14 agosto 2007

Un documento straordinario: il card. Bertone e il prof. Galli della Loggia parlano di Joseph Ratzinger (a cura di Gemma)


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Grazie a Gemma possiamo leggere questo documento straordinario. Si tratta di un incontro, moderato da Andrea Tornielli, fra il cardinale Tarcisio Bertone ed il professor Ernesto Galli della Loggia al Meeting di Comunione e Liberazione del 2002. La descrizione che i due protagonisti fanno di Joseph Ratzinger e' attualissima e dovrebbe fare riflettere molti!
Raffaella

Dal Meeting CL di Rimini 2002: “Ratzinger e la fede dei semplici”

A 20 anni dal suo incarico presso la Congregazione della Dottrina della Fede Moderatore A. Tornielli

Ospiti: Prof. E. Galli della Loggia e Card. T. Bertone.

A. Tornielli: il cardinale Ratzinger, presentato come inquisitore, carabiniere della Chiesa, ha sempre spiegato il suo ruolo dicendo: “Il magistero ecclesiale protegge la fede dei semplici, di coloro che non scrivono libri, non parlano in televisione e non scrivono editoriali sui giornali. Questo è il suo compito democratico: esso deve dare voce a quelli che non hanno voce.”

Attualmente in vacanza a Pentling, a questo meeting ha inviato il seguente messaggio:

“ L’incontro con la bellezza può diventare il colpo del dardo che ferisce l’anima ed, in questo modo, le apre gli occhi tanto che ora l’anima, a partire dall’esperienza, ha dei criteri di giudizio ed è anche in grado di valutare correttamente gli argomenti. Resta per me un’esperienza indimenticabile il concerto di Bach, diretto da L. Bernstein a Monaco di Baviera dopo la precoce scomparsa di K. Richter. Ero seduto accanto al vescovo evangelico Hanselmann, quando l’ultima nota di una delle grandi cantate si spense trionfalmente. Volgemmo lo sguardo spontaneamente l’uno all’altro e altrettanto spontaneamente ci dicemmo:
- chi ha ascoltato questo sa che la fede è vera, in quella musica era percepibile una forza talmente straordinaria di realtà presente, da rendersi conto, non più attraverso deduzioni, ma attraverso l’urto del cuore, che ciò non poteva avere origine dal nulla ma, poteva nascere solo grazie alla forza della verità che si attualizza nell’ispirazione del compositore -“
.

Tornielli chiede al Card. Bertone un bilancio sui venti anni di Ratzinger alla Congregazione della Dottrina della Fede.

Bertone risponde: “Rispondo riportando una confidenza di Giovanni Paolo II durante un’udienza particolare: una sera il Papa rievocando le prime figure del suo pontificato, dopo aver citato il Card. Seper (predecessore di Ratzinger) ha detto: - Poi io ho chiamato il Card. Ratzinger a Roma e quando il Card. Ratzinger è venuto a Roma a presiedere la Congregazione della Dottrina della Fede, ha illuminato la Curia -.
Questo esprime la stima di Giovanni Paolo II per il Card. Ratzinger .
In questi anni Ratzinger ha sostenuto il Papa in una passione per la verità che li vede in empatia intellettuale e spirituale straordinarie. Risultato di questa interazione sono le due encicliche: Veritatis Splendor e Fides et Ratio. Anche la Dominus Jesus è stata voluta e difesa dal Papa.

Tornielli dà la parola al Prof. Galli della Loggia che di Ratzinger dice:

“Ho provato un’istintiva simpatia per Ratzinger e per il carattere scomodo delle sue prese di posizione, anticonformiste, a prescindere dai contenuti (che possono essere condivisi o no), tendenzialmente ostili alle opinioni della maggioranza, contrapposte a quel libertarismo di massa, che ormai rappresenta il connotato della nostra epoca, forse anche all’interno di ambienti religiosi. Per il tentativo di arginare il carattere distruttivo della modernità, facendo ricorso ad una specificità della Chiesa che è quella di essere insieme nel secolo ma di essere anche fuori dal secolo o contro il secolo."

