Visualizzazione post con etichetta motu proprio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta motu proprio. Mostra tutti i post

21 gennaio 2008

L’Italia riscopre la ricchezza del rito di Pio V


Vedi anche:

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

VATICANO: ALESSIO II INVITATO AD APERTURA ANNO PAOLINO

Sapienza, Maiani fa autocritica: «Sconfitti tutti noi, ci hanno strumentalizzato»

«Libertà e tolleranza». La lezione laica di Papa Ratzinger (Farina per "Libero")

Ruini il «regista» tra la folla: più gente di quanto avevo immaginato (Accattoli per "Il Corriere")

Roma cancella l'insulto della Sapienza (Il Tempo)

Gli incidenti diplomatici (e non) del prof. Bernardini

Bernardini: "Ratzinger un collega? Di chi? Non abbiamo cattedre di teologia, per buoni motivi. Che parlino per l'università San Pio V!"

Di Giacomo: "Con la sua consueta gentile mitezza, papa Ratzinger ha ieri seminato nella mente e nel cuore dei fedeli di Roma un'idea formidabile..."

Il Papa parla agli studenti «Da professore vi dico: rispettate tutte le opinioni» (Tornielli per "Il Giornale")

Moderazione commenti e premessa alla lettura dei quotidiani

L’Italia contro l’intolleranza In 200mila a San Pietro ridanno voce a Ratzinger (Scafi per "Il Giornale")

Matematico ebreo paga il prezzo per aver difeso il Papa (Zenit)

In anteprima l'edizione aggiornata del libro su san Bonaventura di Joseph Ratzinger: lo speciale dell'Osservatore Romano

Mons. Guido Marini: nella Messa dei Battesimi alla Cappella Sistina, il Papa non ha "voltato le spalle" ai fedeli, ma si è orientato con loro a Cristo

Angelus del Papa: servizio di Stefano Maria Paci e Laura Ceccherini

In 200 mila all'Angelus dopo la vicenda della "Sapienza". Benedetto XVI: costruiamo insieme una società "fraterna e tollerante" (Radio Vaticana)

"Andiamo avanti in questo spirito di fraternità, di amore per la verità e per la libertà, nell'impegno comune per una società fraterna e tollerante"

ANGELUS DEL PAPA: I VIDEO, LE INTERVISTE, LE FOTO...

Il Papa: "Come professore emerito vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui..."

Il Pontefice: «Il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia visita all'università»

La cronaca di una giornata speciale che riscatta la vergogna dell'Italia

200MILA PERSONE PER IL PAPA

"Benedetto sta tornando Maledetto" e i media rovesciano la frittata! (Farina per "Libero")

L’orgoglio laico di saper ascoltare il Pontefice (Massimo Introvigne per "Il Giornale")

Il giorno del Papa. L’Italia che vuole sentire Ratzinger (Tornielli per "Il Giornale")

DAL PAPA CON LA RAGIONE E CON IL CUORE (Brambilla per "Il Giornale")

SMS E MAIL DI SOLIDARIETA' AL PAPA (RADIO VATICANA)

Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede! (il discorso che il Papa non pronuncera' alla Sapienza)

IL PAPA E L'OSCURANTISMO INTOLLERANTE DEI LAICISTI UNIVERSITARI: LO SPECIALE DEL BLOG

CELEBRARE LA FEDE

Il documento del Papa sul messale in latino approvato da Giovanni XXIII nel 1962 ha trovato applicazione in tutte le regioni

L’Italia riscopre la ricchezza del rito di Pio V

DA ROMA MIMMO MUOLO

Non è rimasto certamente inapplicato nelle diocesi italiane il motu proprio Summorum Pontificum di Bene­detto XVI.
Diverse diocesi, più o meno in tutte le regioni della Pe­nisola, hanno, infatti, prontamen­te raccolto le indicazioni del Papa e, ove ci sono state esplicite ri­chieste da parte di gruppi di fede­li, hanno messo a disposizione chiese (per lo più rettorie, ma in alcuni casi anche delle parroc­chie), per la celebrazione in de­terminati orari della Messa secon­do il Messale di san Pio V nell’edi­zione del 1962, promulgata dal beato Giovanni XXIII. Il quadro della situazione che presentiamo in questa pagina non è certamen­te esaustivo delle iniziative prese in tutta Italia, ma può offrire una prima idea della situazione.

Biso­gna ricordare, inoltre, che in pa­recchie Chiese locali non si parti­va certamente da zero, poiché ce­lebrazioni secondo il vecchio rito esistevano già, in seguito all’in­dulto di Giovanni Paolo II.

In que­sti casi, dunque, oltre ad una con­ferma della prassi precedente, la promulgazione del motu proprio ha costituito l’occasione per una catechesi di approfondimento del valore della liturgia, anche alla lu­ce della Costituzione apostolica
Sacrosanctum Concilium, ampia­mente richiamata, del resto nel documento di Benedetto XVI. Si veda a questo proposito un re­cente incontro dei vescovi del Tri­veneto, che hanno messo al cen­tro della loro riflessione la vita li­turgica, la partecipazione alla Messa nelle comunità e il valore della festa, sottolineando «l’im­portanza di valorizzare la dome­nica – anche contro il rischio di un consumismo disumano – e risco­prire in essa l’incontro comunita­rio della Messa quale dono del Si­gnore ».
A Venezia, ad esempio, la possibi­lità di celebrare secondo il rito di San Pio V esiste già dal 1984 e la chiesa ciò preposta è quella di San Simeon Piccolo, non lontano dal­la stazione ferroviaria. Fino a tre anni fa la Messa veniva celebrata da un sacerdote diocesano, men­tre negli ultimi tempi la celebra­zione è stata affidata a un sacer­dote della Fraternità sacerdotale di San Pietro, la cui presenza non si limita all’Eucaristia, ma si e­stende anche alle confessioni, al­la recita dei Vespri e all’animazio­ne della comunità di fedeli. Nella chiesa, infatti, c’è anche un grup­po di persone che si formano al canto gregoriano. Il sacerdote è re­golarmente inserito nel presbite­rio diocesano e partecipa alla Mes­sa crismale del Giovedì santo.
Anche a Treviso il motu proprio ha confermato una consuetudine che risale al 1999. Da allora, infatti, o­gni sabato precedente la prima do­menica del mese si celebra secon­do il messale pubblicato da Gio­vanni XXIII nella chiesa di San Li­berale a Porta Altinia curata dai sa­cerdoti oblati diocesani.
Stessa situazione anche a Napoli,dove si celebra tutte le domeniche e le feste di precetto nella rettoria di Santa Maria della Catena, vici­na a Castel dell’Ovo, e a Firenze, dove la Messa secondo il vecchio rito già esisteva in base all’indul­to di Papa Wojtyla. Due le chiese in cui era ed è possibile partecipar­vi: l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote (dove la celebrazione è quotidiana) e la Confraternita di San Francesco Poverino che ha u­na periodicità variabile, a seconda delle esigenze. In seguito al motu proprio di Benedetto XVI si sta stu­diando la possibilità di celebrare secondo il vecchio messale anche in due parrocchie.
Sono due anche a Bologna le chie­se deputate a questo particolare servizio liturgico: Santa Maria del­la Pietà in via San Vitale, dove la Messa è celebrata tutte le dome­niche e nelle feste di precetto alle 18 (anche con una buona parteci­pazione di giovani) e la chiesa del­l’oratorio dei Padri Filippini.
Anche nella diocesi di Roma la possibilità di celebrare secondo il messale di San Pio V esiste da di­versi anni. Naturalmente dopo l’indulto di Giovanni Paolo II. Il motu proprio, dunque, ha confer­mato la situazione precedente. Le chiese (nessuna delle quali è par­rocchiale) sono diverse: Gesù e Maria a via del Corso (la domeni­ca e feste di precetto alle 10), San Gregorio dei Muratori, dove cele­brano i sacerdoti della Fraternità sacerdotale di San Pietro (alle 9, alle 10,30 e alle 18,30 nei festivi; al­le 7,15 e alle 18,30 nei giorni feria­li); San Nicola in Carcere (dome­nica e feste di precetto alle 9,15, giorni feriali alle 12,15). Si celebra anche nella Basilica di Santa Ma­ria Maggiore (e più precisamente nella Cappella del Santissimo Cro­cifisso) l’ultimo mercoledì del me­se alle 16,30.
Possibilità di partecipare alla Mes­sa secondo il vecchio rito ci sono pure a Genova. Si celebrava già in base all’indulto e si continua a far­lo anche oggi nella chiesa di San Carlo in via Balbi (ogni domenica alle 11), a cura della Congregazio­ne Fraternità della Santissima Ver­gine Maria. Si celebra poi nella parrocchia di Fegino: la terza do­menica del mese alle 17 nella chie­sa principale e il primo venerdì del mese alle 16,30 in quella succur­sale. Cadenza settimanale (il sa­bato alle 17) ha la Messa nella chie­sa di San Pancrazio dei Cavalieri di Malta, mentre nella parrocchia di Santo Stefano, la celebrazione si svolge una volta al mese a cura dei Cavalieri del Santo Sepolcro.
Nella diocesi di Pesaro c’è stata u­na sola celebrazione, subito dopo la pubblicazione del motu proprio, mentre a Macerata, la prima Mes­sa con il messale del 1962 è stata celebrata lo scorso 3 gennaio nel­la parrocchia del Santissimo Cro­cifisso, vicaria di Tolentino. Si con­tinuerà a cadenza mensile. A Pa­lermo, invece, si celebra a San Ba­silio tutte le domeniche e nelle fe­ste di precetto (ore 20).
Così, anche attraverso queste e­sperienze, e le altre in atto nelle diocesi italiane, si sperimenta quanto il Papa scriveva nella let­tera ai vescovi che accompagnava la pubblicazione del motu proprio. «Non c’è nessuna contraddizione tra l’una e l’altra edizione del Mis­sale romanum. Nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e gran­de, e non può essere improvvisa­mente del tutto proibito o, addi­rittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti – concludeva Bene­detto XVI – conservare le ricchez­ze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e dar loro il giusto posto».

