6 luglio 2008

La curia milanese: «Chiudere la moschea è da fascisti». La Chiesa ambrosiana commette grave ingerenza politica ed il Corriere? Applaude!


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«Chiudere la moschea è da fascisti»

La Curia sul caso di viale Jenner. Il Centro islamico: altre sedi, ma in città
Monsignor Bottoni, responsabile per le relazioni interreligiose: solo un regime populista arriva a tanto


Paolo Foschini

MILANO — Impedire la preghiera musulmana del venerdì? Cacciare il centro islamico da Milano? Monsignor Gianfranco Bottoni, responsabile delle relazioni ecumeniche e interreligiose della Diocesi di Milano, non ci vuole credere: «Solo un regime fascista o populista arriverebbe a tali metodi dittatoriali. Oso sperare che non siamo caduti così in basso». A scanso di equivoci, del resto, non vuole crederci neppure la comunità islamica in questione: «Prontissimi a trovare altre sedi — precisa il direttore Abdel Hamid Shaari — ma non ci chiedano di lasciare Milano perché questo non avverrà mai».

Non sono passate neanche ventiquattr'ore dal blitz milanese del ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni, sulla querelle di Viale Jenner: e le prospettive venute fuori per «risolvere» il problema di quei quattromila musulmani che ogni venerdì riempiono i marciapiedi, tutt'attorno al Centro di cultura islamica più conosciuto di Milano, hanno destato qualche perplessità — è un eufemismo — persino in Curia. Tanto che un altro ministro (Difesa) nonché coordinatore di An in Lombardia, Ignazio La Russa, ieri si è sentito in dovere di chiarire: «Nessun divieto di culto. Pretendiamo solo che i sermoni siano in italiano e di conoscerne il testo prima». Sofismi rispetto al Bossi dell'altro ieri: «Questa è casa nostra, non regaleremo il Paese a nessuno, Viale Jenner chiuderà».

Non che a fronte di tutto ciò, questa volta, intervenga il cardinale Dionigi Tettamanzi in persona: il quale d'altronde, in materia di «diritti negati», non si è mai tirato indietro. Ma monsignor Bottoni — proprio per il suo ruolo in Diocesi, che tra l'altro lo vede direttamente impegnato nel Forum delle Religioni costituitosi a Milano dal 2006— come interlocutore non potrebbe essere più esplicito: «Dubito che le istituzioni civili di un Paese democratico possano proibire un diritto costituzionale come la libertà religiosa e di culto. Come potrebbero se non calpestando Costituzione e democrazia, laicità dello Stato e civiltà dell'Occidente?». E il Centro di cultura islamica? «Chiuderlo richiederebbe una iniziativa della magistratura. In caso contrario sarebbe difficile non parlare di abuso».
Peraltro il vicesindaco Riccardo De Corato (An) non arretra di un passo: per il Centro islamico, dice, serve un posto «non urbanizzato e fuori Milano». «Mai», sorride Shaari. «Siamo al ridicolo», commenta da sinistra il presidente della provincia Filippo Penati: «E alla fine, come sempre, saranno i cittadini a ritrovarsi soli».

Perché il problema dei marciapiedi occupati ogni venerdì da quattromila tappetini, in Viale Jenner, oggettivamente esiste. «E infatti — puntualizza monsignor Bottoni — diritto alla preghiera e diritto all'ordine pubblico devono convivere»: sta all'istituzione trovare il modo. Una sola cosa è certa, ribadisce: ed è che in mancanza di un «compromesso accettabile» per tutti, e «se i musulmani verranno discriminati e umiliati», allora sì «potrebbero costituire proprio quel pericolo temuto da chi, con massima insipienza, li vorrebbe emarginare».

© Copyright Corriere della sera, 6 luglio 2008 consultabile online anche qui.

