29 dicembre 2007

Annunciazione, Natività e adorazione dei Magi secondo gli antichi cristiani (Osservatore Romano)


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Annunciazione, Natività e adorazione dei Magi secondo gli antichi cristiani

Gesù nasce nelle catacombe di Priscilla

Fabrizio Bisconti

Tra il II e il III secolo, nelle gallerie di una miniera abbandonata e nei cunicoli idraulici di una villa rustica situata al III miglio della via Salaria nuova, sotto all'attuale Villa Ada, i cristiani della comunità romana iniziarono a seppellire i fratelli di fede, utilizzando questi ambulacri, che si sviluppavano nel praedium della nobildonna Priscilla, appartenente alla famiglia degli Acilii.
Questo primo nucleo catacombale si sviluppò sino ad ospitare migliaia di sepolture, organizzandosi in due piani ancora perfettamente conservati.
Qui furono sepolti alcuni martiri - tra i quali possiamo ricordare Felice e Filippo, due dei sette figli di Felicita, uccisi durante la persecuzione di Valeriano - e qui fu tumulato il corpo di Papa Silvestro, contemporaneo di Costantino, nel sopratterra della catacomba, dove sorse una basilica in suo onore.

Nel primo piano delle catacombe di Priscilla - oggi amorevolmente custodite dalle suore benedettine - si incontrano, tra le altre, alcune antiche pitture risalenti ad un periodo che va dal 230 e il 260, che rievocano i momenti salienti della nascita di Gesù, a cominciare dall'episodio dell'Annunciazione, affrescato nella volta dell'omonimo cubicolo, che risale agli anni centrali del III secolo. La scena rappresenta il nucleo centrale di un programma decorativo, che comporta la presenza di scene neo e veterotestamentarie, ossia la resurrezione di Lazzaro, il buon pastore, il ciclo di Giona. La scena, ispirata al Vangelo di Luca (I, 26-38), rappresenta in maniera assai sintetica l'incontro e il dialogo tra Maria e l'angelo: la Vergine è seduta su un seggio dinanzi al messaggero, ancora privo di ali, secondo la tipologia iconografica più antica, mentre solleva il braccio, per indicare l'atto dell'adlocutio e dunque dell'annuncio.

Nella stessa area, segnatamente nell'arenario della catacomba di Priscilla, in un nicchione precedentemente decorato in stucco con l'immagine del buon pastore, tra il 230 e il 240 venne rappresentata ad affresco la più antica immagine della Natività.

La semplice scena comprende Maria, che tiene tra le braccia il Bambino, il quale si volge verso un personaggio in tunica e pallio, che indica una stella. Tale personaggio può essere identificato con Balaam, in riferimento a Numeri 24, 17: "Una stella spunterà da Giacobbe"; oppure con Michea (5, 1-4) "E tu, Betlemme di Efrate, così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele". La pittura propone una semplice, ma suggestiva risposta ai dubbi di tipo cristologico, che si stavano affacciando nel dibattito del III secolo, dimostrando la coesione delle due economie testamentarie per mezzo di Gesù e della sua incarnazione.
A poche centinaia di metri, nella cosiddetta cappella greca, tra molte altre scene ispirate al Vecchio e al Nuovo Testamento, compare una delle prime rappresentazioni dell'Epifania, che traduce in figura, intorno al 260, il brano del Vangelo di Matteo (2, 1-12). L'affresco rappresenta i tre re, vestiti all'orientale, che recano doni al Bambino, sostenuto dalla Vergine seduta in trono.
Le tre pitture delle catacombe di Priscilla, per la loro antichità, costituiscono la testimonianza più precoce di un repertorio ispirato alla nascita di Gesù, secondo l'immaginario diffuso presso la comunità di Roma nel corso del III secolo, quando i fratelli di fede trovano la coscienza per strutturarsi ed affrontare le dure prove delle persecuzioni di Decio e di Valeriano. Nelle catacombe di Priscilla, in questo frangente così delicato, i pittori continuano a rievocare, con estrema semplicità, gli episodi salienti della vita di Gesù, considerandone l'accezione soterica e teofanica, nell'ambito di una visione salvifica che vede il Vecchio e il Nuovo Testamento interagire, nelle forme della prefigurazione e dell'annuncio messianico.
È suggestivo rintracciare nelle gallerie dei cimiteri cristiani delle origini i segni, gli episodi di una fede, che pone il Cristo al centro di un repertorio iconografico che crescerà e si arricchirà di accezioni e sfumature con il trascorrere dei secoli.
Il pellegrino, che giungerà a Priscilla in questi giorni, potrà vedere con gli occhi dei cristiani della prima ora gli episodi relativi all'infantia Salvatoris, collocandoli nel grande piano della nuova evangelizzazione, che connota l'avvio del nuovo millennio.

(©L'Osservatore Romano - 29 dicembre 2007)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Cari amici del blog, io stanotte parto per un viaggio con amici in Germania, quindi non parteciperò ad uno scambio di auguri con voi l'1 gennaio, ci sentiremo nei giorni successivi... Per ora a tutti di cuore auguro un 2008 felice e pieno di speranza! Marco

Raffaella ha detto...

Tantissimi auguri, caro Marco...e grazie di tutto!!!
Buon 2008 :-))