27 settembre 2008

Scalfari sbatte su Porta Pia e cade in contraddizione (Espresso)


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Su segnalazione di Eufemia leggiamo:

IL VETRO SOFFIATO

Benedetta Porta pia

di Eugenio Scalfari

La fine dello Stato pontificio fu un gran bene per la Chiesa e stupisce il silenzio dei cattolici sulla manifestazione indetta dal sindaco fascista che guida il Comune di Roma
La cosa stupefacente di questo 20 settembre 2008 non è stata la celebrazione dei 19 soldati dell'esercito papalino caduti alla Breccia di Porta Pia, promossa dal Comune di Roma e dal sindaco della città; e neppure l'omesso saluto ai bersaglieri che conquistarono Roma rendendo finalmente possibile il completamento dello Stato unitario.
La cosa stupefacente è stata il silenzio pressoché totale dei cattolici italiani. Da Alemanno e dalla sua giunta siamo ormai abituati ad aspettarci di tutto, anche se in quest'occasione la sua iniziativa supera per fantasia retrograda tutte le altre fin qui messe in scena. Non siamo più soltanto al recupero dell'ideologia fascista; qui si è fatto un salto all'indietro di 138 anni di storia, con uno spirito papalino che neanche il fascismo ebbe.

Ma i cattolici? I cattolici politicamente impegnati? I vescovi della Conferenza episcopale? La Segreteria di Stato vaticana? E il Papa?

Il 20 settembre 1870 cadde finalmente il potere temporale del Papato che durava all'incirca da 1500 anni. L'editto di Costantino ne aveva posto le basi, ma esso diventò effettivo qualche secolo dopo e si allargò nel corso del tempo fino alle Romagne al nord e al Volturno a sud diventando uno Stato vero e proprio, una teocrazia in piena regola, con le sue leggi, le sue magistrature, le sue prigioni, i suoi patiboli, il suo esercito comandato di solito dai nipoti e/o dai figli del Papa in cattedra in quel momento.
Fu questa una delle storture più macroscopiche della Chiesa cattolica, che mise in secondo piano la predicazione evangelica e l'imitazione di Cristo, privilegiando invece i calcoli di potere, le alleanze, i trattati, le guerre.
Lo Stato del Papa fu uno degli ostacoli principali dell'Unità d'Italia e della sua indipendenza, ma soprattutto ostacolò l'evoluzione del pensiero cattolico verso la spiritualità, la pratica della non-violenza, le parole di pace e amore verso il prossimo, verso il diverso e addirittura verso il nemico.
I Papi furono innanzitutto sovrani temporali. Ce ne furono molti dotati di saggezza, di sapienza teologica, di spirito di carità, ma molti altri devastati invece da cupidigia, ambizione, lussuria, spirito di vendetta. Ma sia gli uni sia gli altri non potevano prescindere dalla volontà di potenza insita necessariamente nella natura di ogni potere politico. Se c'è un sentimento lontano ed anzi opposto allo spirito del Cristianesimo, esso è proprio quello della volontà di potenza che diventò la seconda (o la prima?) natura della Chiesa cattolica.
Essa è la sola tra tutte le confessioni cristiane che abbia coltivato per molti secoli il temporalismo, il regno in questo mondo e non solo nell'altro, ed abbia consapevolmente praticato l'ipocrisia di giustificare il temporalismo come irrinunciabile condizione per assicurare alla Chiesa la propria indipendenza. Ipocrisia, perché il mezzo diventò fin dall'inizio una finalità e l'indipendenza della missione pastorale ed evangelica fu perduta perché fu posta al servizio del potere e dei canoni propri del potere.
In tutte le religioni si pongono questioni di potere perché esse sono innate nell'umana natura, ma in nessuna, salvo forse nell'Iran khomeinista degli ayatollah, il desiderio del potere si è materializzato in un vero e proprio Stato, potente tra le potenze e implicato nel gioco politico e militare.
L'esistenza del Regno pontificio spiega anche perché il cattolicesimo italiano sia stato così diverso da quello esistente negli altri paesi cattolici europei, più povero di indipendenza e di protagonismo religioso, più silente e succube della gerarchia.
Da questo punto di vista la caduta dello Stato pontificio fu un gran bene per la Chiesa. O almeno: avrebbe potuto esserlo se il papato l'avesse vissuto e accettato come una liberazione, come l'occasione per riconquistare la sua piena libertà di espressione, di predicazione, di testimonianza.

Purtroppo non fu così. Il papato si chiuse a riccio, i portoni dei palazzi romani furono sbarrati di fronte all'avvento dello Stato italiano, laico per definizione, come sono e debbono essere tutti gli Stati che non siano governati dai preti.

