23 settembre 2007

Il Papa "anticlericale" è solo in Vaticano?


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Cari amici, stiamo per leggere l'articolo di Antonio Socci per Libero. Si tratta di un editoriale molto duro con la Chiesa e, in un certo senso, con il Papa.
Mi sembra doveroso fare alcune premesse.
Innanzitutto credo che Antonio Socci sia molto rammaricato per non essere riuscito ad incontrare il cardinale Bertone alla presentazione del libro su Suor Lucia di Fatima. A questo proposito invito tutti a leggere l'interessante articolo di Angela Amborgetti per Petrus: Bertone, Socci e i segreti di Fatima.
Capisco la tristezza di Socci, tuttavia sono assolutamente sicura della stima e dell'affetto che uniscono Papa Benedetto al Segretario di Stato vaticano.
Mi dispiace, quindi, che Socci presenti Papa Ratzinger come del tutto isolato in Vaticano. Sono convinta infatti che il cardinale Bertone gli e' molto vicino.
Tuttavia l'articolo di Libero ci deve fare riflettere perche' spesso Socci ha il coraggio di dire cio' che in tanti pensano ma non dicono.
Il Papa viene osteggiato? Alcuni vescovi gli sono contro? Spesso non vengono eseguite le sue decisioni?
Non siamo ipocriti: quante volte abbiamo pensato la stessa cosa?
Socci ci prospetta la sua opinione, sta a noi condividerla o meno o condividerla solo in parte. Una cosa, pero', e' certa: l'articolo fa riflettere.
Per la citazione dell'articolo di Melloni rimando ai commenti di ieri sera
.
Raffaella


Il latino, la Curia Qualche sospetto sul Vaticano

di ANTONIO SOCCI

Ma chi comanda in Vaticano? Benedetto XVI è forse stato esautorato di fatto? O è clamorosamente boicottato? Più di un sospetto viene davanti all'ultimo "giallo" (ce ne sono altri precedenti) che ha segnalato trionfalisticamente - sul Corriere della Sera di ieri Alberto Melloni, capofila dei cattoprogressisti martiniani. Parlando del Motu proprio del Papa che restituisce libertà di celebrare la Messa col rito tradizionale, provvedimento a cui il Papa tiene tantissimo, al punto da averne fatto un pilastro del suo pontificato, Melloni rivela che, sebbene sia entrato formalmente in vigore il 14 settembre scorso, qualcuno ha preso la «saggia decisione di tenere ancora a bagno maria» il decreto, non facendolo pubblicare negli "Acta Apostolicae Sedis" ovvero «l'organo che dà vigore ai provvedimenti papali». È una rivelazione clamorosa: c'è qualcuno in Vaticano che conta più del Papa e provvede a sabotare nella sostanza ciò che il Papa decide e firma? In quale altro modo si può spiegare il caso? Incidenti simili erano già capitati nei mesi scorsi, anche per l'enciclica di Benedetto XVI che infatti uscì con cospicuo ritardo sui tempi annunciati. Ma questo è il più clamoroso e ha un grave valore simbolico. Anche se adesso faranno un qualche rattoppo. Cosa sta accadendo Oltretevere? La barca di Pietro nella tormenta Il professor Giuseppe De Rita, che conosce bene gli ambienti di Curia, in un'intervista recente al Corriere della Sera, dichiarò che il Papa «scrive libri e dà l'idea di aver deciso di non comandare», mentre altri hanno «la tentazione di farlo». Ora, è vero che il Papa teologo mostra qualche difficoltà nel governare la Chiesa e, per esempio, ha fatto nomine pessime. Ma è impossibile che abbia rinunciato a fare il Papa. Il fatto è che Benedetto XVI è praticamente solo nel Palazzo apostolico e la barca di Pietro è sballottata qua e là dalle burocrazie clericali (sì, c'è una casta anche nella Chiesa). Che nelle logge vaticane questa sia la logica lo dimostrano anche le recenti nomine episcopali, quasi tutte di "martiniani", quando proprio il cardinal Martini, oggi più apertamente che mai, con- testa il magistero del Papa. L'ultimo episodio riguarda lo stesso Motu proprio che l'ex arcivescovo di Milano ha clamorosamente bocciato (dando la linea a molti vescovi italiani che si sono apertamente ribellati al Papa).
Mentre le condizioni della Chiesa, anche in Italia, sono tragiche - come mostrano quotidianamente le cronache dei giornali - sembra che in Curia siano affaccendati solo in lotte di potere. Il Papa invece ha una percezione drammatica delle condizioni della Chiesa. Lo dimostra il grido che lanciò nella storica Via Crucis del 25 marzo 2005: «Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui! Quanta superbia!». Ma quando, dove e come si è fatta pulizia dopo una così clamorosa denuncia? Il Papa da solo non può, ma anche lui prima o poi dovrà fare scelte coraggiose. Per non continuare come si è fatto per lungo tempo, quando si sono perseguitati i santi - come si è perseguitato Padre Pio, come si è perseguitato don Giussani - e si sono coperte le sporcizie che non si dovevano coprire. Ricordo il drammatico grido di don Giussani nella sua ultima intervista: «La Chiesa si è vergognata di Cristo». Intendeva dire: gli uomini di Chiesa, che però non si sono vergognati della tremenda «sporcizia» denunciata da Ratzinger. Non c'è solo la sporcizia morale, ma anche il mancato rispetto della dignità umana. Basti vedere in che condizioni è il Vaticano, unico stato europeo dove la dignità e i diritti della persona, che la Chiesa giustamente difende dovunque, sono carta straccia. La Curia può pure sprofondare, ma la Chiesa no e, grazie al Cielo, non sarà distrutta. Pio XII una volta disse a un personaggio, noto anticlericale, che se non erano riusciti i preti a distruggere la Chiesa, non ci sarebbero riusciti neanche loro. San Vincenzo de' Paoli fu ancora più duro: «La Chiesa non ha nemici peggiori dei preti». La storia in effetti fa riflettere. Basti considerare cosa hanno dovuto subire molti santi. Pio XII, parlando una volta di Padre Pio, disse: «Non dimenticate quante persone sono state proclamate sante, nonostante che il Santo Offizio le avesse colpite e condannate». Facile acclamare queste persone innocenti poi quando la Chiesa le canonizza. Era dovere difenderle prima, quando gli uomini di Chiesa le perseguitavano. Ma purtroppo nel mondo cattolico domina l'opportunismo, il servilismo e il clericalismo. Gli intellettuali, perlopiù, o sono succubi di ideologie nemiche o sono interessati solo a baciare la pantofola al prelato potente del momento.

