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6 gennaio 2008

“Siamo venuti per adorarlo”: messaggio per la GMG di Colonia


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L'Epifania alla luce delle omelie e dei discorsi del Papa a Colonia (una riflessione del Prof. Lucio Coco)

Nel giorno dell'Epifania del Signore mi pare bello riportare il messaggio che Giovanni Paolo II scrisse per la GMG di Colonia. Come sappiamo, nella citta' tedesca sono custodire le reliquie dei Magi. Ecco, quindi, l'occasione giusta per rileggere questo testo.
Grazie a Gemma per la segnalazione
:-)
R.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II PER LA XX GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (COLONIA, AGOSTO 2005)

Siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2)

Carissimi giovani!

1. Quest’anno abbiamo celebrato la XIX Giornata Mondiale della Gioventù meditando sul desiderio espresso da alcuni greci, giunti a Gerusalemme in occasione della Pasqua: “Vogliamo vedere Gesù” (Gv 12,21). Ed eccoci ora in cammino verso Colonia, dove nell’agosto 2005 si terrà la XX Giornata Mondiale della Gioventù.

Siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2): questo è il tema del prossimo incontro mondiale giovanile. E’ un tema che permette ai giovani di ogni continente di ripercorrere idealmente l’itinerario dei Magi, le cui reliquie secondo una pia tradizione sono venerate proprio in quella città, e di incontrare, come loro, il Messia di tutte le nazioni.

In verità, la luce di Cristo rischiarava già l’intelligenza e il cuore dei Magi. “Essi partirono” (Mt 2,9), racconta l’evangelista, lanciandosi con coraggio per strade ignote e intraprendendo un lungo e non facile viaggio. Non esitarono a lasciare tutto per seguire la stella che avevano visto sorgere in Oriente (cfr Mt 2,1). Imitando i Magi, anche voi, cari giovani, vi accingete a compiere un “viaggio” da ogni regione del globo verso Colonia. E’ importante non solo che vi preoccupiate dell’organizzazione pratica della Giornata Mondiale della Gioventù, ma occorre che ne curiate in primo luogo la preparazione spirituale, in un’atmosfera di fede e di ascolto della Parola di Dio.

2. “Ed ecco la stella … li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo in cui si trovava il bambino” (Mt 2,9). I Magi arrivarono a Betlemme perché si lasciarono docilmente guidare dalla stella. Anzi, “al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia” (Mt 2,10). E’ importante, carissimi, imparare a scrutare i segni con i quali Dio ci chiama e ci guida. Quando si è consapevoli di essere da Lui condotti, il cuore sperimenta una gioia autentica e profonda, che si accompagna ad un vivo desiderio di incontrarlo e ad uno sforzo perseverante per seguirlo docilmente.

“Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre” (Mt 2,11). Niente di straordinario a prima vista. Eppure quel Bambino è diverso dagli altri: è l’unigenito Figlio di Dio che si è spogliato della sua gloria (cfr Fil 2,7) ed è venuto sulla terra per morire in Croce. E’ sceso tra noi e si è fatto povero per rivelarci la gloria divina, che contempleremo pienamente in Cielo, nostra patria beata.

Chi avrebbe potuto inventare un segno d’amore più grande? Restiamo estasiati dinanzi al mistero di un Dio che si abbassa per assumere la nostra condizione umana sino ad immolarsi per noi sulla croce (cfr Fil 2,6-8). Nella sua povertà, è venuto ad offrire la salvezza ai peccatori Colui che - come ci ricorda san Paolo - “da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor 8,9). Come rendere grazie a Dio per tanta accondiscendente bontà?

3. I Magi incontrano Gesù a “Bêt-lehem”, che significa “casa del pane”. Nell’umile grotta di Betlemme giace, su un po’ di paglia, il “chicco di grano” che morendo porterà “molto frutto” (cfr Gv 12,24). Per parlare di se stesso e della sua missione salvifica Gesù, nel corso della sua vita pubblica, farà ricorso all’immagine del pane. Dirà: “Io sono il pane della vita”, “Io sono il pane disceso dal cielo”, “Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6, 35.41.51).

Ripercorrendo con fede l’itinerario del Redentore dalla povertà del Presepio all’abbandono della Croce, comprendiamo meglio il mistero del suo amore che redime l’umanità. Il Bambino, adagiato da Maria nella mangiatoia, è l’Uomo-Dio che vedremo inchiodato sulla Croce. Lo stesso Redentore è presente nel sacramento dell’Eucaristia. Nella stalla di Betlemme si lasciò adorare, sotto le povere apparenze di un neonato, da Maria, da Giuseppe e dai pastori; nell’Ostia consacrata lo adoriamo sacramentalmente presente in corpo, sangue, anima e divinità, e a noi si offre come cibo di vita eterna. La santa Messa diviene allora il vero appuntamento d’amore con Colui che ha dato tutto se stesso per noi. Non esitate, cari giovani, a rispondergli quando vi invita “al banchetto di nozze dell’Agnello” (cfr Ap 19,9). Ascoltatelo, preparatevi in modo adeguato e accostatevi al Sacramento dell’Altare, specialmente in quest’Anno dell’Eucaristia (ottobre 2004-2005) che ho voluto indire per tutta la Chiesa.

4. “E prostratisi lo adorarono” (Mt 2,11). Se nel bambino che Maria stringe fra le sue braccia i Magi riconoscono e adorano l’atteso delle genti annunziato dai profeti, noi oggi possiamo adorarlo nell’Eucaristia e riconoscerlo come nostro Creatore, unico Signore e Salvatore.

Aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra” (Mt 2,11). I doni che i Magi offrono al Messia simboleggiano la vera adorazione. Mediante l’oro essi ne sottolineano la regale divinità; con l’incenso lo confessano come sacerdote della nuova Alleanza; offrendogli la mirra celebrano il profeta che verserà il proprio sangue per riconciliare l’umanità con il Padre.

Cari giovani, offrite anche voi al Signore l’oro della vostra esistenza, ossia la libertà di seguirlo per amore rispondendo fedelmente alla sua chiamata; fate salire verso di Lui l’incenso della vostra preghiera ardente, a lode della sua gloria; offritegli la mirra, l’affetto cioè pieno di gratitudine per Lui, vero Uomo, che ci ha amato fino a morire come un malfattore sul Golgotha.

5. Siate adoratori dell’unico vero Dio, riconoscendogli il primo posto nella vostra esistenza! L’idolatria è tentazione costante dell’uomo. Purtroppo c’è gente che cerca la soluzione dei problemi in pratiche religiose incompatibili con la fede cristiana. E’ forte la spinta a credere ai facili miti del successo e del potere; è pericoloso aderire a concezioni evanescenti del sacro che presentano Dio sotto forma di energia cosmica, o in altre maniere non consone con la dottrina cattolica.

