24 aprile 2008

Benedetto «americano», un altro Papa. Riflessione: che cosa fanno i nostri vescovi e sacerdoti per far conoscere il Papa ed il Magistero ai fedeli?


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Prendo spunto da un articolo di Gian Franco Svidercoschi per "Il Tempo" (grazie ad Eufemia per la preziosa segnalazione) per fare una riflessione piu' ampia sul ruolo di vescovi e sacerdoti nella diffusione del pensiero di Benedetto XVI.
Leggiamo l'articolo di Svidercoschi e poi commentiamo
.
R.

Il punto di GIAN FRANCO SVIDERCOSCHI

Benedetto «americano», un altro Papa

Ma il Benedetto «americano» è proprio lo stesso Benedetto "vaticano"?

Il Papa che in America ha manifestato ripetutamente la sua angoscia per la mostruosa vicenda dei preti pedofili, e ha voluto pregare con le loro vittime; il Papa che ha impostato il discorso della costruzione di un nuovo ordine internazionale sul rispetto imprescindibile dei diritti umani; il Papa che si è tuffato nell'abbraccio della folla, andando a poggiare la fronte su quella di una ragazza nera, con un gesto di grande paternità ma anche di grande intimità; il Papa che si è presentato al Ground Zero in atteggiamento di profonda umiltà e pietà; ebbene, è lo stesso Papa che sembra talvolta essersi chiuso in Vaticano, al riparo delle sue certezze; il Papa che mostra più di un timore verso la società moderna; il Papa che mette i puntini sulle i della liturgia, dell'evangelizzazione, della morale, delle relazioni con gli ebrei e l'islam?
Sarà domanda ingenua, o forse banale, o forse provocatoria. E tuttavia, è una domanda che molti, consciamente o no, si saranno posti in questi giorni. E alla quale, perciò, si deve tentare di rispondere.

Una prima spiegazione risiede nel fatto che Benedetto XVI, per il suo carattere, per la sua formazione umana e religiosa, quando è lontano dai palazzi vaticani si sente più a suo agio, più quello che vorrebbe essere. Insomma, più libero dai condizionamenti propri del ruolo che occupa, della vita che deve trascorrere nella Curia romana.

C'è poi da tener conto del Paese che ha appena visitato. Papa Ratzinger non ha nascosto la sua ammirazione nei confronti dell'America. In quella nazione, in quella democrazia, a parte gli indiscutibili lati oscuri, vede il paradigma di una autentica libertà religiosa, appunto perché sanzionata da un sano concetto di laicità. Dunque, da un giusto equilibrio fra Stato e Chiesa. E, andando alle radici, da un buon rapporto tra ragione e fede. Tra la libertà dell'uomo e l'azione del Creatore.

Una terza spiegazione è più problematica. C'è da chiedersi quale sia l'immagine di Benedetto XVI che "passa" nell'opinione pubblica? È reale, o non risente dell'insufficiente rappresentazione che ne danno le fonti vaticane e, più ancora, delle deformazioni di cui la caricano, per la loro superficialità, non pochi media?

Che alcune decisioni di questo Papa sollevino perplessità e interrogativi, non si può negare.

Ma neppure si può negare come, a cominciare dalle stesse parrocchie, si conosca poco il suo magistero, il suo continuo sforzo di proclamare e salvaguardare la verità di Dio e la verità sull'uomo. E allora, come fare perché il Benedetto "americano" e il Benedetto "vaticano" coincidano? E perché la Chiesa cattolica sappia coniugare, in maniera più trasparente, misericordia e fedeltà al Vangelo?

© Copyright Il Tempo, 23 aprile 2008 consultabile online anche qui.