Innanzitutto e' da premettere che solo chi, come la sottoscritta, ha visto, per ragioni di residenza, di lavoro o di studio che cosa accade in Viale Jenner, il venerdi', puo' dire una parola al riguardo. Le teorie servono a poco.
E' una situazione non piu' tollerabile che va risolta per il bene dei Milanesi e dei fedeli islamici.
Noto con piacere che, come al solito, i giornali, ed il Corriere della sera in particolare, sono pronti a riportare ogni spiffero che esce dalla curia ambrosiana.
Bellissimo! Peccato che cio' non avvenga per cio' che accade a Roma ed in Vaticano, ma questa e' tutta un'altra storia...
In fondo troviamo anche in questa sede conferma a quanto scritto da Cristiano Allam a proposito del taglio di un suo articolo per non urtare la sensibilita' del cardinale Tettamanzi.
A proposito delle parole di Mons. Bottoni, cari amici, vi confesso di provare un certo disagio come Cattolica e come ambrosiana.
Innanzitutto devo constatare che ci sono due pesi e due misure: cio' che ha detto il monsignore e' molto grave perche' non si puo' accusare a cuor leggero un'istituzione liberamente eletta di fascismo e/o populismo.
Sia chiaro: la Chiesa puo' dire cio' che vuole e su ogni argomento perche' e' un suo diritto, anzi! E' un suo dovere.
Tuttavia mi piacerebbe che non si considerasse ingerenza cio' che dice il Papa e Vangelo cio' che afferma la curia milanese.
Quando Benedetto XVI e' intervenuto su temi etici e sociali e' stato accusato di fare politica e tutte le polemiche, gratta gratta, hanno provocato il vergognoso "caso" Sapienza.
Che cosa accadrebbe se l'amministrazione comunale di Milano fosse retta dal centro sinistra e non ci fosse di mezzo la Chiesa ambrosiana? Urla di ingerenza? Credo proprio di si'...
Ecco la ragione del mio primo disagio.
Esiste poi un secondo dubbio che mi pongo.
E' giusto che la Chiesa intervenga sull'emergenza sicurezza, materia di pertinenza esclusiva dello Stato (al contrario dei temi etici, della famiglia e della vita)?
E' giusto che si metta a sindacare sulla decisione del sindaco di spostare la moschea improvvisata?
Non lo so...e' suo diritto parlare, ma va tutela anche la liberta' di circolazione dei Milanesi e in quella strada, il venerdi', non si passa!
Per di piu' la curia non da' alcuna soluzione ma si limita a dire "diritto alla preghiera e diritto all'ordine pubblico devono convivere»: sta all'istituzione trovare il modo".
Appunto sta al comune, non alla Chiesa!
Sapete, cari amici, che io sono per il diritto sacrosanto della Chiesa di esprimersi in ogni occasione, ma deve poterlo fare sempre e su ogni argomento. Inoltre deve essere un diritto del cardinale di Milano, come quello di Genova, di Venezia e del Vescovo di Roma.
Certe prese di posizione del Corriere mi lasciano perplessa!
Mi lascia perplessa anche il tono di Mons. Bottoni come la decisione della comunita' di Sant'Egidio di denunciare (addirittura!) il Ministro degli Interni per le impronte ai bambini rom.
Ecco...mi pare che sia nell'uno che nell'altro caso ci sia una qualche ingerenza politica che mi urta anche perche', guarda caso, viene appoggiata dalla stampa.
Per questo, come Cattolica, sono molto dubbiosa. Mi puzzano soprattutto gli elogi mediatici...mah!
Evidentemente la curia di Milano ha ragione a prescindere mentre il resto della Chiesa Cattolica commette ingerenza politica.
A me pare il contrario ma e' una mia impressione...

Raffaella

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo con le tue considerazioni. Da milanese aggiungo che quello di viale jenner è essenzialmente un problema di ordine pubblico sul quale la curia ben avrebbe fatto a tacere. In qualunque paese civile sarebbe inaccettabile che un gruppo di persone (indipendentemente dalla loro religione) blocchi sistematicamente la circolazione per un'intera area urbana.
Si da il caso che questo gruppo di persona sia di religione islamica. Ora questo, almeno a mio modo di vedere non è affatto una coincidenza: gli islamici hanno il "vizio" di non scindere la sfera religiosa da quella civile per cui prima gli si fa capire che qui non siamo in Iran meglio è: finora si è, purtroppo, tollerato, quindi bene ha fatto maroni a dire basta.

Anonimo ha detto...

La chiesa ha sempre il diritto di parlare, specie quando si lede la dignità umana delle persone. Non conosco la situazione nei dettagli, ma l'unica cosa che non mi piace è l'uso di certi vocaboli (fascisti) da parte del vescovo. Il papa non offende mai, ma dice sempre molto chiaramente cosa deve dire. Quindi in nessun caso parlerei di ingerenza, ma di consiglio della chiesa che ama e fa gli interessi dell'uomo.

Altro discorso sui media i quali osannano e amano l'ingerenza quando gli fa comodo, altrimenti la criticano duramente. E tra questi, ahimè, c'è sempre il papa. Ma lasciamo perdere, e rileggiamo il vangelo di oggi: "Ti benedico o Padre perchè hai rivelato le cose ai piccoli..." Sono i piccoli, col cuore aperto che seguono e amano la Chiesa, non chi ha il cuore ottuso, e pieno di pregiudizi.

Buona notte, Marco.

malapenna ha detto...

certo che se certi curiali difendessero il crocifisso e il diritto alla conversione e al battesimo pubblico con la stessa enfasi con cui difendono i tappetini rossi per i marciapiedi, forse i fedeli stessi sarebbero meno confusi. Ormai persino la chiesa fa proselitismo musulmano e in questa religione ecumenica molti cattolici, con tutta la buona volontà e l'amore possibile per il diverso, non si riconoscono più.

ambrogio ha detto...

tettamanzi pensi alle enormi chiese della sua diocesi completamente vuote.
perchè non concede agli islamici di pregare in duomo il venerdì?
c'è tanto spazio e la stampa si spellerebbe le pagine.
un pò meno i milanesi e i cattolici.

euge ha detto...

Cari amici, in ogni vostro messaggio c'è una parte che condivido. E' chiaro ed innegabile che la libertà di poter seguire e praticare la propria religione, qualunque essa sia, è un diritto che non può essere negato. Non scordiamoci i progressi fatti dopo Ratisbona, sul dialogo con i musulmani che ancora va avanti un dialogo basato come sappiamo bene, al di fuori di chi dovrebbe saperlo, delle reciproche differenze e del reciproco rispetto che nulla hanno a che vedere, con questi interventi disordinati della Curia Milanese....... ma, al di là di tutto questo, qui si tratta come ho letto nel post di uno di voi, di ordine pubblico; non sono di Milano e quindi non posso conoscere fino in fondo, la situazione da cittadina ma, sicuramente, è giusto che l'ordine pubblico sia garantito..... questo senso di eccessivo bunismo e prolungato senso di lasciar correre, ha già fatto troppi danni!
Forse sarebbe il Caso che la Curia Milanese si dedicasse un pò di più alla difesa ed al rispetto della religione cristiana e delle sue celebrazioni che da quanto ho capitato sono costantemente deserte...........