Giovani, non cedete a mendaci illusioni e mode effimere che lasciano non di rado un tragico vuoto spirituale! Rifiutate le seduzioni del denaro, del consumismo e della subdola violenza che esercitano talora i mass-media.

L’adorazione del vero Dio costituisce un autentico atto di resistenza contro ogni forma di idolatria. Adorate Cristo: Egli è la Roccia su cui costruire il vostro futuro e un mondo più giusto e solidale. Gesù è il Principe della pace, la fonte di perdono e di riconciliazione, che può rendere fratelli tutti i membri della famiglia umana.

6. “Per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt 2,12). Il Vangelo precisa che, dopo aver incontrato Cristo, i Magi tornarono al loro paese “per un’altra strada”. Tale cambiamento di rotta può simboleggiare la conversione a cui coloro che incontrano Gesù sono chiamati per diventare i veri adoratori che Egli desidera (cfr Gv 4,23-24). Ciò comporta l’imitazione del suo modo di agire facendo di se stessi, come scrive l’apostolo Paolo, un “sacrificio vivente, santo e gradito a Dio”. L’Apostolo aggiunge poi di non conformarsi alla mentalità di questo secolo, ma di trasformarsi rinnovando la mente, “per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto” (cfr Rm 12,1-2).

Ascoltare Cristo e adorarlo porta a fare scelte coraggiose, a prendere decisioni a volte eroiche. Gesù è esigente perché vuole la nostra autentica felicità. Chiama alcuni a lasciare tutto per seguirlo nella vita sacerdotale o consacrata. Chi avverte quest’invito non abbia paura di rispondergli “sì” e si metta generosamente alla sua sequela. Ma, al di là delle vocazioni di speciale consacrazione, vi è la vocazione propria di ogni battezzato: anch’essa è vocazione a quella “misura alta” della vita cristiana ordinaria che s’esprime nella santità (cfr Novo millennio ineunte, 31). Quando si incontra Cristo e si accoglie il suo Vangelo, la vita cambia e si è spinti a comunicare agli altri la propria esperienza.

Sono tanti i nostri contemporanei che non conoscono ancora l’amore di Dio, o cercano di riempirsi il cuore con surrogati insignificanti. E’ urgente, pertanto, essere testimoni dell’amore contemplato in Cristo. L’invito a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù è anche per voi, cari amici che non siete battezzati o che non vi riconoscete nella Chiesa. Non è forse vero che pure voi avete sete di Assoluto e siete in ricerca di “qualcosa” che dia significato alla vostra esistenza? Rivolgetevi a Cristo e non sarete delusi.

7. Cari giovani, la Chiesa ha bisogno di autentici testimoni per la nuova evangelizzazione: uomini e donne la cui vita sia stata trasformata dall’incontro con Gesù; uomini e donne capaci di comunicare quest’esperienza agli altri. La Chiesa ha bisogno di santi. Tutti siamo chiamati alla santità, e solo i santi possono rinnovare l’umanità. Su questo cammino di eroismo evangelico tanti ci hanno preceduto ed è alla loro intercessione che vi esorto a ricorrere spesso. Incontrandovi a Colonia, imparerete a conoscere meglio alcuni di loro, come san Bonifacio, l’apostolo della Germania, e i Santi di Colonia, in particolare Orsola, Alberto Magno, Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e il beato Adolph Kolping. Fra questi, vorrei particolarmente citare sant’Alberto e santa Teresa Benedetta della Croce che, con lo stesso atteggiamento interiore dei Magi, hanno appassionatamente cercato la verità. Essi non hanno esitato a mettere le loro capacità intellettuali al servizio della fede, testimoniando così che fede e ragione sono legate e si richiamano a vicenda.

Carissimi giovani incamminati idealmente verso Colonia, il Papa vi accompagna con la sua preghiera. Maria, “donna eucaristica” e Madre della Sapienza, sostenga i vostri passi, illumini le vostre scelte, vi insegni ad amare ciò che è vero, buono e bello. Vi porti tutti a suo Figlio, il solo che può soddisfare le attese più intime dell’intelligenza e del cuore dell’uomo.

Con la mia Benedizione!

Da Castel Gandolfo, 6 Agosto 2004

IOANNES PAULUS PP. II

5 gennaio 2008

Il 2008 di Papa Benedetto (Accornero per "L'Eco di Bergamo")


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In aprile il Papa parlerà all'assemblea generale dell'Onu

Pier Giuseppe Accornero

Dal discorso degli auguri per il nuovo anno che terrà in Vaticano lunedì 7 agli ambasciatori dei 174 Stati accreditati presso la Santa Sede a quello all'assemblea generale delle Nazioni Unite a New York in aprile; dall'«Anno paolino» nel bimillenario della nascita alla Giornata mondiale della gioventù che lo vedrà a Sydney in luglio; dal pellegrinaggio a Lourdes nel 150º delle apparizioni della Vergine a Bernardette Soubirous al Sinodo dei vescovi in ottobre sulla «Parola di Dio».
Il 2008 sarà per Benedetto XVI un anno impegnativo: governo della Chiesa, dialogo ecumenico, confronto con le altre religioni, una o due probabili encicliche.

I viaggi all'estero e in Italia

Al momento sono fissate sei visite. Dal 15 al 20 aprile sarà negli Stati Uniti, dove il 16 festeggerà gli 81 anni e il 19 il terzo anniversario dell'elezione a Pontefice. Sono previste tappe a Washington, con la visita alla Casa Bianca e l'incontro con il presidente George W. Bush, e a New York, dove visiterà Ground Zero e parlerà all'assemblea dell'Onu.
Dal 15 al 20 luglio il viaggio in Australia per la XXIII Giornata mondiale della gioventù a Sydney. In settembre a Lourdes per i 150 anni delle apparizioni mariane (1858-2008): il programma non è ancora definito e non si sa se ci sarà una tappa a Parigi dove lo ha invitato il presidente Nicolas Sarkozy. I viaggi in Italia saranno: 17-18 maggio a Savona e Genova su invito dell'arcivescovo e presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco, 14-15 giugno a Brindisi, 7 settembre a Cagliari.