Tornielli chiede al Card. Bertone: “E’ vero che Ratzinger ha avuto un ruolo nel conclave del 78, in favore di Giovanni Paolo II?
Come si lavora con Ratzinger?”


Bertone risponde: “Mi ha sempre detto: - Ero molto giovane e non conoscevo le dinamiche. Ho pregato molto e votato secondo coscienza ma non ho fatto niente di speciale -.
Ratzinger è alieno ad ogni tipo di manovra, anche nelle nomine di Curia e delle grandi sedi. Se viene consultato, dice il suo parere al Santo Padre (….non lo è stato per la nomina di Milano, posso dirlo sicuramente).
Siccome il Cardinale sa che il Santo Padre ha piacere ad ogni Concistoro di dare la porpora a celebri teologi, si permette di segnalargli il nome di teologi celebri e il Papa accoglie queste proposte. Le ultime proposte concernevano due persone e, combinazione, sono state nominate, ma sono ultraottantenni e non parteciperanno al conclave.
Ratzinger è una persona stupenda, un gentiluomo mite, dolce, anche nei confronti dei dissidenti, ascolta, interroga anche l’ultimo arrivato nella Congregazione. La Congregazione ha un metodo collegiale di lavoro, anche se Ratzinger viene presentato come l’autocrate che decide…
Il Cardinale è tedesco, ovviamente, è architettonico nella presentazione degli argomenti ma è anche latino, meridionale perché è poeta, ha fantasia, creatività, la sua dolcezza non è una qualità teutonica. Sia come tedesco che come “latino”, vive in se stesso delle contraddizioni perché non beve né vino né birra e anche quando mangia penne all’arrabbiata o i peperoncini piccanti, che gli piacciono molto, non beve né vino né birra, per l’appunto, ma aranciata!”.

Tornielli: “Speriamo non sia parere vincolante del Santo Uffizio!”

Bertone conclude parlando dell’importanza per Ratzinger della centralità del crocefisso: “Nella liturgia, vorrebbe che fosse messo al centro naturale il crocefisso e non il celebrante, su cui si appuntano tutti gli sguardi distratti dei fedeli, perché Ratzinger è innamorato di Cristo e su Cristo ha scritto pagine bellissime.

Tornielli conclude l’incontro riprendendo la parte finale del messaggio inviato da Ratzinger: “Chi non ha conosciuto la molto citata frase di Dostoevskij – la bellezza ci salverà?- Ci si dimentica però nella maggior parte dei casi di ricordare che Dostoevskij intendeva qui la bellezza redentrice di Cristo. Dobbiamo imparare a vederlo, se noi lo conosciamo non più solo a parole ma veniamo colpiti dallo strale della sua paradossale bellezza, allora facciamo veramente la sua conoscenza, e sappiamo di lui non solo per averne sentito parlare da altri. Allora abbiamo incontrato la bellezza della verità, della verità redentrice. Nulla ci può portare di più a contatto con la bellezza di Cristo stesso che il mondo del bello creato dalla fede e la luce che risplende sul volto dei santi, attraverso la quale diventa visibile la sua propria luce”.

Grazie infinite a Gemma per questa chicca preziosissima :-))
Raffaella

4 commenti:

euge ha detto...

Un grazie di cuore anche da me cara Gemma


Eugenia

Anonimo ha detto...

Grazie Gemma! Un bellissimo articolo!! Sonia

gianna ha detto...

grazie a gemma per questo lavoro e a raffaella in generale per il blog

paola ha detto...

Grazie per quest'interessante documento,conoscevo il testo del messaggio al meeting,ma non questo dibattito.Che dire?GPII è stato sicuramente profetico nell'affermare che dalla congragazione della dottrina per la fede il Cardinale ha illuminato la curia romana e lo ha fatto per oltre vent'anni,ma non può restare a lungo una luce sotto il moggio.possiamo star certi che Ratzinger continuerà a far luce dal vertice della Chiesa tutta e non è un caso che i primi a capire ed accorgersi di questo siano state proprio i piccoli,le personesemplici,che in barba ai politici,vaticanisti,e tanta parte della stessa Chiesa,lo seguono,lo sostengono,gli vogliono bene.Grazie a voi tutti Paola