30 aprile 2008

La Turco apre all’eugenetica (Tempi)


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La Turco apre all’eugenetica

L’ormai ex ministro della Salute emana nuove linee guida sulla legge 40 e raggira la norma che vieta la diagnosi pre impianto. Intervista a Assuntina Morresi, membro del Cnb

di Chiara Sirianni

Il ministro della Salute Livia Turco ha emanato le nuove linee guida della legge 40 sulle indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita previste dall’articolo 7 della legge 40, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di oggi. Le nuove linee guida eliminano il divieto alla diagnosi reimpianto degli embrioni.

Il decreto, che aggiorna le precedenti linee guida del 21 luglio 2004, è stato firmato dal Ministro della Salute Livia Turco lo scorso 11 aprile. Insomma, anche nell’ultimo giorno da ministro, la Turco ha voluto farsi riconoscere.

Chiediamo un commento ad Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica.

Secondo lei è stato un colpo di mano da parte di Livia Turco il fare queste modifiche l’11 aprile, quindi a ridosso delle elezioni politiche?

Assolutamente sì. È chiaro che a questo punto non aveva più niente di perdere: apportare le modifiche in tempi non sospetti avrebbe senza dubbio suscitato delle grosse polemiche durante il governo Prodi. Si tratta di un colpo di coda, un atto non so quanto legittimo, e certamente di dubbio gusto, per lasciare una patata bollente nelle mani del nuovo governo.

Si aspettava questa mossa da parte del ministro?

No. Confidavo in una maggiore correttezza.

In che direzione sono state cambiate le linee guida della legge 40?

Non sono cambiate, o meglio si è trattato di un’operazione molto più sottile: è stata eliminata, di fatto, l’analisi osservazionale, ma senza introdurre in maniera diretta la diagnosi pre impianto, che rimane vietata dalla legge. Il ministro Turco non ha fatto altro che riportare nelle linee guida la sentenza del Tar del Lazio (ottobre 2007, ndr) sentenza che ha annullato i commi delle precedenti linee guida, che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale. Ciò che lei ha fatto è stato introdurre un elemento di ambiguità.

A quali rischi può portare questa ambiguità?

Al rischio che si apra un varco a criteri eugenetici. La legge 40 dice che ogni intervento sull’embrione può essere effettuato solamente a scopo terapeutico, è pensata per sostenere le coppie sterili ed aiutarle ad avere figli, non per selezionare i figli. La diagnosi pre impianto è invece un test genetico, che serve per selezionare, e non è in alcun modo terapeutica per gli embrioni. Serve solo per individuare degli embrioni con difetti genetici, quindi apre immediatamente al criterio di scartare i peggiori e prendere i migliori, vale a dire a un criterio eugenetico per definizione.

© Copyright Tempi, 30 aprile 2008

6 commenti:

Carla ha detto...

Ma l'ANSA in primis titola trionfante: Legge 40, si cambia, "eliminato il divieto della diagnosi pre-impianto". E' questo che diceva la sentenza del TAR? Mi pare di no, credo sia un colpo di mano. Uff, oggi sono scatentati, prima Visco che, semza avvisare nessuno, ha sparato in internet tutti i nostri dati personali, a beneficio di eventuali delinquenti (oltre i redditi, anche l'indirizzo di casa e il telefono, quindi poveri illusi quelli che per la privacy, hanno scelto di non comparire sugli elenchi telefonici), poi la Turco con questa perla. E' una vendetta, infatti non a caso avevano evitato, per calcolo, di fare queste cose prima delle elezioni, la reazione sarebbe stata uno "tsunami"......

Bastardlurker ha detto...

Nella legge 40 non esiste nessun divieto esplicito alla diagnosi preimpianto.

Il divieto era previsto solo nelle precedenti linee guida, divieto demolito dalle sentenze del Tar.

La professoressa Morresi dovrebbe studiare meglio gli argomenti su cui esprime le proprie opinioni.

Anonimo ha detto...

Scusa Raffaella, se vado fuori tema.
Hervè Yannou, il vaticanista di Le Figaro ha scritto a Tornielli. Trovi il testo sotto il titolo: Le Figaro, i papabili e le interviste riciclate.
Buona serata
Alessia

Raffaella ha detto...

Beh, si dovrebbe studiare meglio il testo della legge 40/2004 approvata mediante referendum popolare del giugno 2006.
Il dettato e' disponibile qui.
In particolare l'art. 13, nel vietare in modo esplicito e categorico la sperimentazione sugli embrioni umani, cosi' prescrive:

3. Sono, comunque, vietati:

a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge;

b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo;

Le sentenze del Tar non hanno tenuto in debito conto il rischio eugenetico e, in ogni caso, una sentenza della magistratura amministrativa NON PUO' MAI correggere norme di legge approvate dal Parlamento.
Quella della Turco e' solo una provocazione, un colpo di coda di un governo morente e che personalmente non rimpiango.
R.

mariateresa ha detto...

e io quoque, cara Raffaella.

Carla ha detto...

...e poi, questa sentenza del TAR, è defintiva, è stata lasciata passare in giudicato? Certo, il Governo non aveva il minimo interesse ad impugnarla. In ogni caso, il testo dell'art.13 della L.40 è chiaro, lo spirito autentico della diagnosi pre-impianto è l'eugenetica. Buon giorno a voi Carla