28 agosto 2007

Tiziana Campisi (Radio Vaticana) illustra il legame fra Papa Benedetto e Sant'Agostino


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Oggi, memoria di Sant’Agostino, il grande vescovo e pensatore cristiano, particolarmente amato da Benedetto XVI. Istituito il Comitato "Pavia città di Sant'Agostino"

La Chiesa ricorda oggi Sant’Agostino, vescovo di Ippona, padre e dottore della Chiesa, il cui pensiero ha molto influenzato la dottrina cristiana. Alla sua teologia si ispira spesso Benedetto XVI, che negli scritti del pensatore africano riconosce una valida guida per quanti sono alla ricerca della verità e vogliono capire i dogmi del cristianesimo. Nei suoi discorsi e nelle sue omelie, il Papa cita spesso Sant’Agostino per evidenziarne i preziosi insegnamenti. Ce ne illustra alcuni in questo servizio Tiziana Campisi:

La sua personalità, le sue opere e il suo ministero hanno tracciato un solco nel cristianesimo e il suo pensiero e le sue riflessioni sono oggi tra le fondamenta della teologia, per questo la Chiesa lo ha riconosciuto padre e dottore. Vissuto fra il IV e il V secolo, Sant’Agostino è autore di una vasta biblioteca che tocca innumerevoli temi, fra i quali l’interiorità, il libero arbitrio, la grazia. E non si possono non menzionare la cristologia e l’ecclesiologia del vescovo di Ippona, sviluppate da Benedetto XVI quand’era giovane studente nella tesi che, nel 1953, lo ha reso dottore in Teologia: “Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di Sant’Agostino”.
Profondo conoscitore dei Padri della Chiesa, il Papa ha sottolineato più volte che la figura del vescovo di Ippona ha avuto tanta parte nella sua vita di teologo e di pastore e prima ancora di uomo e di sacerdote, come ha detto il 22 aprile scorso in visita alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia, dove sono custodite le reliquie di Sant’Agostino. Ed incontrando gli studenti del Seminario Romano Maggiore, il 17 febbraio scorso, con queste parole Benedetto XVI ha raccontato del suo incontro con il grande filosofo e pensatore:

“Mi ha affascinato dall’inizio soprattutto la figura di Sant’Agostino e poi anche la scuola di Sant’Agostino nel Medioevo, San Bonaventura, i grandi francescani, la figura di San Francesco. Era per me, soprattutto, affascinante questa grande umanità di Sant’Agostino. Ha dovuto lottare spiritualmente per trovare man mano l’accesso alla Parola di Dio, alla vita con Dio, al grande sì alla sua Chiesa. Questo cammino così umano, dove anche oggi possiamo vedere come si comincia ad entrare in contatto con Dio, come tutte le resistenze della nostra natura debbano essere prese sul serio e poi debbano anche essere canalizzate per arrivare al grande sì al Signore. Così mi ha conquistato la sua teologia molto personale, sviluppata soprattutto nella predicazione”.

Più volte il Papa ha anche lasciato intendere di avere intravisto nella propria vita tratti simili a quelli che hanno caratterizzato l’esistenza di Sant’Agostino. Per dedicarsi allo studio, alla meditazione e alla preghiera, il filosofo di Tagaste non accettò di buon grado l’ordinazione sacerdotale e poi quella episcopale, ma amò la volontà di Dio che lo volle pastore di Ippona. Allo stesso modo, Benedetto XVI non ha mai nascosto che suo desiderio era quello di dedicarsi interamente allo studio della Teologia e di essersi invece adeguato ai diversi piani di Dio. Un modo anche per sottolineare che la vita di ogni uomo è una continua conversione, così come ha detto lui stesso di Sant’Agostino, ancora a Pavia, durante la celebrazione negli Orti Borromaici:

“Seguendo attentamente il corso della vita di Sant’Agostino, si può vedere che la conversione… non fu un evento di un unico momento, ma appunto un cammino. E si può vedere che al fonte battesimale questo cammino non era ancora terminato… Così possiamo giustamente parlare delle ‘conversioni’ di Agostino che, di fatto, sono state un’unica grande conversione nella ricerca del Volto di Cristo e poi nel camminare insieme con Lui”.

E a Sant’Agostino si è ispirato Benedetto XVI nella sua prima Enciclica Deus Caritas est, evidenziandone il messaggio centrale proprio a Pavia:

"Cari fratelli e sorelle, qui, davanti alla tomba di Sant’Agostino, vorrei idealmente riconsegnare alla Chiesa e al mondo la mia prima enciclica, che contiene proprio questo messaggio centrale del Vangelo: Deus caritas est, Dio è amore. Questa enciclica, soprattutto la sua prima parte, è largamente debitrice al pensiero di Sant’Agostino, che è stato un innamorato dell’Amore di Dio, e lo ha cantato, meditato, predicato in tutti i suoi scritti, e soprattutto testimoniato nel suo ministero pastorale".

E prendendo spunto dall’esempio lasciato da Sant’Agostino alla Chiesa, questo l’insegnamento che il Papa ha donato ai fedeli:

“Solo chi vive nell’esperienza personale dell’amore del Signore è in grado di esercitare il compito di guidare e accompagnare altri nel cammino della sequela di Cristo. Alla scuola di Sant’Agostino ripeto questa verità per voi come Vescovo di Roma, mentre, con gioia sempre nuova, la accolgo con voi come cristiano. Servire Cristo è anzitutto questione d’amore”.