Due eventi su tutti

Dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009 l'«Anno paolino», annunciato da Ratzinger il 28 giugno 2007 nella basilica di San Paolo fuori le mura. È il primo anno giubilare che indice il Papa teologo nel bimillenario della nascita dell'«apostolo delle genti», avvenuta tra il 7 e il 10 dell'era cristiana, con speciale attenzione alla «dimensione ecumenica nella quale Paolo si è particolarmente impegnato per portare la Buona Novella a tutti i popoli e si è totalmente prodigato per l'unità e la concordia di tutti i cristiani».
Dal 5 al 26 ottobre in Vaticano si terrà il XII Sinodo generale dei vescovi su un tema che sta molto a cuore al Papa teologo «La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa». Egli insiste moltissimo sulla lettura, l'ascolto, la meditazione e l'approfondimento della Parola di Dio.

Cina e Terra Santa questioni aperte

La riapertura delle relazioni diplomatiche con la Cina, i negoziati con Israele per lo status giuridico e fiscale della Chiesa in Terra Santa, il dialogo ecumenico specie con gli ortodossi e l'incontro in primavera con una delegazione dei 138 intellettuali musulmani che gli hanno scritto per sollecitare dialogo e collaborazione.

Encicliche e documenti

Dopo le encicliche «Deus caritas est» (25 dicembre 2005) e «Spe salvi» (30 novembre 2007) sono in elaborazione altre due: una su temi sociali e politici e sulla globalizzazione economica nel 40º della «Populorum progressio» di Paolo VI del 1967, l'altra dedicata alla fede per completare il «trittico delle virtù teologali» lette in senso inverso carità, speranza, fede anziché fede, speranza, carità.
In programma anche due «istruzioni» vaticane: una per l'applicazione del «motu proprio» sulla Messa in latino e una sulle cause dei santi: Ratzinger chiede ancora maggior rigore nei processi di beatificazione e canonizzazione. Dopo «Gesù di Nazaret» uscito ad aprile – 2 milioni di copie e diffusione in 50 Paesi – il Papa lavora al secondo volume.

Oltre 2 milioni e 800 mila agli incontri

Nel 2007 sono stati 2.830.100 i fedeli che hanno partecipato agli incontri pubblici con Benedetto XVI: 729.100 persone alle 44 udienze generali del mercoledì, 209 mila alle udienze speciali, 442 mila alle celebrazioni liturgiche, 1.450.000 agli Angelus. Per le udienze generali i mesi di maggior afflusso sono stati aprile (130 mila) e ottobre (111 mila), per quelle speciali marzo (92.000) e novembre (42.000), per le liturgie aprile (250 mila: Settimana Santa e Pasqua) e giugno (86.000), per gli Angelus dicembre (280.000), gennaio (200.000), novembre (160.000) e febbraio (150.000). Nel 2006 i fedeli presenti agli incontri furono 3.222.820: il calo è di circa 400 mila persone.

© Copyright L'Eco di Bergamo, 4 gennaio 2008

4 gennaio 2008

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E' possibile il dialogo fra Cristianesimo e Islam? (Messina per il "Corriere")

Rosso "malpela" nuovamente la rai (Mannoni, tg3, non equidistante)

NATALE, LE PAROLE DEL PAPA DA RICORDARE ("IL TIMONE")

Cresce il successo internazionale del libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" (Radio Vaticana)

La Giornata del Papa tra firme, passeggiate e tv (Accattoli per il "Corriere")

Vaticano, effetto Ratzinger: per incontrarlo sono arrivati in 3 milioni. Successo in libreria. Offerte raddoppiate (Bartoloni per Corriere della sera)

(Correggio, "L'Adorazione dei Magi")

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

L'avvicinarsi dell'Epifania mi ha portato a rileggere le omelie e i discorsi di papa Benedetto XVI relative al suo primo viaggio in Germania nell'agosto del 2005 quando, in occasione della XX GMG, si era recato a Colonia come "pellegrino" sulle orme dei Magi, le cui reliquie sono conservate nel Duomo di quella città.
L'esperienza dei Magi - dice papa Benedetto - è significativa. Essi erano partiti per incontrare un Re e la loro ricerca di questo Re neonato finisce davanti a un bimbo di povera gente. Possiamo immaginare - commenta il papa - lo stupore dei Magi davanti al Bambino in fasce! Solo la fede permise loro di riconoscere nei tratti di quel bambino il Re che cercavano. Il Dio verso il quale la stella li aveva orientati (Discorso, 18.8.05).
Il Dio che si mostra ai Magi è un Dio differente da come se lo erano immaginato, un Dio che manifesta la sua potenza nella debolezza, un Dio che sceglie di donarsi piuttosto che di farsi servire, un Dio che trasforma radicalmente anche l'idea che essi hanno dell'uomo e di se stessi, un Dio che fa capire loro che devono essere e sentire diversamente se vogliono davvero adorare questo Dio: I Magi - egli osserva - dovevano cambiare la loro idea sul potere, su Dio e sull'uomo (Discorso, 20.8.05).
Il Dio della mangiatoia ci insegna infatti che dobbiamo imparare a servire piuttosto che a farci servire, a fare dono di noi stessi - un dono minore non basta per questo Re (ib.) -, che dobbiamo imparare che il potere si esercita non con la forza - a Gesù nell'Orto degli ulivi, Dio non manda dodici legioni di angeli per aiutarlo (ib.) - ma nella verità, nella bontà, nel perdono, nella misericordia; questo Dio ci insegna che dobbiamo imparare a perdere noi stessi e così a trovare noi stessi. Sono questi paradossi che costituiscono l'essenza del cristiano, che ne fanno uno che è disposto a ricominciare, a perdonare, a fare dono di sé, a rinunciare oppure ad intraprendere sull'esempio di Gesù che nella sua Epifania annuncia al mondo questo modo assolutamente nuovo, contrario alle aspettative della gente, di essere re e di essere uomini.

Prof. Lucio Coco

A nome del blog vorrei ringraziare il professor Coco per la bellezza delle sue riflessioni cosi' pertinenti ed approfondite.
Raffaella

16 ottobre 2007

GMG SYDNEY 2008: IL PAPA ARRIVERA' IN BATTELLO


Vedi anche:

GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' SYDNEY 2008: LO SPECIALE DEL BLOG

Un Rosario per la Chiesa da parte del blog

Card. Tonini a Petrus: non giudico nè condanno Stenico ma è stato superficiale

Il Papa: liberare milioni di persone dalla fame è una delle sfide più urgenti del nostro tempo

Preti gay, Milingo e aspiranti sposi: parla Padre Amorth

Rosso Malpelo: perchè i giornali trascurano le notizie veramente importanti ma poco frou frou?