L'unico uomo libero nei palazzi curiali, seppure solo, resta Joseph Ratzinger. L'unico non clericale.

L'ho conosciuto circa venti anni fa, la prima volta che lo invitai a Siena per una conferenza. E lui - essendo già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede - sorprese tutti tenendo una lezione sulla memorabile frase di Newman: «Brindo al Papa, ma prima alla coscienza». Ben pochi infatti, fra i cattolici, conoscono l'autentica dottrina cattolica che, peraltro, è sottolineata anche nel Catechismo dove si cita una frase simile di Newman: «La coscienza è il primo dei vicari di Cristo». Questo significa che i cattolici hanno il dovere di dire la verità, di riconoscerla anche quando fa male e di affermarla anche contrapponendosi a uomini di Chiesa. Quanto avrebbe da guadagnare la Chiesa dall'esistenza nel mondo cattolico di uomini liberi come erano nel Medioevo Santa Caterina, Dante o Antonio da Padova, veri figli di Dio i quali sanno che non si serve Dio con la menzogna, con l'omertà e col servile vassallaggio di un certo clericalismo. Quanti fatti orrendi sarebbero stati evitati, risparmiando alla Chiesa la vergogna e l'onta. Sentite quest'altra memorabile pagina.
Vi sorprenderà perché è di Joseph Ratzinger: «Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell'autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell'autorità ecclesiastica. L'enfasi sull'individuo, a cui la coscienza si fa innanzi come supremo e ultimo tribunale, e che in ultima istanza è al di là di ogni pretesa da parte di gruppi sociali, compresa la Chiesa ufficiale, stabilisce inoltre un principio che si oppone al crescente totalitarismo».

