Visualizzazione post con etichetta bertone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bertone. Mostra tutti i post

2 gennaio 2008

Il messaggio del Papa e gli interventi dei cardinali Bertone, Bagnasco e Ruini (Tornielli per "Il Giornale")


Vedi anche:

NAPOLITANO PER IL 2008: NOTA SETTIMANALE SIR

Senatore Pera: «Napolitano meglio di certi cattolici» (Il Giornale). Il feeling fra il Papa e il Presidente infastidisce "qualcuno"? (Libero)

Rosso "malpela" le furbate di "Repubblica" e il cronista-antipapa del tg3 (il "problema rai" si aggrava sempre piu'...)

La Rai laicista all'attacco dei Cattolici

Il Papa: la famiglia vera "agenzia di pace" (Gasparroni per "La Gazzetta del sud")

Maria dunque, dopo aver dato una carne mortale all’Unigenito Figlio di Dio, è diventata madre dei credenti e dell’intera umanità

VESPRI, SANTA MESSA ED ANGELUS: TUTTI I VIDEO. AVETE NOTATO LA FOLLA DI STAMATTINA? :-))

La famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, è culla della vita e dell’amore e la prima e insostituibile educatrice alla pace

Vespri e Te Deum: il commento di Radio Vaticana

BUON ANNO, PAPA BENEDETTO...

Intervista esclusiva del cardinale Bertone a "Famiglia Cristiana": "La Chiesa, speranza per il mondo"

FESTIVITA' NATALIZIE 2005-2006-2007-2008

NATALE 2007: RACCOLTA DI COMMENTI

Dio si è fatto come noi per farci come Lui: figli nel Figlio, dunque uomini liberi dalla legge del peccato

UNA CERIMONIA MERAVIGLIOSA...VESPRI E TE DEUM

Aborto, si riapre lo scontro sulla 194

di Andrea Tornielli

Roma - C’è da giurare che l’argomento rimarrà «caldo», anzi «caldissimo» pure nel 2008. Nel suo messaggio a reti unificate, lo scorso 31 dicembre, il presidente Giorgio Napolitano ha ricordato come sia «attuale l’indirizzo costituzionale di garanzia della libertà religiosa, di reciproca indipendenza e di collaborazione tra Stato e Chiesa, che richiede un misurato e schietto confronto tra l’Italia e la Santa Sede, com’è nei voti - ne sono certo - del Pontefice Benedetto XVI, cui rinnovo un sincero augurio».
Augurio prontamente ricambiato ieri all’Angelus dal Pontefice.

L’accenno di Napolitano alla laicità dello Stato viene considerato insufficiente da alcuni esponenti dello schieramento di centrosinistra, che mal sopportano qualsiasi uscita pubblica della Chiesa su temi politicamente sensibili.
Le misurate parole dell’inquilino del Colle mostrano dunque un approccio diverso da quello sperato dai «laici» del nostro Paese.

Del resto, nel giro di pochissimi giorni, i tre più importanti cardinali italiani – il segretario di Stato, il presidente della Cei e il vicario di Roma – sono intervenuti sull’argomento. Tarcisio Bertone, «primo ministro» vaticano, in un’intervista al settimanale Famiglia cristiana ha parlato della laicità mostrando di rimpiangere certi esponenti del Pci vecchia maniera: «La posizione della Chiesa – ha detto – non è partigiana, ma corrisponde al diritto naturale. Il Partito comunista di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, non avrebbe mai approvato le derive che si profilano oggi. Grandi intellettuali comunisti e socialisti che ho conosciuto personalmente avevano una visione laica ma morale, cioè credevano in un progetto morale ed etico autentico». Un modo per dire, neanche tanto tra le righe, che un tempo non era considerato come «indebita ingerenza» il richiamo ad alcuni valori, come quello della famiglia e della sacralità della vita.

Bertone, nell’intervista, aveva criticato certi «pregiudizi stereotipati» secondo i quali «un cattolico» non potrà mai essere «un cittadino vero». E aveva aggiunto che «la Chiesa è una risorsa anche per la comunità politica italiana», bollando come antistorica «la concezione di laicità opposta a religiosità».
Come esempio positivo, a pochi giorni dalla visita del presidente francese Nicolas Sarkozy in Vaticano, il segretario di Stato aveva presentato proprio l’esempio dell’inquilino dell’Eliseo, il quale non solo ha dichiarato di voler valorizzare il contributo delle fedi religiose alla vita pubblica, ma ha pure invitato la Chiesa francese a intervenire di più. «Sarà mai possibile – si era chiesto il cardinal Bertone – anche per i laici italiani, pensare in questa maniera?».

Qualche giorno prima era stato il presidente dei vescovi italiani a ribadire che la Chiesa «non è un soggetto politico» né un «potere parallelo», ma aveva rivendicato il diritto di intervenire quando sono in gioco valori giudicati fondamentali. Partecipando a una puntata di «Unomattina», il cardinale Angelo Bagnasco aveva spiegato che sui valori e sui «diritti fondamentali come la vita, la morte, la famiglia» la Chiesa «ha una sua parola specifica da dire chiara, ferma, seppur naturalmente rispettosa di tutti, a cui non può assolutamente rinunciare per non tradire né il Vangelo né l’uomo».

Il terzo intervento è stato quello del cardinal Camillo Ruini, che l’ultimo giorno dell’anno ha dichiarato di aderire alla proposta per una moratoria sull’aborto chiedendo che almeno sia interamente applicata la legge 194. Proposta prontamente accolta dal coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, che ha annunciato una sua mozione parlamentare per rivedere gli indirizzi della normativa sull’interruzione della gravidanza.

L’accento sul diritto naturale quale base di partenza comune da recuperare, e l’insistenza sul ruolo anche pubblicamente rilevante del fatto religioso, non riducibile al solo ambito soggettivo e privato, sono due linee guida del pontificato di Benedetto XVI.

Il Papa ha sostenuto il «Family day» spagnolo, che ha visto la partecipazione di un milione e mezzo di persone il 30 dicembre in Plaza Colón a Madrid: una manifestazione con un evidente accento anti-Zapatero a due mesi dalle elezioni politiche. Ratzinger ieri, celebrando la Giornata mondiale della pace, ha legato strettamente la difesa della pacifica convivenza con la difesa della famiglia, la quale, ha detto «è la principale “agenzia” di pace e la negazione, o anche la restrizione, dei diritti della famiglia, oscurando la verità dell’uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace». Ha anche ribadito che «chi anche inconsapevolmente osteggia l’istituto familiare rende fragile la pace nell’intera comunità, nazionale e internazionale».

© Copyright Il Giornale, 2 gennaio 2008

31 dicembre 2007

Intervista esclusiva del cardinale Bertone a "Famiglia Cristiana": "La Chiesa, speranza per il mondo"


Vedi anche:

Le speranze dell'Europa alla luce dell'Enciclica del Papa "Spe salvi": la riflessione di padre Lombardi

L'ENCICLICA "SPE SALVI": LO SPECIALE DEL BLOG

Quasi 3 milioni di fedeli dal Papa nel 2007, ma come si calcola l'affluenza? Ce lo spiega Avvenire :-)

Buon Anno, Buona Speranza nell'annuncio dell'amore di Dio (Don Antonello Iapicca per "I segni dei tempi")

Tutto il mondo è paese: alla vigilia del voto Zapatero si scopre moderato, parla di famiglia tradizionale e rincorre il voto cattolico...

Angelus e "Family day" di Madrid: il commento del Corriere della sera

NOTA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PAPABOYS

Angelus e "Family day" di Madrid: il commento (molto di parte) di "Repubblica"

Il 2008 di Papa Benedetto fra liturgia, Cina, viaggi, enciclica e seconda parte del libro su Gesù

SUCCESSO STRAORDINARIO DEL "FAMILY DAY" SPAGNOLO: LE IMMAGINI

Benedetto XVI: difendiamo la famiglia da cui dipende il bene della società

Aparecida 2007: in Cristo la risposta alle sfide del tempo (Intervista dell'Osservatore al cardinale Re)

Leggo le critiche dei giornaloni, i continui confronti, le cattiverie gratuite e poi vedo la folla di stamattina all'Angelus e dico...

La Chiesa è impegnata a difendere e promuovere "la dignità naturale e l’altissimo valore sacro" del matrimonio e della famiglia (Concilio)

Cattolicesimo e islam: verso uno storico incontro (intervista del card.Tauran all'Osservatore Romano)

Ecco come si scrive un editoriale! Card. Bertone: "C'è un'Italia positiva ignorata dai mass media" (Osservatore Romano)

Bertone: Togliatti e Berlinguer rispettavano di più la Chiesa (Politi per Repubblica)

La fase due di Benedetto XVI (Garelli per "La Stampa")

ESCLUSIVO

INTERVISTA CON IL CARDINALE TARCISIO BERTONE

LA CHIESA, SPERANZA PER IL MONDO

«È una risorsa per tutti, anche per il nostro Paese», dice il segretario di Stato. Che lancia l'idea di una rete cattolica nei campi dell'informazione e della solidarietà.

La seconda enciclica di Benedetto XVI Spe salvi, il motu proprio sulla Messa in latino, l’ecumenismo, il dialogo con l’islam, ma anche l’Italia litigiosa, dove slitta un’idea positiva di laicità e dove mai come quest’anno è stato contestato alla Chiesa il diritto di parola.
Poi il Medio Oriente, l’America latina, la Cina, le Nazioni Unite.
E infine i media, con l’auspicio di una rete cattolica di giornali, agenzie, televisioni più incisiva a livello mondiale, le Ong cattoliche e l’idea di una "lobby" del bene e della solidarietà.
Il segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, dal Palazzo Apostolico traccia un bilancio e fa il punto su molte questioni.