Non sono completamente d'accordo con Svidercoschi perche' non esistono "due Benedetto", ma uno solo e chi conosce e segue da vicino il Papa sa perfettamente che egli e' sempre stato come si e' visto negli Usa.
Corcordo con la superficialita' dei media: e' stato "divertente" vedere in questi giorni tanti notabili cadere dal pero come se Benedetto XVI si fosse trasformato.
Certo! E' piu' facile scrivere che e' Papa Ratzinger ad essere cambiato piuttosto che ammettere di avere preso una serie di cantonate in questi tre anni.
Ma ora vorrei soffermarmi su un altro punto.
Molti vescovi americani hanno affermato, all'inizio del viaggio, che gli Americani sapevano poco di Benedetto XVI ed avevano di lui un'idea distorta.
Come sapete, queste frasi mi hanno irritato. Allora non ho scritto nulla, ma ora e' tempo di togliermi il sassolino dalla scarpa: il Papa non e' conosciuto? E di chi e' la colpa? Dei media che enfatizzano un certo aspetto del Magistero? Certamente, ma non solo...
Parliamoci chiaro: il compito di far conoscere il Papa ed il suo Magistero ai fedeli spetta innanzitutto ai vescovi ed ai sacerdoti.
Va benissimo prendersela con i media, ma i membri della Chiesa possono dire di avere la coscienza pulita? Possono affermare di avere fatto tutto il possibile per presentare il Papa reale e non il Papa "di carta stampata"?
Questo non vale solo per gli Usa ma per tutto il mondo.
In Italia siamo fortunati perche' abbiamo il Papa "in casa" e parla la nostra lingua, ma gli altri Paesi?
Posso portare la mia esperienza personale: in tre anni di Pontificato ho sentito parlare pochissimo di Papa Benedetto.
I sacerdoti delle chiese che frequento non hanno mai detto una parola sul libro "Gesu' di Nazaret", nessun commento sulle encicliche, nemmen mezzo cenno ai messaggi, non un invito a leggere i testi del Magistero.
Forse e' ora di cambiare atteggiamento visto che e' evidente che il Papa presentato dai media e non presentato da vescovi e sacerdoti e' molto diverso da Benedetto XVI in carne ed ossa.
Sembra quasi che, citando il Papa, i sacerdoti abbiano paura di perdere la propria "autonomia". Coraggio: si puo' fare di piu'!

R.

14 commenti:

mariateresa ha detto...

cara amica, tu hai ragione, ma devo fare anche un'altra considerazione.
Sacerdoti e vescovi non hanno mai veicolato nemmeno il magistero di GPII, si è sempre rimasti sulla superfice, poco e niente sulle encicliche, sui documenti. Non c'è l'abitudine a fare questo. Da parte mia, mi è capitato più volte di sentire parlare di papa Benedetto a messa soprattutto in occasione dei viaggi difficili, Turchia, questo in America e anche in occasione della prima enciclica o dell'agora di Loreto . Ma anche qui si è rimasti a un livello superficiale o di solidarietà umana o di chiacchere. A dirla tutta spesso le omelie non commentano in modo adeguato nemmeno le letture del giorno. Quindi c'è bisogno di un bel salto culturale e pastorale. Questo è il mio parere. La cosa appare più grave in questo pontificato perchè si affianca alle melense performances dei media, o alle cattiverie che abbiamo dovuto sorbirci, se volete. Ma c'è un problema più generale, secondo me che aggrava una certa "ignoranza" dei fedeli sulla fede, sul Vangelo e sulle cose di Chiesa.
Quanto a questo articolo, il papa è sempre lo stesso e la domanda è retorica.Sono i nostri media che hanno seri problemi di correttezza anche se non vogliono sentirselo dire. E infine un'altra cosa che ho letto in un articolo di Allen e che condivido: ascoltare papa Benedetto non è un brustullo, è profondo, denso, richiede attenzione, insomma, bisogna "volerlo ascoltare". Teniamolo presente.
E' un grande dono che ci è stato dato. Non si presta a essere banalizzato.
Notate che quando esce un'enciclica i giornali rimangono per un po' di giorni come ismiti , a parte delle ovvietà generali, e si aspetta, per commenti seri, che passi un po' di tempo (quando poi intervengono i soliti soloni).
Ma in prima battuta, rimangono tutti un po' ismiti.

Raffaella ha detto...

Ciao Mariateresa, confermo: mai sentito parlare nemmeno dei documenti di Giovanni Paolo II.
Nel caso di Benedetto la cosa e' ancora piu' grave perche' i media, in gran parte, gli sono contro.
Occorre, dunque, un salto di qualita' culturale e pastorale.
Come fedeli possiamo dare la nostra testimonianza.

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella, i media si sono comportati nello stesso modo con GP II. Il loro atteggiamento è parzialmente mutato con la sua malattia e con la condanna della guerra in Iraq che lo ha fatto diventare una specie di Papa no global, una caricatura insomma. Come hai potuto notare, appena se ne presenta l'occasione, tentano di fare lo stesso con Papa Benedetto, ricorderai le parole contro il precariato, le preoccupazioni sul clima, la globalizzazione, ecc. che hanno sollevato gli osanna di pagliacci vari. In Italia, più che altrove c'è la tendenza a strumentalizzare Papa e Chiesa e quando non lo si può fare li si attacca. Quanto all'articolo di Svidercoschi, l'ho letto ieri e non mi è piaciuto più per quello che non ha detto, ma che era sottinteso e che a mio avviso dimostra pregiudizio, che per quello che ha detto.
Ciao e buona giornata
Alessia

Raffaella ha detto...