Il Pontefice "anticlericale"

È straordinario che sia diventato Papa il teologo che ha scritto questa pagina. Ed è ovvio che in Curia il partito clericale tenti in ogni modo di isolare e sabotare questo straordinario "anticlericale", nel senso in cui era anticlericale Gesù quando fulminava gli apostoli intenti a spartirsi i posti di potere. Gesù li zittì dicendo: «Voi sapete che i capi delle nazioni spadroneggiano e i grandi esercitano il potere sopra di esse. Ma non così dovrà essere tra voi; anzi chi tra voi vorrà essere il primo si faccia vostro schiavo; appunto come il Figlio dell'uomo il quale non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita per la redenzione di molti» (Mt. 20, 2528). Infatti la speranza e la forza della Chiesa non sono quelli che hanno trasformato la Chiesa in un luogo di potere, ma quelli che seguono Gesù sulla croce. È ancora Joseph Ratzinger a sottolinearlo: «Le vie di Dio sono diverse: il suo successo è la croce... non è la Chiesa di chi ha avuto successo ad impressionarci, la Chiesa dei papi o dei signori del mondo, ma è la Chiesa dei sofferenti che ci porta e credere, è rimasta durevole, ci dà speranza. Essa è ancora oggi segno del fatto che Dio esiste e che l'uomo non è solo un fallimento, ma può essere salvato».

© Copyright Libero, 23 settembre 2007

16 commenti:

mariateresa ha detto...

Cara Raffaella, questo articolo, come altri dello stesso autore, non li prendo mai alla lettera perché presi alla lettera fanno una impressione un po' penosa. Insomma si sente che l'autore è una persona che sta male e che è mosso da intenzioni di zelo e preoccupazione, ma l'esito dell'articolo, ed è capitato più di una volta, è assolutamente controproducente. Giusto inquadrare lo stato d'animo nella delusione per il mancato incontro con Bertone, ma questo, secondo me, non spiega ancora tutto. E' che il nostro amico ha una visione catastrofale dei tempi che viviamo e della Chiesa e usa,anche nei suoi interventi radiofonici, un po' troppo spesso l'argomento dell'Anticristo. Ora, qui è questione di sensibilità, la mia, in materia di fede è diversa e leggo articoli come questo scuotendo la testa, non posso farci niente. Non so se l'opinione che Socci ha su Bertone sia un pregiudizio o un giudizio , ma mi sembra ingenerosa e non chiara. Quanto a papa Benedetto è sicuramente un uomo che può sentirsi solo ed esserlo veramente, soprattutto quando prende certe decisioni, ma credo che sotto questo punto di vista nessun papa sia stato risparmiato. Non accetto la teoria dell'assedio e del complotto anche se non penso che in Curia vivano mammole e cherubini, proprio no. L'irritazione poi per le nomine di vescovi martiniani (??) non mi piace per niente, papa Benedetto governa tutta la Chiesa e deve tenere conto di tutti i punti di vista nel limite del possibile, può darsi che queste persone le abbia considerate idonee per svolgere il loro compito e io ho fiducia in lui e nel suo discernimento. Essere vicini al cardinale Martini può non entusiasmare, ma non è ancora il marchio di Caino.
So che Socci stima molto questo papa e forse è l'affetto che lo fa straparlare, scusate ma è il mio parere, ma gli rende così un ben strano servizio.
Oggi guardavo attentamente papa Benedetto all'Angelus, ve l'ho già detto e ve lo ridico, mi è parso l'uomo più sereno di questo mondo.
Può darsi che io abbia sul naso un paio di occhiali rosa e che la mia visione delle cose ne risenta, ma questa è la mia impressione.

michele ha detto...

Socci sarà anche risentito e "catastrofico" ma negare l'evidenza mi pare proprio un'assurdità. Che la barca faccia acqua da tutte le parti è così evidente che negarlo è un esercizio ipocrita e controproducente. In realtà la crisi delle vocazioni ha generato un'accoglienza sin troppo allegra col risultato di avere una classe sacerdotale impreparata e intrisa di materialismo e relativismo. Dopotutto proprio in questo blog è emerso come gli sforzi di Sua Santità trovano ostacoli proprio da coloro che maggiormente dovrebbero coadiuvarlo. Non è certo un bell'esempio la disobbedienza dei vescovi al Romano Pontefice.

euge ha detto...