Eminenza, nell’enciclica Spe salviil Papa non si sottrae al dibattito culturale. Anzi vi entra senza alcun timore: illuminismo, Marx, la Scuola di Francoforte, totalitarismo e relativismo. Come è stata accolta l’enciclica?

«Vi è stato qualche dibattito un po’ critico sul rapporto con la scienza. Ma credo che sia stata ben accolta dai cattolici e dalle altre Chiese e comunità cristiane. Sono state diffuse circa due milioni di copie. Esprime un pensiero preciso, a volte tagliente, sicuramente stimolante dal punto di vista culturale, sui totalitarismi, che hanno fatto balenare false speranze, deluso le masse, disseminato sul cammino dell’uomo tanti miraggi. Riprende, poi, il dialogo con la scienza, senza smentirne il ruolo, la funzione, direi anzi la missione. Certamente stigmatizza anche le deviazioni. È un testo opportuno, sul quale il mondo intero dovrà riflettere e anche l’Italia dove la speranza si è un po’ smarrita».

In che senso?

«Vedo trepidazione, delusione, a volte anche paura. L’aspirazione al benessere, l’abitudine ad avere sempre tutto, a vivere comunque nell’agiatezza, l’euforia della ricchezza proposta come unica meta di speranza oggi sono messe a repentaglio dalla situazione economica. Accade sempre quando si fonda la speranza sui beni materiali».

Come vede l’Italia da questo palazzo che s’affaccia su Roma?

«Un po’ "litigiosa", nonostante tutte le promesse di gettare ponti, i ragionamenti sugli obiettivi comuni delle forze politiche e sociali. Le legittime diversità di opinioni non possono bloccare il processo di ricerca del bene comune per inseguire tanti beni particolari, che non aiutano l’Italia a crescere. La scelta della Chiesa italiana di dedicare la recente Settimama sociale dei cattolici a una riflessione sul bene comune è un appello che deve essere accolto».

L’Italia viene dipinta come un Paese in declino. Lei che opinione ha?

«I profeti di sventura non mi piacciono. Vi sono critiche vere che vanno fatte, ma non si può presentare l’Italia sempre negativamente. È autolesionismo di fronte all’opinione pubblica internazionale e un danno per tutte quelle risorse vere, positive, per quell’Italia che resiste, che lavora, che s’impegna per gli altri».

Chi la racconta?

«Questo è il problema. La televisione e i giornali parlano in abbondanza di delitti e di violenza. Pagine e pagine vengono riservate ai crimini in famiglia. Noto una sorta di inclinazione dei media a presentare tutto ciò che di male colpisce le famiglie. Raccontano situazioni al limite, la famiglia normale sembra scomparsa dall’orizzonte, quella dove si fatica, ma ci si vuole bene, si educano i figli anche alla solidarietà, all’impegno per gli altri, si prendono in carico i minori con l’affido, si adottano i bambini a distanza, segno che anche le situazioni di miseria nel mondo sono all’attenzione delle nostre famiglie normali. In Italia c’è una mentalità generosa, solidale, altruistica diffusa. Perché quel soldato in Afghanistan è morto buttandosi sul kamikaze per salvare altre vite? E così il generoso gesto del vigile del fuoco Giorgio Lorefice di Genova? Perché erano stati educati secondo l’ispirazione evangelica per cui la propria vita va spesa per il bene degli altri. Le famiglie che si radicano in questo insegnamento sono la maggioranza in Italia, ma i media quasi non se ne accorgono. Mentre la Chiesa italiana è molto stimata in Italia e all’estero, sia per l’opera di evangelizzazione del Paese, sia per la cooperazione con le altre Chiese di tutto il mondo».

E la politica se ne accorge?

«La posizione più saggia e obiettiva è quella del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: non cessa di indicare con forza le cose che non vanno, ma valorizza le ricchezze dell’Italia buona, operosa, generosa, morale».

Lei ha incontrato recentemente Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Cosa ha detto loro?

«Innanzitutto ho ascoltato. Non è vero che le persone che incontro vengono a ricevere direttive dalla Santa Sede, come leggo a volte sui giornali. Certamente chiedono la nostra opinione. Ci preoccupa soprattutto la difesa dei valori della vita, del patrimonio morale e sociale che c’è nel Dna del popolo italiano e che noi presentiamo sempre sotto il profilo della dottrina sociale della Chiesa. La Chiesa è una risorsa anche per la comunità politica italiana».

Eppure qualcuno parla spesso e volentieri dell’Italia come di un Paese condizionato dalla Chiesa...

«La concezione di laicità opposta a religiosità è antistorica. Anche il presidente della laicissima Francia Nicolas Sarkozy ha detto pochi giorni fa a Roma che la Chiesa cattolica è una risorsa e non un ostacolo o un pericolo per lo sviluppo del Paese. E non contrasta con gli ideali repubblicani. Sarà mai possibile, anche per i laici italiani, pensare in questa maniera?».

Quest’anno la Chiesa in Italia ha subito pesanti attacchi. Ai tempi della Democrazia cristiana e del Pci la situazione era migliore?

«C’era più rispetto. La posizione di Gramsci e di tanti esponenti comunisti verso la religione era ben diversa da quelli di certi laicisti attuali, i quali ritengono che un cattolico non possa avere un concetto positivo di laicità. Allora Giuseppe Lazzati, Igino Giordani, Giorgio La Pira, e altre grandi personalità, cos’erano? A mio parere ci sono dei pregiudizi stereotipati, quasi che un cattolico non possa essere un cittadino vero».

Sui cosiddetti "valori non negoziabili", vita e famiglia in primo luogo, il 2007 è stato difficile...

«È stato un anno molto impegnativo per i cattolici italiani. L’ultimo, diciamo, incidente di percorso è stato l’inserimento di una norma antiomofobia nel decreto sulla sicurezza, argomento del tutto diverso. La posizione della Chiesa non è partigiana, ma corrisponde al diritto naturale. Il partito comunista di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, non avrebbe mai approvato le derive che si profilano oggi. Grandi intellettuali comunisti e socialisti che ho conosciuto personalmente avevano una visione laica ma morale, cioè credevano in un progetto morale ed etico autentico».

Ne ha parlato con Walter Veltroni?

«Certo. Ho auspicato che i cattolici non siano mortificati nel nascente Partito democratico e che ci si ispiri alla tradizione dei grandi partiti popolari, che avevano un saldo ancoraggio nei princìpi morali della convivenza sociale».

Torniamo alla Chiesa. Il motu proprio sulla Messa in latino ha provocato reazioni. Cosa pensate di fare?

«Ci sono state reazioni scomposte. Qualcuno è arrivato ad accusare il Papa di aver rinnegato l’insegnamento conciliare. Dall’altra parte c’è stato chi ha interpretato il motu proprio come l’autorizzazione al ritorno del solo rito preconciliare. Posizioni entrambe sbagliate, episodi esagerati che non corrispondono alle intenzioni del Papa. Si prevede di mettere a punto una "Istruzione" che fissi bene i criteri di applicazione del motu proprio».

Sul piano ecumenico si può parlare, secondo lei, di un maggiore avvicinamento agli ortodossi?

«Sono stati fatti passi avanti. Il problema ecumenico è una delle priorità del pontificato di Benedetto XVI. Lo ha detto nel suo primo discorso pubblico e ha posto la questione al centro dell’ultimo concistoro con tutti i cardinali del mondo. Uno dei problemi da approfondire rimane il primato papale. Su alcuni temi, per esempio famiglia, pace, ambiente, l’unità è più visibile. Sui temi teologici continuerà la discussione. Ma io credo che, proprio per la stima di cui gode papa Benedetto XVI come teologo, possano essere fatti passi concreti anche su questo piano».

La lettera sul dialogo inviata in Vaticano dai 138 intellettuali musulmani cosa porterà in futuro?

«Spingerà ad approfondire concretamente il dialogo con l’islam nel pluralismo delle posizioni. La risposta della Santa Sede è stata positiva e prelude a passi ulteriori. Il Papa ha espresso la sua disponibilità a ricevere una delegazione. Dobbiamo ragionare serenamente su ciò che ci unisce senza dimenticare ciò che ci divide».

È il Medio Oriente la questione più grave alla vostra attenzione?

«È uno dei problemi che ci preoccupano di più. Il Papa ne parla con tutti i leader che vengono in visita in Vaticano e al Medio Oriente ha dedicato moltissimi appelli durante gli Angelus domenicali di quest’anno».

Come vanno i rapporti con Israele? Qual è la situazione?

«Noi comprendiamo il problema della sicurezza di Israele. Ma questo non si può tramutare in un atteggiamento negativo verso i membri della Chiesa cattolica, che ha fatto tanto negli ultimi 15 anni, sia per regolarizzare i rapporti con Israele, sia per migliorare la comprensione dell’ebraismo. Il Custode di Terrasanta, padre Pizzaballa, ha ricordato che i pellegrini di tutto il mondo contribuiscono ad alimentare nel mondo un’immagine più giusta dello Stato di Israele. I pellegrinaggi ai luoghi santi, inoltre, arricchiscono Israele. Quest’anno sono cresciuti più che nell’Anno santo del Duemila. A volte, tuttavia, ci pare che Israele non valuti opportunamente e adeguatamente tutto ciò. Noi ci siamo impegnati in un dialogo intenso, ma purtroppo non otteniamo soluzione a molti problemi concreti: diritti di proprietà, visti eccetera. Il nostro personale religioso in Terrasanta non ottiene i visti, eppure non si può dire che minacci la sicurezza. Questa è una chiusura che impedisce un’attività serena».