PROGRAMMA UFFICIALE DELLA VISITA PASTORALE DEL PAPA A NAPOLI (21 OTTOBRE 2007)

La beatificazione del cardinale Newman: un articolo de "Il Riformista"

Comunicato della Commissione Mista di dialogo teologico cattolico-ortodosso

Con Benedetto XVI è la Chiesa è uscita dal conformismo dei tempi moderni

Caso Stenico-Exit: alcune interviste al e sul prelato sospeso

Un segno dal fuoco (di Angela Ambrogetti)

Il Papa prova a "sedurre" gli Ortodossi (secondo articolo zuccheroso di Ingrao)

Smentita la notizia della liberazione dei due sacerdoti in Iraq

Mons. Ravasi: auspico un dialogo alto tra fede e cultura

PRESTO BEATIFICAZIONE PER NEWMAN, CARDINALE CONVERTITO, UNO DEI MAESTRI DI PAPA BENEDETTO

Cattolici-Ortodossi: speranze da Ravenna

Card. Herranz: la Santa Sede è la prima a fare pulizia al suo interno

La speranza di Chrisostomos II per la sua Cipro. Appello ad Angela Merkel ed a Benedetto XVI

Angelus di ieri: due commenti

NOTIZIA SPLENDIDA: LIBERATI I DUE SACERDOTI RAPITI IN IRAQ (IERI L'APPELLO DEL PAPA)

I due preti rapiti in Iraq le persecuzioni dei Cristiani in Pakistan: speciale del Corriere

ANGELUS DI IERI: VIDEO DI SKY

Milingo, che lagna: niente visto per l'Italia, niente pensione e soprattutto niente show per tv e giornali

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

CONSIGLIO DI LETTURA: IL SITO DI FRANCESCO

SIDNEY 2008: IL PROGRAMMA DELLA VISITA DEL PAPA, ARRIVO SUL BATTELLO PIÙ GRANDE DELLA BAIA

Sarà una flotta di barche ad accogliere Benedetto XVI al suo arrivo a Sidney il 17 luglio 2008 per la Giornata mondiale della Gioventù. Il Papa si sposterà poi dalla parte meridionale della baia fino a Barangaroo a bordo della Sidney 2000, il battello da crociera più grande della baia. E’ quanto è emerso oggi nel corso dell’incontro preparatorio alla Gmg australiana in corso a Sidney. Illustrando il programma della Gmg Steve Lawrence, direttore dell’Ufficio australiano per l’evangelizzazione e catechesi e padre Peter Williams, direttore dell’ufficio liturgico, hanno spiegato che “Benedetto XVI giungerà in barca nella baia di Sidney intorno alle 14. Qui sarà accolto da una flotta di 14 battelli pieni di giovani e da numerose altre barche di piccole e medie dimensioni messe a disposizione dagli stessi abitanti di Sidney che si sono resi disponibili a ospitare i giovani a bordo. Tutti gli altri pellegrini affolleranno invece le sponde della baia”. Da quanto riferito “a Bangaroo si svolgerà la cerimonia di benvenuto che sarà introdotta da elementi indigeni per poi proseguire con il Festival della Gioventù, mentre nel corso della serata verranno offerte opportunità di Confessione e adorazione. Al termine il Papa percorrerà in papa-mobile le vie del centro cittadino”.
Circa la Via Crucis del venerdì, “le tredici stazioni saranno suddivise in sei luoghi simbolo della città con cento ‘attori’ che si sposteranno di volta in volta,mentre i giovani partecipanti saranno invitati a scegliere uno dei sei luoghi da dove seguire la preghiera e dove saranno posti anche dei maxi schermi. La partenza della Via Crucis è fissata dalla cattedrale di St. Mary, gli altri luoghi sono il parco del Domain, l’Art gallery, il Sidney Opera house, il Barangoroo e Cockle Bay. “Questa scelta di variare i luoghi – secondo i due direttori – permetterà di coinvolgere un numero molto alto di persone e di abitanti di Sidney. Ci sono dei team di evangelizzazione che stanno lavorando da tempo per sensibilizzare la popolazione a questo momento”. I momenti clou della visita del Papa saranno la Veglia e la messa finale nell’ippodromo di Randwickdove i giovani arriveranno a piedi attraverso quattro percorsi, due dei quali sterrati, di circa 25 chilometri. A Randwick, è emerso nel corso dei lavori, sono attesi almeno 300mila pellegrini che potrebbero diventare oltre 500mila il giorno dopo, domenica 20 luglio, per la messa con Benedetto XVI. Nel corso della celebrazione la Comunione verrà distribuita in circa 2000 punti mentre alcuni giovani riceveranno la Confermazione.

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SIDNEY 2008: I DIECI PATRONI DELLA GMG

Sono dieci i santi patroni scelti dal Comitato organizzatoreper la Gmg di Sidney 2008 (15-20 luglio). Sono Maria, “Nostra Signora della Croce del Sud, aiuto dei cristiani” protettrice dell’Australia, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, la beata Mary McKillop, la prima persona australiana ad essere stata beatificata, san Pietro Chanel, missionario francese martire nelle isole Wallis e Fortuna, il beato Pier Giorgio Frassati, patrono ufficioso delle Gmg, santa Teresa di Lisieux, già patrona d’Australia, beato Pietro To Rot, della Papua Nuova Guinea, laico e sposato, figlio di un capo tribù, martirizzatoper la fede in un campo di concentramento giapponese alla fine della Seconda Guerra Mondiale, santa Maria Goretti, santa Faustina Kowalska, polacca, la prima santa del Terzo Millennio e Madre Teresa di Calcutta che dedicò la sua vita ai poveri. Nel corso della Gmg, secondo quanto riferito oggi nella seconda giornata dell’incontro preparatorio alla Gmg di Sidney, che si sta svolgendo nella città australiana e cui partecipano 200 delegati di pastorale giovanile di 100 Paesi, “i giovani verranno incoraggiati a consacrarsi alla Madonna della Croce del Sud con lo spirito del totus tuus di Giovanni Paolo II nel corso del pellegrinaggio verso la cattedrale di St. Mary nel corso della Gmg”.