Mi sono sempre chiesta anch'io cara Raffaella, che cosa muove Socci a dipingere sempre e continuamente catastrofi che aleggerebbero intorno al Pontificato di Benedetto XVI. Anch'io comprendo la sua preoccupazione che spessissimo è anche la mia ma, mettiamoci in mente una cosa se siamo credenti, sappiamo che l'elezione di un Papa è guidata dallo Spirito Santo ed è un fatto che, sempre se crediamo, la persona chiamata al soglio di Pietro, è accompagnata e guidata in tutte le sue azioni e compiti, dalla grazia e dalla forza divina. Io ricordo, ciò che Socci riuscì a scatenare prima del viaggio del Papa in Turchia........... tra il quarto presunto segreto di fatima e tutto ciò che si scatenò dopo Ratisbona. In quei giorni, non mi vergogno a dirlo, vivevo di angoscia e di paura e non ho mai pregato tanto come in quel periodo e ringraziando Dio, e non certo il buon Socci, tutto andò bene anzi fu un trionfo. Ora, che il Papa in Vaticano sia osteggiato e che abbia dei nemici, questo lo sappiamo non c'è bisogno che lo dica Socci è chiaro anche che, molte decisioni il Papa forse le prende da solo perchè c'è sempre un vecchio detto molto efficace che dice chi fa da se fa per tre!!!!!!!!!! Io consiglerei di non esagerare con le previsioni apocalittiche di Socci che è diventato un nuovo Nostradamus ma, che se vogliamo aiutare il Papa come lui ci chiese nella messa di insediamento, non dobbiamo fare altro che pregare con tutto il cuore perchè il Signore protregga sempre questo dono meraviglioso da qualsiasi pericolo e dai famosi lupi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Un saluto Eugenia

Luisa ha detto...

Non so quali siano le reali e profonde motivazioni di A.Socci, lo leggo sempre con interesse, spesso sono stata d`accordo con lui, sempre ho stimato il suo affetto per Papa Benedetto.
Ma qui mi sembra che stiamo cadendo in un`affare molto personale, di orgoglio ferito, per intenderci.
Socci dice senza dubbio delle verità che fanno male...e che non possono essere contestate.
Nel dubbio però io preferisco coloro che lavorano per l`unità della Chiesa.
Mi sembra chiaro, lo sappiamo tutti, e su questo blog lo diciamo"haut et fort" che il Papa non è certo aiutato nella sua missione da quei vescovi, che stanno dando un ben triste spettacolo di disobbedienza , sembra anche evidente che in Curia c`è chi trascina i piedi,che la trasmissione del Magistero del Santo Padre non è certo un esempio di celerità (sopratutto nelle lingue straniere), ma sono sicura che il Santo Padre non è solo,che può contare sull`affetto e la LEALTÀ di chi gli sta vicino,come il cardinal Bertone.
Non mi permetterei certo di qualificare "pessime" le nomine che Papa Benedetto ha fatto, chi meglio di lui conosce la Curia, i vescovi, i membri del clero, i teologi?
Ma Benedetto XVI è e sarà un uomo libero di spirito, indipendente, senza dubbie convivenze, ha una lunghezza "d`avance" sugli altri, sempre ci stupirà e per quel che mi concerne ho piena e intera fiducia in lui .
In questi tempi di acque agitate, dove la barca di Pietro deve talvolta affrontare venti contrari, lo Spirito Santo ci ha donato il Timoniere giusto che con mano salda ci conduce .
Io con Papa Benedetto mi sento sicura, la Chiesa di Cristo è guidata da mani sicure e fidate!
E so che in ogni caso, davanti a dubbi, o interrogazioni, il Santo Padre interrogherà lo Spirito Santo e sempre farà non la sua volontà ma quella del Signore!
In tanti dovrebbero prendere esempio su di lui!

mariateresa ha detto...