Ciao Alessia, vedremo quanto durera' la "luna di miele" americana.
Ho usato l'articolo di Svidercoschi come "gancio", ma in effetti non mi entusiasma per niente...
R.

euge ha detto...

Carissime toccate una nota non solo dolente di più!!!!!! Come avete fatto notere nei vostri post, neanche il magistero di Papa Giovanni Paolo II è stato correttamente veicolato da parte di sacerdoti e vescovi; infatti, come ho scritto per altre occasioni, passava solo un aspetto del suo pontificato quello che faceva più comodo in quel momento ma, di certo non passavano i concetti sulla sacralità e la difesa della vita, della famiglia del matrimonio i famosi valori non negoziabili, che vengono altrettanto difesi dall'attuale Pontefice. Ora, con Benedetto XVI la cosa è ancora più evidente e plateale certo, io posso parlare per la mia esperienza vissuta sulla mia pelle e limitata alla messa domenicale. Mai, un cenno ad un documento papale, mai una parola un commento una spiegazione ad una enciclica niente di niente! Solo sere fa durante l'omelia della messa delle 18,00 il celebrante, ha fatto riferimento alla Dominus Jesus avrei voluto fargli un applauso. E' vergognoso come il magistero di Benedetto XVI venga ignorato non solo dai sacerdoti il mio caso, credo, si senza rimedio ma, addirittura dai vescovi responsabili per zona!
Onestamente, io non sono solo dispiaciuta ma sono stufa ed indispettita da questo modo di trattare il magistero di Benedetto XVI. Altra nota dolente sempre nel corso di una omelia, da un prossimo sacerdote, infatti il giovane verrà ordinato tale proprio domenica prossima e proprio da Benedetto XVI, ho sentito dire che la chiesa non è solo il Papa, la chiesa siamo noi.
Ora è vero che la chiesa è formata anche da noi, ma, forse qualcuno dovrebbe spiegare a questo futuro sacerdote ( poveri noi ), che il Papa è il Vicario di Cristo e che forse un minimo di considerazione e di rispetto lo merita soprattutto, per quanto riguarda, il suo magistero ed i suoi insegnamenti. Credetemi, se vi dico che molte volte ho pensato di andare a messa in un'altra chiesa se fosse che la mia parrocchia è stata dedicata da Sua Santità proprio nel Dicembre 2006 a questo punto potrei dire immeritatamente se questa è la considerazione che ha del Papa, il vescono competente per zona, il mio parroco e tutti coloro che in quella parrocchia operano.

Luisa ha detto...

Care amiche e amici, confermo ,innanzitutto che questo articolo di Svidercoschi non mi è piaciuto, in secondo luogo qui a Ginevra, mai, dico mai sento parlare del Papa durante la Santa Messa, non una parola sul Motu Proprio, non una sulle sue encicliche, al momento delle preghiere mai ,salvo in una parrocchia tenuta dai "Frères de Saint Jean", mai si prega per il Papa, insomma il Papa è un grande sconosciuto ,o meglio è conosciuto attraverso l`immagine pietosa che ne danno i media.Mai il Vescovo interviene per rettificare i diversi articoli offensivi, mai !
Hai ragione Raffaella,sono i sacerdoti, i vescovi che dovrebbero diffondere il messaggio del Papa, purtroppo in troppi sono più preoccupati a diffondere il LORO messaggio, sorta di magistero parallello !
È anche per questo o forse anche a causa di questo che tanti siti e blog si sono creati per suppleire a questa mancanza!

Anonimo ha detto...

Svidercoschi è wojtyliano.
prendete spunto ma tenetelo presente.

Luisa ha detto...

Svidercoschi woytiliano...sì quello me ne ero accorta, ma definire un cattolico in funzione di un Papa ancor più se deceduto mi sembra bizarro, che cosa vuol dire? Che si è fermato a Woytila? berlusconiano, rutelliano, prodiano,veltroniani..ok...ma un Papa, non detta una sua linea ,dottrina personale, ma ci guida in virtù dello Spirito Santo,ci rivolge a Cristo, fedele alla dottrina della fede cattolica.
Che ci si possa sentire più o meno vicino alla personalità di un Papa lo posso capire, ma di nuovo mettere un`etichetta per rinchiudere, dividere, creare confusioni, mi irrita....noi qui, in virtù di questo etichetaggio,
saremmo in maggioranza ratzingeriani!

Carla ha detto...