Lei è stato più volte in America latina. Sul documento finale della riunione dei vescovi ad Aparecida vi sono state critiche...

«Il documento è stato approvato all’unanimità. Qualche critica è venuta dalle comunità di base, perché nel documento non c’è una valutazione positiva univoca su di loro, ma più realistica, che del resto è stata condivisa da tutti i vescovi. Per la maggior parte i problemi riscontrati in passato sono oggi superati. La Chiesa in America latina sta camminando molto bene, anche dal punto di vista della carità. La Chiesa del Perú, per fare un esempio, in occasione del terremoto dello scorso agosto non ha aspettato gli aiuti delle Chiese più ricche, ma ha cominciato subito a operare in maniera solidale».

E col Venezuela di Chavez, ridimensionato dal referendum popolare?

«La Chiesa venezuelana non ha mai smesso il dialogo con il potere politico. Il popolo del Venezuela ha dimostrato grande libertà e coraggio. In America latina i leader devono imparare ad ascoltare i popoli, che stanno maturando e prendendo coscienza del loro diritto a essere protagonisti».

Con Cuba ci sono colloqui in vista?

«Sto preparando un viaggio a Cuba per il mese di febbraio. Spero proprio di vedere il fratello di Fidel Castro, Raul, che oggi guida il Paese. Un fatto positivo è l’inaugurazione di un grande monumento pubblico a Giovanni Paolo II a Santa Clara, che io benedirò, e che ricorda i 10 anni dalla visita di Karol Wojtyla a Cuba».

Cambiamo continente. Cina: ci sono rapporti migliori?

«Ci sono aperture e contatti che proseguono. Un fatto singolare è stato quest’anno il riconoscimento del valore positivo delle religioni da parte del partito. Diciamo che procediamo a piccoli passi, ma andiamo avanti».

Il Papa andrà all’Onu in primavera. Poche settimane fa i giornali hanno scritto di critiche di Benedetto XVI alle Nazioni Unite: come stanno le cose?

«È stata la solita forzatura di un discorso da cui sono state riprese frasi fuori dal contesto.

Le preoccupazioni del Papa riguardo alle Nazioni Unite sono le stesse del segretario generale Ban Ki-Moon, un uomo di grande spiritualità. La Chiesa cattolica ha sempre appoggiato il lavoro delle Nazioni Unite e non cambierà politica. E il discorso di Benedetto XVI alle Nazioni Unite ribadirà la necessità di puntare sui valori che sottendono le storiche dichiarazioni internazionali, pur nella preoccupazione circa le difficoltà di tenere insieme in un unico consesso mondiale quasi 200 Paesi con opzioni politiche e ideologiche diverse, e confermerà l’insostituibilità delle Nazioni Unite».

Il viaggio avverrà nel pieno della campagna elettorale americana. Lei teme strumentalizzazioni?

«Qualcuno dice che gli Stati Uniti sono sempre in campagna elettorale. Il Papa è al di sopra delle parti. Eventuali strumentalizzazioni non si possono certo controllare».

L’Osservatore Romano sta cambiando. È soddisfatto?

«Sì, al nostro quotidiano lavorano bene. Ma dobbiamo ravvivare le sinergie anche tra i media cattolici. Vi sono agenzie cattoliche come Misna e Zenit che hanno un posto importante tra i media. Ma bisogna fare di più: sinergie tra editori cattolici, facoltà di Scienze della comunicazione, giornali, radio e televisioni. C’è un progetto a cui stiamo lavorando per collegare L’Osservatore ad alcuni quotidiani italiani. E la stessa cosa va fatta per le Organizzazioni non governative cattoliche: azioni comuni, non separate o, peggio ancora, contrapposte.

L’idea conciliare di "Chiesa-comunione" deve essere tradotta nell’azione quotidiana delle Ong e dei media cattolici: fare rete e incidere con maggiore efficacia, altrimenti rischiamo il declino e perdiamo la sfida del confronto con la società contemporanea. Ma io vedo tante risorse e tanto impegno, per cui sono inguaribilmente ottimista».

Alberto Bobbio

© Copyright Famiglia Cristiana n. 1/2008

30 dicembre 2007

Ecco come si scrive un editoriale! Card. Bertone: "C'è un'Italia positiva ignorata dai mass media" (Osservatore Romano)


Vedi anche:

Bertone: Togliatti e Berlinguer rispettavano di più la Chiesa (Politi per Repubblica)

La fase due di Benedetto XVI (Garelli per "La Stampa")

La risposta di Korazym ed altri commenti...

Rosso "malpela" l'anomalia italiana: non capire che le leggi sono approvate dalla maggioranza e valgono per tutti!

Nella Bibbia l'identità culturale di una nazione (Osservatore Romano)

Korazym attacca duramente Benedetto XVI in un editoriale che non condivido per niente e che non capisco...

NUOVA EDIZIONE DEL LEZIONARIO LITURGICO DELLA CHIESA ITALIANA: LO SPECIALE DEL BLOG

Il Papa e i dotti musulmani, Tauran: «Incontro storico»

PAPA: QUASI 3 MILIONI FEDELI A UDIENZE E INCONTRI 2007 (ORA MI ARRABBIO!)

Messa tridentina, Bertone: arriva istruzione applicativa (Dopo "reazioni scomposte" al Motu proprio del Papa)

Il Papa a maggio in visita a Genova ("Il Giornale" e "Repubblica")

Ratzinger "spende" in beneficenza un milione e mezzo di euro, una notizia riportata solo da "Libero": comodo, giornaloni, comodo...

PUNTATA SPECIALE DI MATRIX (CANALE 5) SUL NATALE

Ferrara mette a nudo l'ipocrisia dei benpensanti che gridano affinchè nessuno tocchi Caino e poi legalizzano l'eliminazione di tanti Abele (A. Socci)

"Spe salvi": "Il dramma della speranza, in quattro atti" (di Massimo Introvigne)

Dialogo, tolleranza e rispetto della dignità umana al centro dell'incontro fra il Papa ed i leader islamici

Perché la telecamera impalla la nuova vecchia messa di Benedetto? (Un testo di Lami che condivido e sottoscrivo in pieno!)

Il cardinale Tarcisio Bertone in un'intervista a Famiglia Cristiana

C'è un'Italia positiva ignorata dai mass media

ROMA, 29.
C'è un'Italia positiva, che lavora e che si impegna, quasi del tutto ignorata dai mezzi di comunicazione sociale. A sottolinearlo è il cardinale Tarcisio Bertone in un'intervista - che verrà pubblicata sul prossimo numero di Famiglia Cristiana - nella quale il segretario di Stato vaticano offre un ampio giro di orizzonte su alcune delle principali questioni internazionali, a partire proprio dalla realtà italiana.

Il porporato sottolinea che la preoccupazione principale della Chiesa, in Italia come nel resto del mondo, è la difesa dei valori della vita, di quel patrimonio morale e sociale che è nel dna del popolo italiano e che viene presentato sempre sotto il profilo della dottrina sociale della Chiesa. "La Chiesa - dice - è una risorsa anche per la comunità politica italiana".

Per rispondere ad alcuni ambienti che dipingono l'Italia come un Paese condizionato dalla Chiesa, il cardinale Bertone ricorda che Nicolas Sarkozy, presidente della laicissima Francia, solo alcuni giorni fa ha detto che la Chiesa cattolica è una risorsa e non un ostacolo o un pericolo per lo sviluppo del Paese. E che non contrasta con gli ideali repubblicani.
"La concezione di laicità opposta a religiosità - evidenzia il porporato - è antistorica. Sarà mai possibile, anche per i laici italiani, pensare in questa maniera?".

Alla fine di un anno in cui la Chiesa italiana è stata fatto oggetto di pesanti attacchi, il segretario di Stato vaticano ricorda come alcuni anni fa - ai tempi della Democrazia cristiana e del Partito comunista - ci fosse più rispetto.

Il cardinale evoca la posizione di Gramsci e di tanti altri esponenti comunisti verso la religione, ben diversa da quella di certi laicisti attuali, che ritengono che un cattolico non possa avere un concetto positivo di laicità. "Giuseppe Lazzati, Igino Giordani, Giorgio La Pira, ed altre grandi personalità, cos'erano?", si chiede il cardinale, definendo un pregiudizio stereotipato l'idea secondo cui un cattolico non può essere un cittadino vero.

Sui cosiddetti valori non negoziabili, vita e famiglia in primo luogo, il cardinale Bertone ricorda come l'anno che si sta per chiudere sia stato molto impegnativo per i cattolici italiani. L'ultimo "incidente di percorso" è stato l'inserimento di una norma anti-omofobia nel decreto sulla sicurezza, argomento del tutto diverso.

"La posizione della Chiesa - ribadisce il porporato - non è partigiana, ma corrisponde al diritto naturale. Il partito comunista di Gramsci, Togliatti, Berlinguer non avrebbe mai approvato le derive che si profilano oggi. Grandi intellettuali comunisti e socialisti che ho conosciuto personalmente avevano una visione laica, ma morale, cioè credevano in un progetto morale ed etico autentico".

Da questa valutazione, l'auspicio che il nascente Partito democratico si ispiri alla tradizione dei grandi partiti popolari, che avevano un saldo ancoraggio nei principi morali della convivenza sociale.