Vorrei aggiungere una cosa, perché ho riflettuto sulle parole di Michele: non, non è bello vedere i vescovi disobbedire , però cerchiamo anche di vedere le cose nelle reali proporzioni,sto parlando del MP che sta tanto a cuore a Socci. Se riassumo gli spunti della stampa e affini e, depositata la polvere del polverone mediatico di questi giorni, io recepisco questo: a) c’è la disobbedienza fuori dai denti,ad es, Don Farinella, lui lo dice chiaro “faccio obiezione di coscienza”, ma in questi termini altri non ne ricordo, almeno sulla stampa b) ci sono i frenatori esperti del dribbling giuridico come le curie di Milano e a Verona , si attaccano a questa e a quella parola per camomillare (ti piace Luisa? È di mio figlio) il provvedimento c) ci sono quelli seri che hanno deciso di esprimere i loro dubbi alla CEI, nella sede opportuna,anche se poi sappiamo che la porta è rimasta sbadatamente (sic) aperta. Il documento di interpretazione del MP però non è uscito. Ma in ogni caso stiamo sempre parlando di Italia.
Vi risultano ammutinamenti in qualche parte del mondo? Non parlo dei commenti dei media, ma del comportamento dei ministri consacrati.
Sono pronta a ricredermi, se avete notizie, ma per quello che mi riguarda, navigando in qua e in là , in coscienza non ho visto niente del genere.
Il mondo cattolico è grande come il mondo stesso e il papa è pastore universale.
Non possiamo guardare solo all’Italia anche se il papa abita qui.
Mi sono dimenticata del cardinale Martini, è vero, ma lui ha detto che personalmente non celebrerà mai questa messa, notizia che per vita della Chiesa, con tutto il rispetto è di un interesse relativo, anche se strastrumentalizzata.
Se noi prendiamo alla lettera ogni segnalazione negativa della stampa più o meno interessata come un segno di sconfitta secondo me sbagliamo. E alla fine l’amico Socci ragiona come Melloni che vuol fare apparire il ritardo nella pubblicazione come un sottile complotto mentre mi sembra che già qui in questo blog, ma non solo qui, si è assodato che è pratica comune e che comunque l’argomento è una baggianata. Certo tutto il corpo ecclesiale italiano deve recepire ,secondo me, soprattutto culturalmente questa novità, un certo imbambolamento l’ho verificato anch’io, come se non si sapesse come fare , perché la novità è grossa, e ci vuole tempo ma mi sembra presto per mettersi a contare i buchi nella barca di Pietro.
Buchi che, statene certi, non mancheranno mai.

mariateresa ha detto...

aggiungete sotto al punto b) il Patriarca di Lisbona, lo apprendo ora.
ma il succo del ragionamento rimane

Umberto ha detto...

Ero, sono, sarò con Socci.
Da quanti anni l'ottimo Socci scrive con coerenza, e sempre deciso, chiaro, mettendo anche la propria fede in gioco. Un giornalista raro.
Chi lo segue come articolista, sa bene che questo scrivere senza 'pelucchi', volta per volta, quando ce ne è necessità ed un motivo serio, è caratteristica di Socci.
Non scopriamo l'acqua calda oggi.

E sulla faccenda del card. Bertone, non è ancora detta l'ultima,'materialmente', sul fatto.
Lasciamo da parte il 4° segreto, pensiamo alla oggettività delle 2 buste.
Leggete le buone documentazioni: una su tutte il Paolini Solideo, ma non solo. Documentatevi traendo spunto dai dati del Paolini, verificate gli 'originali' citati e le carte vaticane e le fonti che cita, tanto che lo stesso Socci scrive il libro 'conteso' appunto traendo da quel lavoro.
Ha un bel d'affare il card. Bertone. Ha dalla sua il pulpito che occupa, ma non basta.

Per il resto, da buon socciano, dico che bisogna leggere e ponderare così come è il Socci oggettivo, non deve ne vuole scandalizzare.
Ma non ha bisogno della mia difesa.

Luisa ha detto...

Cara Mariateresa...buon sangue non saprebbe mentire..."camomillare" vorrebbe dire lenificare...diluire...calmare se non addormentare?
E "imbambolamento" ?

