thinking, Estetica e filosofia della religione nei primi scritti di R.G. Collingwood (Roma 2006)
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