In Italia, secondo il cardinale Bertone c'è oggi trepidazione, delusione, a volte paura. L'aspirazione al benessere, l'abitudine ad avere sempre tutto, a vivere nell'agiatezza, l'euforia della ricchezza proposta come unica meta di speranza è infatti messa a repentaglio dalla situazione economica. Il Paese è un "po' litigiosa", secondo il porporato, nonostante tutte le promesse di gettare ponti, i ragionamenti sugli obiettivi comuni delle forze politiche e sociali. "La scelta della Chiesa italiana di dedicare la recente Settimana sociale dei cattolici ad una riflessione sul bene comune è un appello che deve essere accolto", evidenzia il cardinale.
Certo è che la situazione italiana viene spesso dipinta a tinte molto fosche, a danno di quell'Italia che resiste, che lavora, che s'impegna per gli altri.

I mezzi di comunicazione sociale raccontano spesso di situazioni al limite, mentre la famiglia normale - quella dove si fatica, ma ci si vuole bene, si educano i figli anche alla solidarietà, all'impegno per gli altri - sembra scomparsa dall'orizzonte. Invece le famiglie che si radicano nell'insegnamento evangelico sono la maggioranza in Italia.

"La posizione più saggia e obiettiva - fa notare il segretario di Stato vaticano - è quella del presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano: non cessa di indicare con forza le cose che non vanno, ma valorizza le ricchezze dell'Italia buona, operosa, generosa, morale".

Nell'intervista a Famiglia Cristiana il cardinale Bertone affronta anche alcune delle questioni internazionali maggiormente di attualità. A cominciare dal Medio Oriente. "È uno dei problemi che ci preoccupano di più", sottolinea. C'è poi il capitolo relativo all'aspirazione - legittima - di Israele alla sicurezza. "Noi comprendiamo il problema - dice il cardinale - ma questo non si può tramutare in un atteggiamento negativo verso i membri della Chiesa cattolica, che ha fatto tanto negli ultimi qundici anni, sia per regolarizzare i rapporti con Israele, sia per migliorare la comprensione dell'ebraismo".
Quest'anno, inoltre, i pellegrinaggi in Terrasanta sono aumentati più che nell'Anno Santo del Duemila, contribuendo anche ad accrescere la ricchezza in Israele. "A volte tuttavia - evidenzia il segretario di Stato vaticano - ci pare che Israele non valuti opportunamente e adeguatamente tutto ciò. Noi ci siamo impegnati in un dialogo intenso, ma purtroppo non otteniamo soluzione a molti problemi concreti: diritti di proprietà, visti. Il nostro personale religioso in Terrasanta non ottiene i visti, eppure non si può dire che minacci la sicurezza. Questa è una chiusura che impedisce un'attività serena".
Uno sguardo poi al Venezuela di Chávez, dove, secondo il cardinale Bertone, il popolo ha dimostrato grande libertà e coraggio nel recente referendum costituzionale, e a Cuba, dove il porporato ha annunciato un visita a febbraio. "Spero - dice - di vedere il fratello di Fidel Castro, Raul, che oggi guida il Paese. Un fatto positivo è l'inaugurazione di un grande monumento pubblico a Giovanni Paolo II a Santa Clara, che io benedirò, e che ricorda i dieci anni della visita di Karol Wojtyla a Cuba".
Volgendo lo sguardo a oriente, verso la Cina, il porporato rileva che ci sono aperture e contatti che proseguono. Un fatto singolare è stato quest'anno il riconoscimento del valore positivo delle religioni da parte del partito. "Diciamo che procediamo a piccoli passi, ma andiamo avanti", afferma il cardinale.

Un pensiero poi alla prossima visita del Papa all'Onu. "Benedetto XVI - dice il segretario di Stato vaticano - ribadirà la necessità di puntare sui valori che sottendono le storiche dichiarazioni internazionali e confermerà l'insostituibilità delle Nazioni Unite".

(©L'Osservatore Romano - 30 dicembre 2007)

Aria fresca...pulita...grazie ancora una volta all'Osservatore Romano :-)
R.

Bertone: Togliatti e Berlinguer rispettavano di più la Chiesa (Politi per Repubblica)


Vedi anche:

La fase due di Benedetto XVI (Garelli per "La Stampa")

La risposta di Korazym ed altri commenti...

Rosso "malpela" l'anomalia italiana: non capire che le leggi sono approvate dalla maggioranza e valgono per tutti!

Nella Bibbia l'identità culturale di una nazione (Osservatore Romano)

Korazym attacca duramente Benedetto XVI in un editoriale che non condivido per niente e che non capisco...

NUOVA EDIZIONE DEL LEZIONARIO LITURGICO DELLA CHIESA ITALIANA: LO SPECIALE DEL BLOG

Il Papa e i dotti musulmani, Tauran: «Incontro storico»

PAPA: QUASI 3 MILIONI FEDELI A UDIENZE E INCONTRI 2007 (ORA MI ARRABBIO!)

Messa tridentina, Bertone: arriva istruzione applicativa (Dopo "reazioni scomposte" al Motu proprio del Papa)

Il Papa a maggio in visita a Genova ("Il Giornale" e "Repubblica")

Ratzinger "spende" in beneficenza un milione e mezzo di euro, una notizia riportata solo da "Libero": comodo, giornaloni, comodo...

PUNTATA SPECIALE DI MATRIX (CANALE 5) SUL NATALE

Ferrara mette a nudo l'ipocrisia dei benpensanti che gridano affinchè nessuno tocchi Caino e poi legalizzano l'eliminazione di tanti Abele (A. Socci)

"Spe salvi": "Il dramma della speranza, in quattro atti" (di Massimo Introvigne)

Dialogo, tolleranza e rispetto della dignità umana al centro dell'incontro fra il Papa ed i leader islamici

Perché la telecamera impalla la nuova vecchia messa di Benedetto? (Un testo di Lami che condivido e sottoscrivo in pieno!)

Lunga intervista politica del segretario di Stato vaticano a Famiglia Cristiana

Il cardinale attacca la sinistra:"L'ho detto a Veltroni, il Pd non deve mortificare i cattolici"

Bertone: Togliatti e Berlinguer rispettavano di più la Chiesa

"Non è vero che i politici che incontro vengono a ricevere direttive dalla Santa Sede. Certamente chiedono la nostra opinione"

di MARCO POLITI

CITTA' DEL VATICANO - Meglio il vecchio Pci dei "laicisti" che premono dentro il Partito democratico. A sorpresa il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, si lascia andare in un'intervista a Famiglia Cristiana ad un elogio senza riserve dei leader storici comunisti.
"Il Partito comunista di Gramsci, Togliatti e Berlinguer - scandisce il porporato, il più stretto collaboratore di papa Ratzinger - non avrebbe mai approvato le derive, che si profilano oggi. Grandi intellettuali comunisti e socialisti, che ho conosciuto personalmente, avevano una visione laica ma morale, cioè credevano in un progetto morale ed etico autentico".
Ai tempi della Prima Repubblica, incalza Bertone, "c'era più rispetto". E Gramsci e "tanti esponenti comunisti avevano verso la religione una posizione ben diversa da quella di certi laicisti attuali".
Nella sua riflessione il cardinale fa luce sui retroscena del suo recente colloquio con il leader del Pd, Walter Veltroni, incontrato in un giro d'orizzonte che ha coinvolto (in momenti separati) anche l'ex premier Berlusconi. Con Veltroni, rivela, sì è affrontato direttamente l'argomento dei valori "non negoziabili" e quindi - è facile capire - di famiglia, unioni civili, testamento biologico, embrioni.
Bertone ha anche stigmatizzato il tentativo di far approvare norme anti-omofobiche, che per la gerarchia ecclesiastica equivalgono ad un riconoscimento per legge della pluralità di orientamenti sessuali.
Per quanto riguarda i temi, che oggi è di moda chiamare "eticamente sensibili", il cardinale ritiene che il 2007 sia stato "un anno molto impegnativo per i cattolici italiani. L'ultimo, diciamo, incidente di percorso è stato l'inserimento di una norma antiomofobia nel decreto sulla sicurezza, argomento del tutto diverso". La Chiesa, ci tiene a sottolineare Bertone, non esprime una posizione partigiana o confessionale, ma che corrisponde al "diritto naturale". E qui è partito l'elogio rivolto alla moralità e all'etica dei grandi capi comunisti del passato.
Si è parlato di valori non negoziabili nel faccia a faccia con Veltroni, chiede l'intervistatore? "Certo - risponde senza esitazione il porporato - Ho auspicato che i cattolici non siano mortificati nel nascente Partito democratico e che ci si ispiri alla tradizione dei grandi partiti popolari, che avevano un saldo ancoraggio nei princìpi morali della convivenza sociale". Ai politici, spiega, lui illustra sempre la dottrina sociale della Chiesa.

Nell'intervista a Famiglia Cristiana il segretario di Stato accusa poi giornali e tv di voler far sparire dalla scena la "famiglia normale", insistendo sugli episodi criminali.

Sul piano politico generale il cardinale ritiene che la troppa litigiosità fra i partiti blocchi lo sviluppo del Paese, che non è in declino, nonostante certi "profeti di sventura". La linea saggia, afferma Bertone, è quella del presidente Napolitano: " Non cessa di indicare con forza le cose che non vanno, ma valorizza le ricchezze dell'Italia buona, operosa, generosa, morale". Elogi anche a Sarkozy per il quale la Chiesa "è una risorsa" per lo sviluppo della Francia.

