21 aprile 2008

Gli articoli inseriti nel blog in questi giorni costituiscono solo una parte della "mole"

Cari amici, da oggi e per tutti i prossimi giorni avremo molto da leggere e da commentare sul viaggio nel Papa negli Usa. Verranno inseriti anche gli articoli che non ho pubblicato per non appesantire troppo il blog.
Prepariamoci allora ad una "immersione".

Raffaella

14 commenti:

euge ha detto...

Ti voglio ringraziare ancora una volta Raffaella, per tutte le notizie, gli articoli, ed altro, con cui hai documentato nel blog, il viaggio di Benedetto XVI negli USA.
Un lavoro particolareggiato che ci ha permesso di scambiare idee e commenti.
Grazie ancora Raffaella - AVANTI COSI'

mariateresa ha detto...

grazie di cuora anche da parte mia.

Carla ha detto...

Cara raffaella, mi associo di cuore alle parole di Eugenia, e ti rivolgo un immenso, pubblico, GRAZIE per la mole di informazioni che ci hai fornito e per la straordinaria attività di coordinamento del sostegno di noi tutti a Papa Benedetto durante il pellegrinaggio in USA, definito pressochè da tutti "un trionfo". Buona giornata Carla

Raffaella ha detto...

Grazie a voi, carissime amiche :-))

lapis ha detto...

Vedo i media attoniti. sorpresi, basiti. Direi di più: suonati come pugili dopo un micidiale k.o. Stesi a terra, mentre l'arbitro inizia a contare. Uno, due, tre... non si sono ancora rialzati. E allora mi gusto questo momento. Benedetto XVI sta tornando a Roma. Ha trascorso 6 interi giorni negli USA. I memento dei media alla partenza: gli USA sono una nazione religiosa, ma religiosità laggiù non fa rima con cattolicità (ghignetto malevolo trattenuto a stento), solo uno statunitense su sei è cattolico (non che sia pochissimo comunque), non ci sono Concordati laggiù che garantiscano posizioni di privilegio al Papa e alla Chiesa (altro ghignetto), molti sono ancora scossi dallo scandalo dei preti pedofili e non faranno sconti a Ratzinger. E infine, l'argomento principe, di quelli che ci vogliono anni i studi per formulare: Ratzinger non è Wojtyla, vedrete. A buon intenditor.
Adesso abbiamo visto. E quello che conta non è la, pur significativa, accoglienza riservatagli dal presidente Bush (non cattolico) e da altre personalità autorevoli (non ultimi i Clinton al completo, a quanto ho sentito), ma il comportamento della 'ggente. Stadi e chiese gremite per partecipare alle Messe celebrate dal Papa, ali di folla che lo accompagnavano durante il passaggio per le vie di New York e folla che si radunava sotto il palazzo della Nunziatura per salutarlo. Quattro, cinque, sei...
Qualcosa devono pur dire e scrivere, e allora parlano di un Ratzinger "trasformato" dal viaggio negli USA, ma è l'ennesimo abbaglio. Gli USA non hanno trasformato questo Papa (come se a 81 anni una persona del suo calibro e della sua esperienza potesse cambiare al primo alito di vento, insomma Paese che vai Papa-banderuola che trovi), gli USA si sono limitati a non nascondere la realtà e l'interesse che suscita quello che Papa Benedetto ha da dire al mondo e che anche da noi troverebbe facile conferma se non si glissasse sui dati di affluenza alle udienze in piazza San Pietro e se solo si avesse la decenza di non negargli libertà di parola dentro le università. Sette, otto, nove...
Il Papa rientra in Vaticano, rientra a Roma: da domani ricomincia la manfrina, la visione ombelicale, ogni sua parola estrapolata e isolata per qualche titolo ad effetto che suoni come ingerenza nella nostra politica e che inciti l'opinione pubblica contro la Chiesa. Non mi faccio illusioni, si stanno già rialzando, ma intanto è stato bello assistere in questi giorni al k.o. del luogocomunismo.
Dieci... in piedi. Inizia un nuovo round, e a te, Raffaella, ancora una volta gli auguri di una felice continuazione del tuo prezioso lavoro

Anonimo ha detto...

Mi associo!!!
A leggere i commenti, pur con gli inevitabili distinguo, direi che il cappuccino e brioche si è trasformato in banchetto. In onore del nostro Benedetto
Alessia

Raffaella ha detto...

