28 agosto 2007

"Strane ingerenze" europee negli affari interni dell'Italia


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Cari amici, oggi, puntuale (ma tu guarda che combinazione!), riesplode la polemica sulle presunte agevolazioni fiscali di cui godrebbe la Chiesa Cattolica in Italia. A parte il fatto che le altre confessioni hanno gli stessi benefici di legge, pare quantomeno strano che la questione riesploda proprio oggi.
Non sara' che qualcuno, di cui e' pietoso e saggio tacere anche il nome, ha interesse a distogliere l'attenzione su materie eticamente sensibili certamente piu' importanti e che, guarda caso, sono venute alla ribalta proprio in questi giorni?
Ma tu guarda che combinazione: domani le prime pagine dei giornali saranno occupate da una sterile polemica che riguarda lo Stato italiano e la Santa Sede e non certo le istituzioni europee. Non solo: si viene a sapere che, stranamente, la commissione UE ha chiesto informazioni al governo italiano sulla base di "segnalazioni" di soggetti italiani (ma tu guarda!) di cui il portavoce non ha voluto rivelare il nome.
Beh, questi nomi li potrei fare io e voi
?
Ecco la notizia e l'articolo di oggi di Avvenire:

La Commissione deciderà se aprire un'inchiesta per aiuti di Stato illegali
Nel mirino in particolare alcune esenzioni Ici previste dalla Finanziaria 2006


Vantaggi fiscali alla Chiesa
Ue chiede informazioni all'Italia


BRUXELLES - La Commissione Ue chiederà al governo italiano "informazioni supplementari" su "certi vantaggi fiscali delle chiese italiane", ma non ha ancora deciso se aprire un'inchiesta. Lo ha detto Jonathan Todd, il portavoce del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, precisando che, nel caso, si tratterebbe di un'inchiesta per aiuti di Stato illegali. Sarebbe la prima volta che la Chiesa finisce nel mirino dell'antitrust europeo.
"Non abbiamo ancora preso la decisione se aprire o no l'inchiesta", ha detto Todd, rilevando che il governo italiano ha già risposto ad una prima richiesta di notizie. Bruxelles ritiene però necessario un surplus di informazioni, "pertanto le chiederemo in forma scritta o verbale", ha detto Todd, senza precisare quando.
Ad attirare l'attenzione della Commissione sarebbe stata in particolare una norma contenuta nella Finanziaria del 2006, l'ultima del governo Berlusconi, che prevede l'esenzione dall'Ici degli immobili di proprietà della Chiesa adibiti a finalità commerciali. L'esenzione è riconosciuta anche alle altre religioni che hanno un accordo con lo Stato italiano e alle attività no-profit. Bruxelles intenderebbe chiarire inoltre anche le riduzioni di imposta (al 50%) concesse alle imprese commerciali della Chiesa.

Todd ha spiegato che le informazioni sono state chieste dopo le segnalazioni, nel 2006, da parte di soggetti italiani di cui non però ha riferito l'identità.

Il portavoce ha sottolineato che, se l'inchiesta dovesse essere avviata, si tratterebbe della prima volta che l'antitrust europeo mette nel suo mirino la Chiesa, anche se in Belgio c'è stato un contenzioso per una questione di Iva e anche in Spagna c'è un'indagine in corso su delle facilitazioni fiscali.
L'annuncio della Commissione arriva nel mezzo delle polemiche sui vantaggi di cui gode la Chiesa cattolica, in particolare su alcune forme di esenzione dall'Ici. Proprio oggi, il quotidiano dei vescovi Avvenire pubblicava un intervento di mons. Giuseppe Betori, il segretario della Cei. "L'esenzione dall'Ici - scrive Betori - si applica alle sole attività religiose e di rilevanza sociale ed è del tutto uguale a quella di cui si giovano gli altri enti non commerciali, in particolare il terzo settore. Chi contesta un tale atteggiamento dello Stato manifesta una sostanziale sfiducia nei confronti di molteplici soggetti sociali di diversa ispirazione, particolarmente attivi nel contestare il disagio e la povertà".