Quanto agli incontri con Berlusconi e Veltroni il cardinale precisa: "Innanzitutto ho ascoltato. Non è vero che vengono a ricevere direttive dalla Santa Sede". Chiedono però - soggiunge - l'opinione della Chiesa. E dunque il segretario di Stato specifica: "Ci preoccupa soprattutto la difesa dei valori della vita, del patrimonio morale e sociale che c'è nel dna del popolo italiano". In ultima istanza, conclude determinato Bertone, la Chiesa è una "risorsa" anche per la comunità politica italiana.

© Copyright Repubblica, 30 dicembre 2007 (consultabile anche qui)

E le parole sull'enciclica? Sulla scienza? Sull'istruzione per la corretta applicazione del motu proprio Summorum Pontificum? Della politica a me, caro Politi, interessa ben poco...
Ciascuno vota secondo la propria coscienza o sbaglio
?
R.

Da segnalare, sempre su Repubblica, un editorale di Piergiorgio Odifreddi. Non vale la pena riportarlo per esteso nel blog anche perche' "riciccia la stessa ciccia". Pensate, cari amici: siamo paragonati ai creduloni (quindi cretini anche se questa volta Odifreddi non ci offende in modo diretto) che si bevono gli oroscopi e le pratiche magiche eheheheheheh
Chi volesse divertirsi puo' leggere l'articolo qui
:

Il Pd, la laicità e la vergogna

Odifreddi vuole cambiare l'articolo 7 della Costituzione? Si accomodi, trovi la maggioranza necessaria ricordando che servono i due terzi del Parlamento per modificare unilateralmente la carta costituzionale.
Non penso che trovera' i voti necessari in questa legislatura e...figuriamoci nella prossima
;-)
R.

28 dicembre 2007

PAPA, TELEGRAMMA PER MORTE BHUTTO. VICINANZA E CORDOGLIO


Vedi anche:

L'attualità delle «Omelie del tempo di Natale» di Giuseppe Dossetti (Osservatore Romano)

Dialogo, tolleranza e rispetto della dignità umana al centro dell'incontro fra il Papa ed i leader islamici

IL PAPA E L'ISLAM: LO SPECIALE DEL BLOG

PADRE LOMBARDI: NESSUNA INIZIATIVA PER ESORCISTI DIOCESANI

Ironie ed incompresioni: Francesco D'Agostino (Avvenire) risponde a Scalfari

Il 2007 di Benedetto XVI, il Papa della speranza (bellissimo servizio di Alessandro Gisotti per Radio Vaticana)

Bartoloni (Corriere): "Il Papa incontrerà i 138 «saggi» islamici" (evento storico senza precedenti)

Quel profugo innocente (Gesù) scampato al massacro (Mons. Ravasi per "Osservatore Romano")

Varesotto: un sapiente dirigente scolastico impedisce al parroco di impartire la benedizione natalizia per non ledere la "laicità della festa" (???)

Politi: Padre Amorth, "l'ammazza-diavoli" (?) esulta alla prospettiva di un'istruzione di Benedetto XVI sugli esorcisti

Galeazzi (La Stampa): Padre Amorth torna alla carica (?) annunciando un'istruzione del Papa sugli esorcismi

L'ironia dei giornaloni su Padre Amorth

Padre Amorth: "Forse sono tra gli ispiratori della nota che imporrà più esorcisti" (Petrus)

La preghiera a San Michele Arcangelo

Manca negli intellettuali e nei commentatori la capacità di leggere l'integralità del messaggio di Benedetto XVI (Eco di Bergamo)

Perché la telecamera impalla la nuova vecchia messa di Benedetto? (Un testo di Lami che condivido e sottoscrivo in pieno!)

Natale di terrore per i cristiani nello Stato indiano dell'Orissa (Osservatore Romano)

Dal cinese al guaraní un lessico universale di speranza (Osservatore Romano)

In arrivo l'istruzione "Sanctorum Mater" sulle inchieste di beatificazione e canonizzazione

Messa tridentina: petizione alla curia di Milano per ottenere l'applicazione del motu proprio "Summorum Pontificum"

FESTIVITA' NATALIZIE 2005-2006-2007

PAKISTAN: PAPA, TELEGRAMMA PER MORTE BHUTTO. VICINANZA E CORDOGLIO

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 28 dic - Papa Benedetto XVI ha espresso il suo cordoglio per la morte dell'ex primo ministro pakistano Benazir Bhutto in un telegramma inviato a mons. Lawrence John Saldanha, arcivescovo di Lahore e presidente della Conferenza episcopale pakistana.
''In seguito al brutale attacco terroristico - recita il messaggio, firmato dal Segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone - in cui la signora Benazir Bhutto, ex primo ministro e leader del Pakistan People's Party, e' stata mortalmente ferita, il Santo Padre esprime sentimenti di profonda simpatia e vicinanza spirituale ai membri della sua famiglia e all'intera nazione pakistana.
Egli prega affinche' venga evitata ogni nuova violenza e venga fatto ogni sforzo per costruire un clima di rispetto e fiducia, cosi' necessario per mantenere l'ordine in una societa' e perche' le istituzioni politiche del paese possano operare efficacemente''.
Il testo del telegramma e' stato diffuso dalla Sala Stampa vaticana.

6 dicembre 2007

Pranzo Bertone-Prodi: i commenti


Vedi anche:

Enciclica "Spe salvi": il commento di Alberto Bobbio per "Famiglia Cristiana"

L'ENCICLICA "SPE SALVI": LO SPECIALE DEL BLOG

UDIENZA GENERALE E SEGNALI DI DISTENSIONE CON LA CINA: VIDEO DI SKY

"Gesù di Nazaret": un libro difficile da recensire (Il Giornale)

VATICANO-CINA/ APPROVATE DAL PAPA ULTIME DUE ORDINAZIONI VESCOVI

Mons. Santoro (Brasile): la "Spe salvi" è un dono per il mondo postmoderno

Santa Caterina da Siena, "Una piccola donna al centro della storia" (Davide Rondoni per l'Osservatore Romano)

Vittorio Sgarbi: "Il Pontificato di Benedetto XVI è un inno alla bellezza" (da Petrus)

"Spe salvi" e discorso alle Ong cattoliche: il Papa eterno incompreso...dai media! Vladimir per Europa (grandioso articolo sui vaticanisti)

Spe salvi, prof. Baggio: la bellezza dell'enciclica sta nel farci capire come anche i piccoli atti d'amore ci portino al di là dei miti contemporanei

Benedetto XVI concede l'indulgenza plenaria in occasione del 150° anniversario delle apparizioni della Vergine a Lourdes

"Spe salvi", Giuliano Ferrara: "Ehi, laiconi, provate a rispondere al Papa"

Il primo e principale impegno di San Cromazio fu quello di porsi in ascolto della Parola, per essere capace di farsene poi annunciatore...

"Spe salvi", Brescia Oggi: quell’enciclica non vuole demolire scienza e ragione

BENEDETTO XVI: UDIENZA, “LA CHIESA È UNICA”, CRISTO “VERO DIO E VERO UOMO”

René Girard: la "Spe salvi" è un'enciclica sociale

"Spe salvi", Mons. Amato a Famiglia Cristiana: l'enciclica non critica la scienza, ma la speranza fondata sulla scienza...

Rosso "malpela" Scalfari ("Repubblica") e Franceschelli ("Il Riformista")

Enciclica "Spe salvi": il commento di Orlando Franceschelli per "Il Riformista"

Cus Il segretario di Stato vaticano a pranzo con Prodi e mezzo esecutivo

Bertone brinda con il governo Tregua sulle unioni civili
Ma il Senato dà il primo sì ai «contratti solidali»
Il voto in commissione Ora gli emendamenti, dopo il 15 gennaio la discussione del testo in aula


Alessandra Arachi

ROMA — Al principio era: i Pacs. Poi è diventata: i Dico. E adesso che è stata ribattezzata con il nome di Cus (ovvero: Contratti di unione solidale), la legge sulle unioni di fatto ha mosso i primi passi in Parlamento: la commissione giustizia del Senato ha infatti approvato il testo base da adottare per la discussione. Proprio ieri.
Proprio mentre Romano Prodi e metà del suo governo brindava a tavola con il cardinal Tarcisio Bertone. Gesto fuori dal protocollo quello del segretario di Stato vaticano: un calice alzato a tavola. «Auguro un buon lavoro a questo governo», ha detto Bertone. Un gesto ben più che simbolico. È infatti la sostanza del nuovo corso dell'esecutivo di Prodi che ha fatto tornare il sorriso al cardinale.
Ed è ovvio che le unioni civili siano un tema centrale di questo nuovo corso: da mesi il governo le ha sepolte dentro un cassetto. Un calice alzato per dare un altro giro di chiave a quel cassetto.
Ma in Parlamento si brindava ugualmente. Era il senatore Cesare Salvi ad esultare: è stato lui, presidente della commissione giustizia, a presentare il testo base sui Cus. «E lo abbiamo approvato in commissione», ha detto. Spiegando: «Questa fino ad oggi sembrava un'impresa impossibile. Ma bisogna dare fiducia al Parlamento».
Un testo che riprende molti dei punti del disegno di legge (quello sui Dico) che il governo approvò in gennaio, compreso il fatto che i diritti sono estesi ai conviventi anche dello stesso sesso. Con una prima, sostanziale differenza: ci saranno i registri per i Cus presso i giudici di pace. Ed è proprio davanti al giudice di pace (oppure da un notaio) che i contraenti si recheranno per stilare i loro contratti di unione solidale. Nel ddl governativo sui Dico per accertare l'unione di fatto c'era, invece, un giro di invio di raccomandate postali.
«Noi abbiamo voluto dare importanza al diritto della coppia», ha aggiunto Cesare Salvi, spiegando che il resto del testo ricalca pressoché in maniera sostanziale quello governativo. Dai Cus scaturiscono una serie di diritti per i conviventi che vanno dalla tutela sul lavoro, all'assistenza sanitaria, al diritto alla casa, fino ad arrivare al diritto di successione legittima.
La maggioranza della commissione giustizia ha votato praticamente compatta a favore del testo di Salvi (con l'eccezione del voto contrario di Lorenzo Ria, senatore del Pd), mentre ha appoggiato il testo Antonio del Pennino, senatore dell'opposizione (Dc-Pri). Contro il voto di Francesco D'Onofrio (Udc), astenuti i senatori di An e di Forza Italia, la Lega non era in commissione al momento delle votazioni.
«Ci sarà tempo fino al 15 gennaio per presentare gli emendamenti, poi comincerà la discussione», ha detto il presidente della commissione Salvi. Probabilmente senza sapere che poche ore prima il presidente del consiglio Prodi si era trattenuto a chiacchierare con il cardinal Bertone: non un accenno ai Pacs-Dico-Cus. Ma un fiume di parole sull'importanza dei valori della famiglia e di tutti i provvedimenti che il governo ha preso e vuole prendere proprio in tema di famiglia. Quella fondata sul matrimonio.