© Copyright Avvenire, 21 gennaio 2008

Purtroppo non in tutte le diocesi c'e' questa apertura...
R.

SAN MARINO

Da Negri un telegramma a Benedetto XVI: «Così educhiamo le comunità a una fede viva»

«La diocesi di San Marino-Montefeltro, stretta attorno al suo Pa­store, ha accolto con gratitudine e responsabilità il motu proprio Summorum Pontificum riconoscendo nelle direttive proposte dalla santità vostra una più ampia possibilità di educazione del popolo cristiano ad una fede che divenga realmente forma della persona e presenza viva nell’intera società». Così scrive monsignor Luigi Ne­gri, vescovo di San Marino-Montefeltro, in un messaggio inviato a dicembre al Papa. È uno dei frutti del recente motu proprio di Be­nedetto XVI, che ha trovato applicazione anche nella diocesi roma­gnola, dove la Messa secondo il messale del 1962 viene celebrata a Sant’Agata Feltria (Montefeltro) ogni domenica in un orario distin­to dalle celebrazioni eucaristiche della comunità parrocchiale. «La nostra diocesi – prosegue il messaggio – non ha potuto non senti­re pena per un persistente silenzio di troppo mondo cattolico che sembra rivelare quanto meno disagio se non distanza dalle vostre direttive, e non può non indicare come fonte di preoccupazione prese di posizione pubbliche che sono suonate problematiche nei confronti del magistero di vostra santità». Per questo il presule, ri­conferma la fedeltà al Successore di Pietro e conclude confidando che «tale nostra fedeltà, che abbiamo inteso esplicitare con questo gesto, la conforti nel suo servizio». (M.Mu.)


POTENZA

A Bella la liturgia accompagnata dalla catechesi Una comunità per ora di circa trenta persone si riunisce una volta al mese a Santa Maria Assunta, nel paese di Bella (Potenza) per celebrare secondo il Messale del 1962.
Così nella diocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo è stato recepito ed applicato il motu proprio di Benedetto XVI «Summorum Pontificum». Non ci si è limitati, però, alla celebrazione della Messa, spiega l’arcivescovo, monsignor Agostino Superbo. «Dopo la richiesta da parte dei fedeli, il parroco ha tenuto un’apposita catechesi sul significato della liturgia, che come insegna il Papa, rimane una sola, anche in presenza di due forme diverse dello stesso rito, e sono stati preparati i sussidi liturgici». Un camino di accompagnamento e approfondimento che proseguirà anche in futuro. (M.Mu.)

© Copyright Avvenire, 21 gennaio 2008

20 gennaio 2008

Mons. Guido Marini: nella Messa dei Battesimi alla Cappella Sistina, il Papa non ha "voltato le spalle" ai fedeli, ma si è orientato con loro a Cristo


Vedi anche:

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

Angelus del Papa: servizio di Stefano Maria Paci e Laura Ceccherini

In 200 mila all'Angelus dopo la vicenda della "Sapienza". Benedetto XVI: costruiamo insieme una società "fraterna e tollerante" (Radio Vaticana)

"Andiamo avanti in questo spirito di fraternità, di amore per la verità e per la libertà, nell'impegno comune per una società fraterna e tollerante"

Angelus del Papa: interviste a Luciano Violante e Marcello Pera ("Il Messaggero")

ANGELUS DEL PAPA: I VIDEO, LE INTERVISTE, LE FOTO...

Il Papa: "Come professore emerito vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui..."

Il Pontefice: «Il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia visita all'università»

La cronaca di una giornata speciale che riscatta la vergogna dell'Italia

200MILA PERSONE PER IL PAPA

"Benedetto sta tornando Maledetto" e i media rovesciano la frittata! (Farina per "Libero")

Il (vero) senso del laico (Claudio Magris per il "Corriere della sera")

Card. Bagnasco: "Non cerchiamo la prova di forza" (Politi per "Repubblica")

L’orgoglio laico di saper ascoltare il Pontefice (Massimo Introvigne per "Il Giornale")

Il giorno del Papa. L’Italia che vuole sentire Ratzinger (Tornielli per "Il Giornale")

DAL PAPA CON LA RAGIONE E CON IL CUORE (Brambilla per "Il Giornale")

Papa-Sapienza, Prof. Zichichi: "Da scienziato dico..." (Il Giornale)

Il formidabile autogol dei 67 che volevano rifare il '68 (Cervo per "Libero")

Morpurgo (Comunità Ebraiche Italiane): "La vera laicità garantisce l'identità" (Libero)

Ottimi Tg5 e Tg2 e Sky, gravemente insufficiente il Tg1 (lunga intervista, senza contraddittorio, al ministro Bonino)

Il Papa e la verità: è la realtà che sconfigge la menzogna (dell'Asta per "L'Eco di Bergamo")

SMS E MAIL DI SOLIDARIETA' AL PAPA (RADIO VATICANA)

Vian: l'Angelus di domani sarà espressione di un moto del cuore e insieme della ragione. No alle strumentalizzazioni (Osservatore Romano)

Il filosofo Roger Scruton sul "caso" Sapienza: Una 'scortesia' da pseudo­scienziati dimostratisi 'culturalmente adolescenti'

Alla Sorbona si insegna il pensiero di Ratzinger. Jacob Schmutz:"E' un vero pensatore,conquista pure gli atei. Irritazione per "l'ignoranza" dei media

L’imprevedibile successo del Papa timido. Smentite tutte le analisi mediatiche (Brambilla per "Il Giornale")

Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede! (il discorso che il Papa non pronuncera' alla Sapienza)

IL PAPA E L'OSCURANTISMO INTOLLERANTE DEI LAICISTI UNIVERSITARI: LO SPECIALE DEL BLOG

Mons. Guido Marini: nella Messa dei Battesimi alla Cappella Sistina, il Papa non ha "voltato le spalle" ai fedeli, ma si è orientato con loro a Cristo: non c'è abbandono della riforma liturgica conciliare

Domenica scorsa, la celebrazione dei battesimi nella Sistina da parte di Benedetto XVI ha avuto uno svolgimento liturgico diverso dal consueto, per via dell'utilizzo dell'antico altare della Cappella, che ha visto il Papa in alcuni momenti del rito voltare le spalle all'assemblea. Una nota dell'Ufficio delle celebrazioni pontificie aveva anticipato e spiegato questa variante, prevista dall'attuale normativa liturgica, e tuttavia - specie a livello mediatico - la scelta è stata un po' frettolosamente definita come "pre-conciliare". Fabio Colagrande ha chiesto al maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, don Guido Marini, l'esatta interpretazione di quei gesti:

R. - Credo sia importante, anzitutto, considerare l’orientamento che la celebrazione liturgica è chiamata sempre ad avere: mi riferisco alla centralità del Signore, il Salvatore crocifisso e risorto da morte. Tale orientamento deve determinare la disposizione interiore di tutta l’assemblea e, di conseguenza, anche la modalità celebrativa esteriore. La collocazione della croce sull’altare al centro dell’assemblea ha la capacità di trasmettere questo fondamentale contenuto di teologia liturgica. Si possono, poi, verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all’altare antico, dove tra l’altro si conserva l’esatto orientamento della celebrazione liturgica. Nella Cappella Sistina, per la celebrazione dei battesimi, è avvenuto esattamente questo. Si tratta di una prassi consentita dalla normativa liturgica, in sintonia con la riforma conciliare.

