24 luglio 2007

Il Papa in Cadore: cronaca della quindicesima giornata


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IL PAPA IN CADORE: LO SPECIALE DEL BLOG

In passeggiata pregando sul ponte del lago

Un cordiale incontro con podisti in allenamento e famiglie in mountain bike

FRANCESCO DAL MAS

DOMEGGE. Il papa sconfina a Domegge, recitando il rosario - lui, con gli occhiali da sole, padre Georg, il segretario, e l’assistente di camera, Angelo Gugel - sul ponte che attraversa il lago di Centro Cadore. Arriva alla chiesa della Madonna della Salute e bacia l’ingresso. E’ accaduto ieri sera, tra le 18 e le 19, durante la tradizionale passeggiata.
Molti lo attendevano da tutt’altra parte, alle chiese con tesori di Vigo e Laggio, perfino sull’altopiano di Razzo, o, addirittura al rifugio Padova. Benedetto XVI, invece, ha camminato lungo la strada che costeggia il lago del Centro Cadore. Gli uomini della sicurezza hanno bloccato il nastro d’asfalto per circa un chilometro, finché Ratzinger ha raggiunto il ponte e la chiesa, per poi risalire in macchina e fiondarsi verso Lorenzago, attraversando Domegge, Lozzo, Pelos.
E trovando la folla dei tempi di Wojtyla a Lorenzago, dove il corteo ha attraversato il centro a passo d’uomo, per cui il papa ha potuto accarezzare e benedire numerosi bambini.
«E’ la Provvidenza divina che ci fa incontrare». Così Benedetto XVI con un podista, che lo ha incrociato vicino al ponte. Marcello Da Deppo, insieme a Vito Zanvettor, di Domegge, compiono ogni sera quel percorso a piedi. Mai avrebbero immaginato di trovarsi davanti il papa. Che stava recitando il rosario, insieme agli accompagnatori.
Gli uomini della sicurezza cercano d’evitare il contatto, ma è il papa stesso ad invitare Marcello ad avvicinarsi. «E’ il Signore che mi porta qui». Fa lui. E il papa conferma: «E’ la Provvidenza».
Sorride e riprende la preghiera. Un nuovo stile di relazionarsi a Dio e agli uomini. Ad un altro villeggiante sardo che precedentemente gli aveva domandato «quando viene in Sardegna?», Ratzinger ha risposto «E chi lo sa?».
La famiglia Colferai - padre, madre, due bambini piccoli - di Vallesella, sta tranquillamente pedalando in mountain bike. Vedono il papa, si fermano. «Non volevamo disturbare, perché stava pregando. Ma proprio lui vuole salutarci». E ricevono in dono la corona del rosario. Paolo e Marilena corrono anche loro. «Pregava a testa bassa e non ce la siamo sentita di disturbarlo», vanno fieri della loro rinuncia.
Il papa è apparso, a tutti, «particolarmente riposato». E pronto di battuta. «Questi fotografi», sorride, quando se li trova quasi davanti, alla Chiesa della Madonna della salute. Pochi istanti prima si era tolto gli occhiali neri, che aveva portato per ripararsi dal sole. Per tutta la giornata Ratzinger aveva lavorato nella sua casa di Mirabello.
In paese lo aspettava un pullman di giovani tedeschi. Lo hanno applaudito all’uscita per la passeggiata. Ma per motivi di sicurezza l’auto non si è fermata.
A papa Ratzinger il Cadore e i suoi paesi in questi giorni sono piaciuti molto. «Ah Vigo, quel bel paese». Così il papa con i coristi dell’Oltrepiave, provenienti per la maggior parte da Vigo. E’ l’unico paese che Ratzinger vede dalle terrazze di casa, dal castello di Mirabello.
Giulio Tremonti è ripartito ieri mattina, con la scorta, dopo la domenica dell’Angelus. Ritornerà per ferragosto. E non è escluso che si porti appresso, per l’occasione, anche il senatore Bossi.
Da un Bossi all’altro: padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime liberato, si è detto felice di poter accogliere l’invito di monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, ad essere presente all’Agorà di Loreto l’1 e il 2 settembre per il grande incontro dei giovani col papa. «Condividerò ogni singolo pensiero che verrà dal cuore», ha detto, «per me sarà un piacere raccontare l’esperienza di missione nelle Filippine davanti a una platea di giovani, oltre al grandissimo onore di poter salutare personalmente Benedetto XVI».
Il missionario del Pime racconterà dunque la sua esperienza di fede davanti ai giovani italiani durante la due giorni nelle Marche.