© Copyright Corriere della sera, 5 dicembre 2007


Sorpresa al pranzo tra Prodi e Bertone. Le rassicurazioni di Walter al Vaticano

di Paolo Rodari

Ieri era il giorno della fiaccolata promossa dai Radicali italiani e dall’associazione Radicali di Roma in piazza del Campidoglio per sostenere l’istituzione del registro delle unioni civili nel comune capitolino. Ed era il giorno in cui la commissione Giustizia, a maggioranza, ha adottato come testo base sulle coppie di fatto il disegno di legge presentato da Cesare Salvi, che punta a introdurre i “Contratti di unione solidale”.
Iniziative, soprattutto la prima, alle quali in questo momento il Vaticano guarda con un certo interesse e preoccupazione ma che, sempre ieri, non sono state toccate esplicitamente nel pranzo (è quasi sempre di routine in occasione della creazione di nuovi cardinali italiani) avvenuto all’ambasciata italiana presso la Santa Sede tra il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, i porporati italiani creati cardinali nell’ultimo concistoro e i vertici del governo italiano, da Prodi in giù.
Nessuno scambio di vedute esplicito, dunque. Però, per dirla tutta, pare che qualche battuta in merito alla proposta di istituzione di un registro delle unioni civili a Roma sia stata scambiata tra qualche esponente del governo e qualche altro del Vaticano ma soltanto a pranzo concluso e in forma privata. Da parte governativa, infatti, c’è stato chi ha voluto chiedere lumi in merito a un’ipotetica pressione del Vaticano per non far passare il registro. E da parte vaticana pare si sia risposto come, più che la Santa Sede, a “premere” sia stato il sindaco di Roma che, preventivamente, ha voluto assicurare nel corso del recente colloquio con Bertone che nulla sarebbe avvenuto in merito.
Parole di sottofondo, dunque, ma comunque importanti e che testimoniano come, a conti fatti, nell’era Bertone gli scambi di opinione tra Vaticano e governo siano tutt’altro che sporadici.
Ieri le due delegazioni erano molto nutrite. Da parte vaticana, oltre a Bertone, c’erano il sostituto alla segreteria di Stato Fernando Filoni, il “ministro degli esteri” Dominique Mamberti, il sottosegretario per i rapporti tra gli Stati Pietro Parolin. Presenti, ovviamente, anche il nunzio in Italia Giuseppe Bertello e il segretario generale della Cei Giuseppe Betori. E poi il cardinale e presidente della Cei Angelo Bagnasco, i cardinali Comastri, Lajolo, Farina, Coppa e l’argentino Sandri. Da parte governativa c’erano D’Alema, Parisi, Fioroni, Mastella, Turco, Bindi ed Enrico Letta.
Con ieri era la terza volta in pochi giorni che Bertone incontrava esponenti importanti del mondo politico. Prima la cena con Silvio Berlusconi nel giorno dell’annuncio del partito del popolo delle libertà. Poi, come detto, il colloquio con Veltroni nella settimana che doveva vedere la discussione e la votazione al Campidoglio del registro delle unioni civili. E, infine, il pranzo di ieri.
Si tratta di incontri che, al di là dei contenuti specifici affrontati, testimoniano come, finita l’era Ruini, il pallino dei rapporti col governo italiano e la politica in generale siano passati nelle mani di Bertone.
Tutto è iniziato poco meno di un anno fa. Era il 19 febbraio 2007. Bertone si recò insieme all’allora presidente della Cei Camillo Ruini e ad altre gerarchie vaticane proprio nella sede dell’ambasciata italiana presso la Santa Sede dove l’ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua aveva organizzato, in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi, il consueto incontro con le più alte cariche dello Stato. C’erano Prodi, Napolitano, D’Alema e altri ministri in ordine sparso. La situazione non era delle migliori soprattutto a causa del ddl sui Dico che, allora, incombeva come una minaccia. Bertone ci mise del suo per gettare ponti in una situazione parecchio ingarbugliata e da subito fece capire che, nell’era del post Ruini - e cioè dal 7 marzo 2007 in poi, data della nomina di Bagnasco - sarebbe stato lui a condurre le danze dei rapporti tra Vaticano e Stato italiano. E queste danze sarebbero state all’insegna di meno diktat e più dialogo. O meglio: la Chiesa non sarebbe arretrata in merito alla difesa di quei “princìpi non negoziabili” coniati pochi mesi prima in un celebre discorso da papa Ratzinger ma, nel contempo, il dialogo sarebbe stato aperto e franco.
E così è avvenuto sia in occasione dell’uscita della Nota sui Dico della scorsa primavera, sia con più insistenza nel corso degli ultimi mesi. Dialogo, per Bertone, non significa ingerenza ma scambio di opinioni e vedute all’insegna del fair play. E la primazia di Bertone in questo dialogo è aiutata oggi anche dal fatto che il presidente della Cei non risiede a Roma ma a Genova e che Ruini, lasciata la Cei, preferisca “giocare” maggiormente in retrovia.

© Copyright Il Riformista, 5 dicembre 2007


A Roma

Radicali, duecento in piazza per il registro delle coppie di fatto

Non più di duecento persone ieri, sulla piazza del Campidoglio a Roma, per la fiaccolata promossa dai radicali. Obiettivo: spingere il Consiglio comunale della capitale e il sindaco-leader del Pd Veltroni a votare una delibera di iniziativa popolare per l'istituzione di un registro delle unioni civili. La delibera, per la quale i radicali hanno raccolto e depositato diecimila firme, è in scadenza. La lista di promotori della manifestazione era molto lunga («pieno sostegno all'iniziativa» è arrivato anche dal ministro Paolo Ferrero, del Prc): «Le adesioni sono state tante — ha detto Marco Pannella, presente in piazza — ma poi quando si è trattato di scendere in piazza sono diventati tutti fantasmi».
C'erano, tra gli altri, il deputato di Rifondazione Vladimir Luxuria e Franco Grillini.

© Copyright Corriere della sera, 5 dicembre 2007

Duecento persone? Che successone! :-))
Non sara', caro Pannella, che gli Italiani hanno altro a cui pensare e che le battaglie puramente ideologiche contro il Vaticano appartengono all'archivio del secolo scorso?

R.

3 dicembre 2007

Violinista di 13 anni interpreta Paganini per Bertone e il Papa


Vedi anche:

"Spe salvi": la speranza nell'Angelus di ieri e nella visita all'ospedale San Giovanni

"Spe salvi": Luca Volontè risponde a Scalfari, Odifreddi, Hack e Vattimo

Il Papa non ha attaccato l'Onu? Abbiamo letto male? Padre Lombardi ci ha bacchettato? Non importa: noi giornali andiamo dritti per la nostra strada!

Il Papa: incoraggio le Ong ad opporre al relativismo la grande creatività della verità circa l'innata dignità dell'uomo e dei diritti che ne derivano (Discorso, quello VERO ED INTEGRALE, del Santo Padre alle Organizzazioni non governative di ispirazione cattolica)

Padre Lombardi deplora le forzature anti-Onu dei media dopo il discorso del Papa alle ONG cattoliche (da Petrus)

Bertone, il Papa e una violinista tredicenne

"Spe salvi": né la scienza né la politica redimono l'uomo ma la speranza cristiana (Fontana per "L'Occidentale)

L'ENCICLICA "SPE SALVI": LO SPECIALE DEL BLOG

Pöttering (Presidente Parlamento Europei) ai giovani: "Scegliete di fare la differenza" (Osservatore Romano)

Enciclica "Spe salvi": il commento di Gianni Baget Bozzo per "Il Foglio"

Enciclica "Spe salvi": i commenti di Franco Garelli e Gianni Vattimo ("La Stampa")

Enciclica "Spe salvi": due commenti de "Il Giornale"

Alberto Bobbio, «Relativismo morale»: scoppia la polemica Ma il Papa criticava Europa e Banca mondiale

ANGELUS DEL PAPA: VIDEO DI SKY

Enciclica "Spe salvi": i commenti di Angelo Zema, Paola Bignardi e Gaspare Mura (RomaSette)

L’uomo è l’unica creatura libera di dire di sì o di no all’eternità, cioè a Dio

Titoli e servizi sull’Onu rischiano di creare una polemica che non c’è

Enciclica "Spe salvi": i commenti di Brambilla e Colombo per "Avvenire"

Che cos'è la speranza? Consiste in sostanza nella conoscenza di Dio, ella scoperta del suo cuore di Padre buono e misericordioso

Polemica (inventata) Papa-Onu: ecco come sono andate veramente le cose...agenzie e giornali prendano atto!