Sito Repubblica 28 agosto 2007


L’INUTILE POLEMICA

Betori interviene dopo le dichiarazioni (poi smentite) attribuite a Kasteel, segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, in cui si ipotizzava la possibilità di «adeguare il Concordato»

Chiesa, fisco, esenzioni: il «privilegio» che non c’è

Il segretario della Cei: l’esenzione dall’Ici si applica alle sole attività religiose e di rilevanza sociale, deriva dalla legislazione ordinaria ed è uguale a quella relativa ad altri enti non commerciali. «Il Concordato ha prodotto pace sociale»

Da Roma Danilo Paolini

Basta poco, magari un titolo di fine estate su un giornale, e la grancassa anticlericale torna a suonare la nenia stonata sui presunti "privilegi fiscali" della Chiesa e, addirittura, sulla possibilità di ridiscutere l'accordo di revisione del Concordato sottoscritto nel 1984 tra la Santa Sede e la Repubblica italiana. Stavolta è toccato a un colloquio con La Stampa di monsignor Karel Kasteel, olandese per nazionalità e oggi segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, in cui si ipotizzava la possibilità di «adeguare il Concordato» e di rivedere «l'intera materia delle tasse». Ma in serata lo stesso monsignor Kasteel ha smentito, sottolineando di essersi «limitato semplicemente a rispondere per telefono ad alcune domande che riguardavano non la questione fiscale, bensì l'aiuto dato dalla Chiesa - anche tramite Cor Unum - a chi si trova in necessità di qualsiasi tipo».
Perciò - si legge ancora nella nota diffusa dal prelato - «isolate dal loro contesto, le affermazioni a lui attribuite non esprimono il suo pensiero, in una materia che, del resto, esula dalle competenze del Dicastero in cui egli opera». Affermazioni che in ogni caso - aveva già chiarito in precedenza padre Ciro Benedettini, vice-direttore della Sala Stampa della Santa Sede - esprimevano «una posizione personale».
Preso atto comunque della perdurante «attenzione dei media sul tema del fisco e di presunti privilegi della Chiesa», dal canto suo il segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Betori precisava «che l'esenzione dall'Ici è materia del tutto estranea agli accordi concordatari, che nulla prevedono al riguardo» e ricordava «ancora una volta che essa si applica alle sole attività religiose e di rilevanza sociale, che deriva dalla legislazione ordinaria ed è del tutto uguale a quella di cui si giovano gli altri enti non commerciali, in particolare del terzo settore».
Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, infatti (essendo stato più volte spiegato da questo ma anche da altri giornali, tra cui Il Sole 24 Ore) che l'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili è riconosciuta, in base al decreto legislativo 504 del 1992, ai fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio di culto e alle loro pertinenze, nonché agli immobili degli enti non commerciali destinati allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, di religione o di culto.
«Chi contesta un tale atteggiamento dello Stato verso soggetti senza fine di lucro - osservava ancora monsignor Betori - operanti per la promozione sociale in campo assistenziale, sanitario, culturale, educativo, ricreativo e sportivo, manifesta una sostanziale sfiducia nei confronti di molteplici soggetti sociali di diversa ispirazione, particolarmente attivi nel contrastare il disagio e le povertà.

Sarebbe infatti incongruo che lo Stato gravasse quelle realtà, ecclesiali e no, che perseguono fini di interesse collettivo». Verrebbe da chiedersi, tra l'altro, a quale Comune a caccia di qualche euro in più possa realmente convenire di rischiare la chiusura, per esempio, di una mensa della Caritas.

«A quanti poi mettono in discussione il Concordato tra Santa Sede e Italia, è bene far presente che esso ha prodotto pace sociale e frutti di collaborazione, di cui si avvantaggia tutto il popolo italiano», concludeva il segretario generale della Cei. Segni evidenti dell'apprezzamento degli italiani, del resto, sono riscontrabili nella vita di tutti i giorni. Come la libera scelta della grande maggioranza delle famiglie a favore dell'insegnamento della religione cattolica a scuola o dell'otto per mille nella dichiarazioni dei redditi.
Tuttavia, c'è chi non perde occasione per tornare alla carica contro la Chiesa. Anche ieri il sottosegretario all'Economia Paolo Cento (Verdi) non si è smentito, proponendo «un tavolo bilaterale» per rivedere il Concordato. Mentre Isabella Bertolini (Forza Italia) ha sollecitato Prodi «a dissociarsi dagli attacchi alla Chiesa che provengono dalla sua maggioranza».

© Copyright Avvenire, 28 agosto 2007

Complimenti a Mons Betori per il coraggio di "dire pane al pane e vino al vino": lo Stato italiano metta tutte le imposte che vuole. A questo punto non solo sara' necessario ma anche auspicabile (dal mio punto di vista) chiudere qualche sede della Caritas.
Forse i poveri non sono cittadini come gli altri? Forse lo Stato si occupa di loro? Non e' forse vero che il piu' delle volte e' la Chiesa a farsi carico dei piu' bisognosi? E vogliamo gravare di imposte l'unico "ente" che tende una mano a chiunque lo richieda?
Ma si'! Facciamo un "dispetto" alla Chiesa da bravi bambini laicisti. Ci si assuma, pero', l'onore di assistere i poveri e si dia ai giovani un'adeguata educazione.
Cari laicisti, lo Stato italiano crollerebbe su se stesso se le Caritas chiudessero. Questo e' un dato di fatto...riflettere e smettetela di fare e dire amenita'!
Resta sempre la faccenda dei beni sottratti alla Chiesa con la forza (il Concordato, come afferma Mons. Betori, ha chiuso la questione romana garantendo la pacificazione). Si dica in commissione europea che il nostro Paese ha con la Santa Sede un rapporto particolare anche in virtu' della sottrazione dei beni ecclesiastici
.
Raffaella

8 commenti:

Umberto ha detto...