Infaticabile ricercatore della verità e profondo cultore dell’interiorità, Sant’Agostino “ha vissuto in prima persona ed esplorato fino in fondo gli interrogativi che l’uomo si porta nel cuore ed ha sondato le capacità che egli ha di aprirsi all’infinito di Dio” ha detto Benedetto XVI evidenziando come il vescovo di Ippona dimostri che Cristo è “la risposta più vera all’attesa” del cuore inquieto dell’uomo per le tante domande che si porta dentro e che solo in Gesù “si trova quel connubio di verità e amore in cui è posto il senso pieno della vita”. Insomma, Sant’Agostino, ha affermato il Papa, è quel modello di dialogo tra ragione e fede che solo può cercare la verità e così anche la pace.

E sono diverse oggi in tutto il mondo le celebrazioni per ricordare Sant’Agostino. Ad Ostia, sarà il cardinale Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio, a presiedere, alle 18, la celebrazione della Messa per la festa patronale nella chiesa Regina Pacis, cui seguirà un corteo storico. E sempre alle 18, a Pavia, nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove sono custodite le reliquie del vescovo di Ippona, celebrerà la Messa Pontificale il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale José Saraiva Martins, mentre il vescovo di Pavia leggerà il decreto con il quale Sant’Agostino viene dichiarato Compatrono di Pavia insieme a San Siro. E stamani nel comune lombardo è nato il comitato “Pavia città di Sant’Agostino”, istituito dal vescovo Giovanni Giudici, dal priore della Provincia agostiniana d’Italia padre Pietro Bellini e dal sindaco Piera Capitelli, per promuovere iniziative culturali e religiose che prendano spunto dall’esperienza di Sant’Agostino. Al microfono di Tiziana Campisi, padre Pietro Bellini spiega quali siano le finalità di questo comitato:

R. - Papa Benedetto XVI, nella recente visita a Pavia, aveva indicato Sant’Agostino come qualcuno che appartiene alla storia della città e della diocesi, della comunità cristiana di Pavia. Questo ha suscitato il desiderio di dare un seguito più preciso a queste parole del Santo Padre e quindi abbiamo costituito questo comitato proprio per cercare di rendere la presenza di Agostino a Pavia una presenza viva, una presenza che ancora può influire nella società di oggi. In modo particolare, tenendo presente il grande numero di studenti, di giovani, presso l'università di Pavia, si vorrebbero programmare iniziative sia di carattere culturale, popolare e devozionale, ma anche di carattere scientifico, affinché questa presenza di Agostino a Pavia possa dare uno slancio, un senso, anche alle attività culturali della città.

D. - Dunque, Sant’Agostino non è solo un teologo, ma un uomo, un Padre della Chiesa, che coinvolge una cittadinanza. Che cosa cogliere allora nell'atto costitutivo di questo comitato?

R. - Credo che Pavia, come qualunque altra città, oggi abbia bisogno di una guida umana e spirituale, quale potrebbe essere Agostino, perché certamente egli può insegnare, anche all’uomo di oggi, tanti valori che hanno fatto la nostra cultura secolare, la civilizzazione occidentale, europea e cristiana. Ai giorni nostri, molti di questi valori sono stati accantonati o forse oscurati. Sant'Agostino può essere d'aiuto per riscoprirli.

D. - Quali valori suggerisce oggi Sant’Agostino alla società civile?

R. - Credo che il valore principale sia quello che l’uomo è un essere naturalmente imperfetto ma capace di perfezione: l’uomo è un essere che deve ricercare e non si deve accontentare.

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3 commenti:

Umberto ha detto...

L’uomo è un essere che deve ricercare e non si deve accontentare.
Termina così la risposta del priore degli agostiniani.
Che tutti, indistintamente siamo alla ricerca è un dato, e quindi mi torna semplice vedere nel 'daffare' di questo blog entusiasmante, un lavoro degno di lode.
Grazie.

Raffaella ha detto...

Grazie Umberto :-))

Umberto ha detto...

C'è da darne atto, non sono complimenti campati, c'è da lavorare sodo per quest'ottimo blog.

Ma volevo aggiungere, per concludere, che il Papa, innamorato di S. Agostino chissà quali emozioni avrà provato ad essere in 'contatto' diretto con le sante spoglie.
Quando andiamo pellegrini ai corpi santi dei quali abbiamo forte venerazione per vari motivi personali di fede, è grande l'emozione.
Coloro dei quali fino ad allora solo conoscevamo per gli scritti, la Vita, e che ci aprivano alla fede e a Dio, quando poi li ritroviamo davanti a noi diventano vivi. Un'urna con un venerabile corpo santo per un devoto può significare molto.
L'abbiamo sperimentato più o meno tutti.
Mi piace l'idea che anche il Santo Padre, con i sentimenti di pietà religiosa ed umana comuni a tutti, possa aver provato questa bella sensazione. Ed è vero che se tutti i Santi meritano la stessa venerazione, alcuni, appunto quelli legati alla nostra vita umana e religiosa, ci sono i più cari e ci ridestano commoventi ricordi.