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SIDNEY 2008: AI MENO ABBIENTI PARTE DEL RICAVATO DELLE VENDITE DI PRODOTTI GRIFFATI GMG COMPRESI I TATUAGGI “TEMPORARY”

Cappelli, borse, penne, spille e non solo. Il Comitato organizzatore della Gmg di Sidney 2008 (15-20 luglio) propone ai 200 delegati della pastorale giovanile di 100 Paesi, in questi giorni nella città australianaper l’incontro preparatorio della Gmg, una vasta gamma di prodotti griffati “wyd2008”. A fiancodei tradizionali oggetti che da sempre accompagnano i giovani nelle Gmg come cappelli, penne e spille, fanno bella mostra di sé anche articoli religiosicome candele, croci e rosari e di cartoleria come astucci forniti di riga, gommaper cancellare e colori, per non tacere di una vasta gamma di accessori come borracce, tazze per la colazione, colorati braccialetti in silicone, collane, calamite e adesivi. Ma forse la cosa più curiosa, e nuova nel campo dei gadgetGmg, è rappresentata dai tatuaggi, rigorosamente “temporary”, ovvero non indelebili. Ogni confezione ne contiene quattro, il prezzo 3,99 dollari australiani. Ricca la gamma dei prodotti di abbigliamento, uomo-donna- bambino, con 10 tipi di t-shirt, di svariati colori e disegni, giacche sportive,reversibili e non e sciarpe. Parte dei fondi raccolti dallavendita on line (www.wyd2008.org) andrà a finanziare la partecipazione dei giovani meno abbienti.

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23 luglio 2007

Il messaggio del Papa ai giovani della GMG 2008


Vedi anche:

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GMG DI SYDNEY

Lettera del Papa alla Cina: l'opinione di Introvigne e Magister

SPECIALE: LA LETTERA DEL PAPA ALLA CHIESA CINESE

IL BLOG "LETTERA DI PAPA RATZINGER ALLA CINA"

"Gesu' di Nazaret": la mediocrita' dei certi Cattolici che scrivono per Micromega

"GESU' DI NAZARET" DI JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI

Aggiornamento della rassegna stampa del 23 luglio 2007 (1) [Angelus del 22 luglio]

Rassegna stampa del 23 luglio 2007 [Angelus del 22 luglio]

Il Papa in Cadore: cronaca della quattordicesima giornata (1)

Il Papa in Cadore: cronaca della quattordicesima giornata (2)

APPELLO DEL PAPA CONTRO LE GUERRE: DUE VIDEO

Il Cristianesimo europeo e' in declino? Sembrerebbe di no anche grazie alla popolarita' di Papa Benedetto

Messa tridentina: Benedetto XVI? Un uomo saggio!

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

Il Papa e la Cina...in attesa della svolta

Il Papa all'Angelus: Se gli uomini vivessero in pace con Dio e tra di loro, la Terra assomiglierebbe veramente a un "paradiso"

LA CONFERENZA STAMPA DEL CARDINALE BERTONE IN CADORE: LO SPECIALE DEL BLOG

IL PAPA IN CADORE: LO SPECIALE DEL BLOG

Riportiamo l'unico articolo, quello di Avvenire, che i quotidiani nostrani si sono degnati di dedicare al messaggio del Papa in previsione della GMG di Sydney.
Io saro' anche cattiva a pensare male dei media, ma devo ammettere che non mi deludono mai...
Raffaella

La lettera del Papa dà i contenuti per Sydney

Nasce sotto le Dolomiti la Gmg del mondo nuovissimo

Ernesto Diaco

Sapevamo che le settimane trascorse in Cadore non sarebbero state di puro riposo. Ora veniamo a sapere che a Lorenzago Benedetto XVI non si è portato solo gli appunti per la seconda enciclica o qualche nuovo capitolo su Gesù di Nazaret. Nel silenzio del suo ritiro estivo sono entrati prima di tutto i giovani. Tra un anno esatto li incontrerà a Sydney, nell'edizione numero ventitré dell'invenzione più geniale di Giovanni Paolo II: la Giornata mondiale della gioventù. Per loro dunque ha preso in mano la penna, forse cercando i loro volti dietro i vetri della villetta alpina che lo ospita. E tra le sembianze dei coetanei trevigiani e bellunesi che lì gli hanno fatto visita. Per papa Ratzinger, infatti, non è la prima volta. Appena quattro mesi dopo il conclave, a Colonia, furono proprio i giovani a tenere a battesimo il nuovo pontefice. In quell'occasione, li mise in guardia da una religione "fai da te", e parlò loro dell'Eucaristia come di una "fissione nucleare" capace di cambiare il mondo. Da allora, si sono incontrati molte volte, in Vaticano e fuori. Non più di un mese fa, ad Assisi, ha dato ai giovani dell'Umbria l'indirizzo della felicità. «La verità - ha detto - è che le cose finite possono dare barlumi di gioia, ma solo l'Infinito può riempire il cuore». La prossima Gmg nasce dunque sotto le Dolomiti. Al turbinio di canti, colori, incontri, sorrisi manca ancora un anno, ma è giusto così. La grande festa dei Jesus-boys non è un evento isolato, lasciato alle emozioni del momento. Occorre prepararsi. E Benedetto XVI nel suo messaggio indica un preciso programma di lavoro. Ricalca, a ben guardare, l'esatto svolgersi di ogni Gmg: catechesi, preghiera e sacramenti, e poi l'invio missionario. Nella lettera consegnata ieri ai giovani del mondo (pubblicata alle pagine 8 e 9) c'è il Papa catechista che abbiamo imparato a conoscere. Ripercorre la Scrittura, spiega la Chiesa e la sua missione. Provoca i suoi uditori: chi è per te lo Spirito Santo? Questo "grande sconosci uto", risponde, è il grande "sì" alla vita e all'amore che Dio vuole per ogni creatura. Da buon educatore, il Papa dà anche un compito preciso, una responsabilità all'altezza degli interlocutori: chiede ad ogni giovane di condurre a Gesù un coetaneo. Gli adulti, sembra quasi dire, fanno fatica a entrare in comunicazione; tocca a voi toccare il cuore dei vostri compagni. Non è stato forse così, duemila anni fa? Una catena di bocca in bocca. Spesso bastavano gli occhi per contagiare di vangelo. Questa è la missione secondo Benedetto XVI. Una questione di amore e di libertà. Con buona pace di chi accusa i testimoni di intolleranza, ricorda il messaggio, «proporre Cristo non significa imporlo». Così come aveva scritto nella sua prima enciclica: «La miglior difesa di Dio e dell'uomo consiste nell'amore». Ecco la Gmg. Una nuova Pentecoste sul mondo del terzo millennio. I più fortunati potranno goderne un assaggio a Loreto, i primi giorni di settembre, per l'Agorà dei giovani italiani. Prima del prossimo incontro di Sydney, lo Spirito Santo è stato al centro di un'altra Giornata mondiale: quella del 1991 a Czestochowa. All'indomani della caduta del muro, segnò l'inizio di qualcosa di nuovo per l'Europa e molti dei suoi giovani. Le nuove generazioni portano con sé un dono, bisogna saperlo suscitare e raccogliere: cambia la storia. Giovanni Paolo II ci è riuscito. Lo farà anche Benedetto XVI. Anzi, ha già cominciato.

