6 ottobre 2008

A corto di argomenti, Politi se la prende con la mantellina e la stola del Papa, Vescovo di Roma e Primate d'Italia!


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Su segnalazione di Eufemia leggiamo questo "illuminante" articolo di Politi:

La Chiesa e lo Stato secondo Ratzinger

Fonte Marco Politi

Sereno nella sua mantellina rossa, papa Ratzinger è entrato al Quirinale ricordando che Stato e Chiesa sono destinati a cooperare per servire il «bene integrale della persona umana» e il pacifico sviluppo della convivenza sociale.
La Chiesa, sottolinea, non ha mire di potere. «Non vi è ragione di temere - garantisce - una prevaricazione ai danni della libertà da parte della Chiesa e dei suoi membri».
Tuttavia, rimarca, la Chiesa e i suoi membri «si attendono che venga loro riconosciuta la libertà di non tradire la propria coscienza illuminata dal Vangelo».
Non è una frase senza implicazioni. E´ un domandare implicito che lo Stato accetti il vincolo dei cattolici ai principi non negoziabili. In realtà, mentre la Costituzione repubblicana garantisce piena libertà ai parlamentari di agire senza vincoli di mandato, è un documento del cardinale Ratzinger, già prefetto dell´ex Sant´Uffizio, a negare ai cattolici impegnati in politica di far valere la libertà di coscienza quando si tratta di materie irrinunciabili.

C´è molta raffinatezza e sottigliezza nella seconda visita di Benedetto XVI al palazzo presidenziale. Rispetto ai tempi di Ciampi il pontefice non viene per chiedere. Non avanza richieste, come nel 2005, su finanziamenti alle scuole, freni alle unioni civili, tutela della vita. Ratzinger arriva per rafforzare la strategia vaticana. Riaffermare solennemente il diritto alla «dimensione pubblica della religione e quindi la possibilità dei credenti di fare la loro parte nella costruzione dell´ordine sociale». Il nocciolo (poiché i cattolici italiani da cinquant´anni sono liberi di fare politica come vogliono) sta nel sancire il ruolo pubblico-politico della Chiesa.

C´è molto, nel suo discorso, del dibattito lanciato da Sarkozy in merito alla «laicità positiva». Ma tra lo scenario del Quirinale e quello dell´Eliseo, dove il pontefice è stato il 12 settembre, si avvertono differenze. All´Eliseo Ratzinger ammette che il contributo al bene comune della Chiesa cattolica avviene «con altre istanze». Al Quirinale questa molteplicità svanisce. A Parigi Sarkozy ricorda esplicitamente che altrettanto impegnati sono atei ed agnostici, al Qurinale il termine pluralismo è assente dal discorso presidenziale. Quasi che l´Italia fosse tutta modellata sull´ascolto del magistero cattolico.

C´è anche sottigliezza nell´abbigliamento papale. Come capo di stato il pontefice si presenta nella tonaca bianca o, al massimo, con la mantellina rossa. Al Quirinale Benedetto XVI arriva, aggiungendo sulla tonaca una cotta ricamata e la stola. Paramenti di sapore liturgico, quasi a evocare il suo ruolo di Pastore, di primate d´Italia, di chi detiene anche una potestà religiosa.
La forza tranquilla di papa Ratzinger, il suo volare alto, nasce dalla consapevolezza di un governo totalmente allineato sulle posizioni della Chiesa nelle questioni civili, su cui ci fu lo scontro con Prodi. La stretta di mano a novanta gradi del premier Berlusconi vale cento spot.
Così Benedetto XVI - nell´elogio di san Francesco e di un´Italia «nutrita» da venti secoli di cristianesimo - può delineare la sua visione programmatica. La Questione romana è sepolta. Italia e Vaticano collaborano fruttuosamente. Priorità della Chiesa è l´annuncio del Vangelo e la costruzione di una società fondata su verità, libertà, rispetto della vita e della dignità umana, giustizia e libertà sociale.
Nella crisi che sta travagliando il Paese, in «questi momenti di momenti di incertezza economica e sociale», la Chiesa offre il suo aiuto. Pronta a cooperare, chiedendo attenzione verso i poveri, gli emarginati, i giovani in cerca di occupazione, i disoccupati, le famiglie e gli anziani.
Il tono è pacato, si sente l´influsso della linea del nuovo presidente della Cei Bagnasco in modo speciale nella sottolineatura dell´urgenza di un grande sforzo educativo per istruire le giovani generazioni alla legalità e alla solidarietà.
Chiesa, parrocchie, movimenti e associazioni cattolici - soggiunge il pontefice - si impegnano a formare nuovi «cittadini responsabili e impegnati nella vita civile». Non sfugge agli osservatori che Benedetto XVI cita due volte Pio XII, quasi a sancire che per la Santa Sede qualsiasi critica è considerata superata.
Nella Sala Napoleonica dove si incontrano le delegazioni delle due parti l´atmosfera è festosa. C´è un gran parterre. Berlusconi e Bertone, i ministri Frattini, Bossi e Maroni. I cardinali Bagnasco, Vallini e Lajolo e il ministro degli Esteri vaticano Mamberti. Dietro le quinte le personalità vaticane ribadiscono le loro preoccupazioni: respingere le ventate di razzismo, umanità nel trattare gli immigrati, riforma della scuola, aiuti fiscali alle famiglie.