D. - L’opinione pubblica è molto colpita da questo gesto che, in parte, il Papa ha compiuto in occasione della festa del Battesimo del Signore: dare le spalle all’assemblea. C’è chi legge in questo gesto un ritorno al passato, addirittura una chiusura del celebrante nei confronti dell’assemblea. Vuole invece spiegarci qual è il significato vero di questo gesto liturgico?

R. - Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista “non si chiude la porta all’assemblea”, ma “si apre la porta all’assemblea” conducendola al Signore.

Nella liturgia eucaristica non ci si guarda, ma si guarda a Colui che è il nostro Oriente, il Salvatore. Penso che sia anche importante ricordare che il tempo in cui il celebrante, in questi casi, “volge le spalle ai fedeli” è relativamente breve: l’intera Liturgia della Parola avviene, come di consueto, con il celebrante rivolto verso l’assemblea, indicando così il dialogo della salvezza che Dio intreccia con il suo popolo. Dunque, nessun ritorno al passato, ma il recupero di una modalità celebrativa che in nulla mette in discussione gli insegnamenti e le indicazioni del Concilio Vaticano II.

D. - Mons. Marini, c’è stato chi, sulla scia del dibattito che ha seguito la pubblicazione del Motu proprio Summorum pontificum, ha letto in alcuni gesti di Benedetto XVI la volontà di abbandonare la riforma liturgica conciliare. Cosa risponde a questo genere di illazioni?

R. - Sono sicuramente illazioni e interpretazioni non corrette, sia del Motu proprio che di tutto il magistero di Benedetto XVI in ambito liturgico.

La liturgia della Chiesa, come d’altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico.

Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c’è continuità, senza rottura.

Non si deve parlare, dunque, di un ritorno al passato, ma di un vero arricchimento per il presente, in vista del domani.

© Copyright Radio Vaticana

18 gennaio 2008

Messa tridentina: cambia la preghiera per gli Ebrei (Tornielli per "Il Giornale")


Vedi anche:

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

Libero pensiero e libertà negata al Papa (Giuliano Ferrara per "Panorama")

La protesta: pochi antagonisti nel deserto (Avvenire)

Mettiamo bene le cose in chiaro: alla Sapienza ieri ci sono state poche proteste perchè non c'era il Papa

SMS E MAIL DI SOLIDARIETA' AL PAPA (RADIO VATICANA)

Mancata visita del Papa alla Sapienza: volantino di Lista Aperta di Roma3

Il Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia: "Col Papa un «incidente» che fa male alla salute della scienza italiana"

La censura che ha impedito al Papa di parlare alla «Sapienza» è lo specchio di una debolezza culturale. Parla il filosofo Rémi Brague

La censura che ha impedito al Papa di parlare alla «Sapienza» è lo specchio di una debolezza culturale. Parla il filosofo Rémi Brague

Walter Brandmüller: «Joseph Ratzinger? Il più laico dei docenti». Il caso Feyerabend? «Ignoranza loro»

Certo non annullata, quell'assenza è stata riempita (Cardia per "Avvenire")

Studenti spaesati e politici affranti e Ratzinger vince la sfida mediatica (Repubblica)

Volantini per Benedetto XVI, universitari aggrediti alla Statale di Milano (Il Giornale)

I soprusi di chi predica libertà (Vincenzoni per "Il Tempo")

La rivincita di Benedetto XVI nell'università che lo ha cacciato (Lidia Lombardi per "Il Tempo")

Garelli: "Ma ora evitiamo la crociata" (quale crociata? Quella laicista?)

Sapienza, applausi al grande assente (Francesca Angeli per "Il Giornale")

Emanuela Bambara: "Un dittatoriale rifiuto all'ascolto sotto le false spoglie della laicità" (Gazzetta del sud)

Nella repubblica delle banane il Papa non può manco andare all'Università (Xavier Jacobelli)

La solidarietà dei fedeli nel giorno più amaro per il Papa (Tornielli)

Brani del discorso di Benedetto XVI alla "Sapienza": video H2O

E il pontefice disse: "Non temo per me ma per quei ragazzi" (La Rocca per "Repubblica" spiega i retroscena del rifiuto del Papa)

Scalfari sbotta ed insulta nuovamente il Papa: restauratore, teologo mediocre, politicamente e culturalmente inconsistente (Valli per il tg1)

Flores D'Arcais cerca di giustificare l'intolleranza laicista ma fa autogol...

Card. Ruini: "Domenica non sarà un comizio, l'Angelus è una preghiera. Qualsiasi altro intento sarebbe non gradito"

Il rettore della Sapienza, il sindaco di Roma e gli studenti amareggiati per l'assenza di Benedetto XVI. Manifestanti bloccano mons. Enzo Dieci (R.V.)

Uomini adatti alla fuga davanti al Papa dialogante. Solo un occhio offuscato può descrivere l’Italia in preda a falangi oscurantiste vaticane

Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede! (il discorso che il Papa non pronuncera' alla Sapienza)

IL PAPA E L'OSCURANTISMO INTOLLERANTE DEI LAICISTI UNIVERSITARI: LO SPECIALE DEL BLOG

Cambia l’antico messale Pronto un testo più «vicino» agli ebrei

di Andrea Tornielli

Benedetto XVI ha deciso di riformulare il testo della preghiera per gli ebrei contenuta nel messale tridentino liberalizzato dal recente Motu proprio «Summorum Pontificum»: la pubblicazione del nuovo testo, interamente riformulato, dovrebbe avvenire a giorni. Sparisce il riferimento all’«accecamento» del popolo ebraico. La nuova versione entrerà in vigore già nelle celebrazioni dei fedeli che seguono il rito antico della prossima Settimana Santa.

Nel vecchio testo si pregava – in latino – per la conversione degli ebrei chiedendo a Dio di sottrarre «quel popolo... alle sue tenebre» e di rimuoverne «l’accecamento» (termine mutuato da una delle lettere di san Paolo). Come si ricorderà, dopo la pubblicazione del Motu proprio che liberalizzava la Messa preconciliare, molte voci preoccupate si erano levate dal mondo ebraico. I rabbini capi di Gerusalemme, guide spirituali delle comunità sefardita e aschenazita, avevano scritto a Ratzinger per chiedere la modifica della preghiera del Venerdì Santo.

Va ricordato che il cammino di avvicinamento era iniziato già sotto Pio XII, il quale aveva fatto precisare dalla Congregazione dei Riti che l’antica formulazione «pro perfidis judaeis» stava a indicare «per i giudei che non hanno la fede». Papa Pacelli reintrodusse inoltre la genuflessione per quella preghiera. Giovanni XXIII, fin dal 1959, eliminò sia il «perfidis» che il successivo riferimento alla «perfidia» giudaica. Il testo emendato da Papa Roncalli, nell’edizione del 1962, l’ultima del messale antico prima della riforma post-conciliare, è stato liberalizzato da Benedetto XVI nei mesi scorsi.
Nella preghiera erano rimasti riferimenti all’«accecamento» e alle «tenebre» del popolo ebraico. «Quella preghiera ci preoccupa – aveva detto al Giornale lo scorso settembre il rabbino Giuseppe Laras, presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia –.
Temiamo che quelli che leggono possano fare due più due e ragionare in questi termini: se noi preghiamo perché Dio tolga l’accecamento dagli ebrei significa che essi sono fuori dalla verità e questo può spingere fino all’antisemitismo».
Vescovi e prelati impegnati nel dialogo con il mondo ebraico hanno sollecitato la Santa Sede a intervenire e un’apertura in questo senso era stata manifestata lo scorso luglio dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone che, a Pieve di Cadore, aveva parlato della possibilità di una correzione. Benedetto XVI ha approntato una bozza per la nuova preghiera che dovrebbe essere pubblicata nei prossimi giorni dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Secondo alcune indiscrezioni, nella nuova versione, pur essendo stati omessi i passaggi ritenuti offensivi dagli ebrei, sarebbe comunque rimasto l’accenno al vecchio impianto della preghiera, quello alla conversione. Proprio su questo argomento era intervenuto il segretario della Congregazione per la dottrina della fede (dal 2003 al 2005 vice dell’allora cardinale Ratzinger), monsignor Angelo Amato, spiegando al quotidiano Avvenire che «nella messa noi cattolici preghiamo sempre, e per primo, per la nostra conversione. E ci battiamo il petto per i nostri peccati. E poi preghiamo per la conversione di tutti i cristiani e di tutti i non cristiani. Il Vangelo è per tutti».