Si vietò ai cattolici di fare politica. L'Italia a Roma fu considerata un atto sacrilego. Ogni rapporto col potere civile fu interrotto. Questa situazione durò per almeno quarant'anni, dal 1870 al Patto Gentiloni del 1911, quando il Vaticano permise ai cattolici di esprimersi politicamente partecipando a liste elettorali di intonazione cattolica e moderata. Infine diciott'anni dopo si arrivò al Concordato del '29 con Lo Stato fascista.
Ma nessun Papa ebbe la forza di proclamare che la caduta del temporalismo era stato uno degli eventi più positivi per l'evoluzione della Chiesa, salvo Giovanni XXIII e i suoi successori, auspice il Concilio Vaticano II.

Purtroppo il Papa attuale mostra un gusto 'retrò' che può motivare lo spirito papalino del sindaco fascista che guida il Comune di Roma.

Stupisce tuttavia che il laicato cattolico non abbia fatto sentire con forza la sua voce dentro la Chiesa e fuori della Chiesa. Questo è uno dei segnali peggiori della tristizia dei tempi che stiamo attraversando.

© Copyright Italia Oggi, 26 settembre 2008 consultabile online anche qui.

Scalfari...Scalfari...Scalfari...ma che noia!
Ma che barba! Sempre le stesse cose...ma noi siamo stufi :-)
Vuole sapere perche' i Cattolici non hanno commentato le tristi celebrazioni del 20 settembre 2008?
Vuole sapere perche' persino questo blog non ha ritenuto opportuno spendere mezza parola per questa ennesima bufala italiana?
Semplice: non ne valeva e non ne vale la pena!
Sono tutte banalita', tutte cose trite e ritrite.
E' ora di guardare avanti e di smetterla di vivere nel 1870!
Si e' voluto creare la polemica solo per riempire qualche pagina di giornale sottraendola al dramma economico dell'Italia e dell'Occidente e (perche' no?) al genocidio dei Cristiani in India e Medio Oriente.
Non stupisce che a creare la polemica sia stato un certo partito (molto piccolo) italiano che gode pero' dell'appoggio incondizionato di tanti e tanti media, Repubblica compresa.
Caro Scalfari, non dovrebbe lamentarsi: lo Stato italiano ha sottratto alla Chiesa beni di inestimabile valore e solo con il Concordato del 1929 la situazione e' stata "sanata", per cosi' dire, con ampio vantaggio del Regno d'Italia che ha ottenuto fontane, piazze e, non da ultimo, il Palazzo del Quirinale.
E poi ci si lamenta per l'otto per mille...
Ma su'!
Leggo
:

Essa è la sola tra tutte le confessioni cristiane che abbia coltivato per molti secoli il temporalismo...

Guardi, Scalfari, che la riforma protestante e' del 1500. Prima la Chiesa era una se ci eccettua lo scisma d'Oriente.
Non prendiamoci in giro...

Ma ecco il vero bersaglio (come sempre) del fondatore di Repubblica:


Purtroppo il Papa attuale mostra un gusto 'retrò' che può motivare lo spirito papalino del sindaco fascista che guida il Comune di Roma.

Ma per favore!
Il Papa attuale (che ha un nome!) e' talmente "avanti" da non entrare in queste banali, sciocche, retrò, polemicucce italiane!
A Benedetto XVI probabilmente non importa nulla di queste banalita'.
Caro Scalfari, legga i discorsi e le omelie del "Papa attuale" e scoprira' quanto egli sia lontano dal potere temporale.
Per di piu' e' tedesco ed ha una cultura sicuramente diversa da quella italiana.
Legga il discorso all'Eliseo e scoprira' che li' c'e' la chiave del pensiero del "Papa attuale".
Lei mi cade in contraddizione, caro Scalfari: per mesi e mesi ha proclamato dalle colonne domenicali di Repubblica che Benedetto XVI si occupa troppo di questioni italiane ed adesso si lamenta perche' snobba un argomento sciocchino prettamente italiota?
Suvvia...
La verita', caro direttore, e' che il Papa "attuale" e la maggioranza dei Cattolici vivono nel XXI secolo, sono proiettati verso il futuro e non si occupano di polemichette che durano, sui media italiani (e solo su quelli), lo spazio di uno o piu' mattini.
Dispiace che qualcuno sia rimasto al Risorgimento.
E' ora di andare avanti...
E con questo assicuro che il blog non si occupera' piu' di questo argomento che sa di muffa.

R.

9 commenti:

don Marco (storico) ha detto...

O Raffaella su Scalfari abbiam detto già tanto e anche troppo. Ma te gli stai a dare retta ancora???
Non fa onore alla tua serietà :)))
Proprio l'altro giorno guardavo un programma dove si parlava dell'Italia che restituisce varie cose a vari stati sottratte nel corso dei secoli.
Mi venne spontaneo pensare che tutti han diritto ...... tranne il Papa.
Piaccia o no lo stato pontificio esisteva da vari secoli, era legittimo esattamente come San Marino...... la storia non è fatta di se e di ma, allora è il caso di finirla con questa mediocre riflessione degna di 4 pagliacci, ma davvero 4.
Alcuni anni or sono passavo sulla nomentana e vidi uno sparuto manipolo di perdigiorno colà riuniti, pensavo fosse il solito gruppetto di ragazzi che si raduna al muretto, e invece erano loro a Porta Pia. Se ne occupa solo Scalfari e poco più.
Cara Raffaella tienici informati su questioni serie non sulle pagliacciate dozzinali di questi ignorantelli perchè piaccia o no Roma fu tolta al Papa con un atto aggressivo e fu incorporata allo stato italiano.....come san marino insomma. :))

mariateresa ha detto...

buongiorno cara.guarda , è solo per educazione che non mi lascio andare a dire cosa penso. Posso solo segnalare che i miei zebedei hanno raggiunto un diametro inimmaginabile.Me li trascino con fatica.
"Gusto retro"...ma che faccia tosta.
Andiamo avanti, cari amici.