© Copyright Corriere delle Alpi, 24 luglio 2007

La folla dei tempi di Wojtyla? Ma non e' ora di smetterla? Cerchiamo di essere seri e di non scadere negli stessi luoghi comuni!
Raffaella


Furto ai danni di un giornalista alla vigilia dell’Angelus di domenica 15 luglio

Rubano un pass, allarme rosso

Ritrovato da marocchini che l’hanno subito restituito

PIEVE DI CADORE. Allarme della sicurezza intorno al papa, per il furto, avvenuto il 14 luglio, di un pass della sala stampa vaticana per gli operatori dell’informazione che possono avvicinare Benedetto XVI. Allarme rientrato grazie ad una famiglia di immigrati marocchini che l’ha rintracciato. Dell’episodio si è venuti a conoscenza solo ieri.
L’inviato dell’agenzia Ap, Paolo Santalucia, è stato derubato in un’area di sosta vicino al Piave, tra Castellavazzo e Termine di Cadore, di uno zaino e di un marsupio contenente il portafoglio, una macchina fotografica e lo speciale pass vaticano, che viene concesso dopo un sacco di verifiche. Documento conservato gelosamente da giornalisti, fotografi e cameramen, perché consente di avvicinarsi al pontefice. Santalucia aveva in macchina anche computer e telecamere. Materiale necessario per riprendere l’Angelus del 15 luglio.
«Ci siamo fermati per una ventina di minuti ed il furto è avvenuto all’interno dell’auto», riferisce il giornalista. Immediata la denuncia ai carabinieri di Pieve di Cadore. E altrettanto immediato l’allarme delle forze dell’ordine in tutto il Cadore. Il timore era che qualche malintenzionato, se non addirittura terrorista, si potesse avvicinare al papa, tra i fedeli trevigiani. Il pomeriggio stesso, per fortuna, il materiale veniva rintracciato in un’area di Ospitale di Cadore, un parco dove una famiglia di marocchini aveva condotto i propri figli a giocare. «Non ho dormito tutta la notte perché capivamo che quel materiale era delicato, soprattutto il pass», ha testimoniato la signora alllo stesso giornalista. «La mattina dopo, di buon’ora, mio marito ha portato quanto trovato ai carabinieri di Longarone. Cessato allarme, pochi minuti prima dell’Angelus al Mirabello. «Ho ritrovato tutto e sono andato espressamente a ringraziare quella famiglia di marocchini», conferma Santalucia. «Mi hanno rubato solo 20 euro e la carta di credito, da cui hanno prelevato 250 euro. Ovviamente li ho in qualche modo compensati, anche se loro non volevano. E non finivano di ringraziarmi». (fdm)