La decisione di Benedetto XVI è una mano tesa alla comunità ebraica, che ha invitato il Pontefice a visitare la Sinagoga di Roma. È noto che Ratzinger desidererebbe molto potersi recare in Israele nel 2009, anche se le condizioni attuali delle trattative bilaterali tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede per la soluzione di alcuni problemi giuridici e amministrativi non lasciano per il momento ben sperare.

© Copyright Il Giornale, 18 gennaio 2008 consultabile online anche qui

5 gennaio 2008

Antonio Socci: «Benedetto è il Papa dell’"illuminismo cristiano" e della libertà»


Vedi anche:

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

Intervista dell'Osservatore Romano e di Radio Vaticana a padre Peter-Hans Kolvenbach, che si appresta a lasciare la guida della Compagnia di Gesù

Il 2008 di Papa Benedetto (Accornero per "L'Eco di Bergamo")

L'Epifania alla luce delle omelie e dei discorsi del Papa a Colonia (una riflessione del Prof. Lucio Coco)

Card. Bagnasco: applicare le norme a favore della maternità (Corriere ed Osservatore Romano)

Il filosofo tedesco Robert Spaemann sfida Kant e Nietzsche sull'esistenza di Dio (Il Foglio)

Card. Hummes: adorazione "perpetua" per le "vittime della grave condotta morale e sessuale del clero" (Osservatore Romano)

Card. Colombo: "Fuggirei di notte come sant'Agostino ma farò l'arcivescovo"

Nella prima visita del 2008, Benedetto XVI incontra le Missionarie della Carità che gestiscono la Casa di accoglienza “Dono di Maria”

I diari del cardinale Colombo: "La preghiera è una margherita fresca" (Osservatore Romano)

Il Papa incontra le Missionarie della Carità: una suora gli mette al collo una collana rossa

Il Papa alle suore di Madre Teresa: "Sono qui per dirvi che il Papa vi vuole bene e vi è vicino"

Mosca alla rai: "Papa in tv, meno fretta e maggiore rispetto"

Precisazioni sull'articolo di Galeazzi e Di Giacomo e umile richiesta di rettifica di quanto scritto su e contro questo blog

"Conciliari" in rivolta contro Benedetto XVI. Galeazzi e Di Giacomo per "La Stampa". Viene citato a sproposito anche il nostro blog!

Grazie alla segnalazione di Eufemia possiamo leggere questa intervista de "La Stampa" di ieri ad Antonio Socci:


“Usano soltanto un pretesto”

Socci: “Ratzinger vuole la libertà liturgica
I progressisti cercano d’imporre il loro rito”


Antonio Socci (scrittore ciellino), perché oggi nella Chiesa si discute tanto sulla liturgia?

«Perché nella tradizione cattolica "lex orandi, lex credendi". Nella liturgia c'è tutta la dottrina della Chiesa, la sua fede, quindi il suo tesoro vero e inestimabile. L'ortodossia della fede è la sola cosa veramente "non negoziabile", di cui neanche i Papi possono disporre perché è verità rivelata e sancita dal sangue di Cristo, verità che essi devono solo custodire e non possono mutare. Dunque la battaglia fra chi vuole "rivoluzionare" il cattolicesimo e chi vuole conservare il "depositum fidei", rispettando il mandato di Gesù, inevitabilmente si concentra sulla liturgia. Da sempre. Basti pensare al caso Lutero e al protestantesimo».

Perché ci si oppone alla Curia di Ratzinger in nome del Concilio?

«Più che alla Curia di Ratzinger ci si oppone a papa Benedetto XVI, in particolare al suo "motu proprio" che restituisce la libertà di celebrare anche col rito tradizionale.
Ci si oppone al Papa in nome di un presunto "spirito del Concilio" di cui sarebbero depositari certi intellettuali o certi vescovi innovatori. Cosa è questo "spirito del Concilio"? Non se n'è mai sentito parlare in 2000 anni. La Chiesa conosce e adora lo Spirito Santo, terza persona della Trinità, che assiste in modo speciale il Santo Padre nella sua guida della barca di Pietro. Non risulta che esista una quarta persona della Trinità denominata "Spirito del Concilio". Come e quando è stato inventato questo strano soggetto? Dopo il Concilio, per far dire al Concilio ciò che non aveva detto. Sulla liturgia per esempio la "lettera" del Concilio non diceva affatto che doveva essere messo al bando il rito tradizionale in latino. Ma in nome dello "spirito del Concilio" si pretende di far dire al Concilio ciò che non ha detto e così di togliere questa ricchezza alla Chiesa, sottrarre questa libera possibilità ai fedeli e introdurre una grave frattura nella storia della liturgia che, come ha scritto Ratzinger da cardinale, non può avere fratture».

Quali sono i «partiti» che si contrappongono?

«C’è il Papa, quindi la Chiesa, che vuole ridare ai fedeli libertà di celebrare secondo il rito tradizionale e vuol mettere fine agli abusi liturgici post conciliari. E c’è un "partito rivoluzionario", fatto anche da vescovi, che si oppone al Papa e non vuole questa libertà.

E' paradossale. Il Papa è per la libertà e per il pluralismo (-nella Chiesa c'è sempre stato un ricco pluralismo liturgico: basti pensare al rito ambrosiano e ai riti orientali, accanto al rito romano-). I "progressisti" invece pretendono di negare la libertà ai fedeli di celebrare col rito tradizionale, imponendo il "rito conciliare", oltretutto senza che mai sia stata riconosciuta la quantità di tremendi abusi liturgici compiuti in nome dello "spirito del Concilio". Oscurantismo e intolleranza si oppongono al Papa dell’"illuminismo cristiano" e della libertà».

© Copyright La Stampa, 4 gennaio 2008

Il 2008 di Papa Benedetto (Accornero per "L'Eco di Bergamo")


Vedi anche:

L'Epifania alla luce delle omelie e dei discorsi del Papa a Colonia (una riflessione del Prof. Lucio Coco)

Card. Bagnasco: applicare le norme a favore della maternità (Corriere ed Osservatore Romano)

Il filosofo tedesco Robert Spaemann sfida Kant e Nietzsche sull'esistenza di Dio (Il Foglio)

Card. Hummes: adorazione "perpetua" per le "vittime della grave condotta morale e sessuale del clero" (Osservatore Romano)

Card. Colombo: "Fuggirei di notte come sant'Agostino ma farò l'arcivescovo"

Nella prima visita del 2008, Benedetto XVI incontra le Missionarie della Carità che gestiscono la Casa di accoglienza “Dono di Maria”

I diari del cardinale Colombo: "La preghiera è una margherita fresca" (Osservatore Romano)

Il Papa incontra le Missionarie della Carità: una suora gli mette al collo una collana rossa

Il Papa alle suore di Madre Teresa: "Sono qui per dirvi che il Papa vi vuole bene e vi è vicino"

Mosca alla rai: "Papa in tv, meno fretta e maggiore rispetto"

Precisazioni sull'articolo di Galeazzi e Di Giacomo e umile richiesta di rettifica di quanto scritto su e contro questo blog

"Conciliari" in rivolta contro Benedetto XVI. Galeazzi e Di Giacomo per "La Stampa". Viene citato a sproposito anche il nostro blog!