© Copyright Avvenire, 22 luglio 2007


Padre Bossi potrebbe incontrare il Papa a Loreto...

Bossi: vorrei essere col Papa in mezzo ai giovani di Loreto

Il missionario «si invita». Betori: una gioia, farà breccia nel cuore di molti
«Sarebbe un momento bellissimo: non ho mai incontrato il Pontefice e ci terrei a farlo», ha dichiarato da Manila il religioso del Pime
Il Segretario della Cei: la sua coraggiosa esperienza potrà servire a tantissimi giovani alla ricerca di chi fa del Vangelo la ragione della propria vita e la radice della speranza tra gli altri


Da Zamboanga Stefano Vecchia

«Vorrei incontrare il Papa». È questo il desiderio più grande di padre Giancarlo Bossi. E l'occasione buona potrebbe essere durante l'incontro con i giovani a Loreto, in programma ai primi di settembre. «Sarebbe un momento bellissimo: non ho mai incontrato il Papa e ci terrei a farlo», ha dichiarato il missionario. Ieri monsignor Giuseppe Betori, Segretario generale della Conferenza episcopale italiana e presidente del Comitato organizzatore dell'incontro dei giovani italiani a Loreto con il Papa, ha comunicato che «era già negli auspici del Comitato stesso poter avere la presenza di padre Bossi a Loreto e che - a tal fine - era stata lasciata aperta una finestra per consentirne la testimonianza davanti a Benedetto XVI e ai giovani. La disponibilità ora espressa da padre Bossi, ad appena qualche ora dal suo rilascio, viene accolta da tutti con grande gioia, certi che la sua coraggiosa esperienza di missionario potrà far breccia nel cuore di tantissimi giovani alla ricerca di chi, come padre Bossi, fa del Vangelo la ragione della propria vita e la radice della propria speranza in mezzo agli altri». Un altro segno forte di stima e considerazione per il missionario italiano ospite ora nella parrocchia di Maria Regina degli Apostoli, affidata al Pime a Parañaque, una delle municipalità della Grande Manila. Dopo la liberazione dai rapitori, padre Giancarlo auspica presto anche la liberazione dall'assalto di reporter e cameramen che lo hanno posto al centro di un'attenzione tanto inattesa quanto pressante. A parte questo, però, la sua prima giornata da uomo e missionario finalmente libero è stata serena. Sveglia alle quattro di mattina, dopo un sonno davvero ristoratore, un buon caffè all'italiana e un po' di televisione. Immancabile la telefonata alla famiglia ad Abbiategrasso in provincia di Milano, con la difficoltà a trovare qualcuno all'altro capo della linea a un'ora in cui parenti e amici erano riuniti per una preghiera di ringraziamento in parrocchia. «Poi - ha p roseguito padre Giancarlo - mi sono ritrovato ingabbiato nella prigione dei media»: telefonate e interviste fino al tardo pomeriggio, quando con il confratello e superiore dei missionari del Pime nelle Filippine, padre Gianni Sandalo, ha lasciato Parañaque per recarsi a cena dell'ambasciatore italiano Rubens Anna Fedele. Come lui stesso confessa al termine di una giornata impegnativa, soprattutto per un personaggio schivo come lui, «sono stanco ma felice per questo interesse e affetto nei miei confronti e mi rendo perfettamente conto che la mia disponibilità è un modo per ringraziare i tanti che so mi sono stati vicini». E poi aggiunge, con fare ammiccante: «Pensate che ieri un cittadino di Magenta, paese vicino al mio, ha fatto avere alla mia famiglia un salame lungo due metri pronto per quando arriverò». Personaggio frugale e capace di grande adattamento, padre Giancarlo, all'occasione, sa apprezzare piccoli piaceri delle sue origini lombarde, come il caffè fatto con la moka o un bicchierino di grappa o, ancora, alimenti della sua terra d'origine. Piccoli piaceri che nessuno si sente di negargli ora, dopo una disavventura che lo ha smagrito di almeno venti chili e lo ha anche incentivato a smettere di fumare. Nel frattempo emergono altri particolari circa le modalità del rilascio: Jaime Caringal, capo della polizia di Zamboanga, ha confermato ieri che per indurre i sequestratori a liberare l'ostaggio sono state utilizzate le armi della "guerra psicologica". Egli esclude con decisione, allo stesso tempo, l'ipotesi che sia stato pagato un riscatto o che ci sia stato una trattativa con i sequestratori o uno scambio di ostaggi. Fondamentale per il comandante Caringal l'azione di pressione degli oltre duemila soldati dispiegati nelle province di Lanao e Basilan. Dai comandi militari viene anche scartata l'ipotesi che i rapitori siano legati al gruppo di Abu Sayyaf, come indicato da padre Bossi subito dopo il rilascio, mentre appare più probabile che alcuni di loro, gi à identificati dalla polizia, siano guerriglieri fuoriusciti dal Fronte islamico di liberazione Moro, che in questa regione di Mindanao ha basi importanti e il controllo di vaste aree.

© Copyright Avvenire, 22 luglio 2007

2 marzo 2007

Aggiornamenti del 2 marzo 2007


Ecco un altro frutto della lectio di Ratisbona:


Islam: Imam Di Al-azhar Dal Papa Il 22 Marzo

(ASCA-AFP) - Citta' del Vaticano, 2 mar - L'imam di al-Azhar e massima autorita' dell'Islam sunnita, lo sceicco Mohammed Sayyed Tantaoui, incontrera' papa Benedetto XVI il 22 marzo in Vaticano . Lo ha riferito oggi all'Afp il cardinale Paul Poupard. Il cardinale francese, presidente del Consiglio pontificio per il dialogo interreligioso, aveva consegnato il 25 febbraio allo sceicco Tantaoui un invito del pontefice in occasione del suo viaggio in Egitto per celebrare il nono anniversario della visita di Giovanni Paolo II alla prestigiosa universita' musulmama di al-Azhar. L'alto dignitario musulmano ''ha accettato ben volentieri questo invito'', che gli e' stato confermato per iscritto, ha precisato il cardinale Poupard. In Egitto, il prelato ha incontrato anche il ministro degli Affari religiosi Mahmoud Hmadi Zaqaouq. ''I miei interlocutori non mi hanno assolutamente parlato di Ratisbona'', ha dichiarato il cardinale Poupard, facendo riferimento alla controversia tra il Vaticano e il mondo islamico in seguito alle dichiarazioni del papa. L'imam di al-Azhar era stata una delle autorita' religiose musulmane piu' critiche nei confronti di queste affermazioni di Benedetto XVI. (Piu'Europa).


