13 maggio 2008

Prof. Giacobbe: "Siamo d'accordo con il Papa. Per la famiglia non servono battaglie, ma una politica concreta" (Bobbio)


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Per la famiglia non servono battaglie, ma una politica concreta

Alberto Bobbio

«Siamo d'accordo con il Papa, quando dice che la legge 194 ha favorito una mentalità abortista in questo Paese. E sa perché? Perché è stata applicata male, si è dimenticata tutta la parte sulla prevenzione all'aborto».

Il professor Giovanni Giacobbe, presidente del Forum delle famiglie, ad un anno dal Family Day coglie nelle parole di ieri di Benedetto XVI un invito ad andare oltre le polemiche sulla legge 194, entrata in vigore esattamente 30 anni fa, e ad occuparsi finalmente delle cause che spingono le donne ad abortire.

Ma, professore, la 194 va cambiata oppure no?

«Finora non si è riuscita applicarla nella sua interezza. Io non so se bastano linee guida più specifiche. Osservo che non si capisce perché la 194 è intoccabile in un Paese dove si può cambiare tutto, perfino la Costituzione».

Tutta negativa la legge?

«Il principio è negativo. L'aborto non può essere ammesso. Tuttavia, siccome si abortisce, bisogna trovare un modo perché si possa esercitare la libertà di non abortire. La legge così come è stata applicata non consente fino in fondo la scelta di non abortire. Per non abortire occorrono politiche familiari in grado difendere la vita, aiuti economici, sostegno psicologico, fino alla possibilità di dare in adozione i figli che assolutamente non si vogliono».

Ma l'ex-ministro Livia Turco ha detto che la 194 ha fatto diminuire il numero degli aborti.

«Non c'è metro di paragone. Prima l'aborto era clandestino e le stime erano costruite spesso su convinzioni ideologiche. In ogni caso il discorso sui numeri non mi appassiona. Anche se una sola donna dovesse abortire, la politica, oltre che le associazioni, deve porsi un problema e cioè chiedersi se ha fatto di tutto per prevenirlo».

Tuttavia le legge c'è. Cosa va fatto?

«Va applicata nella parte sulla prevenzione, altrimenti favoriamo una mentalità abortista. È quello che è avvenuto in questi anni e il Papa ha ragione. Invece di aiutare le coppie che fanno figli e hanno difficoltà si è scelta la scorciatoia dell'aborto. Oltretutto questa è un azione discriminatoria nei confronti delle donne. Sbaglia chi dice che salvaguarda la libertà della donna. Perché le donne restano di solito da sole davanti al dramma, perché di questo si tratta, dell'aborto. Io ritengo che la 194 sia una legge profondamente maschilista».

Un anno dopo il Family Day come sta la famiglia italiana?

«Continua a soffrire. Eppure vedo che sia la maggioranza sia l'opposizione hanno intenzione di affrontare il problema».

Occorre un intesa bipartisan?

«Il Forum la auspica. La famiglia è un bene dell'intero Paese e non della sola maggioranza. Sulla famiglie non vanno fatte battaglie. Spero che il Parlamento all'unanimità approvi una serie di provvedimenti a favore delle famiglie. E non solo di carattere tributario, perché c'è il problema della scuola e dell'educazione, la questione del lavoro femminile, dei congedi, delle badanti. Quindi anche la questione degli immigrati rientra in quella più ampia della famiglia»».

Preferiva ci fosse un ministro della famiglia?

«Non facciamo una questione di strumenti, ma di politiche. Nel programma di governo c'è la promessa del quoziente familiare, che è molto di più anche di quello che noi avevamo chiesto, perché sappiamo bene che si tratta di una questione molto complicata e molto onerosa. Nel corso di colloqui che ho avuto mi è stato detto che si partirà della deduzioni per arrivare al quoziente familiare. Noi non facciamo questioni di carattere tecnico. Ci interessa il risultato e su quello il Forum vigilerà».

Il premier Berlusconi ha nominato Carlo Giovanardi sottosegretario per la famiglia. Siete soddisfatti?

«Le ripeto che non è un problema tecnico. Conosco Giovanardi ed è una persona sensibile a questi temi. Ma vedremo che quali poteri effettivi avrà».

Quando porterete le firme per un fisco più amico della famiglia al presidente della Repubblica?

«Giovedì. Abbiamo raccolto oltre un milione e mezzo di firme e vediamo c'è un consenso di tutte le parti politiche. Le consegneremo al presidente Napolitano perché lui è il massimo garante delle istituzioni del Paese, formato da milioni di famiglie».

Cosa farà il Forum adesso?

«Continuerà a lavorare, a proporre analisi e a tenere sotto controllo governo e Parlamento. La società civile non può mai accontentarsi. Abbiamo raggiunto un buon risultato con la firme raccolte, ma non basta, perché adesso va fatta pressione sulla politica perché metta in atto quanto tutti dicono sul fisco familiare e sui temi del lavoro, della casa, dei mutui, della scuola, del costo della vita».

© Copyright Eco di Bergamo, 13 maggio 2008

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non c'è metro di paragone. Prima l'aborto era clandestino e le stime erano costruite spesso su convinzioni ideologiche. In ogni caso il discorso sui numeri non mi appassiona. Anche se una sola donna dovesse abortire, la politica, oltre che le associazioni, deve porsi un problema e cioè chiedersi se ha fatto di tutto per prevenirlo».
Riprendo questo pezzo dell'intervista riportata da Raffaella per delle mie riflessioni:
In effetti, qui si è sempre e si continua ad affrontare il problema da un punto di vista che, non guarda ne gli interessi e la vera salvaguardia della donna, ne i vari aspetti che se meglio curati ed affrontati, potrebbero evitare ad far diminuire il numero degli aborti. Fino ad adesso, si è visto questo problema solo da un punto di vista esclusivamente ideologico cavalcando, a furor di popolo, se così si può dire, la menzognera illusione che la donna basti a se stessa ed a decidere non solo per lei, ma per la vita nascente. La vera modifica arriverà soltanto quando l'aborto smetta di essere uno strumento di controllo delle nascite e quando soprattutto, gli organi preposti abbandonata la strada fallimentare dell'ideologia, si mettano attorno ad un tavolo e si decidano ad affrontare il vero problema quello di mettere a disposizione mezzi efficaci che, evitino concretamente, l'eliminazione dell'indesiderato ( scusate il termine un pò duro ) ma, questa è la verità nella maggior parte dei casi. Non è possibile essere sopraffatti da chi parla di verità basandosi su dati che sono serviti in passato, soltanto come propaganda ideologica; come non si può essere manipolati da chi definisce il Papa bestemmiatore della verità con una protervia, un odio ideologico e con una intolleranza fino ai limiti dell'inciviltà.