27 gennaio 2008

L'abbaglio di papa Scalfari (il solo ad avere "ascoltato" in latino una Messa in italiano)


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L'abbaglio di papa Scalfari

Perdonerà il lettore se, dopo una settimana di tempesta mediatica su Papa e laicità, con uno sferragliare di lame tra neo-guelfi e neo-ghibellini da lasciare storditi, azzardiamo un passo indietro e torniamo, sia pur tangenzialmente, sul tema.
Nel suo consueto editoriale-omelia Eugenio Scalfari, che dei laicisti è il gran cerimoniere se non proprio il pontefice, scriveva tra l'altro domenica scorsa su Repubblica: «Mi ha fatto molto senso vedere, proprio alla vigilia del mancato intervento del Papa alla Sapienza, la messa celebrata da Benedetto XVI nella Sistina col vecchio rito liturgico rinverdito a testimoniare la curva ad U rispetto al Concilio Vaticano II: il Papa con la schiena rivolta ai fedeli e la messa celebrata in latino».
Poco più avanti il nostro si scagliava di nuovo contro questa «lingua sconosciuta ai più» usata per lanciare il chiaro messaggio che «il laicato cattolico è agli ordini della gerarchia e non viceversa».

Wow!, che parole vibranti. Che gran predica. Che perentorio affondo. Così s'infiamma l'adorante assemblea dei fedeli laicisti.

Peccato solo per un piccolissimo particolare: il Papa, quel giorno, ha celebrato la Messa (tutta la Messa) in italiano, secondo il messale conciliare di Paolo VI.

Il latino è una totale invenzione di Scalfari. Vi pare un abbaglio incredibile? A noi no. Quando ci si innamora perdutamente di una tesi a prescindere, si finisce per vedere anche cose che non accadono. Un caso da manuale. Del pregiudizio.

© Copyright Eco di Bergamo, 27 gennaio 2008

Purtroppo questa storia delle spalle ai fedeli e' molto gettonata, tanto che anche altri campioni dell'intolleranza e del pregiudizio non fanno altro che portarla come esempio della svolta anticonciliare del Papa.
Sia chiaro: se anche Benedetto avesse celebrato la Messa secondo il rito tridentino (questa si', caro Scalfari, in latino!) non ci sarebbe stato assolutamente nulla di male, anzi! Aspettiamo che cio' avvenga!
Tuttavia questa volta siamo di fronte ad un abbaglio o ad una consapevole bugia. La Messa nella Solennita' del Battesimo di Gesu' si e' svolta interamente in italiano.
Non voglio pensare che i commentatori siano tanto in malafede. Penso, invece, che essi non abbiamo visto quella celebrazione e che abbiamo fatto un semplice sillogismo.
Il Papa ha detto Messa di spalle (non e' vero, ma semplifichiamo).
La Messa di spalle e' la cosiddetta "Messa tridentina", altrimenti detta, in modo errato, "Messa in latino".
Ergo: il Papa ha detto Messa in latino.
Tutto cio' e' falso e chi scrive sui giornali dovrebbe almeno informarsi.
Grazie all'Eco di Bergamo ed alle sue riflessioni domenicali
:-)
R.

10 commenti:

euge ha detto...

Prima di uscire, devo assolutamente postare la mia riflessione su ciò che ho letto e che mi ha fatto venire i capelli dritti...... La prima cosa che mi viene da pensare è la seguente: o tutti noi non sappiamo distinguere il latino dalla lingue italiana oppure Scalfari non distingue l'italiano dal Latino. Per quanto mi riguarda, basta che Scalfari, suo buon cuore, riascolti la celebrazione per rendersi conto che di Latino in quella celebrazione, non c'era neanche una parola; il messale usato da Benedetto XVI, era il Messale di Paolo VI in Italiano come giustamente hai fatto notare anche tu cara Raffaella; di rito preconciliare in quella finzione non c'era proprio nulla. Questa è l'ennesima prova di quanto certi giornali siano faziosi fino a negare l'evidenza e la verità solo per il gusto di criticare, di dare addosso ad una persona che senza colpo ferire, suscita in certi soggetti, un odio ed un sentimento di ribellione senza precedenti. E' veramente assurdo ed inconcepibile che si arrivi a tanto; ribadisco che non ho mai visto nella storia un sentimento anticlericale e passatemi il termine anti Papale, come in questo momento è un'atteggiamento indegno di un paese civile dove s'invoca il rispetto e la tolleranza per tutti, all'infuori che per il Papa.

gemma ha detto...

come volevasi dimostrare, Scalfari non voleva fare informazione ma voleva creare " l'evento" ostile al Papa

ondeb ha detto...

La cosa simpatica è che la domenica successiva alle "spalle" Raiuno ha trasmesso la Divina Liturgia (cioè la Messa) con il rito bizantino cattolico da Piana degli Albanesi; in quel rito (assolutamente cattolico) i celebranti stanno rivolti verso Dio, e addirittura (povero Scalfari) al momento della consacrazione il presbiterio viene chiuso e i fedeli non vedono cosa stanno facendo i preti.