© Copyright Corriere delle Alpi, 24 luglio 2007


Apprensione per un elicottero

Gli ultimi cinque giorni all’ombra delle Dolomiti

LORENZAGO. Si si è pensato al peggio, l’altra notte verso le 3.40, quando un elicottero del Suem ha volteggiato sul paese, svegliando parecchi residenti e villeggianti. Scorgendo le luci del velivolo sopra il bosco del Mirabello, c’è chi ha cominciato a preoccuparsi. Poco istanti dopo, infatti, alcuni fuoristrada color nero hanno attraversato il paese e davanti all’albergo Trieste, in strada, si è verificata una certa animazione.
«Nulla di grave, almeno da parte del Suem», ha tranquillizzato, subito dopo l’alba, il primario Angelo Costola. «Anch’io sono stato risvegliato dall’elicottero. Che è arrivato a Lorenzago perché questa è la rotta per Pieve di Cadore».
Ultimi cinque giorni di vacanza del papa in Cadore. La giornata è rimasta soleggiata, ma hanno cominciato a materializzarsi le prime nuvole.
Che cos’è? Il dono dell’associazione Organi Storici in Cadore ha incuriosito il papa. Che ha chiesto: «Che cos’è?», riferendosi al cofanetto in legno che gli è stato presentato nel dopo Angelus di domenica. «Santità, ci sono contenuti otto Cd di altrettanti concerti d’organo», gli è stato spiegato. L’opera doveva essergli presentata dal direttore artistico Renzo Bortolot, organista oltre che sindaco di Zoppé, ma questi ha dovuto rinunciare e il dono è stato portato al papa da un rappresentante della Magnifica. Benedetto XVI, cui piace la musica, si è subito incuriosito e ne ha estratto uno dal cofanetto, apprezzando il dono, come personale. I concerti sono stati registrati a Borca, Vigo, Valle, San Vito, Candide ed Auronzo. Sabato scorso, fra l’altro, sono stati festeggiati i primi 250 anni dell’organo più vecchio della provincia di Belluno, quello di Vigo di Cadore. Durante l’illustrazione dello strumento sono stati eseguiti da Luigi Scopel alcuni brani. Singolare l’inserimento anche di una componente come la fisarmonica. Ha presentato l’appuntamento Giuseppe Patuelli.
Do-re-mi di delusione. E’ stato un villeggiante di Lorenzago, con casa di strumenti musicali a Mirano, a rendere disponibile il pianoforte a mezzacoda sui quale si diletta il papa con musiche di Mozart, Chopin e Liszt. Una disponibilità molto gradita dal pontefice e dai suoi più stretti collaboratori. Ma il donatore è rimasto deluso, per la seconda volta: neppure domenica all’Angelus è stato ammesso al baciamano. La prima delusione l’aveva ricevuta dal mancato invito all’incontro con il papa di sabato 14 luglio, al pomeriggio.
Base Usa. Era della Base Usa di Vicenza, tanto contestata per il raddoppio, il mezzo antincendio benedetto domenica dal papa a Villa Piccola. Nell’occasione Ratzinger ha salutato alcuni vigili del fuoco statunitensi. La circostanza è trapelata solo in serata. Anche per qualche malumore tra i vigili del fuoco italiani che avrebbero desiderato pure loro una benedizione.
Padre Lombardi. Padre Federico Lombardi in edizione inedita: di corista. Al termine di una serata, a base di porchetta e prosecco, in una baita di Lorenzago, organizzata da alcuni componenti della Schola Cantorum, con il maestro Piazza alla fisarmonica (sua la scultura in ferro donata dalla parrocchia al papa, all’Angelus di domenica), il direttore della sala stampa vaticana si è esibito in una quarantina di canzoni, accompagnato dai suoi più stretti collaboratori. Il gruppo era ovviamente ristretto. Padre Lombardi non si è sottratto ad alcun motivo accennato da Piazza, neppure a quelli più goderecci. La serata in musica ha attraversato lo Stivale. (fdm)

© Copyright Corriere delle Alpi, 24 luglio 2007

2 commenti:

euge ha detto...

Cara Raffaella dopo la notizia sulla Cina questi luoghi comuni su Giovanni Paolo II disgustosi perchè non fanno altro che creare un assurdo confronto tra i due che non deve e non può esistere, li lascio a tutti coloro che ancora non hanno capito che razza di tesoro e che dono immenso ci ha fatto il Signore dando0ci Benedetto XVI
Eugenia

Raffaella ha detto...

Bravissima Euge :-)))