© Copyright Repubblica, 5 ottobre 2008 consultabile online anche qui.

Leggo:

In realtà, mentre la Costituzione repubblicana garantisce piena libertà ai parlamentari di agire senza vincoli di mandato, è un documento del cardinale Ratzinger, già prefetto dell´ex Sant´Uffizio, a negare ai cattolici impegnati in politica di far valere la libertà di coscienza quando si tratta di materie irrinunciabili.

Ciascuno risponde alla propria coscienza, caro Politi!
Se io voto un politico perche' cattolico esigo che compia le proprie scelte in Parlamento non lasciando la sua fede fuori dal portone di Montecitorio o di Palazzo Madama.
Questa e' la democrazia!

La liberta' di coscienza e' fare tutto cio' che si vuole? Non mi pare: la vera liberta' e' scegliere, se credenti, Cristo!

Quasi che l´Italia fosse tutta modellata sull´ascolto del magistero cattolico.

La maggioranza degli Italiani e' cattolica ed e' la Chiesa che spesso sostituisce lo Stato nella cura dei poveri e degli emarginati.

C´è anche sottigliezza nell´abbigliamento papale. Come capo di stato il pontefice si presenta nella tonaca bianca o, al massimo, con la mantellina rossa. Al Quirinale Benedetto XVI arriva, aggiungendo sulla tonaca una cotta ricamata e la stola. Paramenti di sapore liturgico, quasi a evocare il suo ruolo di Pastore, di primate d´Italia, di chi detiene anche una potestà religiosa.

Benedetto XVI e' il vescovo di Roma (non il vescovo di Parigi), e' il Primate d'Italia (non il Primate di Francia) ed e' quindi del tutto logico e naturale che si presenti con la mantellina rossa e la stola.
Andare a sindacare l'abbigliamento del Papa mi pare un tantino fuori luogo, caro Politi! Siamo a corto di argomenti?
Ricordo che anche nella visita precedente, con il Presidente Ciampi, Benedetto XVI ando' al Quirinale con lo stesso abbigliamento. La prova? Basta vedere la foto di questo post.
Non solo: TUTTI I PAPI, TUTTI, hanno indossato mantellina e stola andando in visita al Quirinale!
Raiuno ha mandato in onda sabato immagini di repertorio delle precedenti visite dei Papi (plurale) ai Presidenti della Repubblica italiana e l'abbigliamento era identico a quello di Papa Ratzinger.
Mi spiega, caro Politi, perche' se la prende solo con Benedetto XVI?
Inizio a pensare che vi sia antipatia personale
.
Raffaella

Vedi anche:

Visita del Papa al Quirinale, Rosso "malpela" Politi e le strane furbizie di Repubblica

7 commenti:

Carla ha detto...

Buon giornop a voi. Ogni volta ci ripromettiamo di ignorare questi insulsi pezzi indegni di essere annovarati nella categoria del giornalismo. Tutavia, vorrei riallacciarmi alla questione, sottolineata da Raffaella, dei parlamentari cattolici, eletti soprattutto da elettori cattolici. Questi ultimi, giustamente, si aspettano da loro scelte all'altezza, per così dire, della loro Fede. E' del tutto ovvio che se costoro, in nome della cosidddetta "libertà di coscienza" intesa come il proprio Io misura di tutto (e quindi in contrasto con la visione cristiana) compiono scelte ed atti contrari ai principi della Fede stessa (esempio a caso, Rosy Bindi che presenta il progetto di legge sui DICO) la conseguenza più naturale sarà la "sanzione " che l'elettore cattolico infliggerà loro semplicemente non rieleggendoli alle successive elezioni. Sperando, ovviamente, che nella legislatura in corso, alla fine, "non facciano troppi danni". Carla

Luisa ha detto...

Hai praticamente già detto tutto quello che c`era da dire, e siamo ancora generosi a stare qui a prendere tempo per commentare Politi .
Comunque:

"Tuttavia, rimarca, la Chiesa e i suoi membri «si attendono che venga loro riconosciuta la libertà di non tradire la propria coscienza illuminata dal Vangelo».
Non è una frase senza implicazioni. E´ un domandare implicito che lo Stato accetti il vincolo dei cattolici ai principi non negoziabili."

La libertà di coscienza dei cattolici si trasforma a contatto di Politi in un vincolo. Ha capito proprio tutto!

