9 maggio 2008

Don Marco Granara, rettore del santuario della Guardia: "Il Papa non punta sull´ideologia. Chi contesta sa che uscirà perdente" (Repubblica)


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Genova Don Marco Granara, rettore della Basilica: in città c´è grande attesa, già chiesti 50.000 pass

"Il Papa non punta sull´ideologia chi contesta sa che uscirà perdente"

Dobbiamo fare una distinzione: ci sono i principi e i valori, e una dottrina a cui spesso anche la pratica però dà ragione Per lui la fede deve fare i conti con la razionalità, anche per il mondo laico è un interlocutore che puoi non condividere ma di cui devi tenere conto
"Le indicazioni che vengono date fanno cultura. Se diventano legge non è certo perché il Vaticano le impone" "La chiesa sa che gli uomini possono sbagliare e li aiuta a ritrovare la luce della fede. E questo non è paternalismo"


NADIA CAMPINI

«ESISTE un filone ideologico di laicismo preconcetto che individua in questo Papa un antagonista, ma la verità è che tra i genovesi c´è molta attesa per questa visita. Dalle parrocchie mi telefonano che hanno già esaurito i pass e non sanno come fare, a San Gottardo ad esempio vanno a sorteggio, altre parrocchie da giorni sono costretti a mandare indietro i fedeli a mani vuote. E su tutta Genova parliamo di oltre 50.000 pass. Quanti saranno a confronto i contestatori?»

Monsignor Marco Granara, rettore del santuario della Guardia, è immerso nei preparativi per accogliere papa Benedetto XVI, ma trova comunque il tempo per analizzare il significato più profondo di una visita che i genovesi attendono da 16 anni, l´ultima volta che un Papa venne a Genova.

Allora era Giovanni Paolo II, il Papa amato dalle folle, oggi è papa Ratzinger. Avrà meno seguito?

«A dire il vero la gente sta dimostrando di seguire questo Papa in misura ancora maggiore. Quando parla in piazza San Pietro c´è molta più folla del passato e per tutto l´anno passato, tranne proprio il periodo più freddo, le udienze del mercoledì sono state fatte all´aperto perché nella sala non ci stavano tutti. Abbiamo visto anche l´accoglienza che ha avuto in Turchia, dove lo sconsigliavano di andare, o ancora di più negli Stati Uniti. Evidentemente dalla sua timidezza traspare una grande profondità spirituale che tocca da vicino la gente.»

Cosa si può aspettare allora Genova dalla visita del Papa?

«Innanzi tutto una conferma della fede, è questo il compito affidato da Gesù a Pietro e ai suoi successori, dare un segnale di conferma e di testimonianza di fede. E poi vedremo quello che ci dirà nelle sue ore di permanenza a Genova, i suoi interventi sono stati finora sempre di grande peso e lucidità».

Ma hanno anche suscitato polemiche nel mondo laico.

«Più che dal mondo laico le polemiche vengono da quel filone di laicismo esasperato che sa di riuscire perdente. Questo Papa non si pone sul piano dell´ideologia, ma ragiona sulla linea dell´intelligenza della fede, di una fede che deve fare i conti con la razionalità, anche per il mondo laico è un interlocutore che puoi non condividere, ma di cui devi tenere conto.»

Anche tra i credenti le affermazioni intransigenti sulle questioni civili come divorzio o aborto provocano qualche fastidio. Non si rischia di allontanare la gente dalla chiesa?

«Dobbiamo fare una distinzione molto netta, ci sono i principi, i valori, e la dottrina della chiesa è quella, ed è una dottrina a cui spesso anche la pratica dà ragione. Un esempio? Una ricerca pubblicata anni fa sull´Espresso documentava che negli anni Ottanta, anni nei quali la sessualità libera era ormai un dato acquisito, il 38% delle coppie tra i 40 e i 50 anni, l´età della piena maturità, avevano problemi sul fronte sessualità. Il 38% è un´enormità, qualche domanda me la porrei sul significato di questo dato. E comunque la chiesa sa che gli uomini possono sbagliare ed è vicina a chi sbaglia, compito del sacerdote è indicare la via giusta e aiutare anche chi ha sbagliato a ritrovare la luce della fede. E attenzione, questo non è paternalismo di bassa lega, ma senso di vicinanza e comprensione».

I laici lamentano le ingerenze della chiesa non solo in materia di valori, ma anche di politica, c´è qualche fondamento in questa critica?

«Il Papa e la chiesa danno indicazioni sulla dottrina, e fanno cultura, se poi questa cultura diventa maggioritaria e trova espressione nella legislazione del paese non è il Vaticano o il Papa che l´hanno imposta, sono due piani diversi. E la maggioranza della gente lo capisce bene».

Allora non temete contestazioni al Papa?

«Tutto sommato penso che siano fenomeni marginali, la maggioranza aspetta il Papa per ascoltare la sua parola».

© Copyright Repubblica (Genova), 8 maggio 2008

Sempre le solite domande ed i soliti confronti.
Ottime, pero', le risposte di Don Marco Granara :-)

R.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Giusto, Raffaella. Le solite domande idiote e tendenziose, ma ottime le risposte. I media si stanno rendendo ridicoli e patetici con il loro rifiuto di accettare la realtà dei fatti che hanno di fronte da 3 anni.
Alessia

Raffaella ha detto...

Il "bello" e' che non aggiornano mai il repertorio :-)

euge ha detto...

No, infatti, il repertorio è sempre lo stesso ......... evidentemente gli argomenti scarseggiano e di brutto!!!!!!
E sono sempre i soliti a fare le solite domande, i soliti confronti dalle solite testate giornalistiche!
Eugenia

Carla ha detto...

Insomma non demordono, aprire l'intervista con una domanda sul "confronto" è proprio senza ritegno! Trovo ottima la replica di Don Marco Granara, con il dato incontetstabile e senza precedenti, sulla straordinaria affluenza alle udienze di Papa Benedetto. Ma tanto insisteranno ancora...