14 giugno 2008

Due giornate dense di incontri in terra pugliese (Osservatore Romano)


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Due giornate dense di incontri in terra pugliese

C'è una grande voglia di riscatto alla base dell'entusiasmo con il quale le popolazioni di Santa Maria di Leuca e di Brindisi si preparano a vivere l'incontro con Benedetto XVI.
Il Papa partirà nel primo pomeriggio di sabato 14 da Ciampino con destinazione l'aeroporto militare "Fortunato Cesari" di Galatina, poco distante da Santa Maria di Leuca, dove giungerà successivamente in elicottero.
In macchina il trasferimento verso il santuario di Santa Maria de finibus terrae, dove, dopo un momento di adorazione del Santissimo e di venerazione delle Madonna, il Papa celebrerà la messa sul piazzale antistante. Al termine si intratterrà brevemente con gli organizzatori della visita prima di partire alla volta di Brindisi.
L'arrivo dell'elicottero con a bordo il Papa è previsto verso le prime ore della sera.
Il tragitto che il Papa percorrerà per raggiungere l'episcopio è disseminato di edifici storici e di reperti, colonne romane in particolare, che per l'occasione saranno rivestiti di fasci di luci appositamente studiati per offrire una suggestiva cornice.
La domenica inizierà di buon'ora. Il Papa infatti, prima di lasciare l'episcopio, incontrerà le monache di clausura delle benedettine e delle carmelitane di Ostuni, una ventina in tutto.
Avrà alle spalle il mare quando, sulla banchina Sant'Apollinare del porto di Brindisi celebrerà la messa. La scelta del luogo è significativa nella tradizione ecumenica della città. È la "porta d'accesso dall'oriente", passaggio privilegiato per quel cammino di fraternità ecumenica sul quale si incontrano spesso cattolici e ortodossi delle due sponde.
Alla messa - che il Papa concelebrerà con i presuli della Puglia - è annunciata la presenza del metropolita Gennadios Zervos, arcivescovo ortodosso d'Italia e Malta, del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.
Nel pomeriggio Benedetto XVI prima di ripartire per Roma, incontrerà i sacerdoti dell'arcidiocesi raccolti in cattedrale. Anche su questo incontro si concentra tanta attenzione. La Chiesa arcidiocesana sta infatti vivendo il periodo sinodale e dunque per i sacerdoti si tratterà di un momento certamente di maturazione nella riflessione che dovrà guidare il cammino dei prossimi anni.

(©L'Osservatore Romano - 14 giugno 2008)

Leuca accoglie il Papa nel segno di don Tonino Bello

Il "pellegrino" Benedetto XVI giunge a Leuca, nella basilica di Santa Maria de finibus terrae, e trova oltre alle migliaia di persone che lo attendono, nell'atrio della basilica minore una stele con le parole di un figlio di questa terra, monsignor Tonino Bello nato ad Alessano, già vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo e Presidente di Pax Christi, scomparso prematuramente nel 1993. Ecco la preghiera che il Papa leggerà: "Santa Maria donna dell'ultima ora, disponici al grande viaggio, aiutaci a allentare gli ormeggi senza paura. Sbriga tu stessa le pratiche del nostro passaporto. Se ci sarà il tuo visto non avremo più nulla da temere sulla frontiera. Aiutaci a saldare con i segni del pentimento e con la richiesta di perdono le ultime pendenze nei confronti della giustizia di Dio. Procuraci tu stessa i benefici dell'amnistia di cui Egli largheggia con regale misericordia. Metti in regola le carte perché giunti alla porta del Paradiso essa si spalanchi al nostro bussare".
In queste parole c'è tutta la fede di monsignor Tonino Bello, che trova origine nella tradizione di questo popolo, nell'amore per la Vergine Maria; una fede che ha superato con decisione l'erosione provocata dalla secolarizzazione. Papa Benedetto XVI è rimasto profondamente ammirato dalla fede di questa gente, come gliel'ha descritta il vescovo monsignor Vito De Grisantis, e anche questo motivo deve essere stato alla base della sua scelta di fare un pellegrinaggio a Leuca.
Il servo di Dio monsignor Tonino Bello è molto amato dalla gente del Salento, ma anche dai tanti pellegrini che vengono a trovarlo sulla sua tomba, meta obbligatoria per chi dopo si reca al santuario di Leuca. Egli ha vissuto una fede molto radicata in Dio e altrettanto attenta ai volti degli uomini e delle donne che incontrava sulla sua strada, con i quali diventava compagno di viaggio. Questa fede in cammino ha caratterizzato pienamente la sua spiritualità. Per affrontare il cammino proposto da don Tonino bisogna alleggerirsi. Svuotarsi piuttosto che riempirsi. Esporsi piuttosto che proteggersi. Null'altro occorre per mettersi in cammino "fino agli estremi della terra" e instaurare "un nuovo rapporto con tutti gli abitanti", una evangelizzazione per contagio d'amore.
Monsignor Tonino Bello suggerisce un vero esodo "di purificazione interiore che ci impedisca la pietrificazione di Dio, che ci preservi dall'assolutizzare i nostri sguardi parziali puntati su di Lui, che ci allontani dalla tragedia di trasformare la fede religiosa in un elemento frenante la corsa degli uomini verso i traguardi della solidarietà planetaria".
(luigi russo)

(©L'Osservatore Romano - 14 giugno 2008)

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