In aprile il Papa parlerà all'assemblea generale dell'Onu

Pier Giuseppe Accornero

Dal discorso degli auguri per il nuovo anno che terrà in Vaticano lunedì 7 agli ambasciatori dei 174 Stati accreditati presso la Santa Sede a quello all'assemblea generale delle Nazioni Unite a New York in aprile; dall'«Anno paolino» nel bimillenario della nascita alla Giornata mondiale della gioventù che lo vedrà a Sydney in luglio; dal pellegrinaggio a Lourdes nel 150º delle apparizioni della Vergine a Bernardette Soubirous al Sinodo dei vescovi in ottobre sulla «Parola di Dio».
Il 2008 sarà per Benedetto XVI un anno impegnativo: governo della Chiesa, dialogo ecumenico, confronto con le altre religioni, una o due probabili encicliche.

I viaggi all'estero e in Italia

Al momento sono fissate sei visite. Dal 15 al 20 aprile sarà negli Stati Uniti, dove il 16 festeggerà gli 81 anni e il 19 il terzo anniversario dell'elezione a Pontefice. Sono previste tappe a Washington, con la visita alla Casa Bianca e l'incontro con il presidente George W. Bush, e a New York, dove visiterà Ground Zero e parlerà all'assemblea dell'Onu.
Dal 15 al 20 luglio il viaggio in Australia per la XXIII Giornata mondiale della gioventù a Sydney. In settembre a Lourdes per i 150 anni delle apparizioni mariane (1858-2008): il programma non è ancora definito e non si sa se ci sarà una tappa a Parigi dove lo ha invitato il presidente Nicolas Sarkozy. I viaggi in Italia saranno: 17-18 maggio a Savona e Genova su invito dell'arcivescovo e presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco, 14-15 giugno a Brindisi, 7 settembre a Cagliari.

Due eventi su tutti

Dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009 l'«Anno paolino», annunciato da Ratzinger il 28 giugno 2007 nella basilica di San Paolo fuori le mura. È il primo anno giubilare che indice il Papa teologo nel bimillenario della nascita dell'«apostolo delle genti», avvenuta tra il 7 e il 10 dell'era cristiana, con speciale attenzione alla «dimensione ecumenica nella quale Paolo si è particolarmente impegnato per portare la Buona Novella a tutti i popoli e si è totalmente prodigato per l'unità e la concordia di tutti i cristiani».
Dal 5 al 26 ottobre in Vaticano si terrà il XII Sinodo generale dei vescovi su un tema che sta molto a cuore al Papa teologo «La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa». Egli insiste moltissimo sulla lettura, l'ascolto, la meditazione e l'approfondimento della Parola di Dio.

Cina e Terra Santa questioni aperte

La riapertura delle relazioni diplomatiche con la Cina, i negoziati con Israele per lo status giuridico e fiscale della Chiesa in Terra Santa, il dialogo ecumenico specie con gli ortodossi e l'incontro in primavera con una delegazione dei 138 intellettuali musulmani che gli hanno scritto per sollecitare dialogo e collaborazione.

Encicliche e documenti

Dopo le encicliche «Deus caritas est» (25 dicembre 2005) e «Spe salvi» (30 novembre 2007) sono in elaborazione altre due: una su temi sociali e politici e sulla globalizzazione economica nel 40º della «Populorum progressio» di Paolo VI del 1967, l'altra dedicata alla fede per completare il «trittico delle virtù teologali» lette in senso inverso carità, speranza, fede anziché fede, speranza, carità.
In programma anche due «istruzioni» vaticane: una per l'applicazione del «motu proprio» sulla Messa in latino e una sulle cause dei santi: Ratzinger chiede ancora maggior rigore nei processi di beatificazione e canonizzazione. Dopo «Gesù di Nazaret» uscito ad aprile – 2 milioni di copie e diffusione in 50 Paesi – il Papa lavora al secondo volume.

Oltre 2 milioni e 800 mila agli incontri

Nel 2007 sono stati 2.830.100 i fedeli che hanno partecipato agli incontri pubblici con Benedetto XVI: 729.100 persone alle 44 udienze generali del mercoledì, 209 mila alle udienze speciali, 442 mila alle celebrazioni liturgiche, 1.450.000 agli Angelus. Per le udienze generali i mesi di maggior afflusso sono stati aprile (130 mila) e ottobre (111 mila), per quelle speciali marzo (92.000) e novembre (42.000), per le liturgie aprile (250 mila: Settimana Santa e Pasqua) e giugno (86.000), per gli Angelus dicembre (280.000), gennaio (200.000), novembre (160.000) e febbraio (150.000). Nel 2006 i fedeli presenti agli incontri furono 3.222.820: il calo è di circa 400 mila persone.

© Copyright L'Eco di Bergamo, 4 gennaio 2008

4 gennaio 2008

Precisazioni sull'articolo di Galeazzi e Di Giacomo e umile richiesta di rettifica di quanto scritto su e contro questo blog


Vedi anche:

"Conciliari" in rivolta contro Benedetto XVI. Galeazzi e Di Giacomo per "La Stampa". Viene citato a sproposito anche il nostro blog!

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

E' possibile il dialogo fra Cristianesimo e Islam? (Messina per il "Corriere")

Unomattina e raitre di nuovo "partigiane" sulla moratoria dell'aborto

Rosso "malpela" nuovamente la rai (Mannoni, tg3, non equidistante)

2,8 milioni alle udienze del Papa nel 2007; grande diffusione per il libro su Gesù: servizio di "H2O"

NATALE, LE PAROLE DEL PAPA DA RICORDARE ("IL TIMONE")

La celebrazione spagnola «per la famiglia cristiana» (Osservatore Romano) e la "risposta" di Zapatero (Corriere)

Cresce il successo internazionale del libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" (Radio Vaticana)

La Giornata del Papa tra firme, passeggiate e tv (Accattoli per il "Corriere")

Vaticano, effetto Ratzinger: per incontrarlo sono arrivati in 3 milioni. Successo in libreria. Offerte raddoppiate (Bartoloni per Corriere della sera)

Nel segno di Madre Teresa, la prima visita di Benedetto XVI del 2008:domani il Papa si recherà nella Casa “Dono di Maria” in Vaticano

Moratoria sull'aborto: gli editoriali di Giuliano Ferrara

Anselma Dell’Olio (intellettuale e moglie di Giuliano Ferrara): "Io femminista, d’accordo con Giuliano"

Per ridere di gusto: la esilarante "cronomail" di "Avvenire" per il 2008 :-)

Quel deficit di speranza male oscuro del nostro tempo (Colombo per "Avvenire")

Perché il Papa ha le scarpe rosse? Perché indossa un berretto bianco? Perché ha un anello? I bambini interrogano Mons. Georg

Moratoria sull'aborto: agitazione e parole grosse

Anche stamattina, su Raiuno, contestazioni al Vaticano...senza contraddittorio

Cari amici, nell'articolo de "La Stampa", a firma di Giacomo Galeazzi e Filippo di Giacomo, dal titolo "Conciliari" in rivolta contro Benedetto XVI, si cita anche il nostro blog. Rileggiamo le frasi:

A gridare «dagli al liturgista», da qualche mese sono soprattutto alcuni siti (in particolare, Petrus e il blog di Papa Ratzinger) che, in modo più cosciente di quanto dichiarino, hanno sostituito quegli anonimi «cultori della verità» che hanno costellato gli anni del pontificato di Giovanni Paolo II con pamphlet più o meno curiosi.
Sono talmente "cattolici" da sentirsi autorizzati a fare lezione al Papa: «Benedetto XVI non ha bisogno di fare teatro perché le sue parole forti composte e tenere arrivano direttamente al cuore; non serve essere teatrali per farsi amare e seguire. Giovanni Paolo II passerà alla storia come il Papa dello spettacolo, del samba ballato con i giovani, delle messe che sembravano più degli show che delle vere messe e su tutto questo è pesato senza dubbio il personaggio, se così si può definire, di monsignor Piero Marini».
E, sempre più infervorati dal ruolo di precettori del cattolicesimo universale: «Sospendiamo, per carità cristiana, ogni giudizio sulle stravaganti liturgie che ha portato in scena quando era Maestro delle cerimonie di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma non possiamo tacere sulla vergognosa, ributtante ed offensiva conferenza stampa inglese durante la quale, presentando un suo libro, ha denunciato il presunto ostruzionismo della Curia romana nell’attuazione del Concilio».
Commentano su www.korazym, sito dei papaboys, i ragazzi che dopo le messe di Papa Wojtyla, continuano a partecipare a quelle di Benedetto XVI: «Storia ironica di un pontificato, eletto sempre più a vessillo da chi all'apertura fiduciosa preferisce gli spazi angusti della conservazione». «Giuda!», è stata la risposta dei monopolisti del cattolicesimo ratzingeriano.