Raffaella sul sito dell'8 per mille della Chiesa Cattolica si trovano ottime informazioni per approfondire il tema.
Inserisco alcuni facili dati presi appunto dal sito.

ACCORDO STATO E CHIESA DEL 1984
È l'Accordo di revisione del Concordato, firmato tra Stato italiano e Chiesa Cattolica, in seguito al quale, nel 1984, è stata istituita una Commissione paritetica per rivedere i rapporti economico-finanziari tra le due parti. Ne è nata la legge 222 del 20 maggio 1985. In questo modo lo Stato ha abolito la congrua che pagava ogni mese ai sacerdoti e ha preso il via il nuovo sistema di sostentamento del clero e della Chiesa Cattolica in Italia. Nel 1989 sono entrate in vigore le offerte per i sacerdoti e nel 1990 i contribuenti hanno firmato per la prima volta per destinare l'8xmille del gettito complessivo Irpef, che è attualmente la principale forma di sostegno economico della Chiesa Cattolica.

PEREQUAZIONE
Questo termine indica un aspetto fondamentale del sistema per il sostentamento del clero. Perequazione significa, in parole semplici, uguaglianza, equità di trattamento. Nessun sacerdote è abbandonato a se stesso. Non può e non deve accadere che il sacerdote della comunità prospera non ha pensieri e quello della comunità povera non sa come sbarcare il lunario. Il secondo potrà contare sulla generosità di tutti.
Questo è possibile perché le Offerte per i sacerdoti, donate dai fedeli italiani vengono raccolte dall'Istituto Centrale Sostentamento Clero, che le distribuisce, in base ai bisogni, ai sacerdoti: sia quelli in servizio attivo che quelli anziani o malati che non esercitano più il ministero, e dopo aver dedicato la propria vita ai fratelli, vivono un momento di maggiore bisogno.
Facendo un esempio concreto: ad ogni sacerdote viene corrisposta dalla cassa parrocchiale una somma mensile che è direttamente proporzionale al numero degli abitanti della parrocchia (la quota procapite parrocchiale è di 0,0723 euro). Ma non tutti i parroci hanno uno stesso numero di parrocchiani. In Italia metà delle 26.000 parrocchie sono molto popolate, l'altra metà conta in media 1.000 abitanti. Perciò, ad esempio, i sacerdoti che svolgono il proprio servizio pastorale e caritativo nelle parrocchie con 1000 abitanti dovrebbero ricevere, secondo la quota capitaria, 72,3 euro al mese. Ci sono invece almeno 5.000 parrocchie con 10.000 abitanti i cui parroci arriverebbero a prendere dalla propria comunità 723 euro al mese. Con l'attuale sistema anche il sacerdote, parroco di una comunità più piccola, potrà contare su una remunerazione dignitosa secondo i suoi bisogni. Infatti il sistema si basa su un punteggio che, grazie anche alle offerte per il sostentamento dei sacerdoti e a parte dei fondi 8xmille, integrerà nella giusta misura sia la remunerazione del parroco di 1.000 abitanti che quello di 10.000.

Ma c'è molto di più, nel particolare!

Raffaella ha detto...

Grazie Umberto :-))
Se hai altre informazioni, sono le benvenute.
Un abbraccio

euge ha detto...

Grazie Umberto per queste notizie così dettagliate!!!! Riguardo al titolo delle strane ingerenze Europee sugli affari interni italiani di strano non c'è proprio nulla stasera su qualche TG si è sentito dire che c'è riserbo su chi ha iniziato questa bufera l'ennesima per evitare ritorsioni...... il famoso segreto di Pulcinella si sa benissimo che tutto è partito dalla sinistra radicale Rifondazione, Radicali i soliti" ignoti " insomma!!!!!!!!!!!! Ma quale segreto e quale riserbo se ogni volta tutto questo è uscito sempre dalle stesse bocche!!!!!!!!!!
Non parliamo di garantismo quando non c'è o meglio quando non c'è per tutti il solito squallido due pesi e due misure!!!!!!!!
CHE SCHIFO Eugenia

Anonimo ha detto...

vorrà dire che gli ospiti delle mense andranno a mangiare a casa di pannella e cappato!

Antonio ha detto...

