18 maggio 2008

Clamoroso flop della manifestazione genovese contro il Papa: poca gente e tanti insulti (Stefania Antonetti)


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Pochi, senza idee ma tanti insulti

Sotto la pioggia i laici annebbiati dalla rabbia

di Stefania Antonetti

«Tornate nelle parrocchie dove siete stati battezzati e chiedete di essere cancellati dai registri di battesimo. Ognuno di noi ha il sacro santo diritto di essere sbattezzato».
Questo uno dei tanti slogan urlati dal microfono del vetusto furgoncino bianco che ha fatto da apri pista al Pride laico di ieri pomeriggio.

Una sfilata caratterizzata anche da bestemmie scritte e blasfemia gratuita; voluta da un popolo di manifestanti che partendo da piazza Montano contava alle 16, poco più di 300 persone, esclusivamente genovesi, aumentate poi, lungo il tragitto. Niente di particolare viste le previsioni delle forze dell'ordine che hanno stimato una partecipazione di 600 anime.

Nulla a che vedere invece con quelle degli organizzatori che ne hanno contate, paradossalmente, oltre mille. E a dire il vero, fin troppo fortunati possono ritenersi, perché gran parte dei manifestanti si sono aggregati proprio durante la sfilata, fotografata da Carlo Kaiser, lettore indignato per quanto ha visto.
Un corteo dove Laika, il cane di cartapesta bianco e nero, alto quasi un metro, è diventato inconsapevolmente l'emblema del pride laico; la sosia della cagnetta spaziale sovietica, abbandonando la tradizionale visione che la vuole come simbolo della fedeltà, si è trasformata così nella mascotte della manifestazione voluta dai centri sociali e dalle associazione laiche, atee, omosessuali e femministe, scesi in piazza per urlare tutto il loro dissenso contro Papa Benedetto XVI. «Nessuna sterile contrapposizione alla visita del Papa. Non vogliamo fare ingerenze. Non avrebbe senso», aveva ripetuto qualche giorno fa, Luca Oddone del centro sociale Zapata a nome degli organizzatori.

Eppure la parata, che nelle intenzioni doveva essere almeno colorata e gioiosa - partita da piazza Montano a Sampierdarena, è proseguita per via Cantore, via Buozzi, via Adua, sino in piazza Caricamento - ha avuto invece come unico bersaglio la fede cattolica e il suo massimo rappresentante.

Non sono mancati certamente richiami poco lungimiranti nei confronti del capo della Conferenza episcopale italiana (Cei) e del cardinale Tarcisio Bertone.
I manifestanti, membri di una lunghissima lista di associazioni e centri sociali: Zapata, Terra di Nessuno, Laboratorio sociale Buridda, gli universitari di Humpty Dumpty, Rete Laica, Assemblea antifascista, Arcigay, le Ninfe-Arcilesbica, Usciamo dal Silenzio, Città Partecipata, Lila, Linfa e Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), insieme alle forze politiche di Rifondazione comunista, dei Verdi e della Sinistra Critica, hanno sfilato inneggiando slogan, alzato manifesti e dimostrato un forte senso di inciviltà. L'acronimo Pd (Partito democratico), è diventato così per i manifestanti, una sigla per bestemmiare l'impossibile. Ma anche una maglietta nera indossata dall'eclettico Bob Gallero, musicista genovese, che riproduceva le foto colorate dei cardinali Bagnasco e Bertone, accompagnati da una indicibile offesa contro Dio. Ma non c'è limite al peggio. Soprattutto quando il Santo Padre viene oltraggiato nei peggiori dei modi. Bastava infatti alzare lo sguardo per scorgere un'immagine agghiacciante: la foto di Benedetto XVI accostata a quella di Josef Fritzl l'uomo che in Austria ha segregato in cantina la figlia per 25 anni e dalla quale ha avuto sette figli.

E pensare che coloro che hanno manifestato ieri pomeriggio, sono gli stessi che accusano di oscurantismo, intolleranza e di regressione culturale, la Chiesa cattolica. E anche gli stessi che tempo fa hanno giurato di non voler offendere la fede di nessuno in questa manifestazione: insomma, doveva essere «una giornata di contestazione e basta; una mobilitazione per i diritti, le libertà e contro l'integralismo vaticano».

