16 aprile 2008

Andrea Tornielli: "Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa sull'aereo"


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Andrea Tornielli pubblica nel suo blog questo commento:

Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l’articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull’aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta:

Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l’Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra?

“Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l’America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c’è anche negli Usa l’attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L’immigrazione e l’ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato”.

dal blog di Andrea Tornielli

3 commenti:

Carla ha detto...

Scusami, Raffaella, ma ho notato come uno scollamento tra questa domanda di Tornielli e la risposta di Papa Benedetto , siamo sicuri che si tratti della rispeota a quella domanda? Grazie Carla

Raffaella ha detto...

Ciao Carla, ho ripreso il post di Tornielli...
Siamo in attesa della trascrizione ufficiale che ancora non si trova...

Carla ha detto...

Cara Raffaella, ho riletto con attenzione domanda e risposta. La domanda era divisa i due quesiti. Papa Benedetto ha risposto al primo, e tutto ok, e sul secondo ha abilmente e giustamente un pò sfumato, perchè lo si stava "provocando" su questa questione "bollente": il rischio che il riconoscimento di una dimensione pubblica della religione cristiana possa essere visto come una sorta di "benedizione" della guerra USA in Iraq, ovvero una perfetta simmetria con la "guerra santa" degli estremisti islamici. Una risposta "in chiaro", cioè non "diplomatica", avrebbe urtato in un colpo solo sia la suscettibilità degli USA che dell'Islam. E questo prima di atterrare a Washington! Saluti Carla