28 aprile 2008

Il falso allarme sulla salute di Benedetto XVI: cronaca di una menzogna annunciata (Galeazzi)


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Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questo bellissimo commento di Giacomo Galeazzi al paradossale articolo de "Le Figaro" su presunti (ma inesistenti) problemi di salute del Santo Padre.
R.

Cronaca di una menzogna annunciata

di Giacomo Galeazzi*

CITTA’ DEL VATICANO - Cronaca di una menzogna annunciata. Il falso allarme sulla salute di Benedetto XVI, lanciato sabato dal quotidiano francese "Le Figaro" e subito smentito dalla Santa Sede, non è solo un clamoroso errore giornalistico. E' qualcosa di più grave, che deriva dalla spasmodica ricerca di tutto quanto possa suscitare clamore, anche a rischio del ridicolo. A noi vaticanisti che lo abbiamo inseguito nello sterminato calendario di impegni dello storico viaggio in America, il Papa è apparso in forma smagliante. Ogni incontro, un bagno di folla, migliaia di mani da stringere, discorsi, celebrazioni e colloqui in una lingua straniera, senza mai una flessione, un segno di stanchezza. Per questo ho chiesto al mio giornale di prendere le distanze dalla paradossale caccia agli indizi (nulli) di un dato di realtà (inesistente). E così hanno fatto i miei colleghi delle altre testate, perciò "Le Figaro" non ha avuto eco nella stampa italiana. La verità è che Benedetto XVI, predicando il Vangelo, "disturba". E la ragione di questa "allergia" al cattolicesimo la offre in maniera mirabile il portavoce dell'Opus Dei, Giuseppe Corigliano, in spunti di riflessione che rappresentano per me un orientamento fondamentale.
La riforma protestante ha seminato la diffidenza verso il cattolicesimo in molti popoli del nord Europa. Un germe affievolito ma non scomparso. Un altro germe è la filosofia che preparò la Rivoluzione Francese. In particolare, il pensiero di Rousseau che vede nel buon selvaggio il modello di ogni bontà e indica nella morale cattolica il giogo oppressivo che avvelena la società. Il cattolicesimo diventa una realtà da combattere per il bene dell’umanità.
Così si spiega lo slancio quasi missionario con cui tuttora si attacca la Chiesa fino a farla diventare l’unica entità di cui si può parlar male a man salva, anzi acquisendo meriti. Allora occorre screditare e calunniare con un crescendo rossiniano: finché il venticello della calunnia diventa un colpo di cannone. Ciò non equivale a vedere la cultura dominante come “cattiva” ma semplicemente come frutto della storia, un’eredità spesso accolta acriticamente. E sono così salve le intenzioni delle persone che ne sono coinvolte. Naturalmente, insegna Corigliano, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. “Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi”, dice Gesù nel Vangelo di San Luca. Chi segue Gesù può piacere a molti ma non a tutti.
E il "fastidio" provocato dall'evangelico Benedetto XVI è all'origine anche del paradossale scivolone de "Le Figaro". Ed è la spia di un disagio laicista mentre milioni di persone stanno tornando ad aver sete di Dio e sono deluse dagli idoli di questo mondo.
L’idolo del sesso che ti promette le gioie del paradiso e ti delude puntualmente. L’idolo del denaro che ti consente di arrivare al cimitero carico di milioni, ignaro del sapore di una vita d’amore. L’idolo della celebrità pieno di vuoto. L’idolo del potere, che svanisce nella solitudine. Il mistero che ci circonda è grande, ama ripetere Corigliano. Un verso disperato del poeta Carducci riflette il disagio del laicismo che ancora vaga nell'aria e trova assurde concretizzazioni pure nelle odierne pagine dei giornali: “Meglio, oprando, obliar senza indagarlo questo grande mister dell’universo”. Meglio darsi all’azione senza indagare il senso della realtà che ci circonda. "E perché non concedere una possibilità di ascolto a un Dio che si vuole rivelare?", si domanda opportunamente Corigliano. Il Dio che parla attraverso il popolo eletto e poi all’umanità intera deve essere ignorato?
L'apostolato di Benedetto XVI è la risposta provvidenziale a questi interrogativi. Per questo crea tanto fastidio in chi non ha il coraggio di farsi domande.

*Vaticanista del Quotidiano ‘La Stampa’

7 commenti:

Luisa ha detto...

