2 luglio 2008

Avvenire quoque: "I lefebvriani dicono no alla mano tesa del Papa"


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I lefebvriani dicono no alla mano tesa del Papa

VATICANO. Nessuna intesa. Dopo l’intervento del superiore generale Bernard Fellay che aveva anticipato l’intenzione di non accettare le condizioni del Vaticano per il reintegro nella Chiesa cattolica della comunità scismatica San Pio X, ieri è stata diffusa dall’agenzia francofona I­media una nota in cui il movimento lefebvriano conferma l’impossibilità di una ricomposizione della frattura. Il riavvicinamento era stato auspicato da Benedetto XVI che si era dichiarato pronto a ritirare la scomunica, chiedendo però agli scismatici di accogliere i contenuti del Concilio Vaticano II.
Condizione che la comunità di San Pio X non ha accettato: «Queste condizioni – spiega la nota – sembrano mirare ad ottenere un clima favorevole per un ulteriore dialogo, piuttosto che degli impegni precisi». «Nessuna volontà di contrapposizione», ribadiscono i seguaci di Marcel Lefebvre che tuttavia auspicano «un dialogo a livello dottrinale che tenga conto di tutte le questioni che, se eluse, rischierebbero di rendere caduco uno statuto canonico stabilito con troppa fretta».

© Copyright Avvenire, 2 luglio 2008

Come giustamente fatto notare da Eufemia, il titolo non corrisponde al contenuto dell'articolo.
Come mai anche Avvenire sposa l'idea della rottura delle trattative? Mah...c'e' in effetti qualcosa che non quadra
.
La bussola su questo argomento resta l'agenzia Agi.
R.

3 commenti:

Paolo ha detto...

"...conferma l’impossibilità di una ricomposizione della frattura".

Troppo categorico e definitivo. Sembra che l'impossibilità sussisterà anche in futuro, per sempre.
Anche il contenuto dell'articolo travisa in parte lo spirito che traspare dalla dichiarazione di Fellay che, al contrario, ha confermato il desiderio di continuare il dialogo.
L'insistere sull'aggettivo "scismatico" è poi, come non ci si stancherà di ripetere, del tutto errato anche agli occhi della Santa Sede. Come ha ripetutamente dichiarato Castrillon Hoyos a partire dal noto pellegrinaggio giubilare della FSSPX nel 2000, Lefebvre ha compiuto un "atto scismatico" che di per sé non costituisce uno scisma vero e proprio ( vedi anche il MP di Giovanni Paolo II del 1988che sancì la scomunica). Per quanto Hoyos si esprima a livello personale, la sua azione è fortemente appoggiata dal Santo Padre. Allo stato attuale il rischio - certo non trascurabile - da parte della Fraternità è quello di sviluppare una forma mentis scismatica.
Anche "Avvenire" - e la cosa non sorprende - si allinea dunque allo schematismo approssimativo dei media. Non credo ci sia malafede; forse è solo frutto di disinformazione e sostanziale disinteresse per la questione, visto l'articolo, scritto a tirar via probabilmente da qualche oscuro redattore. Forse...

umberto ha detto...

avvenire è il giornale dei vescovi e chi si oppone al motu proprio?i vescovi!

Anonimo ha detto...

Ma che vergogna queste false norizie!, si vede che il ritorno dei lefevriani innervosisce tropo alla progresia eclesiastica.Alora signori male che vi sentite, i lefevriani non sono scismatici, no hanno negato nessun dogma per esserlo, e non hanno risposto no al Santo Padre, i contatti continuano. Bell servizio che fate alla Chiesa con questa desinformazione!E. Osodemo