Non glielo fate sapere, per favore.

Luisa ha detto...

Domenica scorsa, cara Raffaela, avevi messo il link alla predica domenicale di Scalfari, con coraggio l`avevo letta, e anche fatto un commentino. Quell`articolo, l`ho letto con il decoder acceso, ma quando sono arrivata al passaggio sulla Messa nella Cappella Sistina con quell`enorme errore sulla Messa che sarebbe stata celebrata in latino, mi sono detta, ma questo ci prende in giro, un errore enorme, che screditerebbe qualsiasi giornalista.
Certo che i fedeli lettori di Repubblica, che attingono alla parola di Scalfari come se fosse parola di vangelo,crederanno vero ciò che scrive ed è in questo che la disonestà, se non è ignoranza, di Scalfari non lascia indifferenti.
Ho deciso di non leggere più questa prosa farcita di una malafede che non è nemmeno sottile ma di una superficialità stupefacente...qualcuno commentando qui aveva scritto : "...sarà la senilità....".

Giorgio 56 ha detto...

Cara Luisa hai ragione. probabilmente sarà la senilità ! Ma quel che è peggio, che molti come hai detto tu che prendono per oro colato le parole di Scalfari, molto probabilmente si convinceranno che è successo veramente; perchè vedi Luisa molta gente purtroppo, pur andando in chiesa tutte le domeniche a battersi il petto, poi invece di leggere il vangelo, fa diventare vangelo le esternazioni false e faziose di Repubblica.

malapenna ha detto...

qualcuno di voi ricorda la ministra cattolica choccata dalla celebrazione di quella messa "spalle ai fedeli", che probabilmente non aveva nemmeno visto?
Nemmeno i sali sono riusciti ad evitarle di cadere dalla poltrona (infatti vanno dicendo in giro che sono caduti per colpa della Chiesa. Vuoi vedere che alla fine non c'entra nemmeno Bagnasco ma è tutta colpa del Papa che ha celebrato spalle ai fedeli e, quando mai, in latino?). Stiamo rasentando il ridicolo, e mi scuso con Raffaella ma certi commenti non riesco proprio a trattenerli

Anonimo ha detto...

Si può sempre provare a scrivere una lettera, magari a Ezio Mauro, che non vede l'ora di liberarsi del fondatore, e p.c. a Politi e La Rocca. Anche se non la pubblicano, la leggeranno.Dopo le parole concilianti di Bertone, può darsi che stiano più attenti a non farsi mancare la terra sotto i piedi. Buona domenica, Eufemia

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella,
io ho assististo alla liturgia papale che, ovviamente, era del tutto post conciliare, con l'unica differenza che, per fini logistici, al fine di utilizzare l'antico altare essa è stata in parte celebrata "coram Deo" come si dice tecnicamente.
Certo che però se questo è il modo di fare informazione di Repubblica, Dio ce ne scampi!
Per citare il Vangelo "se trattano così il legno verde, che faranno del legno secco?".
Personalmente propendo per la malafede di sua santità scalfari, per alimentare l'anticlericalismo dei suoi lettori che tanto non sanno distinguere una messa da un rosario. Io ho tanti colleghi che leggono repubblica e di fronte al verbo scalfariano non fanno che rinfacciarmi il fatto che il nostro amatissimo Santo Padre sia una specie di orco mangibambini, dunque, almeno per ora pare che il scalfariano abbia raggiunto il suo obiettivo. Credo però che stia a noi cattolici "bambini" attivarci per contrastare colpo su colpo scalfari e i suoi acccoliti!!!!
Buon lavoro a tutti

Luisa ha detto...

Caro anonimo, è quello che, grazie a Raffaella, cerchiamo di fare su questo blog, anche smascherare chi ha fatto della malafede una "virtù" da praticare ogni qualvolta si tratta di scrivere o parlare di Chiesa cattolica, o di Benedetto XVI.
Il Papa, a Loreto,aveva invitato i giovani ad essere dei lettori citici, questo invito vale per tutti noi.
Poi chiaramente si deve avere la voglia di riflettere con la propria testa, mettere la pigrizia mentale da parte, confrontare i diversi avvisi, non subire l`informazione, informarsi direttamente alle fonti, per es. ai discorsi, messaggi e omelie di Papa Benedetto.
È a questa sola condizione, che questi diffusori di un conformismo di pensiero e cultura, vedranno diminuire la loro influenza.
È nostra responsabilità formare le nostre coscienze, uno dei riferimenti maggiori è il Magistero petrino, allora leggiamo, meditiamo, impariamo, preghiamo e..... pratichiamo nella nostra vita di tutti i giorni.

brustef1 ha detto...

Scalfari: uffa!