Lapis, sei un mito :-))))

mariateresa ha detto...

Lapis ha fior di ragioni. Per quel che riguarda i nostri media, che sono molto meno onesti di quelli americani, non possono essere diversi da così perchè sono geneticamente ideologici.E proprio a causa di questa armatura pesante e maleodorante che si portano addosso e che li acceca, che noi possiamo già immaginare titoli e articoli prima che vengano pubblicati. Una bella coazione a ripetere, martellante.
L'onestà di giornali come il New York Post e del New York Times che non sono certo papisti ma non sono neanche dei peracottai da negare l'evidenza, da noi è un sogno.Certo alcuni si salvano anche da noi, ci mancherebbe, ma molti sono quei ventriloqui che conosciamo. Aprono la bocca, o meglio la penna scrive sul foglio ed è la linea politica che parla.
Sul fatto che è il papa che è cambiato mi faccio delle belle risate. Ci sono fior di foto in rete dove questo lato umano e caloroso del Pontefice era evidente, in Brasile, durante le udienze e in un sacco di posti. Ma per certuni è più facile dire che a81 anni un uomo ha cambiato carattere e comportamento piuttosto che ammettere di avere scritto per tre anni delle tavanate.

Luisa ha detto...

Concordo con tutti voi, prima per dire un immenso grazie a Raffaella che ci ha permesso di seguire il viaggio con i resoconti nostrani e americani, ma anche per averci evitato certi articoli....almeno parlo per me!
Quando i giornalisti non hanno niente da ridire nè sul contenuto, nè sulla forma si arrampicano, spiritosi...o ridicoli.... su dettagli, come un giornalista televisivo di casa mia che ha detto che gli Americani sono stati ridotti a guardare il Papa che dalla papamobile salutava con una mano "guindée" non so tradurre ma non è un complimento!
O ancora una vaticanista francese che ha detto che gli Americani non capivano l`inglese del Papa e che i suoi discorsi erano universitari! Un articolo nel suo insieme positivo ma con quella punta di ironia come se non si potesse ammettere semplicemente che il Papa ha conquistato gli Americani! Troppo duro da digerire!

mariateresa ha detto...

beh, cara Luisa, per Politi oggi su Repubblica, le mani del pontefice invece sono "aristocratiche".
Questa è nuova.

Anonimo ha detto...

e le scarpe? Di che colore sono le scarpe? E di che marca? Non ditemi che non se parla, sto sulle spine!
Grazie mariateresa per l'efficace sintesi a proposito di certe tavanate, chapeau! (almeno spero che si scriva così)

p.s. sono lapis, ma da qualche minuto chissà perché non riesco a postare con il mio solito account

gemma ha detto...

su ragazze...tornate in voi..la ricreazione è finita e già a Genova stanno affilando le armi. Come antipasto, un tentativo di sgambetto al cardinale Bagnasco, in occasione di una sua visita ad una scuola che la solita esigua minoranza vuole impedire, mentre il figlio di un consigliere comunale del PRC viene beccato mentre scrive sui muri "morte al Papa" . In programma cerimonie di sbattezzo collettivo e proteste sui costi della chiesa e della prossima visita papale. Intervistato a margine della visita di Bagnasco, sul Corriere, il solito prof Bernardini, dà la sua benedizione.
Ormai non serve nemmeno più che la gente non li voti, certi ideologi della laicità a tutti i costi. Ormai siamo ostaggio della cultura di pochi, in nome di questa strana Europa che altro non è se non assciazionismo economico e imosizione di leggi nella maggioranza delle quali non ci riconosciamo.

mariateresa ha detto...

qualcosa mi dice che il cardinale Bagnasco non sta morendo di paura.

gemma ha detto...

lo so mariateresa che Bagnasco non ha paura, ma si crea, come sempre un brutto clima. E i soliti tre, quattro (se va bene), impediscono alla maggioranza di vivere un evento a cui tengono, con serenità. E poi stiamo qui a parlare di mobilitazioni (anche del buon Pannella) per la libertà dei monaci buddisti, che, nessuno si accorge, a loro modo stanno diventando movimento di rivendicazione politica per un paese pacifico, certo, ma in fondo teocratico