In seguito:

"Paramenti di sapore liturgico, quasi a evocare il suo ruolo di Pastore, di primate d´Italia, di chi detiene anche una potestà religiosa".

Quasi? Evocare?
O quando l`antipatia personale e,o l`ideologia fanno perdere il buon senso.

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella,
invece stamattina nel suo articolo sulla maratona bibblica è tutto un cuoricino (beh, quasi):
"... Joseph Ratzinger ha iniziato con intensita è umiltà, quasi fosse un giovane prete alla prima messa ..."
Ti auguro una felice settimana.
Alessia

brustef1 ha detto...

Ho notato che Napolitano indossava mocassini neri e non scarpe classiche da abito scuro: una provocazione e un chiaro indizio della sua volontà di attribuirsi dignità papale, dato che, com'è noto, il papa non porta scarpe coi lacci

gemma ha detto...

non capisco perchè Politi debba sempre buttarla in poltica. Per quanto riguarda la coscienza, credo che tutti la seguano, non solo i cattolici e in tema di etica tutti abbiamo convincimenti invalicabili oltre i quali non c'è legislazione o dettame di partito che tenga, indipendentemente dalla fede religiosa.
Forse si dovrebbe smetterla di considerare gli italaiani una massa di pecoroni solo perchè la maggioranza nel nostro paese, indipendentemente dalla frequentazione ecclesiastica e dai politici cattolici che siedono in Parlamento , ha un sentire diverso da quello olandese. Non capisco perchè sia scontato che valori come il rispetto, l'accoglienza, la tolleranza possano essere comuni a cattolici e non, mentre un certo orientamento sui principi etici debba essere solo roba da papisti. Ci si abitui alla discussione anche con chi la pensa in maniera diversa rispetto al suo tempo, come Ferrara o la Scaraffia, senza tappargli la bocca col lancio di uova e pomodori o con lo sdegno intellettuale collettivo. C'è sempre qualcuno ad un certo punto della storia che la pensa in maniera diversa, e deve avere il diritto di dirlo. E molti di noi oggi, credenti e non, si interrogano più del passato su tutto ciò che riguarda la vita e i suoi misteri (che forse in parte vorremmo che restassero tali) e le risposte su questi temi non possono essere omologate e scontate per tutti, nè tantomeno decise da una Unione Europea che finora ha dimostrato di essere tale solo in senso economico.

euge ha detto...

Non voglio far sfoggio di " sapienza" ne ho già letta tanta in quest'articolo.......:-)))))! Vorrei innanzitutto ricordare che il termine mantellina visto che Politi è molto più attento all'abbigliamento che al vero significato delle parole di Benedetto XVI, non è il termine esatto! Visto che il Papa indossava la mozzetta rossa e la stola. Come ha sottolineato Raffaella poi, tutti i Papi basta che il buon Politi cerchi negli archivi fotografici, in presenza od in visita ad alte personalità di qulunque stato, sono abbigliati in questo modo. Passando ad argomenti un tantino più seri, perchè questo è di una banalità senza precedenti e parlando di ciò che ha detto il Papa, non vedo nessuna implicazione politica in quanto, non solo ha ribadito per l'ennesima volta che la chiesa non vuole prevaricare nessuno, ma ha chiesto che ai suoi membri "venga riconosciuta la libertà di non tradire la propria coscienza illuminata dal Vangelo»"; mi chiedo che cosa c'è di tanto terribile in questa frase che debba scutere nelle fondamenta l'animo di Politi. Se non sono i ministri della chiesa ad agire secondo la propria coscienza illuminata dal vangelo mi dice per favore chi deve farlo? Anzi, anche noi come cattolici dovremmo farlo solo che molte volte o per vigliaccheria o per scomodità personale, lo dimentichiamo.
Questo è un articolo che manifesta soltanto una antipatia personale che Politi manifesta e continua a manifestare di continuo contro Sua Santità e la cosa più grave è che lo fà dalle colonne di un giornale. D'accordo sappianmo cosa pensano al giornale " La Repubblica" del Papa ma questo è veramente troppo.
Caro Politi, forse lei dimentica che il Papa per chi è cattolico è il Vicario di Cristo e quindi Pastore della Chiesa universale nonchè Vescovo di Roma.
Veramente quando non si sà più cosa scrivere, ci si aggrappa a tutto persino all'abbigliamento.

euge ha detto...

Vorrei fare ancora una precisazione:

Anche i predecessori di Benedetto XVI sono stati Vicario di Cristo, Pastore della Chiesa universale e Vescovo di Roma.......... perchè solo ora Politi prova tanto risetimento verso quste cariche che da tempo immemorabile i Papi hanno sempre ricoperto?
vuole che la dia io la risposta?........ suvvia sò che già la conosce e la conosce molto bene!