1 luglio 2008

“Combattere la povertà, costruire la pace” è il tema scelto da Benedetto XVI per il suo prossimo Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2009


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“Combattere la povertà, costruire la pace” è il tema scelto da Benedetto XVI per il suo prossimo Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2009

Combattere la povertà, costruire la pace”, è il tema - reso noto oggi - scelto da Benedetto XVI per la prossima Giornata mondiale della Pace, del 1 gennaio 2009. Tema che vuole sollecitare “una risposta urgente” “alla grave questione della povertà, “non una mera fatalità”, né un fenomeno da ricondurre ai soli fattori tecnici o economici. Lo scandalo della povertà” – si legge in una nota esplicativa - manifesta “l'inadeguatezza degli attuali sistemi di convivenza umana nel promuovere la realizzazione del bene comune”. “La risposta va allora cercata – sollecita la nota - prima di tutto nella conversione del cuore dell'uomo al Dio della carità”. Roberta Gisotti ha intervistato don Albino Bizzotto, fondatore dell’Associazione “Beati i costruttori di pace”:

D. - Quando parliamo di povertà dobbiamo intenderla certo come problema materiale, ma ancor prima come problema morale e spirituale. Perché don Bizzotto, questa sottolineatura nella nota che accompagna il tema?

R. – Credo che il punto nodale sia se noi scegliamo le persone prima di tutto il resto o se ci sono altre cose che ci importano più delle persone. Non basta soltanto lavorare contro la povertà, ma credo sia determinante riconoscerci poveri e, in questo senso, allora, avere gli uni bisogno degli altri. Allora, le persone acquistano immediatamente importanza, dignità e siamo anche capaci di cose nuove, volendoci bene.

D. – Povertà e malnutrizione non sono una mera fatalità. Don Bizzotto, dalla sua esperienza, dove sono le maggiori manchevolezze?

R. – La prima manchevolezza, senza dare colpa a nessuno, è che ognuno di noi è cresciuto all’interno di un sistema dove noi siamo i privilegiati e gli altri devono soffrire, pagare, lavorare per i nostri privilegi. In questo tipo di mondo, chi deve cambiare di più non sono i poveri, ma siamo noi che siamo nel rango strutturale dei ricchi. E la seconda cosa è che la politica, e cioè l’organizzazione delle Nazioni e degli Stati, non debba ancora continuare ad impegnare energie, attività e risorse soltanto per una sicurezza fondata sulla forza e fondata sulle armi di distruzione, piuttosto che impegnare tutta la capacità umana, ma anche tecnica, a favore della vita e delle necessità quotidiane delle persone.

D. – A dire il vero, già da tempo, non solo in ambito ecclesiale, ma anche politico ed economico, si evidenzia lo stretto collegamento tra povertà e pace. Così, infatti, leggiamo in numerosi documenti delle Nazioni Unite. Ma dalle parole difficilmente si passa ai fatti...

R. – La nostra pace è fondata sulla forza e imposta con la forza: non è la pace. E questo è il dramma che stiamo vivendo e rovesciare l’ottica dei responsabili sia dell’economia come della politica verso un rispetto dei bisogni elementari delle persone credo sia la necessità più urgente che abbiamo. Tutti, oggi, siamo impegnati per le cose più elementari: l’acqua, l’aria, la terra, come luogo da dove vengono le cose per la vita di tutti quanti. Se continuiamo con la logica che fino a questo momento è stata quella che ha fatto prendere le decisioni più importanti, credo che non avremo futuro.

D. – Forse solo con una spinta dal basso di responsabilità individuali potremo muovere i vertici politici ed economici che decidono il futuro del pianeta...

R. – Io credo che il buono e il cattivo sia ovunque, alla base come al vertice. L’importante è che siamo determinati. E per noi cristiani quella scelta della povertà che è anche l’annuncio di una felicità, cioè la condivisione totale con tutti quanti, fino ad essere capaci di non aver paura per noi, ma condividere tutto, credo sia la felicità fondamento di tutta la storia del cristianesimo, ma fondamento anche della novità dell’annuncio cristiano.

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COMUNICATO: TEMA DELLA 42a GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2009)

TEMA DELLA 42a GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2009)

"Combattere la povertà, costruire la pace"

PRESENTAZIONE DEL TEMA

Il Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la celebrazione della 42a Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2009, sarà dedicato al tema: "Combattere la povertà, costruire la pace". Il tema scelto dal Santo Padre intende sottolineare la necessità di una risposta urgente della famiglia umana alla grave questione della povertà, intesa come problema materiale, ma prima di tutto morale e spirituale. Anche di recente, il Santo Padre ha denunciato lo scandalo della povertà nel mondo: «... come si può rimanere insensibili agli appelli di coloro che, nei diversi continenti, non riescono a nutrirsi a sufficienza per vivere? Povertà e malnutrizione non sono una mera fatalità, provocata da situazioni ambientali avverse o da disastrose calamità naturali … le considerazioni di carattere esclusivamente tecnico o economico non debbono prevalere sui doveri di giustizia verso quanti soffrono la fame» (Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI alla FAO del 2 giugno 2008). Lo scandalo della povertà manifesta l'inadeguatezza degli attuali sistemi di convivenza umana nel promuovere la realizzazione del bene comune (cfr Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 69). Ciò rende necessaria una riflessione sulle radici profonde della povertà materiale, quindi anche sulla miseria spirituale che rende l'uomo indifferente alle sofferenze del prossimo. La risposta va allora cercata prima di tutto nella conversione del cuore dell'uomo al Dio della carità (cfr Benedetto XVI, Lett. enc. Deus caritas est), per conquistare così la povertà di spirito secondo il Messaggio di salvezza annunciato da Gesù nel Discorso della Montagna: «Beati i poveri in Spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3).

Bollettino Ufficiale Santa Sede

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