4 ottobre 2007

Il Papa: «Castigo per chi scandalizza i piccoli»


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Ratzinger: «Castigo per chi scandalizza i piccoli»

di Andrea Tornielli

«Chi scandalizza anche uno solo dei piccoli che credono in Cristo subirà un castigo intollerabile». Lo ha detto ieri mattina il Papa, ripetendo le parole contenute in una lettera di Cirillo d’Alessandria a Nestorio. La citazione era inserita nella meditazione sulla figura del grande santo, padre della Chiesa e ultimo rappresentante di rilievo della tradizione alessandrina, che Benedetto XVI ha svolto durante l’udienza generale in Piazza San Pietro, di fronte a quarantamila fedeli.

Lo «scandalo» a cui si riferiva Cirillo era quello del dubbio che veniva insinuato nella fede del popolo, nella fede dei semplici. Ma la frase può essere anche applicata ai tragici e tristi episodi di molestie sessuali compiute contro i bambini.

Il Papa ha spiegato il contrasto tra Cirillo d’Alessandria e il monaco Nestorio, eletto alla guida della Chiesa di Costantinopoli. Quest’ultimo preferiva definire la Madonna «Madre di Cristo» anziché «Madre di Dio», sottolineando la separazione tra le nature umana e divina di Gesù. Cirillo, massimo esponente della cristologia alessandrina «che intendeva invece sottolineare fortemente l’unità della persona di Cristo», aveva reagito scrivendo alcune lettere allo stesso Nestorio.

In una di queste, ha spiegato Benedetto XVI «leggiamo una chiara affermazione del dovere dei pastori di preservare la fede del Popolo di Dio. Questo era il suo criterio, valido peraltro anche oggi: la fede del Popolo di Dio è espressione della tradizione, è garanzia della sana dottrina».

Parole che il Papa attualizza e che ha fatto sue da molti anni. Da arcivescovo di Monaco, all’inizio degli anni Ottanta, aveva infatti affermato che il «compito democratico» del magistero era quello di salvaguardare «la fede dei semplici».

Ratzinger ha quindi citato un brano di Cirillo: «Bisogna esporre al popolo l’insegnamento e l’interpretazione della fede nel modo più irreprensibile e ricordare che chi scandalizza anche uno solo dei piccoli che credono in Cristo subirà un castigo intollerabile».

Ma queste parole, anche se qui riferite alle possibili presentazioni distorte della fede, si possono applicare ancor di più ai casi in cui esponenti del clero si macchiano di atti gravissimi quali gli abusi sui minori. Delitti devastanti, che distruggono la vita delle vittime e screditano l’azione della Chiesa.

«La fede cristiana - ha concluso Benedetto XVI - è innanzitutto incontro con Gesù, una persona che dà alla vita un nuovo orizzonte. Di Gesù Cristo san Cirillo di Alessandria è stato un instancabile e fermo testimone, sottolineandone soprattutto l’unità». «Dio è eterno, è nato da una donna e rimane con noi ogni giorno. In questa fiducia viviamo, in questa fiducia troviamo la strada della nostra vita», ha concluso.
Da ieri mattina Ratzinger è rientrato definitivamente in Vaticano terminando il periodo trascorso a Castelgandolfo. Tra gli impegni che lo aspettano c’è la visita a Napoli, il prossimo 21 ottobre, dove aprirà anche i lavori del meeting interreligioso di Sant’Egidio. Poi, il 24 novembre, il Papa terrà un concistoro per la creazione dei nuovi cardinali.

© Copyright Il Giornale, 4 ottobre 2007

Veramente ottimo questo articolo di Andrea Tornielli! Parla dell'argomento anche nel suo blog.
Raffaella


In 40mila all’udienza generale in Vaticano

Città del Vaticano

Una grande folla ha accolto Benedetto XVI in piazza San Pietro per il tradizionale appuntamento dell’udienza generale. Tutti i settori sono risultati infatti gremiti e si è potuto stimare circa 40 mila persone il numero dei presenti, dei quali solo la metà avevano chiesto nei giorni scorsi il biglietto alla Prefettura della Casa Pontificia. Arrivato da Castelgandolfo in elicottero, Papa Ratzinger ha iniziato ieri alle 10,30 il consueto giro sulla jeep bianca scoperta tra i pellegrini. Al termine dell’incontro, il Pontefice non è tornato a Castelgandolfo ma si è fermato in Vaticano perché ieri è stato il giorno del suo rientro nel Palazzo Apostolico dopo il soggiorno estivo nella cittadina laziale. Durante l’udienza il Papa ha dedicato l’udienza generale di ieri mattina in piazza San Pietro alla figura di San Cirillo d’Alessandria.
«La fede cristiana è innanzitutto incontro con Gesù, una persona che dà alla vita un nuovo orizzonte». Lo ha detto il Papa definendo San Cirillo «un instancabile e fermo testimone», soprattutto dell’«unità». Il Papa, che ha lasciato in modo definitivo Castel Gandolfo, ha ripercorso la battaglia di Cirillo contro Nestroio che divideva la natura umana di Cristo da quella divina e in questo modo negava a Maria il titolo di Madre di Dio. «Uno solo è il Figlio, uno solo il Signore Gesù Cristo, sia prima dell’incarnazione sia dopo l’incarnazione»: questa, ha ricordato Benedetto XVI, una delle affermazioni centrali di Cirillo, che scriveva: «Non era un Figlio il Logos nato da Dio Padre, e un altro quello nato dalla Santa Vergine; ma crediamo che proprio Colui che è prima dei tempi è nato anche secondo la carne da una donna». «Questa affermazione, al di là del suo significato dottrinale - ha spiegato il Pontefice - mostra che la fede in Gesù Logos nato dal Padre è anche ben radicata nella storia perché, come afferma San Cirillo, questo stesso Gesù è venuto nel tempo con la nascita da Maria, la Theotòkos, e sarà, secondo la sua promessa, sempre con noi». «Cristo è presente sempre, secondo la sua promessa con noi, fino alla fine dei tempi», ha detto il Papa a braccio al termine dell’udienza. Ed ha aggiunto: «Dio è eterno, nato dalla Madonna, e rimane con noi ogni giorno. In questa fiducia viviamo, in questa fiducia troviamo la strada per la nostra fede».

© Copyright Il Cittadino, 4 ottobre 2007

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