Iniziamo con le precisazioni: questo spazio si chiama "Papa Ratzinger blog" ed e' nato come mio personale omaggio a Benedetto XVI. Perche'? In pochi lo sanno e sicuramente le motivazioni della nascita di questo blog non saranno rese pubbliche essendo "mie questioni del tutto personali".
Non si tratta, quindi, del "blog di Papa Ratzinger", come erroneamente scritto nel pezzo citato, visto che, a quanto risulta, il Santo Padre non possiede un blog.
Nell'articolo di Galeazzi e Di Giacomo questo spazio virtuale viene tirato in ballo a sproposito e, nemmeno troppo velatamente, criticato e denigrato.
Di tutte le frasi citate fra virgolette solo una e' presente in questo blog. Si tratta della prima
:

"Benedetto XVI non ha bisogno di fare teatro perché le sue parole forti composte e tenere arrivano direttamente al cuore; non serve essere teatrali per farsi amare e seguire. Giovanni Paolo II passerà alla storia come il Papa dello spettacolo, del samba ballato con i giovani, delle messe che sembravano più degli show che delle vere messe e su tutto questo è pesato senza dubbio il personaggio, se così si può definire, di monsignor Piero Marini"

Queste parole NON SONO ATTRIBUIBILI AL PAPA RATZINGER BLOG!!!!!
Si tratta di una scorrettezza inaccettabile. Esse si trovano qui
:

Franco Zeffirelli si offre come "consulente mediatico del Papa" (una deludente intervista per "La Stampa")

Tuttavia non fanno parte del post principale, scritto da me, proprietaria del Papa Ratzinger blog, ma in due commenti diversi allo stesso post.
Dette parole quindi sono "commenti" e non possono in alcun modo attribuirsi a questo blog.
Questa la prima scorrettezza. La seconda sta nell'avere "messo insieme" due commenti diversi: il secondo e il decimo. Dall'articolo della Stampa sembra addirittura che il blog attacchi Giovanni Paolo II.
NON E' COSI'! E la stessa autrice dei due post "assemblati" lo spiega chiaramente solo che, chissa' come mai, questi suoi commenti sono stati ignorati. Provate e a leggere per credere...
Volete citare il blog ed i commenti degli amici che scrivono qui (che condividono o meno la mia impostazione)? Bene!!! Ma fatelo per intero e non citando solo cio' che fa comodo.
I commenti al motu proprio Summorum Pontificum sono moltissimi (mai argomento e' stato piu' "gettonato") e si e' dato spazio sia ai commenti positivi (la maggioranza, e' vero!) sia a quelli negativi. L'unico limite e' l'educazione ed il rispetto!
Ulteriore precisazione: questo blog e' completamente e prettamente amatoriale: nessuno qui e' giornalista per cui non qui non ci sono articoli ed editoriali, ma viene esclusivamente riportato il pensiero altrui che poi noi commentiamo, nel bene e nel male perche' qui vige l'assoluta liberta'.
In questo blog, cari Galeazzi e Di Giacomo, che salutiamo visto che ci leggono, vengono riportate piu' voci, piu' articoli, piu' commenti, piu' editoriali e, qualora essi si rivelassero infondati, viene pubblicata anche la rettifica immediata. E' accaduto piu' volte in questi mesi.
Quanto alla polemica sull'editoriale di Korazym, sono stati pubblicati tutti i post (se non offensivi) e le precisazioni dei dottori Matteo Spicuglia e Serena Sartini. Nello stesso post altri amici del blog hanno riportato gli editoriali di Petrus perche' e' giusto sentire entrambe le campane, senza censure verso gli uni o gli altri.
Noto che e' stata ignorata anche la precisazione dei Papaboys.
Ma le frasi che piu' mi offendono (e che offendono gli amici che scrivono qui) sono le seguenti
:

"Sono talmente "cattolici" da sentirsi autorizzati a fare lezione al Papa"

"E, sempre più infervorati dal ruolo di precettori del cattolicesimo universale"

«Giuda!», è stata la risposta dei monopolisti del cattolicesimo ratzingeriano

L'articolo di Galeazzi e Di Giacomo non distingue fra questo blog e Petrus (scorrettezza) e ci attribuisce colpe che non abbiamo.
E qui arrivano altre precisazioni.
Non ho creato solo il Papa Ratzinger blog, ma anche altri tre spazi virtuali: "Il Magistero di Papa Benedetto XVI", "Curiosità su Papa Ratzinger - Benedetto XVI" e "Papa Benedetto XVI: gli speciali del blog".
Ognuno dei quattro blog ha caratteristiche specifiche.
NESSUNO HA MAI PRETESO DI "DARE LEZIONI AL PAPA" E TANTO MENO SI ERGE A "MONOPOLISTA DEL CATTOLICESIMO RATZINGERIANO".
Tutto cio' offende profondamente me ed il blog. In questo spazio virtuale vengono proposti moltissimi articoli, quotidianamente. Sto molto attenta a differenziare quello che e' il pensiero del giornalista e quello che e' IL MIO PENSIERO! I miei commenti sono sempre scritti in corsivo, sopra o sotto l'articolo, e sono sempre firmati come Raffaella o R.
Mai e poi mai qui qualcuno si e' permesso di interpretare il Magistero del Papa che si trova INTERAMENTE nel blog ad esso dedicato. Sto attenta persino ai titoli dei post che propongono discorsi ed omelie.
Una cosa sono i commenti, miei e degli amici del blog, altra cosa e' il Magistero del Papa.
Questo deve essere chiaro, ora e sempre
!
Detto questo, faccio l'ultima precisazione: NON CAMBIERA' NULLA NELL'IMPOSTAZIONE DEL BLOG. I commenti, tutti i commenti, sono ben accetti se rispettano la regola della buona educazione. Il blog e' aperto a tutti sia che siano d'accordo con me o che dissentano. Esempi ne abbiamo moltissimi...
Chiedo, quindi, la rettifica di quanto scritto nell'articolo di Galeazzi e Di Giacomo. Si tratta di una richiesta umile, non di un obbligo.
Cari amici del blog, un salutone a tutti e grazie per l'affetto
:-)
Raffaella

"Conciliari" in rivolta contro Benedetto XVI. Galeazzi e Di Giacomo per "La Stampa". Viene citato a sproposito anche il nostro blog!


Vedi anche:

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

E' possibile il dialogo fra Cristianesimo e Islam? (Messina per il "Corriere")

Unomattina e raitre di nuovo "partigiane" sulla moratoria dell'aborto

Rosso "malpela" nuovamente la rai (Mannoni, tg3, non equidistante)

2,8 milioni alle udienze del Papa nel 2007; grande diffusione per il libro su Gesù: servizio di "H2O"

NATALE, LE PAROLE DEL PAPA DA RICORDARE ("IL TIMONE")

La celebrazione spagnola «per la famiglia cristiana» (Osservatore Romano) e la "risposta" di Zapatero (Corriere)

Cresce il successo internazionale del libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" (Radio Vaticana)

La Giornata del Papa tra firme, passeggiate e tv (Accattoli per il "Corriere")

Vaticano, effetto Ratzinger: per incontrarlo sono arrivati in 3 milioni. Successo in libreria. Offerte raddoppiate (Bartoloni per Corriere della sera)

Nel segno di Madre Teresa, la prima visita di Benedetto XVI del 2008:domani il Papa si recherà nella Casa “Dono di Maria” in Vaticano

Moratoria sull'aborto: gli editoriali di Giuliano Ferrara

Anselma Dell’Olio (intellettuale e moglie di Giuliano Ferrara): "Io femminista, d’accordo con Giuliano"

Per ridere di gusto: la esilarante "cronomail" di "Avvenire" per il 2008 :-)

Quel deficit di speranza male oscuro del nostro tempo (Colombo per "Avvenire")

Perché il Papa ha le scarpe rosse? Perché indossa un berretto bianco? Perché ha un anello? I bambini interrogano Mons. Georg

Moratoria sull'aborto: agitazione e parole grosse

Anche stamattina, su Raiuno, contestazioni al Vaticano...senza contraddittorio

"Conciliari" in rivolta contro Benedetto XVI

Da Londra l'attacco alla messa in latino e alla "controriforma"

FILIPPO DI GIACOMO, GIACOMO GALEAZZI

CITTA' DEL VATICANO

La guerra di Piero: la Curia contro il Concilio. Ha dovuto evitare Roma e il Vaticano l’arcivescovo Piero Marini, dal 1987 fino allo scorso ottobre Maestro delle Cerimonie Pontificie, e chiedere ospitalità al cardinale di Londra Cormac Murphy O’Connor, per il lancio del suo libro di memorie liturgiche. Ultimo episodio di una polemica che nessuno comprende più, forse neanche coloro che la stanno animando. E’ nata a luglio, quando Benedetto XVI ha promulgato il motu proprio Summorum Pontificum, un atto di liberalità pastorale a favore di quei fedeli – circa cinquecentomila su un miliardo e 200 milioni di cattolici - che dicono di ancorare la loro spiritualità alle forme dell’ordinamento liturgico in uso prima del 1964.

