05 ottobre 2007

ESCLUSIVA DE "IL MESSAGGERO": IL PAPA PREPARA LA TERZA ENCICLICA, SULLA SPERANZA (forse in uscita prima di quella a sfondo sociale)


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L'ESCLUSIVA

La sfida del Papa: la prossima enciclica sarà sulla speranza, contro il nichilismo

di FRANCA GIANSOLDATI

IL Papa sta ultimando un’enciclica sulla speranza. Alla Deus Caritas Est, la prima enciclica del pontificato promulgata all’inizio dell’anno scorso e interamente dedicata al tema dell’amore di Dio, farà seguito - e in tempi non troppo lontani - una seconda Lettera.
Dovrebbe vedere la luce molto prima di quell’enciclica sociale di cui si parla con insistenza da qualche mese, da quando Benedetto XVI, durante le vacanze in Cadore, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano su quali testi stesse lavorando, confermò con un sorriso l’esistenza di un elaborato sulle grandi questioni sociali, sulla globalizzazione, le ingiustizie, riprendendo grosso modo - in chiave aggiornata - la Centesimus Annus di Giovanni Paolo II, in occasione del quarantennale della Populorum Progressio di Paolo VI.

Nessuno però immaginava che il Papa nel suo studiolo, nello chalet di montagna, stesse mettendo a punto una terza enciclica. Stavolta al centro della riflessione, dopo la carità della Deus Caritas Est, ci sarà un’altra virtù teologale, quella che fa riferimento all’aspirazione del cristiano alla massima felicità, il Regno dei Cieli.

Sembrerebbe un discorso quasi scontato ma in tempi segnati dall’incertezza e dal relativismo, soprattutto in riferimento alle verità ultime ed al tema della vita eterna, non tutti i credenti sembrano possedere la medesima, incrollabile, consapevolezza. In un discorso ai vescovi messicani, due anni fa, lamentava che «dinnanzi ad un panorama mutevole e complesso come quello attuale, la virtù della speranza è sottoposta a dura prova nella comunità dei credenti». Proclamata nelle Beatitudini di Cristo, descritta dall’apostolo Paolo nella Lettera agli Ebrei un’«ancora» di vita «sicura e salda» che «penetra fin nell’intero del velo del santuario dove Gesù è entrato per noi come precursore», la speranza secondo la Chiesa indica al popolo di Dio la strada maestra per non perdersi, per riporre fiducia nelle promesse di Cristo facendo leva non sulle proprie forze ma sull’aiuto della grazia per guadagnare così la gioia eterna. La Chiesa insegna che se l’amore, dunque la carità, resta un compito per ogni singolo fedele così come per l'intera comunità ecclesiale, non di meno lo deve essere la speranza, senza la quale non vi è perfetta comunione con Dio. E’, infatti, la speranza della vita eterna a suscitare l’autentica preoccupazione per il benessere degli uomini. Un passo del vangelo di Giovanni è esplicito in tal senso: «Se uno dicesse: io amo Dio e odiasse suo fratello, è un mentitore; Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede». Diversi pensatori hanno evidenziato il ruolo della speranza cristiana paragonandola ad una compagna di viaggio, al pari della fede e della carità, tra loro intimamente connesse. Charles Peguy osservava che la «speranza è una bambina da nulla venuta al mondo il giorno di Natale dell’anno scorso», una «bambina che traverserà mondi compiuti», una «piccola speranza che avanza senza farsi notare tra le due sorelle maggiori, quella che è sposata, la fede, e quella che è madre, la carità». Piccola bambina ma capace di «avanzare e trascinare con sé le due sorelle maggiori».

Il Papa teologo in questa enciclica desidera parlare al cuore dei cristiani e invitarli ad avere speranza, a vedere il futuro, a superare le paure della morte. Nella visione del papa i cristiani sono chiamati ad essere testimoni di speranza, a restare sempre giovani a non farsi travolgere dal pessimismo, dal nichilismo, dai fallimenti umani.

In questo orizzonte l’enciclica di Benedetto XVI sembra inserirsi nei grandi dibattiti legati ai dubbi e alle sfide dell’umanità, dalle frontiere scientifiche, della bioetica, della difesa della vita. Nietzsche diceva che la speranza è la «virtù dei deboli» perché rende i cristiani inutili ed estranei al progresso del mondo. Papa Ratzinger risponde al nichilismo, da lui denunciato più e più volte, con un’enciclica.

Il titolo che avrà dipende dall’incipit del documento ma non è ancora stato definito, così come non è ancora stabilito quando uscirà. Non resta che attendere.

© Copyright Il Messaggero, 5 ottobre 2007

2 commenti:

francesco ha detto...

penso che sarà un'altra pietra miliare
la mancanza di speranza autentica è quella che viene a mancare quando si esclude Dio dall'orizzonte della vita umana...
si comincia ad adattarsi a speranze false e illusorie...
Benedetto XVI si conferma attento e sapiente conoscitore delle dinamiche più profonde dell'uomo e della storia...
magna tempora currunt

PS... raffaella, hai ricevuto qualcosa di speciale?

Raffaella ha detto...

No, in che senso?