Carla ha detto...

Buon giorno. Ma sì, Raffaella, lasciamolo perdere, come è possibile soltanto avviare un confronto civile con uno che scrive "....il sindaco fascista....", un "papa dal gusto retrò"? In questo momento pensiamo a cose veramente serie, come il genocidio dei cristiani in India e Medio Oriente, di cui per inciso al nostro predicatore sembra importare poco....

euge ha detto...

"Purtroppo il Papa attuale mostra un gusto 'retrò' che può motivare lo spirito papalino del sindaco fascista che guida il Comune di Roma."

Ecco cosa si legge su certa stampa italiana. I soliti indegni accostamenti che hanno esclusivamente il sapore del livore verso Il Papa che viene definito un Papa dal gusto " retrò " ma, ci rendiamo conto? e che per giunta viene accomunato in maniera inqualificabile con il Sindaco di Roma che viene definito in modo dispregiativo " fascista". Siamo alle solite.......... La solita " Repubblica" ed i soliti editoriali che hanno solamente lo scopo di attaccare e denigrare. Per quanto mi riguarda ho sopportato abbastanza questi continui attacchi indiscriminati al e senza senso al Papa che, torno a ripetere per i cattolici cristiani è il Vicario di Cristo.
Forse sarebbe il caso di evitare di dare tanta importanza a certi editoriali che hanno solo ed esclusivamente il compito di oltraggiare la figura di Benedetto XVI. Ora basta. Tutti gli argomenti sono buoni.

Luisa ha detto...

"Purtroppo il Papa attuale mostra un gusto 'retrò' che può motivare lo spirito papalino del sindaco fascista che guida il Comune di Roma."

Ecco una frase che si voleva a effetto, le famose "chutes" di un articolo, che devono colpire il lettore, LA FRASE che deve restare impressa nel lettore.
Ebbene con questa frase, Scalfari, dice che il Papa influenza il sindaco di Roma che non è solamente fascista, ma anche influenzabile, il Papa lui ha un gusto "retro".

Un cumulo di idiozie, che si possono solo giustificare con il bisogno di concludere un articolo su una frase ad effetto.
Penso e spero che Alemanno abbia sorriso, venendo a sapere che era oramai dotato di un spirito papalino, povero burattino nelle mani del Papa.
Non mi sento certo di commentare le parole del direttore di Repubblica sul Papa, denotano unicamente la sua insofferenza davanti all`ascolto reale e attento di cui gioisce Benedetto XVI.

L`accoglienza calorosa e entusiasta che Benedetto XVI ha ricevuto nella laicissima Francia, lo spazio che tutti i media gli hanno consacrato, hanno dovuto "sconvolgere" Scalfari e non solo lui !

Abbiamo oramai capito che quando Benedetto XVI parla, per certi media non fa altro che immischiarsi nella politica e vita sociale italiana e dovrebbe tacere, salvo se le sue parole sembrano essere critiche al governo e come tali strumentalizzate, quando invece Benedetto XVI tace...avrebbe dovuto parlare !

Mi sembra di poter dire che se c`è qualcuno di "retro", che è restato fermo e attaccato al passato, un certo passato, è il direttore di Repubblica.

Trilussa ha detto...

Vorrei aggiungere un particolare:

Sig. Scalfari il Sindaco di Roma è stato eletto tramite regolari elezioni amministrative; non mi sembra il caso di far passare indirettamente gli elettori per dei simpatizzanti fascisti.

Raffaella ha detto...

Cari amici, ho tentato di portare Scalfari in soffitta, ma l'impresa e' ardua...si vede che, parafrasando Mariateresa, gli zebedei battono sui gradini :-)))
R.

euge ha detto...

Condivido con voi la misura carissime!

Mariateresa e Raffaella

:-))))))))

A parte gli scherzi........ occupiamoci di altro e soprattutto, attingiamo da tutto ciò che il nostro Papa ci insegna! Alla faccia del retrò!!!!
Ma per favoreeeeeeeeeeeeeee!

Anonimo ha detto...

Sai qual'è il problema del fondatore, Raffaella? Invidia, biliosa invidia! Il nostro Papa è ciò che lui vorrebbe essere, ma non è:
Un grande intellettuale, un grande uomo, oltre che un grande Pastore.
Retroooo!? Ma faciteme o piacere, Don Euggè!
Alessia