Il Signore ci avverte di attenderlo vigilando, perche' la sua venuta non può essere programmata o pronosticata, ma sarà improvvisa ed imprevedibile

Il vaticanista Lucio Brunelli: "L'inferno, Benigni e Papa Benedetto" (Eco di Bergamo)

Eugenio Scalfari boccia l'enciclica "Spe salvi" con argomenti non nuovi

"Spe salvi", Accattoli: sul «cristianesimo moderno» il Pontefice annuncia un mea culpa

"Libero" profetico: le parole del Papa alle Ong appariranno sui giornali come l'ennesima "crociata"

Falsa polemica Papa-Onu: i commenti di Accattoli e Politi. Notare bene: i titoli non corrispondono ai testi degli articoli

Come creare un caso che non esiste: polemica Papa-Onu. Basterebbe leggere il discorso del Papa. O forse c'entrano i consensi intorno alla "Spe salvi"?

Randazzo (L'Occidentale): leggendo la "Spe Salvi" si ha l’impressione che il Papa si rivolga al singolo lettore, quasi avesse un unico destinario

"Spe salvi": i commenti di Mons. Pieran­gelo Sequeri (teologo) e del prof. Francesco Botturi (filosofo)

Violinista di 13 anni interpreta Paganini per Bertone e il Papa

Al concerto privato per il compleanno del cardinale si aggiunge l’inquilino più importante del Vaticano

Bruno Viani

Un concerto molto privato per celebrare il compleanno del cardinale Tarcisio Bertone da Romano Canavese, classe 1934, segretario di Stato del Vaticano. Lo ha organizzato ieri pomeriggio Davide Viziano, presidente del conservatorio genovese Nicolò Paganini. E all’ultimo momento si è aggiunto un ospite inatteso, l’inquilino del piano di sopra. Ovvero Papa Benedetto XVI, che non poteva restare indifferente alle note del violino e al festeggiamento in onore dell’amico porporato. È successo ieri pomeriggio al secondo piano del Palazzo Apostolico, nel cuore del Vaticano.

«È arrivata una telefonata di Tarcisio che ci invitava a presenziare a un concerto privato per il suo compleanno - raccontano a casa Bertone - organizzato dal Conservatorio di Genova». Così i parenti più stretti del porporato, il fratello Valeriano, i nipoti Pinuccia e Alessandro con la moglie Claudia, il cognato Giovanni, sono partiti per Roma e si sono presentati, con Viziano, alle guardie svizzere che li attendevano. Ma insieme a loro c’era anche la piccola Masha Diatchenko, tredici anni soltanto, un talento del violino formata al Nicolò Paganini di Genova: nata a Roma malgrado il nome e la chiara origine russa, a quattro anni suonava già il pianoforte, a cinque si è innamorata del violino ascoltando gli allievi del padre, musicista da sei generazioni. A nove ha inciso il Concerto numero 1 di Paganini.

Una carriera lampo che, senza dubbio, la porterà lontano. Masha, però, è poco più di una bambina. E quando arriva nella seconda loggia del Palazzo Apostolico, nel salone dove vennero firmati i Patti Lateranensi, è comprensibilmente emozionata. L’esitazione però dura soltanto un attimo. «Il tempo di prendere in mano il violino e si è trasformata - riprende Viziano - e lo spattacolo a cui abbiamo avuto l’onore di assistere è stato straordinario». Da una parte Masha con il suo violino, accompagnata al piano dal genovese Massimo Spada, che si esibisce con sicurezza nei “Palpiti” e poi nel quarto e ventiquattresimo “Capriccio” di Nicolò Paganini., quindi nello “Zapateado” di Sarasate e in un pezzo di bravura firmato dal suo maestro Massimo Coco.

Dall’altra parte, l’uditorio. Lo zucchetto rosso porpora di Bertone e quello bianco di Papa Ratzinger l’uno accanto all’altro, padre Georg e don Lech vicino, gli altri un po’ indietro per rispetto.
«Papa Benedetto batteva il tempo con il piede fasciato nella scarpetta rossa - raccontano i presenti - l’emozione è stata grandissima per tutti». Al termine, complimenti senza fine e la promessa di rivedersi. Magari per affidare al violino di Masha anche le composizioni giovanili del cardinale Tarcisio Bertone, figlio di un maestro di piano e grande appassionato di musica: una vivace “Zingaresca” e una “Frenesia primaverile” altrettanto allegra malgrado una storia triste: è stata scritta sul testo di un ergastolano di Fossano, incontrato quando don Tarcisio, lontanissimo dal Vaticano, visitava cristianamente i carcerati.

© Copyright Il Secolo XIX, 3 dicembre 2007

Vedi anche:

Bertone, il Papa e una violinista tredicenne

27 novembre 2007

Mons. Pezzi: gli Ortodossi apprezzano Benedetto XVI, perché sottolinea la necessità di una comunione vissuta (Radio Vaticana)


Vedi anche:

Messa tridentina: intervento del vescovo di Novara

Diocesi di Savona: stop alle Messe tridentine!

Messa tridentina: informazioni sulla Commissione Ecclesia Dei (per Scipione ed altri amici) e mie considerazioni personali

Barbara Spinelli colpisce ancora (con l'appoggio di anonimi conigli): Benedetto XVI mette in questione le conquiste del Concilio

Rosso Malpelo "striglia" il Corriere e Filippo Di Giacomo

Messa tridentina: il Comitato Pisano San Pio V rettifica articolo di "Repubblica" del 21 novembre 2007

Consiglio di lettura: "Il sorriso Benedetto. Pellegrinaggio nella terra d'infanzia di Papa Benedetto XVI"

L'attualità dell'enciclica di San Pio X che respinse le tesi moderniste (Zenit)

L'autobiografia del cardinale Biffi: i commenti di Mons. Luigi Negri, Sandro Magister e Don Baget Bozzo (Tempi)

Ratzinger e Küng, "il gatto e la volpe" della teologia tedesca. Intervista di Piergiorgio Odifreddi a Hans Küng ("Se la scienza ignora Dio", Espresso)

Il filo rosso di Papa Ratzinger (Di Giacomo per "La Stampa" con qualche battuta discutibile)

Da Petrus: card. Kasper su concistoro, ecumenismo e Lefebvriani

Il vescovo: in latino solo di pomeriggio...e tre parroci lasciano la chiesa vuota

Il Papa ai cardinali: conto molto sul vostro prezioso sostegno, perché possa svolgere al meglio il mio ministero. Ho bisogno di questo sostegno!

Padre Scalfi ("Russia Cristiana"): attraversiamo momenti storici perchè Mosca apprezza Benedetto XVI e si avverte un'atmosfera di crescente simpatia

Ragioni di prudenza sconsigliano, in questo momento, l'udienza del Papa al Dalai Lama

La speranza del Papa pessimista, ovvero i banali e superati pregiudizi su Benedetto XVI (Eco di Bergamo)

Mons. Guido Marini spiega all'Osservatore Romano il rito del concistoro del 24 novembre 2007

Messa tridentina: Andrea Tornielli reagisce alle "accuse" che vengono rivolte ai media dalla curia milanese

CONCISTORI PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI: LO SPECIALE DEL BLOG

L'ENCICLICA "SPE SALVI": LO SPECIALE DEL BLOG

IL RIAVVICINAMENTO FRA CATTOLICI E ORTODOSSI


Gli ortodossi apprezzano Benedetto XVI, perché sottolinea la necessità di una comunione vissuta: il pensiero di mons. Pezzi, arcivescovo della Madre di Dio a Mosca

La giornata di riflessione che ha preceduto il Concistoro per la creazione di 23 nuovi cardinali conferma il convinto impegno ecumenico di Benedetto XVI. Una priorità indicata dal Papa fin dall’inizio del suo Pontificato. Per un commento sul modo in cui questo impegno viene percepito nel mondo ortodosso, Alessandro Gisotti ha intervistato l’arcivescovo metropolita dell’arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, Paolo Pezzi:

R. - Mi pare che il giudizio che viene dato nel mondo ortodosso sia generalmente positivo, soprattutto per due ragioni. La prima, per il fatto che il Papa dà un accento ecumenico non generico, ma coglie nell’ecumenismo la necessità di una comunione vissuta. E questo mi sembra un aspetto molto ben recepito. Il secondo motivo risiede nel desiderio espresso dal Santo Padre di fare tutto il possibile per rimuovere quelli che possono essere degli ostacoli ad una piena comunione. Quindi, anche il desiderio di non nascondersi di fronte ai problemi che si possono manifestare, ma al contrario avere la pazienza e nello stesso tempo il coraggio di affrontarli.

D. - Lei, mons. Pezzi, ha incontrato il Papa nei giorni scorsi. Un segno ulteriore dell’attenzione di Benedetto XVI per la Chiesa russa e per il dialogo con gli ortodossi...