Sì decisamente, scusate se sono fuori tema,ma un pò di leggerezza non fa poi male...Mariateresa adoro le tue espressioni così colorite, spesso mi domando se sono tipiche di una regione, comunque a me sono sconosciute e mi fanno amare ancor più ( se è possibile) la lingua italiana!
Ti immagino professoressa di italiano o di storia e mi dico allora che i tuoi studenti hanno una gran fortuna....ma siccome la mia immaginazione spesso mi tradisce,mi limiterò ad immaginare l`atmosfera gioiosa e viva della tua famiglia!

mariateresa ha detto...

Ho riscontrato "imbambolamento" , cioè una specie di reazione mansueta , stupita anche per il coraggio del Papa,ma imbarazzo per non sapere come fare. Questo sì. Una bambola rimane infatti lì come stupita senza sapere come fare. C'è anche chi mi ha detto "non credevo che il MP sarebbe uscito, credevo che fossero chiacchere dei giornali" e del resto anche Enzo Bianchi , che non è un bamba quasiasi, ha detto lo stesso "non uscirà mai" ha sentenziato tempo fa del MP.
Il che conferma che se il nostro Benedetto decide una cosa che ritiene giusta nè la Curia nè l'inferno lo possono fermare.Scusate l'espressione enfatica. Il punto è che questo non credo sia un difetto nè su questo argomento nè su altro...
No, non sono professoressa, ma la mia famiglia , beh, un po' scalcagnata e scocomerata (sempre portata allo scherzo e alla confusione creativa) lo è. Un abbraccio a tutti.
PS: mai ho pensato a malafede in Socci, sia chiaro. Solo , con questi argomenti, non mi ci ritrovo.
Aggiungo che il suo libro su Fatima l'ho letto ma non mi dilungo perchè è tardi e non vorrei addormentare i bloggers sulla tastiera. Se Raffaella, che è la padrona di questa casa, deciderà di aprire la discussione dirò la mia.Solo accenno che adombrare responsabilità così serie su due papi (Giovanni XXIII e Paolo VI) non è un brustullo.(per Luisa: una sciocchezza)
Ma il libro è comunque interessante.
Ora vado a leggere quello di De Carli.

Raffaella ha detto...

Grazie a tutti :-))
La discussione sui libri dedicati a Fatima e' alle porte...

Luisa ha detto...

Beh Mariateresa tu di brustulli non ne dici mai....scocomerata e scalcagnata...penso che prenderò un bel libricino per annotare tutto e arricchirò il mio italiano troppo saggio !

don Marco (nauseato) ha detto...

Socci a volte esagera, ma penso che di questi tempi esagerare sia salutare. Se mi domnandassero chi comanda in Vaticano, di sicuro, senza esitare direi, tutti, tranne il Papa.
vedi certe nomine episcopali o prossime porpore......
Sarà lo Spirito santo che ha perso la testa? ma non ho mai visto tanti salesiani diventare vescovi....finalmente anche Versaldi è riuscito nel suo intento.
E Comastri? Evitiamo ogni commento!!! Socci ha ragione .... m chissà, ci sta che una mattina il Papa si alzi dicendo.....ora basta....avete fatto della casa di Dio una spelonca di ladri!!
Benedetto, coraggio non sei solo.....!!! Fallo subito.

Luisa ha detto...

Scusate la mia ignoranza, ma seguendo le cose da lontano, sono leggermente sganciata dal plotone di testa.
Chi mi può fare i nomi delle "pessime nomine di Papa Benedetto" ? Chi sono questi vescovi?
Immagino...Ravasi (martiniano)...ma chi sono gli altri martiniani e salesiani?

Grazie !

brustef1 ha detto...

Giovanni XXIII aprì il Concilio Vaticano II stigmatizzando i "profeti di sventura". I casi sono due: o questi profeti hanno poteri soprannaturali e jettatorii al punto di aver influito sugli esiti non proprio positivi di quel Concilio, o avevano -ahimé- ragione e non vanno mai sottovalutati. Per quanto il tono dei loro avvertimenti possa risultare sgradevole alle nostre orecchie e alle nostre coscienze.

Eufemia Budicin ha detto...