Il tutto, sotto l'occhio vigile dell'esponente della Sinistra critica, Franco Turigliatto, di poliziotti, carabinieri e finanziari e da un'insolita «coda»: gli addetti di un'azienda privata incaricata di cancellare le scritte lasciate dai manifestanti sui muri. Come accaduto ieri mattina in Sopraelevata, chiusa al traffico alle 7 per rimuovere la scritta: «*******».

Insomma, dietro «i diritti, le libertà e contro l'integralismo», slogan ufficiale del Pride laico, i manifestanti hanno saputo macchiare un evento di grande visibilità nazionale e internazionale quale la visita del Pontefice a Genova.

© Copyright Il Giornale (Genova), 18 maggio 2008 consultabile online anche qui.

No, non hanno macchiato un bel niente visto che hanno mostrato la loro vera faccia (e le foto lo documentano, cari signori, quindi e' inutile negare...).
Questo articolo e' qui a dimostrare fino a dove puo' spingersi l'oscurantismo (questo si'!) di certuni.
Non vale la pena fare pubblicita' ad un evento che ha raccolto comunque quattro gatti...

R.

5 commenti:

euge ha detto...

Che cosa avrebbero macchiato??????? La visita del Papa''''''? Ma signori via un pò di serietà prima di scrivere certi articoli.......... quattro gatti ( portando rispetto massimo agli amici felini che nulla hanno in comune con questa gente) di più non erano e per giunta come dici tu Raffaella, hanno soltanto fatto vedere la vera faccia che nulla a che vedere con la tolleranza, il rispetto, la difesa dei diritti e la pace!!!!! non è bestemiando e turlupinando che si difendono le proprie convinzioni ma, questi si sa sono quelli che ancora devono digerire il fatto che la gente ringraziando DIO ha un proprio cervello con cui ragionare.
Mi meraviglio del giornale di Genova, che da una così grande importanza ad un episodio che sinceramente non ha fatto altro che evidenziare quanta intolleranza e voglia di provocare c'è da parte di chi della tolleranza si riempie la bocca a sproposito senza neanche capire di che cosa stia parlando.

Marco ha detto...

Come si suol dire:"ve la cantate e ve la suonate da soli". Sicuramente chi vuole informazioni sulla contromanifestazione di Genova non viene a cercarle su questo blog.

Raffaella ha detto...

Beh, caro Marco, che la manifestazione sia stata un flop e' un dato di fatto e qui ci limitiamo a riportare articoli di giornale.
Chiaramente non facciamo pubblicita' a questi "eventi" nel momento in cui ci sono scritte ed urli blasfemi.
Per un resoconto pubblicitario della "grande festicciola" consiglierei di consultare la galleria fotografica di Repubblica e l'edizione locale dello stesso quotidiano in edicola ieri.
R.

don Marco (sociologo) ha detto...

Caro Marco a dire il vero che qualcuno voleva anticipare il Carnevale lo avevo letto su questo blog e sono andato a vedere le folle oceaniche contro il Papa, a dire il vero non mi è parso da qualche TG che fossero poi così tanti, ma forse non ho visto vede. E cmq fosse stata anche solo una persona meriterebbe attenzione se non fosse volgare e offensivo.
Di solito se non ricordo male e se i miei studi non sono stati superati da qualche nuova teoria comportamentale e sociologica, quando si manifesta dissenso con insulti, bestemmie, volgarità e quanto degno di certe categorie non si chiama libertà d'opinione nè mi sembra che ci sia stato qualcosa di culturalmente apprezzabile se non la dimostrazione di una sotto cultura violenta e senza motivazioni capace solo di lanciare insulti gratuiti e incapace di ascoltare.
Spesso mi son chiesto se noi si scendesse al vostro livello (impossibile) chissà cosa verrebbe fuori!!! Ma visto che ciò non accade pensate da soli a scendere sempre più in basso per attirare la vostra attenzione. Attenzione, per farsi notare bisogna salire non scendere, questo vale sia in fisica sia nella società.
Un mio amico mi ha confermato che 300 eravate a mala pena non sicuramente 1000 salvo non vi riproduciate in progressione geometrica!!
Vi augurerei buon lavoro se foste una genìa di persone intelligenti ma non so nemmeno cosa dirvise non che fate tenerezza.

euge ha detto...

Grande Don Marco!!!!!!!!