Nel mondo cattolico il motu proprio non ha prodotto alcuna rivoluzione copernicana, non ha svelato alcuna vena sotterranea del fiume celebrativo che attraversa le comunità locali, non ha proiettato né ombre né luci sul vissuto quotidiano dei sacerdoti e dei fedeli. Nonostante ciò, chi vuol parlare di liturgia e di Concilio deve allontanarsi da Roma. Piero Marini, universalmente riconosciuto come uno dei traduttori più fedeli del dettato conciliare in materia di riti, è sempre stato considerato un collaboratore tra i più solerti, discreti e apprezzati di Giovanni Paolo II. “A challenging reform: Realizing the Vision of the Liturgical Renewal” (Una riforma difficile: l’attuazione della visione del rinnovamento liturgico), il saggio che ha presentato a Londra il 14 dicembre scorso, è un libro che ripercorre gli anni del Concilio Vaticano II e quelli immediatamente successivi, quando si realizzò il passaggio dalla messa tridentina, in latino, a quella odierna nelle lingue vernacolari, le oltre 1500 lingue oggi usate nella liturgia cattolica per condividere la Parola e celebrare l’Eucaristia.

La riflessione di Marini copre il periodo che va dal 1963, anno dell'approvazione della Sacrosanctum Concilium, alla fine dell’80. Una stagione ricordata per il contrasto tra l'apposito Consilium istituito da Paolo VI per diffondere e spiegare la riforma, e la resistenza accanita degli uffici della Curia. Quest'ultima non ha mai perdonato a Papa Montini, dunque al padre della riforma liturgica Annibale Bugnini ed ai suoi, di aver abolito la «liturgia della cappella papale», un tripudio di uniformi, manti e troni barocchi, prescrivendo anche per il Papa in San Pietro, la liturgia episcopale celebrata da ogni vescovo nella sua diocesi. Per questo Paolo VI aveva pensato e delegato al Consilium - un organismo atipico, attento alle esigenze delle Conferenze episcopali nazionali ed estraneo alle logiche dei dicasteri vaticani - guidato da Bugnini e di cui Marini fu segretario personale, il compito di vegliare perché lo spirito della liturgia latina venisse correttamente tradotto nelle lingue moderne.
In fondo, era stato lo stesso Giovanni XXIII, il padre del Concilio Vaticano II, a prescrivere che la grande assise ecclesiale guardasse alla Chiesa «come a un giardino da coltivare e non come a un museo da custodire». «La riforma liturgica», ha detto monsignor Marini durante la presentazione del libro, «non era intesa o applicata solo come riforma di alcuni riti. Era la base e l'ispirazione degli obiettivi per cui il Concilio era stato convocato. L'obiettivo della liturgia non era altro che l'obiettivo della Chiesa e il futuro della liturgia è il futuro della Chiesa». Affermazioni condivise, secondo il «National Catholic Report», dai presenti nei saloni di Westminster, davanti al cardinale O’Connor e a un drappello di dignitari vaticani, tra cui il nunzio in Gran Bretagna, l'arcivescovo Faustino Sainz Munoz.

Proprio le presenze del porporato e del nunzio hanno infastidito a Roma chi anche nella presentazione di un libro di storia liturgica vede «una campagna contro il Papa».
A gridare «dagli al liturgista», da qualche mese sono soprattutto alcuni siti (in particolare, Petrus e il blog di Papa Ratzinger) che, in modo più cosciente di quanto dichiarino, hanno sostituito quegli anonimi «cultori della verità» che hanno costellato gli anni del pontificato di Giovanni Paolo II con pamphlet più o meno curiosi. Sono talmente "cattolici" da sentirsi autorizzati a fare lezione al Papa: «Benedetto XVI non ha bisogno di fare teatro perché le sue parole forti composte e tenere arrivano direttamente al cuore; non serve essere teatrali per farsi amare e seguire. Giovanni Paolo II passerà alla storia come il Papa dello spettacolo, del samba ballato con i giovani, delle messe che sembravano più degli show che delle vere messe e su tutto questo è pesato senza dubbio il personaggio, se così si può definire, di monsignor Piero Marini».
E, sempre più infervorati dal ruolo di precettori del cattolicesimo universale: «Sospendiamo, per carità cristiana, ogni giudizio sulle stravaganti liturgie che ha portato in scena quando era Maestro delle cerimonie di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma non possiamo tacere sulla vergognosa, ributtante ed offensiva conferenza stampa inglese durante la quale, presentando un suo libro, ha denunciato il presunto ostruzionismo della Curia romana nell’attuazione del Concilio». Commentano su www.korazym, sito dei papaboys, i ragazzi che dopo le messe di Papa Wojtyla, continuano a partecipare a quelle di Benedetto XVI: «Storia ironica di un pontificato, eletto sempre più a vessillo da chi all'apertura fiduciosa preferisce gli spazi angusti della conservazione». «Giuda!», è stata la risposta dei monopolisti del cattolicesimo ratzingeriano.

© Copyright La Stampa, 4 gennaio 2008 consultabile anche qui

Rispondero' in un altro post a questo articolo di Galezzi e di Di Giacomo. Chiedero' anche una rettifica di quanto scritto.
Raffaella

31 dicembre 2007

Il 2008 di Papa Benedetto fra liturgia, Cina, viaggi, enciclica e seconda parte del libro su Gesù


Vedi anche:

SUCCESSO STRAORDINARIO DEL "FAMILY DAY" SPAGNOLO: LE IMMAGINI

Benedetto XVI: difendiamo la famiglia da cui dipende il bene della società

La marcia di Capodanno, dal Sessantotto in cammino per la pace (Intervista dell'Osservatore a Mons. Bettazzi)

Andrea Riccardi: "C’è una connessione profonda tra la vita di ciascuno, di una famiglia, e la pace del mondo" (Avvenire)

Aparecida 2007: in Cristo la risposta alle sfide del tempo (Intervista dell'Osservatore al cardinale Re)

La Vergine tra urgenze sociali e protagonismo femminile (Osservatore Romano)

Leggo le critiche dei giornaloni, i continui confronti, le cattiverie gratuite e poi vedo la folla di stamattina all'Angelus e dico...

Manifestazione di Madrid: il commento di Kiko Arguello (Neocatecumanali) e Antonia Sanchez (Focolari) a Radio Vaticana

La Chiesa è impegnata a difendere e promuovere "la dignità naturale e l’altissimo valore sacro" del matrimonio e della famiglia (Concilio)

Cattolicesimo e islam: verso uno storico incontro (intervista del card.Tauran all'Osservatore Romano)

Ecco come si scrive un editoriale! Card. Bertone: "C'è un'Italia positiva ignorata dai mass media" (Osservatore Romano)

Bertone: Togliatti e Berlinguer rispettavano di più la Chiesa (Politi per Repubblica)

La fase due di Benedetto XVI (Garelli per "La Stampa")

La risposta di Korazym ed altri commenti...

Rosso "malpela" l'anomalia italiana: non capire che le leggi sono approvate dalla maggioranza e valgono per tutti!