Zizola che è progressista ma non fazioso (secondo me), ha scritto questo articolo sul Sole
Data 22-09-2007 Pagina 10

Chiesa e storia, Intervento deL cardinaL Bertone su Fatima, il Concilio e l’elezione d Benedetto XVI
«Disinnescare i rancori anti-Islam»
di Giancarlo Zizola
Un dibattito a Roma per l’uscita del libro del cardinale Tarcisio Berto ne sulla reale portata dei• ti” di Fatima ha permesso di confermare l’interesse di Papa Ratzinger a liberare la pietà popolare, così importante nel Cattolicesimo, da usi politici, da derive magiche e da deprimenti catastrofismi sulle visioni mariane.
L’intervento del segretario di Stato ha opposto una dura critica alle “farneticazioni’ di alcuni ‘fatimisti” in caccia di un presunto quarto segreto’ attribuito alla veggente Suor Lucia dos Santos, morta nel 2005, poco prima di Giovanni Paolo 11.11 libro, L’ultima veggente di Fa tima. I miei colloqui con suor Lucia — edito da Rizzoli e da Rai Eri in occasione del 900 anniversario della prima visione alla Cova de Iria, in Portogallo, avvenuta 1113 maggio 1917— Si apre con una presentazione di BenedettoXVl,il quale ricorda la decisione di Giovanni Paolo II di procedere nell’anno del Giubileo del 2000 alla pub blicazione dell’ultima parte del messag gio segreto trasmesso dalla Vergine ai tre pastorelli di Fatima.
Nella stessa circostanza Ratzinger aveva previsto «un senso di delusione» in coloro che bivaccavano sul segreto per insi stere sulla previsione di una devastante divisione nella Chiesa, anzi di un' apostasia planetaria» attribuita al Concilio Vaticano II e a Papa Giovanni XXIII.
Malgrado il chiarimento, un’orda me diatica ha gettato il dubbio sulla correttezza dell’operazione verità del Vaticano. Ai vari• ‘ orfani del segreto’ ha risposto Bertone con una severità inatte sa, fondandosi su una ricostruzione documentata della deposizione dell’ultima testimone, suor Lucia, da lui ascolta ta nel convento carmelitano di Coimbra in tre lunghi colloqui.
Il problema della «deplorevole puerilità» in cui molte anime pie usano distillare il senso religioso ai confini con la superstizione, come notava Simone Well, è lo stesso con cui si misura Benedetto XVI nella sua lotta all’eclisse della ragione, che gene ra anche un accesso superficiale alla fede.
Altri squarci non banali aperti dal segretario di Stato riguardano alcuni aspetti critici del pontificato di Wojtyla,in particolare la notizia che fu lui a volere la controversa dichiarazione Don1inus Jesus, dichia randola «conforme al mio pensiero», e l’elezione di Papa Ratzinger: «L’età non ha influito; c’erano dei precedenti. Ha in- fluito il ragionamento, la personalità che in quel momento poteva prendere il testimone di Giovanni Paolo 11».
Quanto alle priorità del pontifìcato, sono «un impulso alla nuova evangelizzazione, la coesione e unità interna della Chiesa, a cominciare dalla curia romana, il rapporto con la Cina, con l’Islam, i passi concreti da fare con gli ortodossi».
Netta l’opzione del dialogo inter-religioso, e l’enfasi sulla «tutela della dignità umana del musulmano credente». «Occorre disinnescare il rancore anti-islamico che cova in molti cuori, nonostante la messa a rischio della vita di tanti cristiani», sostiene il Cardinale.

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella, ho ricevuto oggi l'articolo di Socci e mi sono subito infuriata: francamente trovo molto esagerate certe espressioni. Stavo per mandargli una mail di disapprovazione perchè non credo che certe affermazioni facciano del bene alla Chiesa. Prima ho voluto controllare il tuo blog e come sempre sono rimasta piacevolmente sorpresa delle vostre riflessioni. Sì, credo anch'io che qualcosa di vero ci possa essere ma anche che abbia troppo risentimento specie verso Bertone che, personalmente, stimo alla grande. Non mi pare si possa anche solo lontanamente dire che il Papa non stia governando la Chiesa, che sia solo, che manchi (Lui, proprio Lui!!!) di coraggio, nè credo si possano citare fonti come Melloni; non credo neppure si possa impunemente affermare che in Vaticano i diritti della persona sono trascurati (scherziamo?). Comunque adesso vado a scrivergli...intanto Grazie a tutti, mi sento sempre in buona compagnia. Ciao.
Alby