A proposito delle richieste della UE circa un’indagine da avviare per le presunte agevolazioni fiscali della Chiesa da parte dello Stato italiano, c’è tutta una serie di considerazioni da fare, che, a mio avviso, porterebbero ad una tesi, simile a strane simultanee ingerenze nello Stato del Vaticano, ben predisposta da taluni partiti ed esponenti politici italiani e dalla Unione Europea, che personalmente ritengo, in tutti i campi, vada oltre le sue competenze, e comunque, molti danni ha fatto al nostro Paese, soprattutto in campo economico e del lavoro. L’Unione Europea è un vero e proprio Grande Fratello, sempre pronta a spiare e ad imporre all’Italia comportamenti, non consigliabili, ma obbligatori, cancellando di fatto la nostra cultura umanistica e cristiana, imponendo un’arida cultura tutta rivolta al mercato, che, in effetti, è divenuto il nostro vero amministratore. Laddove esiste la logica del mercato, automaticamente non vi è spazio per comportamenti umani, come la cultura, la solidarietà, la fede: tutte queste cose vengono anteposte ed annullate dalla rigida razionalità mercatistica. Purtroppo, nel nostro Paese. i tristi risultati sono sotto gli occhi di tutti in tutti i settori. Questo complotto contro la Chiesa parte da lontano, precisamente da quando è stato istituito in Italia un governo, purtroppo scelleratamente favorito da politici cattolici, prima di tutti il suo presidente, che non hanno esitato a portare al potere partiti e uomini da sempre dichiaratamente anticlericali. Era chiaro per tutti che queste persone avrebbero poi preteso leggi a favore della convivenza, del matrimonio fra omosessuali, rivisitazione in negativo della legge abortiva, etc., ossia tutte quelle manovre atte a scardinare il sacro valore della famiglia, provocando giustamente una pronta difesa da parte di Benedetto XVI a favore dei valori morali e dell’istituzione cristiana del matrimonio, purtroppo trascurati per circa trent’anni dalla stessa Chiesa, che aveva posto la sua attenzione più sul richiamo delle masse che sulla difesa dei valori cristiani. È chiaro che Benedetto XVI, in tale contesto, è un Papa che fa paura, perché si interpone strenuamente tra quei disegni e la loro attuazione, battendosi giustamente, secondo il primato conferitogli da Cristo stesso, a difesa del cristianesimo, con lo scopo di evitare il rischio di una totale scristianizzazione dell’Occidente. Quindi, considerato che i primi a parlare della pretestuosa storiella di presunte agevolazione fiscali alla Chiesa sono stati deputati come Cento e la Bonino, l’ennesimo attacco alla Chiesa è da considerarsi di natura squisitamente politica, perché essa è stata in grado, soprattutto per merito di Benedetto XVI, di scongiurare una decadenza morale e di salvare almeno quella parte di cristiani che non si sono conformati alla mentalità del secolo, e, da essi partendo, per ricostruire pezzo per pezzo la Chiesa di Dio. È un po’ come ripartire da dodici uomini con il compito di ri-evangelizzare tutte le parti della terra. Allora, sperando che tutti quei cristiani, compresi i presuli, che hanno votato per i loro e nostri nemici, abbiano compreso di aver commesso un gravissimo errore morale nel compiere la loro sciagurata scelta, ora urge una mobilitazione pacifica ma decisa del mondo cristiano, a difesa della fede, incoraggiando il proprio Pastore, Benedetto XVI, che ha dimostrato di non avere alcuna esitazione nella difesa e nella sofferenza della predicazione della verità.

euge ha detto...

Beh da Pannella è difficile mangiare apparentemente visto gli scioperi della fame che fa un giorno sì e l'altro pure............ a quest'ora dovrebbe essere l'ombra di se stesso!!!!!!!! da Cappato forse è un pò più facile comunque possono tranquillamente andare a mangiare da Bertinotti, Bonino , Pecoraro Scanio la lista è lunga!!!!!!!!!!!!!!!
Eugenia

Antonio ha detto...

Prendo lo spunto da questo ultimo post di euge per riaffermare quello che ho detto nel mio precedente intervento, purtroppo un po’ lungo, ma era necessario per dire tutto quello che pensavo. Il punto centrale del mio intervento è proprio questo: “Chi ha portato al governo i personaggi, anticlericali, citati nel post di euge?”… Riflettiamo su questo. Ciao a tutti!

euge ha detto...

Caro Antonio me lo chiedo costantemente anch'io da quell'infausto giorno!!!!!!! E proprio coloro che sono stati gli artefici di questo disastro con il loro voto dovrebbero ora fare altro che Mea Culpa!!!!!!!!!!!!!
Di certo questi al governo non ci sono finiti per opera dello Spirito Santo!!!!!!!!! ( non è una battuta di cattivo gusto è un modo di dire!!!!!!!!!!)
Eugenia