IL 2008 DI RATZINGER TRA LATINO, CINA E VIAGGIO IN USA
Si attende enciclica sociale e seconda parte di libro su Gesù

Città del Vaticano, 30 dic. (Apcom) - Sarà un anno ricco di scritti teologici (è attesa in tempi brevi un'enciclica sociale), di sviluppi diplomatici (a partire dai rapporti con Cina, Russia ed Israele), ma anche di questioni pendenti come il nodo della messa in latino, quello di Papa Benedetto XVI, che ad aprile del 2008 compirà 81 anni ed entrerà nel suo quarto anno di pontificato.

La liberalizzazione del messale pre-conciliare è stato uno degli atti più qualificanti del 2007 di Ratzinger.
Come ha rilevato di recente monsignor Albert Malcolm Ranjith, segretario della congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, il Motu proprio papale ha però suscitato una "crisi di obbedienza" in diversi ambienti ecclesiastici, timorosi che il provvedimento contraddicesse lo spirito del Concilio Vaticano II.
"In alcune nazioni o diocesi - ha detto l'arcivescovo con un franco parlare che ha suscitato qualche subbuglio nei Sacri palazzi - sono state emanate dai Vescovi delle regole che praticamente annullano o deformano l'intenzione del Papa".
Ragione per cui in Vaticano si sta preparando una "istruzione" applicativa per sgombrare ogni dubbio sulle intenzioni papali.

Il 'Papa teologo' si dedicherà, poi, ad altri scritti, dopo che il 2007 ha visto la pubblicazione del primo volume di un libro su 'Gesù di Nazaret' (di cui Ratzinger ha già iniziato a stendere la seconda parte) e dell'enciclica sulla speranza ('Spe Salvi'), la sua seconda lettera dopo quella del 2006 sull'amore ('Deus caritas est'). Non viene escluso che il Papa concluda il ciclo con un'ultima enciclica sulla terza virtù teologale, la fede. Prima di allora, ad ogni modo, è in arrivo, probabilmente a marzo, una lettera papale sulle tematiche sociali e la globalizzazione.

Nel 2008 Benedetto XVI compirà alcuni viaggi significativi.
In Italia si recherà a Savona e Genova (il 17 e 18 maggio), per visitare i luoghi dove il suo Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, è stato arcivescovo, a Brindisi (il 14 e 15 giugno) e a Cagliari (il 7 settembre). In primavera, invece, il Papa si recherà sulla costa est degli Stati Uniti (15-20 aprile), dove, tra l'altro, festeggerà il suo compleanno, visiterà Ground Zero a New York, rivolgerà un discorso alle Nazioni Unite e, a pochi mesi dalle elezioni, incontrerà il presidente uscente George W. Bush.
In estate, infine, è prevista la trasferta in Australia, a Sidney (15-20 luglio), per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù.

Ma anche dal Palazzo apostolico, in Vaticano, Benedetto XVI dovrà reggere i fili dei rapporti con numerose altre parti del mondo. Se il 2007 è stato un anno di numerose iniziative (la lettera ai fedeli cinesi, l'udienza, a Roma, del metropolita russo Kirill, i viaggi in Brasile, Turchia ed Austria), l'anno prossimo ne vedrà crescere i frutti.
Con la Cina, innanzitutto, proseguono i contatti, a tratti tesi, al fine di riallacciare i rapporti diplomatici e sciogliere nodi come quello dell'ordinazione di vescovi. Le Olimpiadi di Pechino del 2008 potrebbero essere, da questo punto di vista, un evento che accelererà le iniziative della diplomazia di Pechino nei confronti di tutte le cancellerie occidentali, Santa Sede compresa.
Pur se non sembra ancora prender corpo, rimane poi negli auspici reciproci un incontro tra il Papa e Alessio II, patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Ancora troppe, per ora, sono le questioni pendenti tra ortodossi e cattolici, oggetto di consultazioni costanti e non sempre serene.
Il Vaticano, poi, attende che si sblocchino i rapporti bilaterali con Israele per garantire un appropriato status fiscale e patrimoniale alla Chiesa cattolica in Terra Santa. "Noi ci siamo impegnati in un dialogo intenso, ma purtroppo non otteniamo soluzione a molti problemi concreti", ha denunciato di recente il cardinal Bertone.

Sarà proprio Bertone, il principale collaboratore del Papa, a tradurre in pratica i desiderata di Benedetto XVI anche nel prossimo anno. Già ha annunciato una serie di inziative per consolidare la 'lobbying' delle ong cattoliche presso le organizzazioni internazionali e rafforzare il coordinamento tra mass media di ispirazione cattolica. A febbraio si recherà a Cuba, e non è escluso che, nel corso dell'anno, compia altri viaggi per portare in giro per il mondo la parola del Papa. Dalle sue mani passeranno, prevedibilmente, anche le prossime nomine papali, a partire dalle possibili sostituzioni del cardinale José Saraiva Martins, a capo delle Cause dei Santi, che a gennaio compirà 76 anni, e del cardinale Camillo Ruini, vicario per la diocesi di Roma, che a febbraio compirà 77 anni.

29 dicembre 2007

Messa tridentina, Bertone: arriva istruzione applicativa (Dopo "reazioni scomposte" al Motu proprio del Papa)


Vedi anche:

SPECIALE: IL MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"

Annunciazione, Natività e adorazione dei Magi secondo gli antichi cristiani (Osservatore Romano)

Il Papa a maggio in visita a Genova ("Il Giornale" e "Repubblica")

Ratzinger "spende" in beneficenza un milione e mezzo di euro, una notizia riportata solo da "Libero": comodo, giornaloni, comodo...

PUNTATA SPECIALE DI MATRIX (CANALE 5) SUL NATALE

Rosso "malpela" la Rai: triste, impietoso e deludente il confronto fra la tv di Stato e Matrix di Canale 5!

Ferrara mette a nudo l'ipocrisia dei benpensanti che gridano affinchè nessuno tocchi Caino e poi legalizzano l'eliminazione di tanti Abele (A. Socci)

Preghiera a san Michele Arcangelo (da Maranatha)

Intervista di Petrus a Giuliano Ferrara

Che cosa fa l'elemosiniere di Sua Santità? Mons. Félix del Blanco Prieto lo spiega all'Osservatore Romano

Centralità della carità con Benedetto XVI (Osservatore Romano)

"Spe salvi": "Il dramma della speranza, in quattro atti" (di Massimo Introvigne)

DIARIO DI REPUBBLICA: SPECIALE NATALE

L'attualità delle «Omelie del tempo di Natale» di Giuseppe Dossetti (Osservatore Romano)

Dialogo, tolleranza e rispetto della dignità umana al centro dell'incontro fra il Papa ed i leader islamici

Ironie ed incompresioni: Francesco D'Agostino (Avvenire) risponde a Scalfari

Il 2007 di Benedetto XVI, il Papa della speranza (bellissimo servizio di Alessandro Gisotti per Radio Vaticana)

Bartoloni (Corriere): "Il Papa incontrerà i 138 «saggi» islamici" (evento storico senza precedenti)

Varesotto: un sapiente dirigente scolastico impedisce al parroco di impartire la benedizione natalizia per non ledere la "laicità della festa" (???)

Manca negli intellettuali e nei commentatori la capacità di leggere l'integralità del messaggio di Benedetto XVI (Eco di Bergamo)

Perché la telecamera impalla la nuova vecchia messa di Benedetto? (Un testo di Lami che condivido e sottoscrivo in pieno!)

VATICANO/ BERTONE: MESSA IN LATINO, ARRIVA ISTRUZIONE APPLICATIVA
Dopo "reazioni scomposte" al Motu proprio del Papa

Roma, 29 dic. (Apcom) - Il Vaticano prepara un'istruzione per applicare il Motu proprio del Papa che liberalizza il messale preconciliare (la cosiddetta messa in latino): lo conferma il segretario di Stato del Papa, cardinale Tarcisio Bertone.

Di fronte alle "reazioni scomposte" alla 'Summorum pontificum' di Benedetto XVI, spiega Bertone in un'intervista a 'Famiglia cristiana', "si prevede di mettere a punto una Istruzione che fissi bene i criteri di applicazione del motu proprio",

"Qualcuno - racconta Bertone - è arrivato ad accusare il Papa di aver rinnegato l'insegnamento conciliare. Dall'altra parte c'è stato chi ha interpretato il motu proprio come l'autorizzazione al ritorno del solo rito pre-conciliare. Posizioni entrambe sbagliate, episodi esagerati che non corrispondono alle intenzioni del Papa".