Svolta nei rapporti fra Vaticano e Cina? Lo speriamo tutti!!!

Clicca qui per l'articolo di Sandro Magister "Il Celeste Impero vuole più "armonia", anche con la Chiesa" su www.chiesa


IL 10 MARZO IL PAPA 'ABBRACCIA' UNIVERSITARI EUROPEI E CINESI
Collegamenti via satellite anche da India,Pakistan e Hong Kong

Città del Vaticano, 1 mar. (Apcom) - Il Papa incontrerà il 10 marzo gli universitari europei e asiatici. Saranno circa 20mila - rende noto un comunicato diffuso dalla sala stampa della Santa Sede - i giovani che parteciperanno all'incontro, in Aula Paolo VI, a partire dalle 15.30. Oltre a loro, saranno collegati via satellite studenti da Bologna, Calcutta, Coimbra, Cracovia, Hong Kong, Manchester, Manila, Praga, Tirana, Islamabad.

Si tratta di una veglia mariana, dedicata al tema "La carità intellettuale: via nuova per una nuova cooperazione Europa-Asia". La manifestazione inizierà con l'ingresso della Croce. Seguirà un momento di riflessione e di preghiera, oltre alle testimonianze dei giovani collegati via satellite. Questa prima parte dell'incontro sarà presieduta dal cardinale Camillo Ruini, Vicario del Papa per la città di Roma. Alle 17, Benedetto XVI presiederà la recita del Rosario.

L'incontro è promosso dal Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa (CCEE) e organizzato dall'ufficio per la Pastorale universitaria del Vicariato di Roma.


GMG SYDNEY 2008, BENEDETTO XVI ARRIVERA' IN BARCA AL PORTO
Inizia il countdown, mancano 500 giorni all'appuntamento

Città del Vaticano, 2 mar. (Apcom) - E' iniziato il countdown per la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà dal 15 al 20 luglio 2008 a Sidney. Alla kermesse, a cui parteciperà anche Papa Benedetto XVI, mancano 500 giorni e proprio oggi si aprono le iscrizioni on line per la manifestazione 'inventata' da Papa Wojtyla nel 1985.

Intanto la macchina organizzativa procede con la preparazione, si affinano i dettagli del programma e cominciano a prendere forma anche gli appuntamenti di Papa Ratzinger. Benedetto XVI arriverà su una barca per attraccare al Porto di Sidney, affiancato da altre barche più piccole con delegazioni di giovani di tutto il mondo. A rivelarlo è il vescovo ausiliare di Sidney, monsignor Anthony Fisher, in una intervista a Korazym.org.

"Ci sarà la messa di apertura il martedì - afferma il vescovo - pensiamo che si terrà in un luogo dentro il porto di Sidney e il Papa arriverà in barca il giovedì, accolto da molte imbarcazioni in tutto il porto che lo saluteranno. La mattina, poi, i giovani parteciperanno alle catechesi nei luoghi di alloggio, mentre il pomeriggio e la sera entreranno nel centro di Sidney per prendere parte ai festival. Ci sono tantissime iniziative che potranno scegliere. Il venerdì - prosegue mons. Fisher - si svolgerà la Via Crucis che attraverserà tutta la città, con le zone più significative: la Cattedrale, il Teatro dell'Opera, il ponte del porto di Sidney. Il sabato sarà la giornata della veglia con il pellegrinaggio verso il luogo della grande messa. Attraverso il ponte di Sidney, che sarà chiuso al pubblico, i giovani si recheranno nella spianata della veglia. Partendo proprio dai simboli del mare e del porto, incoraggeremo i giovani a riflettere sul battesimo, sulla vocazione nobile a cui sono chiamati. La sera ci sarà la veglia a Randwick, un quartiere di Sidney, un luogo molto bello. Infine, la mattina del 20 luglio Benedetto XVI presiederà la messa conclusiva e annuncerà dove e quando si terrà la prossima Gmg".

Quanti partecipanti attendete? "Pensiamo che per la messa conclusiva arriveranno 500mila giovani - è la previsione di mons. Fisher - sarà il raduno più grande che ci sia mai stato per un evento religioso, non solo per il nostro Paese ma per tutta la regione dell'Oceania. Durante la settimana, ci aspettiamo 250mila persone. Poi i numeri aumenteranno con l'arrivo del Papa, fino alla grande messa di domenica".


VATICANO: SOSPESI I PRETI CHE ADERISCONO A MASSONERIA

"I principi della massoneria sono inconciliabili con quelli della fede cristiana". Lo ha ribadito mons. Gianfranco Girotti, reggente della Penitenzieria Apostolica che ha ricordato alla Radio Vaticana il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche espresso in un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 26 novembre 1983. Il vescovo, in passato stretto collaboratore di Joseph Ratzinger alla Congregazione della Fede, ha ricordato che restano in vigore le sanzioni previste per i sacerdoti che aderiscono alle Logge. Recentemente e' stato un sacerdote paolino, don Rosario Esposito, a violare le norme vigenti sulla incompatibilita' tra appartenenza alla Massoneria e sacerdozio cattolico e si attende che siano assunti i provvedimenti ricordati da mons. Girotti. L'incompatibilita' vale anche per i laici. "Chi e' massone - ha affermato mons. Girotti - non e' scomunicato ma si trova in uno stato di peccato grave, per cui non puo' accostarsi ai Sacramenti e, quindi, la Chiesa considera costoro come persone che sono irregolari nei confronti del Magistero della Chiesa". In parziale dissenso Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del GRIS, il Gruppo di ricerca e informazione socio religiosa, che nei giorni scorsi ha organizzato un Convegno su Chiesa e Massoneria. ''Ritengo - ha spiegato ai microfoni della Radio Vaticana - che si debba proseguire sulla strada del dialogo e trovare elementi comuni sui quali collaborare e portare avanti anche iniziative comuni e battaglie comuni, specialmente a difesa della vita, a difesa della dignita' della persona umana, a difesa e salvaguardia della natura e via dicendo".