R. - Nell’incontro che ho potuto avere con Benedetto XVI ho colto immediatamente la passione del Papa per il bene della Chiesa cattolica, ovunque si trovi, e quindi anche per il piccolo gregge presente a Mosca. In secondo luogo, ha manifestato il suo interessamento per quella che è la nostra apertura nel rapporto con l’ortodossia.

D. - Commentando la sua nomina, il metropolita ortodosso, Kirill, ha sottolineato che tra la Chiesa cattolica e ortodossa è “tempo di disgelo”. Tuttavia, non mancano le difficoltà. Sul documento di Ravenna, il Patriarcato ha espresso molte riserve. Su quali punti si può dar vita ad una nuova fase nei rapporti tra Roma e Mosca?

R. - A me pare che ci siano due strade che ci possono essere di grande aiuto. La prima: non temere di mettere in comune, di condividere anche i punti di difficoltà, i punti di diversità, quelli che potremmo dire sono gli ostacoli o i problemi a questa comunione. La seconda: c’è un terreno che - mi sembra - stia divenendo un terreno sperimentale di questo cammino. Un terreno sociale, un terreno comune, in cui i valori radicati in Cristo possano essere certamente occasione di dialogo e di incontro.

D. - Abbiamo fatto riferimento alle relazioni tra i vertici delle Chiese cattolica ed ortodossa. Come sono oggi i rapporti alla base in Russia tra cattolici ed ortodossi?

R. - In determinate regioni, ci sono rapporti più intensi e significativi, oserei dire di amicizia, soprattutto tra il clero. In altre regioni, invece, questo è più difficoltoso. Mi sembra che soprattutto tra i fedeli occorrerebbe intensificare una maggiore e più veritiera conoscenza delle nostre Chiese, una conoscenza reciproca. Come ben sappiamo, una conoscenza non è mai astratta. Occorre che tale conoscenza sia anche accompagnata dalla carità, quindi, anche da un fare assieme.

D. - Il cardinale Kasper ha ribadito recentemente che un incontro tra il Santo Padre ed il Patriarca di Mosca “sarebbe utile”. Cosa serve per farlo diventare anche possibile?

R. - A questa domanda devo dire, molto sinceramente, che è difficile rispondere. Perché da utile diventi possibile occorre, innanzitutto, che lo si ritenga effettivamente utile. Occorre allora individuare per che cosa questo incontro possa essere utile. Io penso che tale incontro potrebbe essere utile proprio per approfondire il cammino verso una piena comunione. Mi sembra anche una cosa importante che non si faccia dipendere tutto da questo incontro, ma che questo evento sia collocato lungo un cammino e non sia solo un incontro esteriore. Mi sembra che l’indicazione, l’espressione del cardinale Kasper vada in questa direzione, cioè che dall’incontrarsi potrebbe scaturire un impulso al cammino che si sta facendo.

© Copyright Radio Vaticana

25 novembre 2007

Ratzinger studia coi cardinali la "fase tre" per Mosca (Rodari per "Il Riformista")


Vedi anche:

Concistoro 24 novembre 2007: tre video di Sky

Concistoro 2007: lo speciale di Radio Vaticana

Concistoro 2007: lo speciale di "Avvenire"

Concistoro: la relazione integrale del cardinale Kasper (di Sandro Magister)

Concistoro 2007: lo speciale de "Il Quotidiano Nazionale"

Kasper: la scelta irreversibile dell’ecumenismo (Avvenire)

Rondoni (Avvenire): il Papa e la speranza, questa grande dimenticata!

Commento alla cerimonia di questa mattina (concistoro)

IL PAPA ESCE A SORPRESA IN PIAZZA SAN PIETRO PER SALUTARE MIGLIAIA DI FEDELI

Non la ricerca del potere e del successo, ma l’umile dono di sé per il bene della Chiesa deve caratterizzare ogni nostro gesto ed ogni nostra parola

Messa tridentina: Andrea Tornielli reagisce alle "accuse" che vengono rivolte ai media dalla curia milanese

Concistoro 2007: il commento di Andrea Tornielli (il migliore di quelli letti finora!)

Concistoro 2007: il commento (pessimistico) di Politi

Malpelo, la sfortuna di Barbara Spinelli: parla di un Papa pessimista proprio il giorno in cui viene annunciata l'enciclica sulla speranza :-)

IL RIAVVICINAMENTO FRA CATTOLICI E ORTODOSSI

CONCISTORI PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI: LO SPECIALE DEL BLOG

L'ENCICLICA "SPE SALVI": LO SPECIALE DEL BLOG

vaticana l'auspicio di un incontro tra il papa e alessio II

Ratzinger studia coi cardinali la "fase tre" per Mosca

Ai cattolici non interessa fare proseliti ma evangelizzare

Paolo Rodari

Mosca è lontana. Ma Benedetto XVI ora sembra credere maggiormente alla possibilità che con le Chiese ortodosse, e in particolare con quella del patriarcato moscovita, nonostante la strada sia ancora lunga, si possa prima o poi arrivare alla tanto sospirata unità. È l'impressione che si evince da quel po' di notizie che sono uscite ieri dal concistoro straordinario convocato dal Papa in Vaticano e dedicato all'ecumenismo. Ventiquattro ore prima della creazione dei nuovi 23 cardinali che avviene oggi nella basilica di San Pietro, 143 porporati si sono dati appuntamento nell'Aula Paolo VI per un summit a porte chiuse. Un summit che già si era ripetuto una volta nel pontificato di Ratzinger, diverse volte in quello di Wojtyla. Un summit che nel Medio Evo e poi ancora nel Rinascimento era prassi consolidata.
Oggi l' Osservatore Romano dedica un importante editoriale all'evento e riporta, significativamente, una frase che l'attuale responsabile del dicastero vaticano che si occupa di ecumenismo, il cardinale Walter Kasper, ha detto nella sua relazione introduttiva: con le Chiese ortodosse, dopo anni di complicate relazioni, si registra «una promettente terza fase del dialogo» e ora «sarebbe utile» un incontro «tra il Santo Padre e il Patriarca di Mosca». Un incontro che, nel pontificato del polacco Wojtyla e negli anni in cui arcivescovo cattolico di Mosca era l'altrettanto polacco di origine (ma nato in Bierolussia) Tadeusz Kondrusiewicz, è stato un miraggio.
Oggi però al posto Kondrusiewicz c'è l'italiano Paolo Pezzi (una nomina apprezzata da Alessio II) e le cose potrebbero andare meglio. Lo testimonia anche un'importante intervista che lo stesso Osservatore fece il primo novembre scorso con l'attuale numero due della Chiesa ortodossa russa, il metropolita Cirillo. Questi, dopo aver elogiato la scelta di Pezzi operata da Ratzinger, ha detto: «È del tutto evidente che la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa sono ormai sempre più consapevoli di essere alleate riguardo a moltissime problematiche che oggi interpellano l'umanità».

Oltre a queste "alleanze", c'è anche una personale stima di Alessio II nei confronti di Ratzinger. Stima che sembra poter finalmente fare accantonare le ripetute accuse di proselitismo mosse da Mosca a Roma negli anni passati. Del resto pare che proprio ieri il Pontefice abbia voluto sottolineare come evangelizzare non significhi "fare proselitismo". A Roma interessa la comunione con gli ortodossi, non altro.

A caldo, l'impressione che si ha di questi concistori straordinari dedicati a tematiche particolari è che servano parecchio. I principi della Chiesa si sentono coinvolti nell'azione di governo, possono - seppur con tempi d'intervento limitati - dire la loro, portare a Roma le proprie impressioni, porre domande, ascoltare le valutazioni di altri porporati e, soprattutto, quelle del Pontefice.
Ieri, in particolare, pare che, tra gli altri, siano intervenuti anche i cardinali Sepe e Martino i quali hanno voluto indicare come terreno comune di incontro tra i cristiani quello più "sociale" della cooperazione nell'aiuto ai poveri e agli ultimi. Benedetto XVI già il 29 maggio del 2005 a Bari, un mese e dieci giorni dopo la sua elezione, oltre a mettere al centro del proprio programma di pontificato la questione ecumenica ha indicato nella preghiera la strada principale affinché si torni a essere una cosa sola: «Vorrei ribadire - disse - la mia volontà di assumere come impegno fondamentale quello di lavorare con tutte le energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo. Sono cosciente che per questo non bastano le manifestazioni di buoni sentimenti. Occorrono gesti concreti». E ancora: «Chiedo a voi tutti di prendere con decisione la strada di quell'ecumenismo spirituale, che nella preghiera apre le porte allo Spirito Santo, che solo può creare l'unità».
Solo la preghiera, dunque, può portare all'unità. Lo ha ripetuto ieri anche il cardinale Walter Kasper che l'ecumenismo non è una scelta opzionale ma un sacro obbligo; non c'è nessuna alternativa realistica all'ecumenismo e soprattutto nessuna alternativa di fede.
Si tratta insomma di una scelta, quella per l'ecumenismo, che come ha sottolineato oggi l'Osservatore deve però lasciare l'iniziativa a Dio e non più all'uomo. Il giornale vaticano parla di una «nuova prospettiva per l'unità», quella che riconosce il primato dell'«opera di Dio».
Un primato da privilegiare ovviamente anche nei confronti dei protestanti. Verso questi sorgono oggi nuove sfide che vengono in particolare dai 400 milioni di fedeli che si riconoscono nei gruppi carismatici e pentecostali di tutto il mondo. Ma la riflessione di Kasper è tinta di speranza anche rispetto a questo mondo della cristianità.

© Copyright Il Riformista, 24 novembre 2007