Quando Svidercoschi dice che Papa Benedetto si troverebbe più a suo agio i contesti esterni alla curia, non ha tutti i torti. Certo, lui è stato per 23 anni Cardinale di curia, ma è ragionavole pensare che, nononstante alcuni avvicendamneti di prelati, ci siano persone e "correnti" non perecisamente in pieno accordo con la linea dell'attuale Pontificato. Quanto alla insufficiente diffusione del pensiero di Papa Benedetto nelle parrocchie, sono pienamente d'accordo con Eugenia. Pur non essendo molto addentro a molte questioni sulle condizioni della Chiesa di oggi, mi sentirei di azzardare timidamente che forse tale situazione è dovuta ad almeno due fattori:la formazione teologica dei sacerdoti probabimente non sempre all'altezza, e forse anche qualche lacuna "pastorale", ad esempio giustissimo il ruolo dei laici nella Chiesa , ma il proliferare, negli ultimi anni, dei vari movimenti, in parallello, avrebbe richiesto, per evitare il caos, un rafforzamento del ruolo e dell'autorità dei sacerdoti nell'esercizio della guida pastorale, senza "abdicazioni" al ruolo. Che ne pensate? Buona giornata Carla

Anonimo ha detto...

Tra l'altro Svidercoschi è di origine polacca, ha seguito il Vaticano II ed è stato biografo e amico personale di Papa Wojtyla.
Per quanto mi concerne l'etichetta di ratzingeriana non può che rendermi felice perchè tale sono.
Alessia

mariateresa ha detto...

s', woytiliani, montiniani, ratzingeriani , a me suona quasi blasfemo, mi fa venire i brividi.
Del resto problemi del genere erano segnalati dall'apostolo Paolo nelle prime comunità cristine, vi ricordate "Siamo tutti di Cristo, ricordava lui". E' facile per alcuni scivolare in queste tifoserie troppo umane che non hanno nulla ache vedere con la fede.
cara Euge, guardiamo sempre il bicchiere mezzo pieno. Questo giovane futuro sacerdote ha scelto di entrare , e con altri domenica prossima, in una nuova difficile avventura: se è difficile essere credenti oggi, figurati essere sacerdoti.
Forse è preso dall'entusiasmo degli inizi e , forse, con il tempo e la maturità potrà trovare parole più felici. Certo siamo tutti Chiesa, anche lui, anche noi, anche il papa. Prendiamo quello che c'è di buono.
Per chiudere in bellezza, voglio dirvi che tempo fa, in una chiesa dove vado saltuariamente, l'omelia è stata inecentrata sulla prima enciclica di papa Bendetto. Il sacerdote è anche un teologo di qualche spessore ed è stato per me un grande piacere ascoltarlo. Piccolo problema.la messa era quella delle nove di un giorno di inverno e il pubblico aveva un'età media decisamente alta. Ho visto diversi vecchietti ascoltare affascinati, ma perplessi assai nelle espressioni del viso. Mia figlia era con me e si divertiva a guardare le loro facce sbalordite. Insomma non si è creato un cenacolo culturale ma è stata una sorpresa piacevole.

Anonimo ha detto...

In fondo non possiamo non dirci tutti pacelliani, roncalliani, montiniani, wojtylani, ratzingeriani riferendoci al magistrero di questi papi e al patrimonio di fede e cultura che con i loro atti e documenti ci trasmettono. Sbagliata, contestabile e blasfema, come dice Mariateresa, è l'accezione politica che si tende a dare a queste etichette.
Alessia

euge ha detto...

Cara mariateresa, hai ragione quando parli di brividi!!!!!!! In effetti, ci si sente marchiati come se facessimo parte di correnti politiche diverse..... questo sgradevole ed improprio accostamento, dovrebbe essere evitato ma, siccome pare che ormai è diventata una abitudine, io condivido anche ciò che afferma Alessia..... sentirmi dare della Ratzingheriana, non può che farmi piacere perchè è stata una mia scelta e perchè ho trovato in Benedetto XVI, la guida spirituale che probabilmente aspettavo inutilmente da anni!

Anonimo ha detto...

Questo articolo di Svidercoshi dimostra bene come si creano i miti e luoghi comuni. Certo che quando il Papa fa una visita pastorale come quela negli Stati Uniti lui si comportera in modo un po diverso cioe piu aperto /nello stesso modo lui si e comportato anche in Brasile,Loreto etc e non so come Svidercoshi non lo aveva visto alora/ di quelo quando e in Vaticano e sopra tutto durante cerimonie officiali. Ma questo non significa che esistono "due Papi". Persone che lo conoscono dal vicino lo caretterizzano come un uomo "gentile ma fermo". E cosi deve essere perche come Pastore della Chiesa lui e anche custode della Fede e capo della gerarchia ecclesiastica.
Qui voglio dire che anche un altro grande Papa come Pio XII per lunghi anni e stato presentato come una persona fredda,presuntuosa e insensibile. Basta vedere pero inquadrature documentarie che lo presentano tra la gente dopo il bombardamento di Roma per capire che non era cosi.