Ecco l'intervista completa:

Mons. Gianfranco Girotti: il relativismo, il carattere esoterico del sapere e l’impossibilità di conoscere la verità sono i tratti fondamentali della inconciliabilità tra fede cristiana e massoneria

I principi della massoneria sono inconciliabili con quelli della fede cristiana. Lo ha ribadito ieri pomeriggio mons. Gianfranco Girotti, reggente della Penitenzieria Apostolica che ha ricordato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche espresso in un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 26 novembre 1983. Mons. Girotti è intervenuto al convegno “Chiesa e Massoneria” che ieri pomeriggio si è svolto al Seraphicum di Roma. C’era per noi Tiziana Campisi:

Un fenomeno variegato che fa ancora discutere: è la Massoneria, una forma di associazionismo che non accetta verità assolute e rivelate, che raduna persone di qualunque Credo, che riconosce un Ente creatore – il Grande Architetto dell’Universo – e che raccoglie uomini di buona volontà sulla base di valori umanistici accettabili da tutti.
Ma la Chiesa come guarda ai massoni? Mons. Gianfranco Girotti:


“Chi è massone, non è scomunicato. Si trova in uno stato di peccato grave, per cui non può accostarsi ai Sacramenti e, quindi, la Chiesa considera costoro come persone che sono irregolari nei confronti del Magistero della Chiesa. Accenno soltanto un elemento, quello della segretezza: colui che appartiene ad un movimento può essere messo in rischio di non conoscere cosa deve fare e in cosa viene coinvolto. Questo è un problema non indifferente”.

Eppure da alcuni anni Chiesa e Massoneria stanno tentando di dialogare. Giuseppe Ferrari segretario nazionale del GRIS, il Gruppo di ricerca e informazione socio religiosa:

“Ritengo che si debba proseguire sulla strada del dialogo e trovare elementi comuni sui quali collaborare e portare avanti anche iniziative comuni e battaglie comuni, specialmente a difesa della vita, a difesa della dignità della persona umana, a difesa e salvaguardia della natura e via dicendo. Stiamo cercando di comprendere quelle che sono le ragioni degli iscritti alla Massoneria e dei massoni. E questo perché vediamo che, nonostante la presa di posizione chiara della Chiesa, ci sono diversi cattolici che decidono di iscriversi e di aderire alla Massoneria e purtroppo tra questi cattolici ci sono anche alcuni sacerdoti. Le motivazioni dei singoli fedeli laici potrebbero essere le più diverse: molte volte non sanno neanche di queste disposizioni della Chiesa e molte volte si iscrivono ed aderiscono a logge massoniche per motivi professionali oppure perché convinti di fare carriera nelle loro attività lavorative e così via”.

Ma la Chiesa come si pone di fronte a quei sacerdoti che dichiarano di aderire a logge massoniche? Ancora mons. Giuseppe Girotti:

“La Chiesa o i superiori dovranno intervenire, almeno sul piano disciplinare. Poi la Santa Sede certamente avrà la sua attenzione. Il sacerdote che disattende a dei principi disciplinari e dottrinali è già un sacerdote che viene meno al suo impegno, disattende e rinnega i principi e il Magistero della Chiesa".

Fabio Venzi, Gran Maetro della Gran Loggia regolare d’Italia, ha precisato che le associazioni massoniche si differenziano l’una dall’altra e che non si basano tutte sugli stessi principi.


L'incompatibilità tra Chiesa Cattolica e massoneria
Risultati di un Convegno tenutosi al Seraphicum di Roma

È possibile il dialogo tra Chiesa Cattolica e massoneria? A questa domanda ha risposto il Convegno tenuto giovedì presso la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura-Seraphicum con la collaborazione del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa).

L’incontro è stato presieduto da monsignor Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica, che ha evidenziato con grande forza che il giudizio della Chiesa Cattolica rimane immutato.

La Chiesa, ha ricordato, ha sempre criticato le concezioni e la filosofia della massoneria, considerandole incompatibili con la fede cattolica, ed ha sempre ritenuto inconciliabile il rapporto con movimenti anticlericali.

L'Ultimo documento ufficiale di riferimento è la “Dichiarazione sulla massoneria” firmata dall’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale Joseph Ratzinger, il 26 novembre 1983.

In esso si afferma l’inconciliabilità della doppia appartenenza di un fedele cattolico a qualsiasi loggia massonica, e nell’eventualità dell’appartenenza lo stato di peccato grave che impedisce di accedere alla Santa Comunione.

A proporre durante il Convegno alcune riflessioni sulle disposizioni del Diritto Canonico è stato padre Zbigniew Suchecki, OFM, docente presso il Seraphicum delle discipline codiciali De normis generalibus, De Ecclesiae munere docendi, De bonis Ecclesiae temporalibus, De sanctionibus in Ecclesia, e De Processibus, come anche del Diritto costituzionale della Chiesa, nonché esperto della massoneria e dei pronunciamenti ecclesiali sul movimento.

Il francescano conventuale ha detto di intravedere la possibilità di un dialogo, ma con la chiara affermazione che il can. 1374 del Codice di Diritto Canonico del 1983 vieta di dare il nome ad associazioni che cospirano contro la Chiesa.

Padre Suchecki ha inoltre sottolineato che “i tentativi di esprimere le verità divine della massoneria sono fondati sul relativismo e non hanno nessuna coincidenza con i fondamenti della fede cristiana”.

L’onorevole Carlo Giovanardi, Presidente della Giunta per le Autorizzazioni e membro della Prima Commissione Affari Costituzionali, ha analizzato la possibilità di un dialogo tra politica e massoneria, da intravedere in un abbandono da parte di quest'ultima della “logica della segretezza e della copertura per convergere su valori autentici” che possano formare una società civile unita su temi come la genetica, la bioetica, la famiglia.

Approfondimenti storici sono stati offerti dal professor Giuseppe Ferrari, Segretario Nazionale del GRIS, che ha sviluppato il tema del dialogo a partire da documenti come la Gaudium et Spes, e “Il Dialogo e l’Annuncio” pubblicato nel 1991 dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, mettendo in luce che benché la massoneria non sia una religione, “bisogna dialogare su principi come vita e opere”, per il miglioramento della società e condannando ogni deriva relativistica.

Al Convegno hanno partecipato diversi esponenti di spicco delle associazioni massoniche, tra cui il Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fabio Venzi.

Tra i relatori il professor Luigi Iammarone, docente della Facoltà, ha approfondito il tema della filosofia massonica e della sua inconciliabilità con la metafisica cristiana.

Sono intervenuti anche il professor Domingo Andrés (Pontificia Università Urbaniana) sugli elementi esoterici che impediscono la visibilità delle associazioni massoniche e il professor Pietro Ameta (Avvocato Rotale), che si è concentrato sulla tutela e l’attenzione da rivolgere ai singoli più che alle associazioni.

Monsignor Gianfranco Girotti ha accennato invece alla recenti adesioni pubbliche di alcuni sacerdoti, dichiaratisi membri della massoneria, ed ha affermato: “Auspico un richiamo iniziale da parte dei loro diretti superiori e non escludo che da parte della Santa Sede possano venire provvedimenti di tipo canonico”.