Vi ripeto amici, la cosa più consolante in tutto ciò, non è tanto che il Papa stia bene, questo già lo sapevamo, ma che questo giornalista sia stato screditato dai lettori stessi del Figaro.
Non è la prima volta che il corrispondente romano del Figaro scrive articoli, zeppi di inesatezze, ad esempio il suo articolo, sulle Liturgie pasquali del Santo Padre secondo il quale il Papa avrebbe introdotto elementi della Messa tridentina...per non parlare del suo apprezzamento personale sulla Liturgia, sugli abiti liturgici...ecc.
È lo stesso che aveva scritto che Papa Benedetto avrebbe sotterrato il processo di beatificazione di Pio XII a causa delle sue posizioni sulla Shoah, per non inasprire i rapporti con Israele...
Dunque io tengo in memoria che "Le Figaro" ha lasciato passare questo articolo ridicolo, che certe redazioni italiane hanno giudicato opportuno riprenderlo invece di ignorarlo, che bastano le farneticazioni (non so se la parola è corretta,non vorrei essere a mia volta offensiva),le menzogne di un giornalista legato ad una agenzia di stampa e ad un giornale importante, per obbligare Padre Lombardi ad intervenire,e bene ha fatto a farlo.
Osserviamo questo sistema mediatico, prendiamo appunti, teniamo in memoria, certi giornalisti, senza dubbio senza esserne consapevoli, stanno formando il nostro senso critico,obbligandoci a restare svegli e attenti.
Ma non generalizziamo, vi sono tanti giornalisti che fanno il loro lavoro con serietà e onestà intellettuale.
Grazie a Galeazzi per i suoi articoli, questo per Petrus e quelli che ha scritto dagli States !

mariateresa ha detto...

pienamente d'accordo, Luisa.
Ed è molto importante che i lettori non si stanchino di intervenire per dimostrare che non sono dei contenitori adatti a qualsiasi contenuto più o meno manipolato. Tre anni di pontificato hanno insegnato qualcosa.

euge ha detto...

hai ragione mariateresa. Noi tutti dobbiamo dare prova di intelligenza vera, cercando sempre per quanto ci è possibile e con i mezzi che abbiamo, di dimostrare che non siamo contenitori che si possono riempire a piacimento e con tutto quello che al primo diciamo " giornalista ", passa per la mente di scrivere.
Un grazie a Galeazzi.

Carla ha detto...

Bellissimo l'articolo di Galeazzi. “Meglio, oprando, obliar senza indagarlo questo grande mister dell’universo”. Quando lessi per la prima volta "Idillo maremmano", questo versetto lì per lì non mi disse molto. Ma ora, alla luce di una fede "tiepida" pur di più priva dei continui stimoli contenuti nelle riflessioni di Papa Benedetto, capisco la condizione "disperata" degli agnostici, i quali, in sintesi, fanno proprio il concetto "meglio obliar, oprando" , rimuovendo i grandi interrogativi che non trovano risposta, ma poi si dibattono angosciati su quale possa essere il senso profondo del nostro "oprar". Carla

Carla ha detto...

Scusate, riscrivo il commento perchè a causa di alcuni pasticci nelle correzioni è risultato incomprensibile.
Bellissimo l'articolo di Galeazzi. “Meglio, oprando, obliar senza indagarlo questo grande mister dell’universo”. Quando lessi per la prima volta "Idillio maremmano", questo versetto lì per lì non mi disse molto, alla luce di una fede "tiepida", priva dei continui stimoli contenuti nelle riflessioni di Papa Benedetto. Ma ora, grazie a lui, capisco la condizione "disperata" degli agnostici, i quali, in sintesi, fanno proprio il concetto "meglio obliar, oprando" , rimuovendo i grandi interrogativi che non trovano risposta, ma poi si dibattono angosciati su quale possa essere il senso profondo del nostro "oprar". Carla, scusate ancora

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella, leggo dal blog di Tornielli che:
....Nell'articolo in questione si citalo del parole del cardinale Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga ... il quale afferma che il prossimo Papa dovrebbe provenire dal terzo mondo. Parole che sono state lette come un’autocandidatura. Ora, apprendo che il cardinale, leggendo Le Figaro, ha reagito ricordando che i virgolettati citati (tratti da un libro appena uscito in Francia) risalivano a un’intervista del 2001, dunque del tutto fuori contesto.
C'è un solo termine adatto a descrivere il giornalista Yannou. Peccato sia un tantino volgare. :-)
Alessia

Raffaella ha detto...

Grazie, Alessia :-))
Inviterei, con tutto il rispetto, anche i cardinali alla massima attenzione onde evitare di essere strumentalizzati.
R.