26 novembre 2007

Padre Scalfi ("Russia Cristiana"): attraversiamo momenti storici perchè Mosca apprezza Benedetto XVI e si avverte un'atmosfera di crescente simpatia


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Ecumenismo, una fase storica Mosca apprezza Benedetto XVI

«Stiamo attraversando momenti storici, in questo periodo tra l'Ortodossia russa e la Chiesa cattolica si avverte un'atmosfera crescente di simpatia e collaborazione».

Fabrizio Rossi

Padre Romano Scalfi, fondatore del Centro studi «Russia Cristiana» (dal 1957 in prima linea nel promuovere l'unità dei cristiani), guarda con fiducia al futuro dei rapporti tra le due Chiese. L'abbiamo incontrato a Seriate in Villa Ambiveri (sede di «Russia Cristiana»), proprio nel momento in cui Benedetto XVI ha consegnato la berretta cardinalizia a 23 nuovi porporati, dopo aver presieduto venerdì un «pre-concistoro» incentrato sul dialogo ecumenico.

Padre Scalfi, si sta discutendo molto del documento cattolico-ortodosso elaborato nel recente incontro di Ravenna.

«Questo documento è un passo in avanti, anche se per il momento non impegna nessuno (andrà sottoscritto da ogni Chiesa). Il fatto stesso che sia stato affrontato il problema del primato petrino è un buon inizio».

Come si potrà risolvere una questione così spinosa?

«Innanzitutto il documento attesta che la Commissione mista riunitasi a Ravenna riconosce il desiderio di trovare una soluzione. Il primato del Papa, nonostante sia stato sempre riconosciuto sia pur in maniere diverse, è un grosso problema. Tra l'altro, l'esercizio del primato può essere modificato in tanti modi: il Papa stesso si è detto disposto a rivederlo con i cardinali».

Allora dove starebbe il problema?

«Non si trova facilmente un accordo sulla natura del primato. Se si limitasse al primato "nella carità" (come l'ha definito Sant'Ignazio d'Antiochia), ad esempio, il Papa sarebbe solo una figura da consultare, senza possibilità di giudizio. Non potrebbe cioè essere la roccia della verità, una voce autorevole in grado di pronunciare un giudizio sulla fede, stabilire la verità e assicurarla per tutti».

In una recente intervista all'agenzia russa Interfax il vescovo Ilarion di Vienna ha criticato questo documento.

«È stata una reazione molto dura. Nelle sue parole si sente l'eco di uno scontento, che molto probabilmente è anche da collegarsi alle circostanze che hanno segnato l'abbandono del tavolo dei lavori a Ravenna da parte della sua delegazione (per divergenze con il Patriarcato di Costantinopoli sullo status della Chiesa ortodossa estone, non riconosciuta da Mosca e presente a Ravenna, ndr)».

Come valuta questo gesto?

«È stato un increscioso incidente. Questo ci fa vedere che l'ecumenismo, prima di essere un problema tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, riguarda l'unità di ogni singola Chiesa al suo interno: non può essere principalmente opera di esperti e convegni, ma chiede che all'interno di ogni Chiesa cresca il desiderio di unità».

L'«incidente di Ravenna» avrà comunque delle conseguenze…

«Questo dissidio non faciliterà certo l'approvazione del documento da parte di Mosca (che d'altro canto non è esclusa). Tuttavia, non penso che riuscirà ad intaccare il clima di simpatia e collaborazione che stanno vivendo la Chiesa cattolica e quella ortodossa».

Qualche esempio?

«Uno tra tutti: non è un caso che proprio da ambienti ortodossi sia venuto il suggerimento al Centro "Biblioteca dello Spirito" di Mosca (fondato nel 1993 da "Russia Cristiana" insieme alla Facoltà Teologica ortodossa di Minsk e alla Caritas diocesana di Mosca, ndr) di pubblicare in russo "Introduzione al cristianesimo" di Ratzinger, e che il metropolita Kirill abbia voluto scriverne l'introduzione (proposta accolta dal Papa con una lettera di gratitudine e consenso)».

Il Papa è molto apprezzato dagli ortodossi anche come teologo…

«Sicuramente, ma c'è di più: per la prima volta, la Chiesa cattolica e quella ortodossa si impegnano in una missione comune. Per questo la "Biblioteca dello Spirito", insieme alla Commissione teologica del Patriarcato di Mosca, ha lanciato la collana "Cento libri di teologia del XX secolo", che prevede la pubblicazione in russo dei classici della teologia cattolica, ortodossa e protestante del Novecento (che saranno poi diffusi in tutti i seminari ortodossi)».

L'unità si avvicina?

«L'unità è il frutto dell'opera della Grazia di Dio: il problema non è fissare una data in cui si realizzerà, ma andarvi incontro».

© Copyright L'Eco di Bergamo, 26 novembre 2007

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Vorrei ringraziare p.Scalfi per questa bella intervista, dove mostra ancora una volta che l'ecumenismo (di cui si parla tanto) va costruito nella quotidianità di rapporti personali. Proprio come sta facendo da 50 anni "Russia Cristiana", l'opera fondata da p.Scalfi, e da 15 anni la "Biblioteca dello Spirito" di Mosca (dove una decina di ortodossi lavorano insieme a due cattolici).
Sergio

Raffaella ha detto...

Grazie della testimonianza, Sergio :-)

euge ha detto...

Grazie per la tua testimonianza caro Sergio...... io vorrei aggiungere che il fatto stesso che Mosca apprezzi Benedetto XVI, la dice lunga anzi lunghissima sull'incapacità di certe testate giornalistiche come la Stampa che liquidano come " medioevale" ed altro, il nostro Pontefice; è proprio vero quando si vuole restare ciechi non c'è nulla da fare.